locandina del 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture

Titanic: The artifact exhibition

E’ da poco passato il centododicesimo anniversario dell’affondamento del Titanic e nonostante ciò la storia sfortunata di questo transatlantico, e quella dell’avventurosa ricerca (e ritrovamento) del suo relitto, continuano ad affascinare e a far parlare.

Noi, che di fronte alle storie avventurose di tesori perduti negli abissi marini siamo deboli come molluschi, ci siamo lasciati attirare dalla mostra sugli oggetti recuperati da questo mastodonte del mare e abbiamo scoperto la vera storia della ricerca del suo relitto e… stiamo ancora ridendo!

Un film da dimenticare

Un colossal cinematografico, record di incassi al botteghino, quattordici nomination e undici oscar vinti e tutto ciò non è bastato a farci amare quel film.

Era il 1997 e tutti, ma davvero tutti, avevano visto ‘Titanic’ di James Cameron al cinema. In prima fila a ogni spettacolo c’era il fan club di Leonardo Di Caprio che lanciava biancheria intima allo schermo. Subito dietro potevate trovare le coppiette che ad ogni angolo mimavano la scena sulla prua della nave all’urlo di “Ti fidi di me?”. Inframmezzati a questi c’erano  gli spettatori dalla lacrima facile e… c’eravamo anche noi. E non eravamo per nulla felici.

Iconica scena del film. Foto da Wikipedia

Lo andammo a vedere separatamente ma lo ricordiamo allo stesso modo: una lovestory-polpettone di 195 minuti che sembravano lunghi come ere geologiche.

Nonostante il film non ci fosse piaciuto le immagini del vero relitto del Titanic compensavano ampiamente il prezzo del biglietto. Poter vedere quel colosso affondato che si trova in un punto così profondo da non poter essere raggiunto senza un batiscafo, aveva dello stupefacente.

A questo aggiungete il gioiello chiamato ‘cuore dell’oceano’, un inestimabile diamante blu di 56 carati che si crede affondato con la nave.

 Questo prezioso monile è un’invenzione cinematografica ma l’idea dei tesori affondati insieme al Titanic è ciò che ha spinto più di un avventuriero a voler trovare il relitto del transatlantico inabissato.

E’ l’immagine di questi tesori che spinge la gente a voler vedere gli oggetti recuperati del relitto? O è solo la fascinazione di poter ammirare ciò che si credevano dispersi?

Noi pensiamo che sia un po’ di entrambi e così quando abbiamo scoperto che a Orlando era possibile visitare una delle più grandi mostre di reperti recuperati, non ce lo siamo fatti dire due volte e siamo corsi a vederla!

Ingresso alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Arriviamo alla exhibition con un cielo blu come il mare e ci ritroviamo davanti a un palazzo bianco come iceberg…
Un dipinto alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Un dipinto che vede il Titanic in procinto di partire per il suo primo e ultimo viaggio

Magneti e palloncini

Ma perché la Titanic Artifact Exhibition si trova ad Orlando in Florida? Sarebbe facile liquidare la questione dicendo che in questo modo la mostra gode dell’afflusso di turisti che si recano in visita ai parchi della città, ma noi prenderemo la strada più lunga e risponderemo a questa domanda partendo dall’inizio.

Allora, tanto per cominciare bisogna dire che le coordinate trasmesse dal Titanic insieme alle richieste di soccorso non erano esatte o comunque la nave non affondò in quel punto.

Questo problema, insieme alla mancanza di mezzi tecnologici che permettessero di raggiungere la profondità richiesta, misero fine alle richieste di recupero avanzate dalle famiglie delle vittime.

Per molti decenni, sebbene nessuno sapesse nemmeno dove si trovasse il relitto, le persone continuarono a fantasticare sul suo recupero. Tutti fecero a gare per proporre soluzioni, non richieste, più o meno fantasiose per risolvere il problema.

