Notte nella città di New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism

Piccole storie sul carnevale di New Orleans

Dopo una piccola riflessione ci siamo resi conto di non aver ancora scritto nemmeno una riga sull’evento annuale più importante di New Orleans: il Mardi Gras o Carnevale, così oggi parleremo solo di questa importante celebrazione.

Questo è il nostro terzo articolo su New Orleans (il primo riguardava un tour sulle tracce di Anne Rice e il secondo era sul Quartiere Francese) ma questa città nasconde così tante storie affascinanti che fatichiamo a scegliere quali raccontarvi. Da dove iniziare?

Da dove iniziare?

New Orleans, per chi non ce l’avesse presente, è una città della Louisiana che affaccia sul Mississippi. Questa zona fu inizialmente colonizzata dai francesi che però furono in fretta sostituiti dagli spagnoli.

Il problema è che i francesi avevano largamente popolato la zona. Anche dopo l’arrivo degli spagnoli, che importarono il proprio stile architettonico, il cuore della città vecchia continuò a chiamarsi ‘Quartiere Francese’. Nell’immaginario collettivo si fece strada l’idea che quelle belle case con i balconcini in ferro fossero appunto francesi mentre in realtà sono in stile iberico!

Insieme a francesi e spagnoli, arrivarono a New Orleans alcune tradizioni tipiche di queste culture, come il carnevale qui chiamato Mardi Gras (Martedì Grasso).

Decorazioni di Halloween a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Una delle case in stile ‘iberico’ del Quartiere Francese
Case tipiche a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Ancora case con balconcini nel Quartiere Francese

Noi sogniamo di vedere il carnevale di New Orleans da anni ma il nostro primo viaggio in questa città è avvenuto in tutt’altro periodo. Per consolarci siamo andati a visitare ‘The Presbytere’, uno dei musei statali della Louisiana che ha una sezione dedicata alla storia del carnevale.

Questo museo affaccia sulla centralissima Jackson Square, dominata dalla cattedrale dedicata a Saint Louis, che poi sarebbe il re di Francia Luigi IX di cui vi abbiamo già parlato in un precedente articolo.

Noi una visita alla Cattedrale ve la consigliamo, anche solo perchè è una delle due Cattedrali cattoliche in uso continuo più anche degli Stati Uniti (l’altra è la Cattedrale di San Carlo Borromeo a Monterey, in California).

Dopo aver visto la cattedrale, e aver passeggiato nei giardini sulla piazza, sarete pronti per immergervi nel museo Presbytere. Questo museo vi racconterà la storia di New Orleans e quella del suo carnevale.

Jackson Square a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La cattedrale di Saint Louis in Jackson Square
Cattedrale di Saint Louis in Jackson Square a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Gli interni della Cattedrale di Saint Louis in Jacksone Square

Tutti i colori del gaudente

Forse ci avrete fatto caso o forse no, ma i colori del carnevale di New Orleans sono il verde, il viola e l’oro. In questa città troverete questa combinazione di colori ovunque ma… perché?

Ebbene, in una città che era nata in parte francese e in parte spagnola, la risposta a questa domanda la dobbiamo ricercare in… Russia!

Era il 1871 quando, alla corte dello Zar Alessandro II, si stava cercando di spazzare sotto il tappeto una relazione scandalosa che vedeva come protagonisti il Granduca Aleksej Aleksandrovič Romanov, sesto figlio dello Zar, con Aleksandra Žukovskaja, figlia di un poeta e nipote, nientemeno, che di una schiava turca.

L’ Aleksej in questione era un giovanotto belloccio che a diciotto anni si era invaghito della bella  Aleksandra, di otto anni più vecchia di lui, l’aveva sposata e poi messa incinta.

Lo Zar risolse il problema alla radice spedendo l’Aleksej a fare un bel giro lungo negli Stati Uniti. Una volta che il figlio fu lontano ebbe tutto il tempo di convincere l’Aleksandra (tramita una ingente cifra e un titolo nobiliare) a trasferirsi e cambiare marito.

Costume per il carnevale di New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Per il carnevale di New Orleans la parola d’ordine è chiaramente ‘Sobrietà&Eleganza’!
Costume per il carnevale di New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Un costume del carnevale fine ma non finissimo. La Kry ne voleva uno da tutti i giorni, giusto per andarci a fare spesa!

‘Lontano dagli occhi, lontano dal cuore’ dice il vecchio adagio, e così fu. L’Aleksej negli Stati Uniti si diede alla pazza gioia e non si fece mancare nulla: una visita al Presidente, la caccia al bufalo, un viaggio su un carro guidato da Buffalo Bill… insomma, anche fuori dal suo paese natale seppe far parlare di sé.

