Quartiere Francese a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism

Piccole storie dalla Big Easy

Il nostro secondo articolo sulla città di New Orleans, detta anche NOLA è dedicato alla miscela di culture che hanno convissuto in questa città fin dalla sua fondazione, dando vita a miti, credenze e leggende che non sono presenti in nessun altro posto.

Seguiteci quindi mentre percorriamo ancora una volta le vie del Quartiere Francese alla ricerca di colorate streghe voodoo e di interessanti storie di immigrati a volte un po’ mafiosi, fino ad arrivare a… Nicolas Cage!

The Big Easy? Ma siam sicuri?

Come in molti sapranno, tante città americane hanno dei simpatici soprannomi (New York è ‘The Big Apple’, Las Vegas è ‘Sin City’ etc.) e New Orleans è ‘The Big Easy’… ma perché?

Il nome proviene dal tempo del proibizionismo (tra il 1920 e il 1930 circa) quando negli Stati Uniti era proibito il commercio dei liquori. A New Orleans avevano recepito questa nuova legge più come una direttiva facilmente ignorabile che come una vera e propria imposizione. Da lì il nome di ‘The Big Easy’, vista la facilità con cui si poteva reperire alcol in città.

Ancora oggi New Orleans ha la nomea di città festaiola e infatti noi siamo ancora sconvolti dalla via più famosa del Quartiere Francese: Bourbon Street.

Non sappiamo voi, ma noi siamo cresciuti con l’immagine di New Orleans dataci dai libri di Anne Rice (che vi abbiamo raccontato in questo articolo) e più recentemente dalla serie tv ‘The Originals’.

Nella nostra immaginazione il Quartiere Francese era un posto dal gusto retrò, popolato di bar e localini dove si suona musica jazz! Appena arrivati in città, ci siamo quindi diretti verso Bourbon Street, ritenuta il cuore del Quartiere Francese. Dopo cinque minuti, poco compassionevolmente, l’avevamo già ribattezzata Barbone Street.

Case tipiche a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Alcune case di New Orleans
Case tipiche a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Altre casette tipiche di New Orleans

Non ci aspettavamo di dover saltare i clochard anche solo per attraversare la strada! Non stiamo scherzano: c’erano corpi umani in vari stadi di ubriachezza stesi su ogni marciapiede, mentre la sede stradale era invasa da una folla festante di giovani, non esattamente sobri, che  ballavano al suono della musica che usciva dai locali affacciati sulla via.

Siccome ogni bar aveva la sua musica, e tutti erano vicinissimi, non abbiamo idea di che musica fosse ma di certo non era Jazz!

Non vedevamo nulla del genere dai tempi in cui la Romagna era invasa dalle discoteche.

Ma NOLA fa davvero schifo?

Sconvolti dalla differenza tra la vera Bourbon Street e quella della nostra immaginazione, ci siamo quasi pentiti di aver deciso di spingere il nostro viaggio fino a New Orleans ma per fortuna il giorno seguente, con la luce e a mente lucida, ci siamo resi conto di alcune cose che ci hanno aiutato a riprenderci dallo shock.

Per prima cosa abbiamo compreso che solo Bourbon Street era davvero fuori controllo. Nel resto del Quartiere Francese, per quanto i clochard fossero molti, la situazione era accettabile.

Cerchiamo di spiegarvi: non è stato tanto il numero di senzatetto che affollano la città a disturbarci, perché in nessun momento ci sono sembrati persone pericolose o anche solo fastidiose, ma piuttosto l’odore.

Ebbene sì, una mandria umana di gente ubriaca tende a creare un certo olezzo ma, se a questo ci aggiungete fluidi corporei e rigurgiti, capirete che la situazione potrebbe essere leggermente fastidiosa.

Insegne su Bourbon Street a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Alcune insegne su Bourbon Street
Vetrine vintage a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La vetrina di un antiquario su Royal Street

Abbiamo così scoperto che Bourbon Street è una specie di ‘ghetto’ senza cancelli. Basta davvero girare in una qualunque strada laterale per finire in un altro mondo, uno che assomiglia molto di più al nostro immaginario. E per quanto riguarda l’odore, bisogna dire che i netturbini qui ci danno dentro parecchio! Ogni mattina lavano sia le strade che i muri delle case con acqua profumata, proprio per mitigare il problema.