Vediamone alcune…

Foto d'epoca di un salotto alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Foto d’epoca di una salotto del Titanic
Ricostruzione di un salotto alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Ricostruzione fotografica del salotto del Titanic

Già nel 1914, due anni dopo la tragedia, qualcuno avanzò l’idea di inviare un sottomarino con degli elettromagneti. Questi, attratti dalla struttura d’acciaio del relitto del Titanic, si sarebbero subito attaccati e successivamente una flotta di chiatte in superficie avrebbe calato in acqua altri magneti da agganciare al sottomarino per farlo risalire in superficie insieme alla nave affondata.

Si calcolò che questo tentativo di recupero sarebbe costato quelli che oggi sarebbero trentacinque milioni di dollari e la cosa finì lì. Ma non per molto.

Poco dopo si ipotizzò di inviare delle sorta di palloni con attaccati dei magneti che si sarebbero attaccati al relitto e poi lo avrebbero dolcemente fatto fluttuare fino alla superficie.

Se queste due proposte vi sembrano anche solo vagamente sensate non preoccupatevi: le migliori devono ancora arrivare!

Ghiaccio, palline e Clive Cussler

Per qualche decennio l’idea di recuperare il relitto del Titanic rimase a ronzare in sottofondo ma tra gli anni ’60 e ’70 si cominciò a fare sul serio.

In quel periodo l’uomo era arrivato sulla luna, quindi era impensabile che non si potesse recuperare un relitto che si trovava sott’acqua.

Si recuperò l’idea dei pallonicini trasformandoli in grandi sacche di nylon che una volta sul fondo sarebbero state riempite di gas. Peccato che per riempire sacche così grandi da sollevare il relitto del Titanic sarebbero serviti dieci anni…

Scale interne alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Foto d’epoca delle scale del Titanic

Scartati i palloni si passò all’idea di pompare centottantamila tonnellate di cera fusa nella nave. I sostenitori di quest’idea erano anche disposti ad usare la vaselina se proprio la cera non piaceva.

Altri proposero di riempire il relitto di palline da ping-pong. Quando qualcuno fece notare che la pressione dell’acqua a quella profondità le avrebbe appiattite si riciclò l’ipotesi usando sfere di vetro piene d’aria. Il costo di questa operazione fu stimato in duecentotrentotto milioni di dollari. Avanti il prossimo!

Il prossimo era uno che pensò di pompare nel relitto dell’azoto liquido che avrebbe fatto ghiacciare l’acqua e avrebbe reso il Titanic un iceberg, facendolo galleggiare in superficie. Per farlo dopotutto sarebbero servite solo mezzo milione di tonnellate di azoto liquido, cosa vuoi che sia?

In questo bailamme di proposte anche Clive Cussler disse la sua e così, nel libro del 1976 “Recuperate il Titanic!”, il suo eroe Dirk Pitt riparò lo scafo danneggiato della nave e poi la riempì di aria compressa per farlo risalire in superficie.

Altri? No, perché ci sembra che ci sia un signore là in fondo che ancora non si è espresso e non vorremmo togliergli la possibilità di dire la sua!

Stiva del Titanic alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Ricostruzione delle stive del Titanic
Esempio di bagagli alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Tra i vari ambienti ricostruiti in questa mostra potrete vedere anche le stive

Scimmie e scienziati

Belle tutte queste teorie su come recuperare il Titanic ma rimaneva il piccolissimo problema che nessuno sapeva di preciso dove si trovasse.

Questa ricerca infiammò i sogni di esploratori e ricercatori ma il problema, come sempre, erano i soldi.

Robert Ballard, un geologo marino interessato all’archeologia subacquea, riuscì nel 1977 a ottenere i fondi per una ricerca del relitto del Titanic ma fu, letteralmente, un buco nell’acqua.

Veranda Café alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Ricostruzione della ‘veranda café’ di prima classe del Titanic

Ci furono altri tentativi di trovare i soldi per una spedizione ma fu solo nel 1980 che entrò in scena IL GENIO!

Jack Grimm, un petroliere texano famoso per aver finanziato moltissime spedizioni, decise che era ora di trovare il Titanic.

