Simbolo della NASA al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism

Visita al John F. Kennedy Space Center

Abbiamo realizzato uno dei sogni che il Teo cullava fin da bambino e siamo andati a visitare il John F. Kennedy Space Center, il luogo di tanti lanci spaziali e dove è stata fatta la storia dell’allunaggio, tra le altre cose.

ATTENZIONE: Se siete tra quelli che credono che l’uomo non sia mai andato sulla luna, vi preghiamo di passare al prossimo articolo.

Capitan America era americano?

Partiamo da Capitan America.

E’ Alto, bello, biondo, con occhi celesti, fisicato e ha altissimi standard morali ma soprattutto è americano. Lo è, giusto?

La biografia del personaggio dice di sì. E’ di New York. Più americano di così si muore. Vero. Verissimo.

C’è però un piccolo punto controverso: se Steve Rogers non avesse preso il siero del Super Soldato non sarebbe mai diventato l’eroe che conosciamo.

Il siero lo aveva creato un tedesco quindi, dopo essere diventato Capitan America grazie a questo, Steve Rogers era ancora completamente americano? O era un po’ tedesco?

Noi propendiamo per la seconda ipotesi perché, se andate a grattare alcune bandiere americane, quelle belle grandi e appese in luoghi iconici, scoprirete che sotto magari c’è uno che era nato Francoforte!

Attenzione: il dottore Erskine, che inventò il siero del Super Soldato, era un ebreo fuggito in America prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, noi invece oggi parleremo di uno di quelli scienziati che rimasero in Germania e si fecero le ossa proprio tra i ranghi dell’esercito del Terzo Reich.

Il nostro protagonista di oggi è infatti il tedeschissimo Kurt Heinrich Debus, l’ingegnere tedesco che inventò il razzo V-2, il primo missile balistico guidato a lungo raggio nonché, udite! udite! Rullo di tamburi…

IL PRIMO DIRETTORE DELLO SPACE CENTER DELLA NASA!

Rocket Garden al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Il Rocket Garden (giardino dei razzi) si vede ben prima di entrare!
Gateway al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Uno dei padiglioni del Kennedy Space Center

Le SS che si fecero arrestare

Il Kurt era nato in Germania nel 1908 e ancora studente entrò a far parte delle Sturmabteilung, il primo gruppo paramilitare del partito nazista. Dopo aver conseguito il dottorato in ingegneria nel 1939, entrò a tutti gli effetti nelle SS e Hitler lo nominò direttore dei test di volo delle armi V.

“Uh, ma che bella personcina!” Dirà chi, come noi, è stato allevato a pane e Hellboy ed è abituato a nazisti supercattivi.

Bisogna però dire che, tra i buoni e i cattivi, nella storia vera ci stavano pure le persone normali con le loro famiglie normali. Al tempo la Germania era in un periodo di profonda crisi economica e la popolazione e divisa tra chi voleva abbracciare la politica comunista e chi invece simpatizzata per il partito nazionalsocialista.

Il partito comunista faceva paura a gente come il Kurt, che temeva di perdere la possibilità di fare carriera se avesse vinto quella parte, quindi l’unica altra possibilità era abbracciare i loro oppositori, e così fece.

Quando nel 1945 divenne chiaro che la Germania avrebbe firmato la resa, il Kurt si fece due conti in tasca. Da est stavano avanzando i russi e lui aveva il terrore del regime comunista. Cercare di fuggire in Francia era fuori questione perché francesi e tedeschi si vedevano come fumo negli occhi e la stessa cosa valeva per gli inglesi. Restavano gli americani.

Fu così che lui e molti altri scienziati si misero in marcia per andare a farsi arrestare dalle truppe americane.

‘Spettate, ve lo diciamo di nuovo: un gruppone di SS andò a farsi arrestare dagli americani perché a loro, che erano un gruppo di cervelloni, sembrava l’idea migliore. Se questa era la migliore chissà quali erano quelle scartate!

Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Dentro, fuori, dentro… al Kennedy Space Center si incontrano pezzi di storia dell’aeronautica in ogni angolo!
Lo Space Shuttle Atlantis al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Lo Space Shuttle Atlantis che, dopo 26 anni di onorato servizio, è finalmente stato pensionato qui al Kennedy Space Center per la gioia del Teo!

Gli scienziati ex-nazisti

Gli americani, in realtà, furono ben contenti di arrestare questo folto gruppo di scienziati a cui, diciamolo, della politica importava ben poco se potevano continuare nelle loro ricerche.

Pochi mesi dopo tutto era pronto per l’Operazione Paperclip. Tutti questi scienziati, e le loro famiglie, furono portati negli Stati Uniti, gli fu data la cittadinanza, un contratto governativo e poi furono messi al lavoro.

Gli scienziati ex-nazisti, tra cui il Kurt, lavorarono alacremente ma nel 1949 si rese chiara la necessità di testare i loro progetti.

Serviva quindi un posto isolato dove lanciare i nuovi missili perché… insomma… erano sperimentali! E se avessero colpito un paese vicino cosa avrebbero dovuto dire? Per qualche motivo un semplice “Scusaste, ci siamo sbagliati” non sembrava una grande idea a nessuno. E poi sarebbe stato imbarazzante, no?

Si decise così usare l’isola Merritt, in Florida, e di lanciare i missili verso il mare. Okay, c’erano un po’ di isolette sparse ma in definitiva sembrava il luogo migliore. Era anche abbastanza vicino all’equatore e così si poteva sfruttare la spinta della rotazione terrestre. (N.B.: questa cosa ce la dice Wikipedia. Noi non siamo assolutamente in grado di spiegarvela meglio, sorry!)

Il Kurt fu così spedito a Cape Canaveral e continuò per anni a progettare missili e razzi fino al drammatico 1957. Sì, perchè in quell’anno i sovietici misero in orbita il primo satellite artificiale al mondo, lo Sputnik.

Un razzo Apollo al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Ai lati del razzo potete vedere le patch di varie missioni Apollo
Un razzo Apollo al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
E ora pensatelo acceso… impressionante!

La corsa alle stelle

Ve lo immaginate lo smacco per uno come il Kurt che aveva lavorato tutta la vita per fa volare cose e che si era ritrovato battuto dai temuti comunisti sovietici?

Lo smacco sarebbe pure rimasto tale se non fosse che l’esistenza stessa dello Sputnik non bruciava solo al Kurt ma a tutta l’America!

Il presidente Eisenhower prese misure estreme e il 29 luglio del 1958 nacque il National Aeronautics and Space Act, la legge che istituiva la NASA e che assorbiva il comitato delle commissioni aeronautiche di cui il Kurt era a capo.

Ci vollero alcuni anni per decidere chi era chi e chi faceva cosa ma finalmente, nel 1962, il nostro Kurt fu nominato direttore dello Space Center.

Le aspettative che arrivavano con questo titolo erano chiare, visto che nello stesso anno il presidente Kennedy, in un sentito discorso pubblico, aveva pronunciato l’iconica frase:

“Scegliamo di andare sulla Luna in questo decennio e fare le altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili”

Modulo Apollo al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Molte delle cose che si possono vedere al Kennedy Space Center sono davvero state nello spazio!
Ricostruzione dell'allunaggio al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Ricostruzione dello sbarco sulla luna all’Apollo Center

 Visto il suo impegno per la corsa alle stelle, quando Kennedy fu assassinato l’anno successivo sembrò naturale dare il suo nome allo Space Center, che da allora si chiama John F. Kennedy Space Center.

Il Kurt continuò il suo lavoro ed era ancora lui il direttore quando, nel luglio del 1969, le parole di Kennedy si realizzarono portando, in quel decennio, il primo uomo sulla luna.

E così alla fine il Kurt aveva fatto la scelta giusta: buttandosi tra le braccia accoglienti dell’esercito americano aveva potuto continuare il suo lavoro e raggiungere un risultato che i comunisti, forse, non gli avrebbero mai permesso di raggiungere.

Un razzo Apollo al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Questo razzo alla NASA rimase in magazzino dopo la chiusura del programma Apollo… vuoi non dargli un padiglione tutto per sè?
Apollo 11 al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
La patch dell’apollo 11 è forse la più nota perchè fu quella dello sbarco sulla luna.