Poi siamo finiti in Royal Street e… è stato amore! La via è costellata di negozietti di oggetti vintage per tutte le tasche, dalle cose più accessibili alle gallerie d’arte inarrivabili. Ci sono localini deliziosi e, in generale, questa via incarna alla perfezione la New Orleans che immaginavamo.

Se non fosse stato per Royal Steet probabilmente avremmo levato le tende al volo!

Location cinematografiche

Mentre stiamo parlando di Royal Street ne approfittiamo per citare alcune delle location cinematografiche che hanno aiutato a creare nella nostra mente un’immagine di New Orleans ben diversa dalla realtà.

Partiamo da LaLaurie Mansion, la casa dove visse la presunta serial killer Delphine LaLaurie.

Questa ricca donna di New Orleans torturò, e poi uccise proprio in questa casa, molti dei suoi schiavi. Quando la cosa divenne di dominio pubblico LaLaurie Mansion fu assalita da una folla inferocita e le autorità indagarono sulla questione tanto che Delphine fuggì dalla città e cercò rifugio a Parigi.

La magione fu usata nel 2013 per la serie TV ‘American Horror Story: Coven’, dove Kathy Bates interpretò appunto Delphine LaLaurie.

Restando in tema, anche se questo ci costringe ad allontanarci da Royal Street, se volete sapere dove si trova la vera ‘Accademia Robichaux per Ragazze Eccezionali’ vista sempre in ‘American Horror Story: Coven’, allora dovrete dirigervi verso il Garden District e cercare Buckner Mansion. Questa costruzione imponente era originariamente stata costruita per essere la più lussuosa della zona e vantava ben tre sale da ballo!

Tornando invece nel Quartiere Francese, poco lontano da LaLaurie Mansion, potrete visitare la stupenda Beauregard-Keyes House, dove sono state girate alcune scene della serie tv ‘Intervista col vampiro’.

Ingresso di Lalaurie Mansion a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Ingresso alla maledetta, infestata ma comunque costosissima Lalaurie Mansion
Lalaurie Mansion a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Esterno di Lalaurie Mansion
Accademia Robichaux per ragazze eccezionali a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Certo, non è Hogwarts… ma piuttosto che niente va bene anche l’Accademia Robichaux!
Accademia Robichaux a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Ammettetelo che un po’ vi sarebbe piaciuto frequentare l’Accademia Robichaux!

A dirvela tutta, però, noi non siamo andati a visitarla per questa sua particolarità ma per la sua storia davvero travagliata e interessantissima.

Tra parentesi ci teniamo a segnalare che la nostra visita guidata a questa dimora è stata davvero stupenda e non solo per la bellezza del posto. La nostra guida era davvero competente e parlava un inglese  perfetto e senza inflessioni particolari, cosa più unica che rara a New Orleans!

… e io ti sparo!

Ed eccoci a parlare di questa Beauregard-Keyes House che fu costruita nel 1826 e comprata nel 1904 dalla  famiglia Giacona.

Pietro Giacona si trasferì in questa casa con la moglie e il figlio Corrado che, poco tempo dopo, si sposò e gli diede numerosi nipoti. Erano dei commercianti di vino e liquori importati dalla Sicilia e il seminterrato della loro casa fu trasformato in cantina e deposito per la rivendita.

Sembrava un normale storia di immigrati italiani fino a quando non ricevettero alcune precise minacce da parte della Mano Nera.

Esterno di BK House a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La porta alla base della casa era quella usata dai Giacona per la loro rivendita di liquori!
Giardino di BK House a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Il giardino circondato da muri della BK House

La Mano Nera era un’organizzazione che usava l’iconica frase ‘fatici vagnari ù pizzu’ (fateci bagnare il mento, parole che normalmente intendevano l’innocente richiesta di un bicchiere di vino) per estorcere soldi alle proprie vittime. E’ da questa espressione della Mano Nera, usata inizialmente proprio negli Stati Uniti, che è derivata la parola ‘pizzo’.

