6 giorni on the road tra Svizzera, Germania e Austria
Come regalo di compleanno il Teo ha chiesto di andare all’Oktoberfest a Monaco di Baviera e la Kry, che lo ama tanto, gli ha organizzato un tour on the road, moooolto nerd, apposta per accontentarlo.
Vogliamo essere onesti: se non amate la birra, Sherlock Holmes, 007 e l’Attacco dei Giganti, questo potrebbe non essere l’itinerario che fa per voi.
Se invece queste cose sono nelle vostre corde, allora mettetevi comodi e prendete appunti che qui c’è da divertirsi tantissimo!
🇨🇭 🇩🇪 🇦🇹 Svizzera, Germania e Austria on the road – Quest completata a settembre 2026
Difficoltà: media
In realtà per un on the road non serve molto a parte un’auto, ma la difficoltà media è data da una precisa insidia nascosta: il bollino ambientale (o Umweltplakette) richiesto per entrare nel centro di Monaco di Baviera.
Per entrare nel centro di Monaco non vi basterà avere un’auto poco inquinante ma dovrete pagare anche il bollino, cosa che potete fare online ma ricordandovi che l’adesivo da esporre vi verrà poi inviato per posta, quindi non potrete farlo mentre siete in viaggio a meno di non perdere tempo trovando un’officina autorizzata.
Noi per ovviare al problema ci siamo limitati a lasciare l’auto al nostro alloggio in periferia e prendere la metro per andare in centro.
Per la Svizzera e l’Austria invece vi basterà pagare online la vignette, cosa che potrete fare anche il giorno della partenza.
VOTO NERD: ★★★★☆
Tra Sherlock Holmes, 007 e l’Attacco dei Giganti, questo on the road si conferma breve ma densissimo di fandom imperdibili, quindi gli assegniamo tranquillamente 4 Dadi su 5!
VOTO POP-CULTURE: ★★★★★ o meno… dipende!
Il voto pop di questo itinerario è… altalenante.
Noi abbiamo intrapreso questo tour per raggiungere l’Oktoberfest, e la presenza della festa della birra più grande del mondo sicuramente merita un 5, ma se affrontate questo on the road in altre stagioni il voto potrebbe essere molto più basso a meno che voi non aggiungiate una tappa diversa… tipo il Castello di Neuschwanstein!
1ª tappa – Cascata Reichenbach
Era da tantissimo che volevamo visitare il luogo dove Sherlock Holmes “morì” scontrandosi con il suo arcinemico, il professor Moriarty.
Arrivare al luogo esatto non è difficile: vi basterà dirigervi verso Meiringen, in Svizzera, dove potrete prendere la Reichenbachfallbahn, una funicolare che dal paese vi porterà proprio sotto la cascata incriminata.
Al tempo dell’ultima avventura di Sherlock si doveva ancora salire a piedi per vedere la cascata Reichenbach, perché la funicolare aprì i battenti solo nel 1899, ma noi siamo nati stanchi e abbiamo preferito cogliere l’occasione per un giro su questo mezzo storico.
La cabina in legno della funicolare è infatti stata ricostruita sui telai originali e oltre a risparmiarvi una faticosa salita vi permetterà di godere di un panorama meraviglioso.

Una volta arrivati ai piedi della cascata poi, potrete salire in cima e scendere sul lato opposto della gola per raggiungere il luogo esatto da cui il Dottor Watson presume che i due avversari siano caduti nel baratro.
Dopo la visita alla cascata noi abbiamo continuato il nostro pellegrinaggio visitando il museo dedicato a Sherlock, che si trova in centro al borgo di Meiringen, dove potrete vedere una perfetta replica dell’appartamento del grande investigatore oltre a molti altri oggetti legati alla sua storia, con particolare attenzione alla sua ultima avventura in Svizzera.


Se poi volete davvero chiudere in bellezza il giro a Meiringen potete addirittura prenotare una camera al Parkhotel du Sauvage (link sponsorizzato), dove soggiornò Arthur Conan Doyle nel 1893, e al quale si ispirò per Englischer Hof, il luogo dove alloggiarono Sherlock e Watson.
Questa non è stata però la nostra scelta perché abbiamo preferito avvicinarci alla prossima tappa.
2ª tappa – Europa Park

Europa Park non è esattamente un posto a noi sconosciuto, ma non resistiamo mai al richiamo del parco divertimenti migliore d’Europa!
Al parco abbiamo dedicato un intero articolo ma, per chi non lo avesse letto, vi faremo un rapido riassunto: questo è un parco divertimenti diviso in aree dedicate alle varie nazioni europee.
L’ultima area aggiunta quest’anno è quella del Principato di Monaco che ora ospita, anche la partenza di una delle montagne russe più veloci di tutto il parco, la Silver Star.
Dopo averla visitata ci siamo diretti verso la zona Croazia, dove si trova Voltron, il rollercoaster preferito dalla Kry. E per una gran botta di didietro, siamo riusciti a fare due giri consecutivi senza rifare la fila.
E a proposito di file: Europa Park è anche famoso perché ogni zona ha ristoranti con piatti tipici di quella nazione e noi avevamo tanta voglia di greco, ma la fila era così lunga che ci siamo arresi e siamo andati a mangiare nella zona Francia.
Tra una giostra e l’altra abbiamo perso l’orario e così il nostro piano di cenare al FoodLoop, il ristorante dove i piatti ti arrivano su rotaia, è andato a farsi benedire perché il posto era già chiuso.