Ma cosa c’è da vedere al Kennedy Space Center?

In effetti in tutto questo abbiamo trascurato di dirvi perché dovreste visitare il Kennedy Space Center… scusate, questa storia ci aveva distratto!

Allora, partiamo dicendo che è meglio che vi prendiate un’intera giornata e che arriviate all’ingresso presto perché vi servirà ogni minuto a disposizione per visitare tutto quello che si può visitare in questo posto.

La prima cosa che vedrete, e che non potrete proprio non notare, è il rocket garden, ovvero il giardino dei razzi.

Rocket Garden al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Il Rocket Garden in una giornata che definire ‘variabile’ è un eufemismo!
Lo Space Shuttle Atlantis al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Lo spazio interno dello Space Shuttle Atlantis è pari a quello di un Boeing 747

Ci sono un sacco di modelli diversi, tutti lì fuori pronti a farsi ammirare e fotografare da voi e sì, sono tutti veri, non ricostruzioni di plastica.

In realtà tutto ciò che vedrete  qui è vero, perché alla NASA sono degli accumulatori compulsivi, per fortuna! Non hanno mai buttato via niente! Tutto ciò che è reputato non più in grado di volare, o sorpassato tecnologicamente, è stato messo in mostra per la gioia di tutti i visitatori.

Il Kennedy Space Center è il luogo più visitato della Florida. Qui tutto è strutturato per far nascere nei più giovani la voglia di diventare astronauti, con addirittura un padiglione dedicato agli eroi e alle leggende dell’esplorazione spaziale.

E ovviamente non può mancare il padiglione dove incontrare gli astronauti, quello dove si può scoprire tutto dell’esplorazione presente e futura di Marte, simulatori per viaggi nello spazio nonché una zona intera dedicata solo a un grande parco giochi per i più piccini.

In mezzo a tutto questo, il Teo era lanciato (a missile, è il caso di dirlo!) verso un padiglione in particolare, quello che contiene lo Space Shuttle Atlantis.

I comandi dello Space Shuttle al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Il Teo, ai comandi dello Space Shuttle, è un bambino felice!
Lo Space Shuttle Atlantis al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
Sempre lui, lo Space Shuttle Atlantis in tutta la sua gloria!

Quanti Trekker servono per uno Shuttle?

L’Atlantis è uno dei cinque Shuttle costruiti dalla NASA e per vederlo si attraversa un vero e proprio viaggio nel tempo. Prima si incontrano gli ingegneri che hanno dato il via a questo progetto, poi si viene introdotti alla presenza dell’imponente mezzo grazie al sollevamento di un telo. L’effetto WOW non mancherà di stupirvi!

Quello che però non ti viene dette durante la visita è un simpatico retroscena risalente al tempo in cui la NASA progettò questo innovativo mezzo.

Era il 1976 e tutto era pronto per il lancio del prototipo dello Space Shuttle, che era previsto per il ‘giorno della costituzione’, il 17 settembre. Per questo motivo il veicolo si sarebbe dovuto chiamare Constitution.

Quando però divenne di dominio pubblico che il primo Space Shuttle sarebbe stato lanciato, un gruppo molto esteso di persone decise di raccogliere firme a destra e a manca e di inviarle al presidente degli Stati Uniti (che al tempo era Ford) per chiedere un cambio di nome.

I consiglieri del presidente fecero presente che questo gruppo non era solo molto esteso ma erano anche ottimi elettori. Accontentarli sarebbe stato un bene… e in più non costava niente!

Fu per questo motivo che il prototipo dello Space Shuttle cambiò nome e divenne ENTERPRISE.

Ebbene sì, i fans di Star Trek avevano ottenuto ciò che volevano! A quel punto il governo cavalcò l’onda e invitò il creatore dell’amata serie tv, e tutto il cast, ad assistere al primo lancio. E ovviamente non mancarono di trasmettere la storica sigla: “Spazio. Ultima frontiera…”

Dopo di allora comparvero riferimenti a questo prototipo in numerose serie e film del saga, come a voler chiarire che tutto quello che sarebbe accaduto, nel futuro visto sullo schermo, era nato proprio da quel primo prototipo.