Un gaudente di questo genere di certo non si poteva perdere i festeggiamenti del  Mardi Gras (martedì grasso) del 1872 a New Orleans. Quando in città si seppe dell’imminente visita del nobile russo si pensò di sfruttare l’occasione per festeggiamenti più sfrenati del solito.

Per rendergli onore gli si lasciò pure scegliere i colori ufficiali del carnevale che da allora sono appunto il verde, il viola e l’oro!

Burlesque e pubblicità

Libbie Custer (la moglie del generale Custer noto per la battaglia di Little Bighorn) non fece mistero della sua opinione sul Granduca. A suo dire, era un giovane interessato solo alle belle ragazze e alla musica.

Questo suo interesse per il gentil sesso lo portò, durante il suo viaggio, ad assistere ad una delle performance di Lydia Thompson, stella della compagnia teatrale ‘British Blonde Troupe’.

Lydia era una ballerina e attrice inglese che si era dedicata a un nuovo e scandaloso genere di intrattenimento, il burlesque.

Nella puritana America non tutti gradirono questo oltraggioso genere teatrale e la Lydia fu definita: “una creatura sfacciata e impura con i capelli gialli e le membra riempite di imbottiture”. Queste critiche non intaccarono minimamente il successo dei suoi spettacoli a cui assistette anche l’Aleksej.

Subito i giornali scandalistici attribuirono ai due una bollente storia d’amore e i paparazzi erano pronti a pedinarli quando si fossero incontrati al carnevale di New Orleans, dove la ‘British Blonde Troupe’ si sarebbe esibita.

Fu una delusione per tutti quando l’Aleksej non si presentò a nemmeno uno spettacolo della Lydia. Qualcuno, più malevolo o forse più saputo, insinuò che tutta la faccenda della relazione fosse stata solo una montatura per aumentare il battage intorno all’eccentrica Star.

Questo ci dimostra e anche al tempo certi trucchetti per far parlare di sé erano già in voga e funzionavano bene  tanto quanto oggi!

Costume per il carnevale di New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Ce le aggiungiamo due piume? Sì ma giusto due!
Schizzo per un costume per il carnevale di New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Uno dei figurini per i bellissimi costumi del carnevale

L’anello mancante

Avete presente che casino scoppiò quando Charles Darwin pubblicò ‘L’origine delle specie’? Quel libro teorizzava che, tramite l’evoluzione, le scimmie si fossero evolte fino a diventare i moderni esseri umani.

In seguito alla pubblicazione del libro si scatenò un putiferio, in particolar modo in quei posti dove veniva insegnato il Creazionismo.

Per capirci, i seguaci di questa teoria sostengono che dio creò l’uomo così com’è, quindi rifiutano l’idea che la nostra specie non sia sempre stata così. A loro sostegno i Creazionisti puntano il dito sul problema de ‘l’anello mancante’, cioè l’assenza di una specie intermedia tra le scimmie e l’uomo.

Fu a questo ‘anello mancante’ che si ispirò nel 1873 Charles Briton, uno degli organizzatori del carnevale di New Orleans, per dare vita a un grande spettacolo.

Il carnevale di New Orleans, come molti altri anche da noi in Italia, prevede infatti una spettacolare sfilata di carri allegorici. Nel 1873 Charles Briton propose come tema per la sfilata ‘The Missing Links to Darwin’s Origin of Species’.

Esattamente come da noi, anche a New Orleans la sfilata dei carri è solo un pretesto per portare nelle strade enormi carri satirici, pronti a sbeffeggiare tutto e tutti. Quell’anno una nutrita schiera di carri dalle forme di animali mostrò al pubblico Algernon Sidney Badger, l’allora sovrintendente delle forze di polizia, nei panni di un segugio, il ratto era Henry C. Warmoth, governatore della Luisiana, lumache e sanguisughe erano i membri della legislatura, la iena con gli stivali era il generale Benjamin Butler e la larva del tabacco aveva la faccia del 18° Presidente degli Stati Uniti Ulysses Simpson Grant.

Posto che vai, usanza che trovi, ma i carri allegorici pronti a ironizzare sui politici non possono che strappare un sorriso, tanto allora come oggi!

Quartiere Francese di sera a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Case con balconcini illuminati nel Quartiere Francese
Sera a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Crediamo che questa, con i suoi vasi appesi, sia una delle case più fotografate del Quartiere Francese!

Festeggiamenti e bagordi

Che Carnevale sarebbe se non ci fosse in giro gente allegramente alticcia che canta, balla e si diverte?