Per inquadrare meglio questo personaggio bisogna dire che  le spedizioni precedentemente finanziate da Grimm erano per la ricerca di: l’arca di Noè, il mostro di Lochness, il Bigfoot e il buco nel Polo Nord che porta al centro della terra.

Grimm pagò per un nuovo e costosissimo sonar e riuscì a coinvolgere scienziati e ricercatori di prim’ordine ma il tutto minacciò di andare a rotoli quando chiese di cercare la nave affondata in un punto segnato sulla mappa da una scimmia addestrata.

I ricercatori presenti, un filo sgomenti dalla richiesta e dalle insistenze del finanziatore, diedero il loro ultimatum:

“O la scimmia o noi!”
… e Jack Grimm scelse…

LA SCIMMIA!

Dovettero intervenire gli altri investitori, dicendo che si sarebbero ritirati dall’impresa se Grimm avesse insistito in questo smaccato nepotismo continuando a favorire la scimmia.

La spedizione alla fine riuscì a partire ma non trovò il Titanic, probabilmente perché non avevano seguito i suggerimenti della scimmia!

Grimm finanziò altre due spedizioni di ricerca (nel 1981 e nel 1983) ma sebbene fosse passato vicinissimo al Titanic i sistemi in uso non riuscirono a rilevarlo e così la storia continua.

Ricostruzione di una cabina alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
La ricostruzione di una camera di prima classe del Titanic
Ponte del Titanic alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Passeggiare sul ponte ricostruito del Titanic, con le luci basse e la musica dell’orchestra in sottofondo, è leggermente macabro…

Trovato!

Dal momento che non era dotato di una scimmia addestrata, Robert Ballard dovette, dopo il fallimento del 1977, lavorare sulla costruzione di nuovi strumenti per trovare il Titanic.

Progettò un veicolo  controllato da remoto e chiamato Argo che poteva scendere in acque profonde. Argo era dotato di sonar e video camere e in più era collegato al robot Jason che poteva raccogliere campioni dal fondale.

La Marina degli Stati Uniti finanziò la realizzazione di questo veicolo ma in cambio chiese a Ballard di uscire in mare con Argo per almeno un mese all’anno cosa che lui accettò con gioia, con la piccola clausola che parte del tempo lo avrebbe passato cercando il relitto del Titanic.

Nel 1984, mentre effettuava i rilievi chiesti dalla Marina su un sottomarino affondato, Ballard scoprì che dai corpi inabissati fuoriuscivano molti detriti che si spargevano solitamente per diverse miglia.

Questi ‘campi di detriti’ coprivano una vasta area ma il problema era che i sonar non li rilevavano mentre le videocamere sì.

Seguendo questo nuovo approccio la spedizione del 1985 decise di tenere accese le videocamere di Argo 24 ore su 24, con addetti al controllo che si davano il cambio ai monitor e così, a mezzanotte e quarantotto minuti del primo settembre 1985, apparve sugli schermi… UNA CALDAIA!

Foto d'epoca delle caldaie alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Una caldaia fu il primo pezzo avvistato del Titanic e fu riconosciuta proprio da questa foto d’epoca
Immagine dell'affondamento del Titanic alla Artifact Exhibition a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Tra le cose che potrete vedere in questa mostra ci sono anche filmati di ricostruzione dell’affondamento.

 Seguendo i detriti come pollicino con le briciole il giorno seguente comparve finalmente il relitto che tutti stava cercando da settantatre anni!

Il Titanic era stato finalmente ritrovato!

Negli anni seguenti le missioni sul Titanic si susseguirono in fretta e nel 1987 il documentarista D Michael Harris  e suo figlio, l’esploratore G Michael Harris, effettuarono ben trentadue immersioni con il sommergibile Nautile per recuperare reperti dal relitto.

Quelli in mostra a Orlando sono una parte di quei reperti.

Tamponamenti e matrimoni

Ma perché recuperare i reperti e non tentare di riportare in superficie il relitto? Dopotutto le idee per farlo non mancavano, giusto?