E qui vanno proprio dette due parole sugli orari di chiusura che, a nostro parere, sono un mistero.
Europa Park non manda annunci per dire che la chiusura è imminente, semplicemente i posti cominciano a chiudere.
Ci siamo così ritrovati a mangiare nella zona tedesca, dove si stava tenendo una specie di mini Oktoberfest. Ironico, sapendo che in un paio di giorni saremmo stati proprio all’Oktoberfest di Monaco di Baviera…
3ª tappa – Nördlingen
La nostra terza tappa è stata a Nördlingen, un borgo famoso per essere una delle tappe della Romantische Straße.
Per i nerd però Nördlingen è nota per essere stata l’ispirazione per il manga (e anime) “L’Attacco dei Giganti” di Hajime Isayama.
Alcuni amici ci avevano avvertiti del fatto che non avremmo trovato nulla a tema Attack on Titan nel borgo ma noi siamo rimasti ottimisti fino allo sfinimento… e ci è andata male.
Sulle mura che circondano il borgo, e che per i fan sono il vero Wall Maria, abbiamo trovato incise nel legno dei parapetti molte dediche ai personaggi del manga.
Nel guestbook del nostro alloggio abbiamo letto tantissime scritte lasciate dai fan e, in giro per il borgo, c’erano un sacco di facce da nerd… eppure non abbiamo trovato nemmeno una calamita da frigo a tema. Che tristezza.

Per consolarci siamo andati a visitare il Rieskrater Museum, dedicato al meteorite che ha colpito questa zona milioni di anni fa.
Nördlingen infatti è anche nota perché sorge all’interno dell’enorme cratere lasciato da questo meteorite e, salendo sul campanile Daniel della chiesa di San Giorgio, vi sarà possibile vedere in lontananza i bordi della grande conca meteorica.


Tornando al museo possiamo dirvi che è piccolo ma molto curato e potrete scoprire diversi aneddoti interessanti: per esempio sapevate che la roccia creata dall’impatto del meteorite fu usata nelle costruzioni fin dai tempi dei romani?
Troverete poi una roccia proveniente dalla Luna, riportata sulla Terra dalla missione Apollo 16 che partì da Cape Canaveral nel 1972, e un pezzo del meteorite che cadde a Neuschwanstein nel 2002.
Insomma, se lo spazio e i corpi celesti vi affascinano, questo è il museo per voi!
4ª tappa – Oktoberfest

Non eravamo mai stati all’Oktoberfest e avevamo tutte le intenzioni di esplorare la festa al meglio delle possibilità del nostro fegato.
Ehm… no, volevamo dire che eravamo davvero curiosi di vedere tutto ciò che l’Oktoberfest aveva da offrire in termini di birra & più birra.
Ehm… forse sarebbe meglio se smettessimo qui di scrivere…
In realtà possiamo giurarvi che non ci siamo limitati a bere e mangiare perché, tra una birra e l’altra, abbiamo fatto in tempo a salire all’interno della grande statua della Baviera che campeggia sopra la Theresienwiese, la zona dove si svolge la festa.
E dopo quello, e un altro paio di boccali di birra, il Teo si è fatto coraggio e ha affrontato le sue paure salendo addirittura sulla ruota panoramica.
Sì, sappiamo che probabilmente vi state chiedendo perché il Teo soffre di vertigini sulla ruota e non su tutte le montagne russe di Europa Park ma, se intervistato, esso risponderà che “È una questione di velocità. Se fa veloce non faccio in tempo a rendermi conto che è alto!”.
Dopo questo incredibile atto di coraggio abbiamo però dovuto visitare un paio di tendoni per qualche litro di birra corroborante e abbiamo scoperto alcune cose davvero divertenti.


Lo sapevate che all’Oktoberfest per indicare dove si trovano i bagni vengono usate delle statue di angioletti seduti su un vaso da notte che tendono un arco con sopra una freccia?
Sulla freccia ci sono due 00 che in molti posti sono il simbolo storicamente usato per i WC.
Ci dicono persone più anziane di noi che pure in Italia molti anni fa si usava il doppio zero perché negli alberghi era il numero usato per non confondere i bagni comuni con le varie camere degli ospiti!
5ª tappa – Königsplatz
Per non cominciare a bere dal mattino abbiamo passato una parte della giornata esplorando una zona di Monaco che ancora ci mancava: Königsplatz.
Questa enorme piazza fu fatta realizzare dal solito Ludovico I, un regnante che a Monaco è infestante come il prezzemolo.
Il Ludovico aveva una grande passione per l’arte antica e così, per abbellire la via che collegava la Residenz con il Castello di Nymphenburg fece costruire una grande piazza circondata da tre edifici neoclassici.
La porta attraverso la quale passava la strada fu realizzata per assomigliare ai propilei di Atene, lo Staatliche Antikensammlungen, invece, era destinato a contenere le collezioni di oggetti antichi.
Noi lo abbiamo visitato e ci è piaciuto molto, soprattutto la parte dedicata alle collezioni etrusche, ma quello che ci ha davvero incantati è stato il terzo edificio presente a Königsplatz: la Gliptoteca in stile ionico.