Dietro i cancelli della NASA

La visita al Kennedy Space Center comprende anche la possibilità di entrare nella zona riservata della NASA.

Ovviamente non vi lasceranno scorrazzare in giro da soli ma dovrete prendere un bus navetta che vi porterà oltre la sbarra. Lì potrete vedere alcune delle cose che davvero vi trasporteranno nel sogno di chi vive per raggiungere le stelle.

Durante il viaggio, che dura circa venti minuti, passerete davanti al Vehicle Assembly Building. Questo grande edificio fu costruito appositamente per assemblare i componenti di vari veicoli spaziali, dai razzi Apollo allo Space Shuttle ma anche il recente Space Launch System per la missione Artemis 1 del 2022.

Su questo edificio campeggia un’immensa bandiera americana che, quando vi fu dipinta nel 1976, era la più grande al mondo.

Durante lo spostamento in bus incrocerete anche alcuni razzi qua e là, e potrete vedere da lontano lo storico complesso di lancio 39A, lo stesso dal quale partì la missione Apollo 11 che portò l’uomo sulla luna e da cui oggi partono le missioni Space X.

Alla fine del viaggio verrete fatti scendere all’Apollo/Saturn V Center e qui potrete entrare e ammirare dal vivo la storia dell’esplorazione lunare.

Vi attenderà un enorme padiglione dove è esposto un vero razzo Saturn V, uguale a quelli che furono usati durante le missioni Apollo. Per quanto questo arnese sia impressionante, niente è comparabile all’emozione che si prova visitando una vera sala di lancio.

Verrete fatti accomodare e potrete assistere alla rievocazione del countdown di lancio e alla partenza dell’Apollo 8, il primo razzo con equipaggio umano a lasciare l’orbita terrestre il 21 dicembre 1968.

Vederlo da vivo ci ha fatto provare un’emozione che, come si dice in questi casi, è indescrivibile!

Sala di controllo dell'Apollo 8 al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
La sala di controllo dell’Apollo 8… ma in foto non rende l’emozione che fa provare!
Sala controllo dell'Apollo 8 al Kennedy Space Center in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture-tourism
La sala di controllo con i monitor accesi e il countdown

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16 commenti

  1. Questo è un posto dove starei tre giorni altro che uno solo. L’effetto WOW me l’hanno fatto le foto, pensa un pò se ci vado davvero! Non sapevo di questo parco/museo/centro chiamalo come vuoi, ma vedere veri razzi, navicelle, aerei supersonici che fan girar la testa…. vi invidio un pò, sono sincera.

    1. E questa è solo la punta dell’iceberg perchè ci sono altri Space Center disseminati per gli State e il Teo culla il sogno di vederli tuuuuutti!🤩
      (il prossimo a cui miriamo è in Texas!)

  2. Ho avuto l’impressione di essere tra le pagine di un romanzo di Ken Follett, tra comunisti che avanzano, nazisti cattivi e nazisti meno cattivi. Ammetto la mia ignoranza, ma ero convinta che questa cosa degli scienziati tedeschi che si sono consegnati agli americani fosse una leggenda metropolitana, e invece è tutto vero.
    Vedere i razzi dal vivo è sicuramente un’esperienza che lascia senza parole. Io ero stata al Museo della Cosmonautica a Mosca, ma mi sa che con il John F. Kennedy Space Center non c’è proprio paragone!

    1. Il bello dello Space Center è che lo hanno organizzato ‘per ignoranti’, nel senso che anche se non sai nulla di esplorazione spaziale, di razzi e quant’altro, loro cercano di farti fare un percorso in modo che tu possa conoscere tutta la storia dall’inizio ai giorni nostri in modo divertente e con moltissime attrazioni adatte anche ai bambini.
      Fosse per noi tutti i musei dovrebbero essere come questo posto ma ci rendiamo conto che i normali musei non hanno i fondi che ha la NASA😭

  3. Questo è davvero uno dei posti che sogno di visitare un giorno! Certo, non è proprio dietro l’angolo, ma Mai dire mai! Intanto grazie per il bel giro virtuale che mi avete fatto fare.