Il problema è che prima di ritrovare il relitto del Titanic tutti avevano ipotizzato che questo si fosse inabissato intatto mentre invece il transatlantico si era spezzato in due tronconi e tutte le precedente idee non era più attuabili.

C’era inoltre il problema che la nave, sebbene si trovasse in acque  fredde, non si era conservata bene come precedentemente ipotizzato perché diversi microrganismi, scoperti proprio sul Titanic e quindi ribattezzati Halomonas titanicae, avevano accelerato la disgregazione del relitto.

Cherubino sulla grande scalinata alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
La ricostruzione della grande scalinata con il cherubino che è stato recuperato e che è visibile all’interno della Exhibition
Putto della grande scalinata alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Il cherubino della Grande Scalinata che è stato recuperato dal relitto del Titanic

Ovviamente non tutti furono felici che il Titanic e i suoi reperti fossero saccheggiati e questo portò a numerose cause in tribunale ma quella è una storia noiosa e noi non ve la racconteremo, tornando invece a parlare del famoso film di James Cameron.

Dopo la scoperta del relitto si cominciò ad andare ‘a visitarlo’ e il regista fu un entusiasta, scendendo diverse volte per realizzare i filmati che sarebbero poi stati inseriti nel suo film.

Purtroppo in una di quelle immersioni un guasto mandò il sommergibile a tamponare il Titanic, danneggiando il relitto.

Dopo l’uscita del film il povero de-relitto Titanic fu tamponato di nuovo durante un matrimonio pubblicitario quando il sommergibile si appoggiò sulla prua della nave per ricordare la famosa scena del film.

Visti anche i danni causati al relitto e il precario stato di conservazione, qualcuno ha calcolato che ciò che resta del transatlantico scomparirà nel giro di pochi decenni. Nonostante siano state proposte moltissime soluzioni per la sua conservazione attualmente non si è ancora riusciti a realizzarle.

Noi, nel frattempo, ci accontentiamo di vedere la mostra dei reperti recuperati e di ringraziare che siano in larga parte a disposizione del pubblico.

Foto subacquea di una panchina alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Foto subacquea di una delle numerose panchine del Titanic
Panchina alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Un pezzo della panchina recuperato dal Titanic

Violet l’inaffondabile

Entrando alla ‘Titanic: The artifact exhibition’ vi verrà dato un biglietto.  No, non il biglietto d’ingresso ma quello di imbarco sul Titanic.

Vi vediamo che già vi state scaramanticamente grattando dove non batte il sole ma in realtà la trovata è accattivante perché alla fine del percorso troverete i cartelli con i nomi dei dispersi e quelli dei sopravvissuti e potrete scoprire la sorte della persona della quale avete il biglietto.

Passeggeri del Titanic alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Durante l’exhibition, oltre a vedere i pezzi recuperati, scoprirete le storie di alcuni dei passeggeri del Titanic

Auguratevi di ricevere il biglietto di Violet Jessop, da noi ribattezzata ‘l’inaffondabile’.

La Violet era nata in Argentina nel 1887 e a ventun’anni cominciò a lavorare sulle navi della White Star Line, proprietaria dell’Olympic, del Britannic e del Titanic.

Il 20 settembre 1911 la Violet si trovava sull’Olympic quando questa fu speronata da un’altra nave. Nonostante il danno riuscì a tornare in porto per le riparazioni e la Violet si ritrovò senza lavoro.

Gli fu offerto un nuovo lavoro dalla White Star Line ma lei non era convinta di volerlo accettare perché la paga era una miseria e i turni si preannunciavano massacranti. I soldi però servivano e così il 10 aprile 1912 salpò a bordo del Titanic.

Durante l’evacuazione del Titanic la Violet fu una delle prima a salire sulle scialuppe di salvataggio e così si salvò senza problemi.

A questo punto decise forse di restare con i piedi sulla terraferma? Assolutamente no!

Scoppiò la prima guerra mondiale e Violet partì infermiera sul Britannic che nel frattempo era diventato una nave-ospedale.