La famiglia Giacona però di pagare non ne aveva la minima intenzione, così invitò a cena alcuni esponenti della Mano Nera per trovare un accordo.

Durante la cena fu servito molto vino e ad un certo punto gli animi si scaldarono.

Gli uomini della Mano Nera minacciarono di uccidere i figli di Corrado e lui, a quelle parole, cominciò ad urlare, svegliando il padre Pietro che si era ritirato poco tempo prima.

Pietro, sentendo gridare la parola ‘omicidio’, scese in veranda armato di fucile e sparò a tutti e quattro gli ‘invitati’. Tre di loro morirono sul colpo e solo uno riuscì a fuggire.

I Giacona furono accusati di omicidio ma poco tempo dopo furono prosciolti per legittima difesa.

La Mano Nera in questo caso non riuscì ad imporsi ma niente paura! Pochi anni dopo fu assorbita dai Marcello, la prima famiglia mafiosa degli Stati Uniti!

Interni della BK House a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Interni della Beauregard-Keyes (BK) House
Chess Player a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Il manoscritto di ‘The Chess Player’ e il libro stampato allla Beauregard-Keyes (BK) House

Il re degli scacchi

Questa però non è la sola storia curiosa legata a Beauregard-Keyes House perché nel 1945 la casa fu comprata da Frances Parkinson Keyes, un’affermata scrittrice americana.

La Frances fece ristrutturare la casa e il giardino, facendo anche ricostruire il muro che lo circondava, e durante i lavori si mise in contatto con varie persone esperte di storia locale. Scoprì così che proprio in quella casa, a quanto si vociferava, era nato Paul Morphy, il grande campione di scacchi.

Se anche voi siete reduci della serie tv ‘La regina degli scacchi’ e state pensando di prendere i biglietti per questa edizione de ‘la partita a scacchi viventi di Marostica’ che si terrà il prossimo settembre, allora il nome vi sarà sicuramente famigliare.

Per tutti gli altri diremo che questo scacchista dimostrò fin dalla più giovane età un grande talento per questo gioco. Leggenda vuole che abbia imparato a giocare da suo padre proprio in questa casa.

Questo fatto incuriosì la Frances che si mise a studiare tutto quello che poteva sulla vita di Morphy e, alla fine, da queste ricerche ne trasse un romanzo avventuroso intitolato ‘The Chess Players: A Novel of New Orleans and Paris’.

Nel romanzo Paul Morphy è una spia che lavora come agente degli Stati Confederati in Europa usando la scusa del gioco degli scacchi.

Purtroppo questo libro non è stato edito in italiano ma la Kry sta vagheggiando di leggerselo lo stesso perché le sembra particolarmente avvincente!

Per tutti i curiosi che volessero vedere il materiale raccolto dalla Frances per il suo libro, sappiate che è possibile richiedere un appuntamento sul sito della BK House.

Se invece volete visitare la tomba del famoso scacchista potete dirigervi verso il cimitero di Saint Louis n. 1, lo stesso dove si trova LA PIRAMIDE!

La piramide del Nicola

A New Orleans c’è una piramide ed è davvero strana.

La sua stramberia è data dal fatto che è la tomba di Nicolas Cage. Che è vivo e sta benissimo.

Alle insistenti domande dei giornalisti sul perché il Nicola Gabbia abbia voluto comprare due lotti (costosissimi) in questo cimitero storico, l’attore non ha mai risposto e così girano le teorie più strane.

Tomba di Paul Morphy a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La tomba di Paul Morphy a cimitero Saint Louis n.1
Tomba di Nicolas Cage a forma di piramide a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Il Nicola Gabbia sarà un illuminato?? Son domande…

Alcuni dicono che lo ha fatto come mossa pubblicitaria per promuovere i film della serie ‘National Treasure’ ma la cosa sembra quasi troppo realistica perché ci piaccia questa soluzione, quindi passiamo alle teorie più fantasiose.