    1. Per noi è stato un bel tour e ti auguriamo di riuscire a farlo presto!

  4. Wow, un tour al John F. Kennedy Space Center e visitare la Nasa è sempre stato un nostro sogno, ma non riusciamo mai ad organizzare un viaggio negli States. Voi che itinerario avete organizzato? Così da prendere spunto!

    1. Noi abbiamo fatto Miami (Everglades e città) – Orlando (Universal Studio e Space center ma non Disneyworld) – St. Augustine e poi siamo fuggiti a New Orleans per fare il tour Anne Rice. Al ritorno ci siamo fermati a St. Petersburg e poi siamo scesi fino alle Florida Keys.
      Non è il giro migliore del mondo perchè per andare dalla Florida alla Louisiana sono un otto orette filate di auto, mentre in quei giorni avremmo potuto vedere molte più cose della Florida ma non abbiamo resistito!

  5. Questo sì che è un tour che farei super volentieri, del resto non riesco a credere che esista qualcuno che non sia affascinato dalle stazioni spaziali (e se c’è o è un alieno o mente )

  6. Molto interessante questa storia degli scienziati tedeschi che si sono consegnati agli americani e come sempre raccontata sapientemente !

  7. Che meraviglia! Sono sempre stata affascinata dallo spazio e dalle missioni spaziali e visitare lo space centre della NASA sarebbe veramente interessante! Avete in programma di andare anche a Houston prima o poi?

    1. Volevamo andarci già questa volta ma poi la distanza era un po’ troppa e avremmo dovuto sacrificare altre mete che volevamo vedere, così Houston è stato rimandato al prossimo giro negli States che, sulla carta, dovrebbe prevedere solo il Texas… perchè il Texas è davvero grosso!

  8. Sono proprio contenta di leggere questo articolo che mette in luce una verità storica spesso taciuta: gli scienziati tedeschi della seconda guerra mondiale vennero praticamente invitati a trasferirsi negli USA grazie alle loro doti e ai loro studi bellici che poi vennero utili in moltissimi campi, tra cui quello dell’esplorazione spaziale. Spesso si tende a vedere tutto bianco o nero ma nella storia del ‘900 ci sono davvero tantissime sfumature di grigio, soprattutto nella Seconda Guerra Mondiale (con questo non difendo i nazi eh, sto dicendo solo di avere capacita di discernimento e di non ragionare con la panza).

    1. E’ proprio vero: non li fanno più i nazisti cattivi come quelli di Hellboy!🤣
      A parte gli scherzi, per me è sempre un po’ sconcertante quando sento qualcuno semplificare al massimo la Seconda Guerra Mondiale rileggendola in bianco e nero: come da noi in Italia tutti, almeno di facciata, dovevano essere fascisti (perchè o lo eri o non avevi le tessere annonarie per comprare il cibo), allo stesso modo tutti i tedeschi erano nazisti.
      ‘Tutti’ è una gran quantità di persone e non è realistico credere che ‘tutti’ fossero dei malvagi e sadici generali a(SS)etati di sangue. La gente normale, che cercava di sopravvivere e di lavorare, era la maggioranza e gli Stati Uniti, con le loro campagne di assunzione governativa, misero a segno una vittoria forse più grande di quella della guerra!

  9. Eccomi, sono una di quelle che crede che l’uomo on abbia mai messo piede sulla luna. Ho letto comunque con molto trasporto il tuo articolo dedicato alla NASA, chiunque sarebbe curioso di sapere cosa combinano li dentro. Anche se è poco quello che lasciano trapelare al pubblico mortale. Immagino che sia davvero e emozionante assistere alla rievocazione della partenza dell’Apollo 8!

    1. Ma noooo! Avevo scritto di non leggere!!! Tu dovevi passare a un altro articolo!
      (Sono la Kry. Ti sto salvando dalla risposta del Teo che voleva farti il pistolotto sull’allunaggio… perchè lui è un CREDENTE!)🤣

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