Violet Jessop una dei passeggeri del Titanic alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Foto di Violet Jessop da Wikipedia

Il 21 novembre del 1916 la Violet sopravvisse anche all’affondamento del Britannic dopo che questo aveva colpito una mina.

E dopo di allora continuò imperterrita a lavorare su molte navi!

Carte da gioco alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
A chi saranno appartenute queste carte e questi soldi? Forse a un giocatore incallito in fuga dai debiti? O a qualcuno che aveva comprato il biglietto giocando a carte?
Piatti recuperati alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Forse chi imballò questi piatti già si immaginava nella sua nuova casa oltre oceano e non pensava che sarebbero rimasti per decenni in fondo al mare
Un dizionario alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
Un dizionario di scuola che forse apparteneva a un ragazzino o a un adulto che lo teneva per suo figlio.

… ma i tesori?

La domanda ora è questa: ma sono stati trovati sul Titanic i grandi tesori che tutti sognavano?

Ebbene sì, perché molti passeggeri avevano depositato i loro preziosi presso la tesoreria della nave e, al momento dell’evacuazione questi averi erano stati diligentemente stivanti in tante valigie per poter essere imbarcati sulle scialuppe di salvataggio.

Peccato che di scialuppe non ce ne fossero nemmeno per i passeggeri figuriamoci per le valigie che così finirono in fondo all’oceano.

Il legno presente sulla nave è ormai quasi tutto consumato e l’acciaio sta facendo la stessa fine ma, ironia della sorte, la cosa che si conserva meglio in fondo all’oceano pare essere il cuoio conciato con il tannino, proprio lo stesso che si usava per le valigie.

E’ così che molte di queste valigie di cuoio sono state recuperate e ne sono usciti oggetti di ogni tipo, dai gioielli a documenti cartacei e banconote che di certo non avrebbero dovuto sopravvivere.

A nostro avviso tutto ciò che è sopravvissuto, dalla più umile delle ceramiche alla più preziosa delle collane è comunque un tesoro, sia per la sua storia sia per il suo valore culturale, e quindi siamo stati molto felici di aver potuto vedere questa mostra.

Tra l’altro qui potrete vedere, perfettamente ricostruiti, diversi ambienti di bordo, dalle cabine alle sale da pranzo fino al grande scalone. E’ qui che troverete esposto l’originale cherubino decorativo che fu recuperato quasi intatto.

una menzione d’onore va a ‘The little piece’, il secondo pezzo più grande recuperato.

Si tratta di un enorme parte di scafo il cui recupero (avvenuto insieme a quello più grande noto come ‘The Big Piece’ che si trova a Las Vegas), fece a suo tempo notevole scalpore.

E ora lasciamo gli abissi dell’oceano e andiamo a prendere un boccata d’aria!

Little Piece alla 'Titanic: Artifact Exhibition' a Orlando in Florida. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato alla pop-culture
‘Little Piece’ è il secondo pezzo più grosso recuperato dal Titanic. ‘Big Piece’, quello più grande, è in mostra a Las Vegas

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18 commenti

  1. Avevo visto una mostra sul Titanic a Liverpool, città dove la nave era stata costruita. C’era un sacco di storia, qualche reperto, qualche ricostruzione… ma sicuramente mancava la vostra narrazione a rendere la visita davvero top! 😀

    1. La mostra a Belfast ci attira tantissimo ma per i prossimi mesi non è in programma di passare di lì… ci toccherà aspettare!

  2. I palloncini con i magneti mi hanno fatta volare (pun intended)! Poi sono arrivate la cera, la vasellina e le palline da ping pong e lì una grossa risata è partita. Con Jack Grimm ho visto le stelle – uno che già finanzia progetti di fantasia, ci mancava per cercare il relitto del Titanic.
    Però alla fine ce l’hanno fatta a trovarlo e a riportare su alcuni dei resti.
    Incredibile, tra l’altro, la storia di Violet, aveva una fortuna sfacciata!!
    Una mostra che sicuramente amerei vedere.