Per ottenere un perfetto clima carnascialesco è quindi necessaria anche un certa dose di alcol e questo, a New Orleans, non farete fatica a trovarlo.

Purtroppo se state immaginando fantastici cocktail preparati da distinti barman e serviti in scintillanti coppe di vetro sappiate che farete una gran fatica a realizzare il vostro sogno. Su Bourbon Street, la via più nota e trafficata del Quartiere Francese, la cosa più servita e bevuta sono degli orribili daiquiri già miscelati che vengono spillati dalle macchine della granita e serviti in bicchieri di plastica.

Il costo è basso e la qualità è davvero scadente e il gusto… ehm… diciamo che leccare shampoo al gusto frutta sarebbe più o meno uguale.

Ma quindi non ci sono speranze di bere un cocktail decente?

No, tranquilli, le speranze ci sono eccome ma dovrete scegliere con attenzione il luogo dove fermarvi e, dopo averlo fatto, potrete assaggiare un delizioso Sazerac!

Cocktail Sazerac a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Bere Sazerac farà sì che non vediate più i numerosi difetti di New Orleans…
Pirate Alley a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
L’insegna è accattivante… i cocktail moooolto meno!

Lo Sazerac è il cocktail ufficiale di New Orleans e fu inventato nel 1838 da Antoine Amédée Peychaud.

Questo Antoine aveva una farmacia su Royal Street e una sera, volendo intrattenere alcuni amici, realizzò una miscela di brandy francese, assenzio e bitter, creando lo Sazerac. Fin da subito questa miscela ottenne grandi assensi e si diffuse tra la popolazione.

Noi lo abbiamo ripetutamente assaggiato in diversi locali e il nostro preferito è quello del Vampire Cafè su Royal Street, mentre vi sconsigliamo davvero quello del Pirate’s Alley Cafe.

Se avete tempo fate un salto alla Sazerac House, dove potrete approfondire la storia di questa miscela. Se invece amate la varietà e non volete restare fedeli a una sola bevanda, sempre nel Quartiere Francese troverete il museo dei Cocktail Americani!

Musica Maestro!

E adesso parliamo della musica, altro fattore essenziale del carnevale ma anche della vita di tutti i giorni, soprattutto a New Orleans.

Dopotutto questa è la città dove è nato il Jazz! Non si può passare da qui senza rendere omaggio al musicista più famoso di New Orleans: Louis Armstrong.

Il Louis era nato nel 1901 in una zona povera della città e fin da giovanissimo aveva cominciato a mettersi nei guai con la legge.

Non che fosse colpa sua perché quando si hanno dodici anni e un amico ci sfida a fare una stupidata assurda all’urlo di ‘sei tu un codardo McFly?’, è ovvio che non ci si può tirare indietro.

Era capodanno e la stupidata in questione prevedeva che il giovane Louis rubasse la pistola del patrigno e sparasse in aria per festeggiare.

Lo beccarono e finì in riformatorio ma non tutti i mali vengono per nuocere perchè fu lì che Louis imparò a suonare, entrò a fare parte della banda del carcere e si trovò pure un professore di musica disposto a insegnargli.

Da lì in poi la sua carriera fu costellata di successi e la sua città natale decise di tributargli un parco.

Louis Armstrong sul 'Time'. foto scattata a New Orleans in Louisiana (USA) per il blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Louis Armstrong sulla copertina del Time

Il Louis Armstrong Park sorge ai margini del Quartiere Francese, nello stesso punto in cui nell’ottocento si trovava una grande area usata dagli schiavi e dai liberti per organizzare mercati ma anche serata di intrattenimento con danze e balli.

Congo square a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Un monumento ricorda i balli e le danze che si tenevano un tempo in quella che era ‘Congo Square’
Battello a vapore sul Mississippi a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
L’iconica ruota dei battelli a vapore vista in mille e mille film e serie tv
Louis Armstrong Park a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Ingresso illuminato del Louis Armstrong Park

Se però invece di visitare il parco cercate un modo diverso per ricordare questo grande artista, allora noi vi consigliamo di cercare un ristorante che vi serva ‘Red Beans and Rice’, uno dei piatti tipici della città e il preferito in assoluto del Louis che amava addirittura firmare le sue lettere con il simpatico ‘Red Beans and Rice-ly Your

Navigare a tutta musica

I primi grossi ingaggi musicali, Louis Armstrong li ottenne per suonare sui numerosi battelli fluviali che partivano o facevano sosta in città.