C’è chi sostiene che questa piramide, che non riporta il nome dell’attore ma solo la scritta ‘Omnia Ab Uno’, voglia rendere chiaro al mondo che il Nicola fa parte della Società Segreta degli Illuminati.

Questa società è esistita davvero ma negli ultimi anni è stata citata in così tante teorie del complotto da essere diventata ormai un meme. Come Nicola Gabbia, del resto!

Un’altra teoria riguarda alcuni dipinti storici di epoche diverse che presentano uomini con un volto somigliante a quello del Nicola. Che sia davvero lui? Alcuni sostengono di sì! Dicono che il Nicola è un immortale che un giorno rigenererà il suo corpo all’interno di questa piramide!

La nostra teoria preferita, però, è quella che riguarda la maledizione. Ad un certo punto il Nicola decise di dichiarare il suo amore per New Orleans comprando LaLaurie Mansion.

Da allora il poveretto è afflitto dalla maledizione di Delphine Lalaurie che lo ha portato sull’orlo della bancarotta. Liberarsi della casa non è bastato per salvarlo (dai debiti più che dalla maledizione…), così ha provveduto a comprare questa tomba che si trova nello stesso cimitero di quella di Marie Laveau. La sua speranza era quella che lo spirito della grande regina del voodoo potesse salvarlo dalla maledizione della serial killer!

E il Voodoo?

Ci sono così tante cose da dire su New Orleans che stavamo per scordarci del Voodoo!

La situazione in Louisiana tra il settecento e l’ottocento era questa: c’erano i francesi, gli spagnoli, i neri provenienti dall’Africa e infine arrivarono pure gli haitiani.

Alcuni hanno teorizzato che la religione cattolica romana, con i suoi santi e i suo sanguinosi martiri, nonché con l’onnipresente presenza di spiriti maligni, fosse un terreno fertile per gli africani che vedevano molte somiglianze con gli spiriti delle loro religioni. Dalla commistione di queste credenze nacque il Voodoo.

Marie Laveau era un mix perfetto di tutto questo in quanto si diceva avesse sangue di bianchi, neri e pure di nativi americani e, tanto per non farsi mancare proprio nulla, sposò un haitiano.

Era riconosciuta come una guaritrice e un’erborista oltre che una figura religiosa. Alcuni dicevano che fornisse erbe o droghe ai condannati a morte per facilitare il loro passaggio, altri le chiedevano dei gris-gris (degli  amuleti) per risolvere ogni genere di problema. Il suo seguito era immenso, tanto da meritare l’appellativo di regina del Voodoo.

Targa sulla tomba di Marie Laveau a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Targa sulla tomba ritenuta quella della regina del Voodoo Marie Laveau
Tomba di Marie Laveau a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Se guardate bene la tomba di Marie Laveau vedrete che alcuni ‘supplicanti’ vi hanno inciso delle X

I più scettici sostengono che fosse solo una gran pettegola che conosceva i segreti di tutti grazie al suo salone di parrucchiera (Ah! Le cose che si dicono dal parrucchiere!) e che questo alimentasse la sua influenza.

Tutti gli altri invece possono recarsi sulla sua tomba, disegnarvi tre X, girare tre volte su sé stessi, bussare sulla lapide e gridare il loro desiderio sperando che Marie Laveau lo esaudisca.

Se verrete esauditi non scordatevi di tornare, portare una degna offerta e di disegnare un cerchio attorno alle vostre X!

Per farlo però dovrete prenotare un tour guidato perché, a causa dei molteplici atti vandalici subiti dal cimitero nel corso degli anni, ora non è più possibile entrare da soli!

Ancora Voodoo

La casa dove viveva Marie Laveau si trova su Boubon Street e oggi è una specie di museo (con un negozio di articoli per turisti che offre anche ‘letture spirituali’) che mantiene vivo il mito di questa regina del Voodoo e quello di sua figlia, Marie laveau II.

Di preciso non si sa quanti figli avesse avuto Marie Laveau ma sappiamo che molte delle figlie femmine, come da tradizione cattolica, si chiamavano Marie, mentre i maschi si chiamavano Joseph.