    1. Guarda, mentre leggevamo di queste cose eravamo increduli! Passi che ti immagini della gente vestita da Indiana Jones che cerca tesori in mare… ma la realtà supera di gran lunga la fantasia!

  3. Non ho mai capito questa voglia spasmodica di trovare e vedere il relitto del Titanic, è un luogo di morte e dolore che andrebbe lasciato in pace. Proprio tra qualche giorno andrò a visitare il museo a Belfast.

    1. Volerlo trovare lo capisco, perchè dopotutto è affondato con a bordo un sacco di roba preziosa che faceva gola in primis ai sopravvissuti che se la sono lasciata alle spalle, quello che mi fa un po’ strano è volerlo andare a vedere da ‘turisti’

  4. Sono estremamente affascinata dalla storia del Titanic e da tutto quello che lo riguarda. Mi sono esaltata moltissimo quando sono andata a visitare il Museo a Belfast, ma non ho nessuna voglia di andare a vedere il suo relitto, sia per i costi che per i rischi!

    1. Parole sante Teresa! Parole sante!
      Per quanto mi affascini la sua storia non andrei mai a visitare il relitto!

  5. Adoro la storia del Titanic, il film e tuttto quanto, percio’ adorerei questa mostra senza alcun dubbio. Che fortuna poter ammirare questi relitti e che peccato che invece la maggior parte andra’ inevitabilmente persa…

    1. Il fatto che molto di questo relitto andrà inevitabilmente perso mi mette una grande tristezza…

  6. La storia del Titanic mi ha sempre fatto provare tanta tristezza per come è finita: ancora oggi questo colosso spinge a imprese straordinarie per raggiungerlo come quella che ha portato al disastro del Titan. Non so cosa spinga le persone a voler vedere il relitto ma so cosa mi spingerebbe a visitare il museo: conoscere meglio la sua storia ma, soprattutto, la storia dei suoi passeggeri.

    1. Ammetto di non avere la minima fascinazione per il relitto e vederlo da vivo, costo e rischio a parte, mi attrae poco. In compenso tutti i reperti recuperati e la loro storia mi affascina tantissimo!

  7. Ho sempre amato la storia del Titanic (e, a differenza di Kri, anche il film), infatti non mi sono fatta mancare il tour del Titanic Belfast, il museo (decisamente interattivo) realizzato esattamente nel punto in cui il transatlantico è stato realizzato, nel porto della capitale dell’Irlanda del Nord. Il percorso di visita è davvero ben fatto, lo consiglio.

    1. Il tour del Titanic a Belfast è sulla mia wish list e prima o poi riuscirò a vederlo!
      Nel frattempo a chi potesse interessare lascio il link del tuo bellissimo articolo:
      https://liberamentetraveller.it/il-museo-del-titanic-di-belfast

  8. Ah bene, non sono l’unica a non aver apprezzato il film! Una noia mortale, e poi a dirla tutta il giovane Leo non mi faceva impazzire. Ma a parte questo, la storia del Titanic mi affascina moltissimo, e mi piacerebbe molto visitare questa mostra soprattutto per vedere la ricostruzione degli ambienti.

    1. Da quando il relitto è stato ritrovato sono state aperte un sacco di mostre sui reperti del Titanic e dopo aver visto questa stiamo valutando se andare a visitarne altre perchè l’abbiamo trovata davvero affascinante!

  9. Io avrò visto il film un centinaio di volte, e rimane una delle mie pellicole preferite. Forse proprio perchè ti permette di scendere negli abissi e di vedere effettivamente cosa è rimasto del tanto decantato transatlantico inaffondabile. A me la storia d’amore tra Jack e Rose ha fatto sognare molto…forse perchè è uscito che ero ancora una ragazzina. Andrei quindi a vedere il museo 🙂

    1. Quale che sia il motivo che spinge la gente a visitare questa mostra, ben venga! Il film lo abbiamo odiato ma la storia del Titanic ha molti lati davvero commoventi e la storia del recupero del relitto, con i suoi risvolti demenziali, è una vera perla!

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