Siamo certi che prima o dopo avrete visto almeno qualche immagine dei battelli a vapore che solcano il Mississippi. Sono quelli di legno bianchi e rossi, con due ciminiere e una grossa  ruota posteriore.

Questi battelli a vapore erano uno dei mezzi di trasporto più popolari sia per le merci che per le persone, fin dagli inizi dell’ottocento. La tratta più lunga che percorrevano partiva da New Orleans e arrivava fino a Pittsburgh, navigando lungo i fiumi Mississippi e Ohio.

Al giorno d’oggi, in auto, servono sedici o diciassette ore per percorrere questa tratta che al tempo era considerata una distanza davvero ragguardevole. Non c’è quindi da stupirsi che i battelli fluviali avessero ottenuto un così grande successo.

Se le crociere in barca vi affascinano sappiate che questo itinerario è ancora disponibile al giorno d’oggi. Il viaggio dura  ben quattordici giorni e tra le tappe principali figurano Memphis (Tennessee), Luisville (Kentucky) e Cincinnati (Ohio), prima dell’arrivo a Pittsburgh in Pennsylvania.

Non è però necessario passare due settimane su un battello per visitarlo e recandovi presso le sponde del Mississippi, poco distante da Jackson Square, potrete trovare molti di questi battelli che offrono crociere di poche ore durante tutta la giornata. E per i più golosi è anche possibile prenotare delle mini crociera comprensiva di cena per potersi godere il tramonto su uno dei fiumi più iconici degli Stati Uniti d’America!

Notte a New Orleans in Louisiana (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Notte a New Orleans

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10 commenti

  1. Il sogno della vita visitare New Orleans durante il Mardi Gras! Anche se non sapevo che la scelta dei colori viola, oro e verde fosse da ricercae in Russia.

    Lo zar comunque è l’inventore dei drama coreni ahahah Anche lì, quando l’erede di un’azienda sposa qualcun* che non va bene ai genitori, quelli offrono un ingente somma di denaro per farl* andare via. Ora, quello è uno sceneggiato e quindi i soldi vengono accettati. Aleksandra, invece, è stata più materiale.

    Comunque tra parate, festeggiamneti, giri in battello e “drinkare”, trovo che sia il periodo perfetto per scoprire meglio New Orleans e i suoi abitanti.

    1. Noi non abbiamo resistino e intanto l’abbiamo visitata ma tornare per il carnevale resta un nostro chiodo fisso… certo, c’è il piccolo problema che ad un certo punto potremmo aver bisogno di una medaglietta come i cani per farci riportare a casa, ma quelli sono dettagli!🤣

  2. Una città che ancora non ho visitato e che non avevo preso in considerazione. Questo evento sicuramente è l’occasione ideale per andare! Potrebbe essere quel valore aggiunto in più

    1. Abbiamo come il sospetto che ci sia un casino incredibile per il carnevale… ma questa cosa, ben lungi dal dissuaderci, ce lo fa desiderare ancora di più!

  3. Ho adorato New Orleans da prima di arrivarci e non riuscivo a smettere di girovagare per le sue strade e i suoi quartieri per immergermi nelle sue atmosfere pazzesche. Come te il mio viaggio non è stato nel periodo del Carnevale e come te mi sono fatta una cultura al Presbitère e così ho capito il significato delle tante collanine che la gente porta al collo e vende per strada con i colori viola, verde e oro. Una città meravigliosa dove magia e realtà si mescolano continuamente

    1. In realtà noi ci abbiamo messo qualche mese per decidere in fondo New Orleans ci è piaciuta perchè la magia che speravamo di vedere era un filo assente durante il nostro viaggio!
      Però ritenteremo di nuovo, puoi scommetterci!

  4. In effetti, andare a New Orleans e non parlare del Mardi Gras è poco meno di una blasfemia! E’ una delle principali ragioni per andarci, ma sicuramente non l’unica! E’ una delle città americane che ancora non ho visitato ma che amerei molto vedere!

    1. Adesso che abbiamo ‘digerito’ i lati negativi di questa città siamo pronti a riaffrontarla anche durante il carnevale!

  5. New Orleans mi attira molto, sicuramente poter vedere anche il carnevale sarebbe un plus, ma vedo che già così con il museo ve ne siete fatti una bella idea, il leit motif poi della musica è una costante di tutto il sud degli States, da vedere e da sentire!

    1. Ci sono serviti diversi mesi per ‘digerire’ l’esperienza di New Orleans. Purtroppo la città era molto diversa da come ce l’eravamo immaginata ma ora, a mente fredda, possiamo dire che ci torneremmo volentieri.

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