La Gliptoteca di Monaco di Baviera ce l’avevamo in lista da tempo perché qui è esposto un grande capolavoro: il Satiro ubriaco, noto anche come Fauno Barberini.
Questa statua è un originale greco che però fu ritrovato a Roma nel 1624, nei fossati di Castel Sant’Angelo, dopodiché finì nella collezione del cardinale Barberini.


Quando Ludovico la comprò, nel 1814, il cardinale Pacca, su sollecitazione di Antonio Canova, emise un bando per impedirne l’esportazione.
Ci vollero diversi anni di pressioni diplomatiche ma alla fine, nel 1820, il Fauno si involò per Monaco, dove si trova tuttora.
E visto che abbiamo recentemente visitato la regione greca della Macedonia, siamo passati anche ad ammirare un’altra opera della Gliptoteca, l’Alessandro Rondanini, una copia romana da un originale greco di Lisippo, lo scultore ufficiale di Alessandro Magno.
6ª tappa – 007 Elements

La decisione di visitare questo posto è stata… inaspettata.
Di solito, quando organizziamo un itinerario, sappiamo già cosa visitare ma questo non ci impedisce di cercare anche altre mete interessanti sul percorso.
Per farlo abbiamo addestrato la nostra IA preferita, anche se raramente ci dà suggerimenti che non avevamo già preso in considerazione.
Questa volta però ci ha sorpresi perché non avevamo mai sentito parlare di 007 Elements!
Questa installazione è stata realizzata nel luogo che nel film Spectre del 2015 servì come clinica di montagna… e in effetti 007 Elements è davvero in altissima montagna!
Il posto è stato scavato all’interno della vetta del monte Gaislachkogl, a 3.048 metri, sopra Sölden, in Austria.
I più sportivi tra voi potrebbero decidere di inerpicarsi sulla montagna, dotata di sentieri ben tracciati, per raggiungere la vetta in perfetto stile James Bond.
Noi nerd nati stanchi invece abbiamo preferito prendere la Gaislachkoglbahn I, la cabinovia che da Sölden ci ha portati sopra i duemila metri, e la Gaislachkoglbahn II, la stessa funivia che si vede anche nel film, per arrivare alla cima.
Il tragitto completo dura meno di mezz’ora ma è veramente mozzafiato e la vista dalla cima non è da meno.


All’interno di 007 Elements abbiamo poi scoperto diversi dietro le quinte, abbiamo potuto vedere alcune delle prop più famose dei film di James Bond di tutti i tempi e abbiamo anche controllato le nostre stats da agenti segreti, con tanto di conquiste e uccisioni!
L’unico neo di questa tappa è stato il rientro in Italia attraverso il Passo del Rombo che non solo costa 20 euro ma è anche soggetto a chiusura dopo le 20. Fate quindi attenzione all’orario quando vi mettete in strada!
Tappe sostitutive
Questo itinerario rimane valido anche se volete percorrerlo in un periodo in cui l’Oktoberfest non è in corso.
Se deciderete di dedicare a Monaco di Baviera un paio di giorni noi vi consigliamo di visitare il Castello di Nymphenburg, oltre a fare un giro in centro per vedere il Neues Rathaus, il famoso municipio neogotico che si trova in Marienplatz, e bere una birra all’Hofbräuhaus, una delle birrerie storiche di Monaco.
Se invece preferite restare fuori dalla città, allora potete inserire la visita a due dei castelli più famosi di Ludovico II di Baviera, il nipote del nostro amato (e infestante) Ludovico I.
Il primo dei castelli che vi suggeriamo è anche quello universalmente più famoso, ovvero Neuschwanstein, il castello delle favole per eccellenza!

Ricordatevi però che questo castello è una delle mete più visitate d’Europa e se non avrete prenotato la visita con larghissimo anticipo probabilmente non riuscirete ad entrare.
Le visite sono solo con tour organizzato e purtroppo non è possibile vedere davvero tutto il castello ma le parti visitabili sono di certo le più belle e spettacolari.
Se per caso non foste riusciti a prendere i biglietti in tempo, potreste trovare posto per entrare nel castello di Hohenschwangau che si trova proprio di fronte. Non è altrettanto fiabesco ma è comunque un’alternativa.


Un’altra tappa interessante potrebbe essere il castello di Linderhof, il nostro preferito tra quelli costruiti da Ludwig II perché oltre al palazzo stesso ci sono, disseminate nel grande parco, moltissime strutture con temi diversi, compresa la bellissima Grotta di Venere, un vero capolavoro ingegneristico al tempo in cui fu costruita, visto che il lago interno alla grotta aveva l’acqua riscaldata e una cascata attivabile a piacimento!
E per concludere… buon viaggio a tutti!
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