Museo del Voodoo a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Al museo del Voodoo c’è una replica in piccolo della tomba di Marie Laveau con sopra tante X

Delle figlie almeno due Marie sopravvissero e una di queste seguì le orme materne e divenne una nota e seguitissima voodooista che compiva spettacolari rituali nelle paludi del Bayou.

Durante una vigilia di San Giovanni ben dodicimila persone assistettero a un suo rituale presso Lake Pontchartrain, o così si narra.

A noi, che siamo di Parma, non sembra così strano: qui per la vigilia di San Giovanni riusciamo a far sposatare l’intera città in strada con la sola promessa di mangiare tortelli d’erbetta!

Comunque l’idea di visitare le paludi del Bayou e i luoghi dove questa Marie II praticava i suoi riti ci ha sfiorato ma nelle Everglades avevamo già raggiunto il nostro limite massimo di incontri ravvicinati degli alligatori e abbiamo dovuto desistere.

Per quanto riguarda invece in negozio/museo, abbiamo chiarito all’inizio la nostra opinione su Bourbon Street. Pur di non ripassare in quella via maledetta, siamo andati a soddisfare la nostra voglia di Voodoo al ‘New Orleans Historic Voodoo Museum’ che, sebbene piccolo, è pieno di oggetti interessanti e di spiegazioni davvero illuminanti.

Il posto vince anche punti simpatia per la Mama Voodoo che accoglie, con incredibile pazienza, i visitatori all’ingresso!

Statuine Voodoo a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Il Voodoo è un pot-pourri di credenze diverse amalgamate e shakerate forte!

L’angolo dello shopping:

(in qualità di affiliati Amazon otteniamo dei guadagni dagli acquisti idonei)

8 commenti

  1. Big Easy? Wow, mi piace moltissimo, non sapevo che la città fosse chiamata in questo modo. Mi piacerebbe molto visitare New Orleans, soprattutto nel periodo del Mardi Gras, anche se mi intimorisce un pò la confusione!

    1. Dopo aver visto la città senza il carnevale, pure noi siamo un po’ impensieriti all’idea del Mardi Gras… ma non demordiamo!

  2. Ci sono stata anni fa, e non ho un ricordo così terribile di Bourbon Street ma probabilmente il Covid non ha aiutato da questo punto di vista con la situazione dei senzatetto. Purtroppo però ho avuto pochissimo tempo, quindi la maggior parte di queste cose non le ho viste nemmeno da lontano. Come la piramide di Nicolas Cage! Ovviamente la teoria della maledizione è quella a cui voglio credere. Ma dove le scovate tutte ste cose curiose???

    1. Siamo nerd e queste minch… ehm… ‘cose curiose’ ci penetrano sotto pelle mentre siamo distratti da altro! Giuro che è un tunnel: tu entri nella nerditudine e vieni bambardato da notizie curiose di ogni genere e noi, malvagi, ci segnamo tutte quelle che sono correlate con posti che si possono visitare!

  3. Questo articolo mi ha attratto dall’immagine in copertina e dal titolo… poi leggendo ancora ancora e ancora di più!!!! Riesci ad incuriosirmi ogni volta di argomenti e luoghi per me totalmente sconosciuti… bravissima 👏🏻

  4. Partiamo dal fatto che American Horror Story è uno delle serie che più mi ha fatto paura in assoluto… terrore no paura, e per questo la trovo stupenda così come le location che avete fotografato. Ma il Voodoo, parliamone! Sono onnivora di tutto ciò che riguarda le religioni pagane e stavo proprio parlando a Paolo in questi giorni di andare nel sud degli States a fare un giretto in cerca di antiche credenze. New Orleans è ora che ci conosciamo io e te, sto per arrivare!

    1. Sento che ti piacerebbe da morire (a parte Boubon Street… quella non può piacere…) ma non sono certa di poter devinire il woodoo una religione pagana, io la definirei una interessante variante del cristianesimo!🤣

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe anche interessarti...