Lafayette cemetery nel Garden District di New Orleans in Louisiana dove si trova la tomba del vampiro Lestat. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'

Il tour sulle tracce di Anne Rice a New Orleans

Se siete fan di Anne Rice di certo vorrete visitare New Orleans, quindi una piccola guida su tutto quello che dovreste vedere è d’obbligo, non credete?

Se invece non vi interessa nulla di questa scrittrice e dei suoi amatissimi personaggi, restate sintonizzati lo stesso perché questo tour comprende posti incredibili, pieni di fascino e di storia!

Abbiamo visto un vampiro e…

Noi eravamo lì, in quel di Orlando, passeggiando beatamente per Diagon Alley agli Universal Studios quando, con la coda dell’occhio, abbiamo visto qualcosa.

Era un vampiro!

Niente di stano visto che era Halloween, ma nel nostro cervello sovraccarico di dipendenze da vari fandom si è accesa una lampadina.

Una volta tornati in albergo il Teo ha detto, casualmente:

“Quante ore ci vogliono per arrivare a New Orleans in auto?”

La Kry, distrattamente, ha aperto maps e con voce distante ha risposto:

“Uhm… Qui dice nove.”

Il Teo ha cambiato argomento e la cosa è finita lì.

Il mattino successivo eravamo in auto diretti a New Orleans, la patria dei vampiri targati Anne Rice. Avevate dei dubbi che sarebbe finita così?

Oak Alley Plantation vicino a New Orleans in Louisiana, location cinematografica di 'intervista col vampiro'. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
La villa della Oak Alley Plantation alla fine del viale di querce secolari

All’inizio era la piantagione

Il primo libro di Anne Rice fu ‘Intervista col vampiro’ e, per chi proprio non ne sapesse niente, facciamo un breve riassunto.

Il giornalista Daniel Molloy intervista il vampiro Louis de Pointe du Lac che gli racconta la storia della sua vita, partendo dai tempi in cui era il ricco proprietario di una grande piantagione.

Quando questo libro divenne un film per la prima volta, nel 1994, la piantagione usata come residenza di Louis sullo schermo fu Oak Alley. Il nostro tour comincia proprio da qui.

Oak Alley non è a New Orleans ma si trova a circa un’ora di auto dalla città e vale assolutamente la pena visitarla anche solo per il suo aspetto.

La villa in sé, con le sue colonne bianche, appare esattamente come ci immaginiamo essere la casa di un grande proprietario terriero ottocentesco. Non è però la costruzione a rendere scenicamente irresistibile il posto, tanto quanto il viale fiancheggiato da querce secolari che danno il nome al posto.

Viale di Oak Alley Plantation vicino a New Orleans in Louisiana, location cinematografica di 'intervista col vampiro'. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
La vista di questo viale è davvero spettacolare

La particolarità di questo luogo è che il viale fu progettato prima della villa e, per realizzarlo, si usarono piante già enormi. Piantarle fu un lavoraccio ma tanto c’erano gli schiavi e la manodopera era gratis.

Il tour prevede anche la visita alle baracche dove vivevano gli schiavi che lavoravano nella piantagione di canna da zucchero. Con nostra sorpresa le loro abitazioni non erano così orribili come ce le eravamo immaginate.

La baracche non erano grandi, certo, ma nello stesso periodo in Europa i contadini vivevano in case di simili dimensioni, senza però poter usufruire del lusso di un’infermeria, di un lavatoio comune e di diverse altre cose che ci hanno fatto rivalutare ciò che avevamo visto in film e telefilm.

Non stiamo asserendo che queste persone avessero una vita felice o facile, stiamo semplicemente dicendo che non ci eravamo mai resi conto che, essendo un bene prezioso e costoso, gli schiavi non venivano trattati così male come eravamo portati a credere prima di questa visita.

Oak Alley Plantation vicino a New Orleans, location cinematografica di 'intervista col vampiro'. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Veduta della villa alla Oak Alley Plantation
Baracche degli schiavi alla Oak Alley Plantation vicino a New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Le baracche degli schiavi alla Oak Alley Plantation
Salotto di Gallier House a New Orleans in Louisiana che era la casa di Lestat in Intervista col vampiro. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Ora provate a immaginarlo di notte a lume di candela!

La casa di Lestat

Louis, dopo essere stato vampirizzato da Lestat, si trasferisce a New Orleans con quest’ultimo. Anne Rice ha sempre sostenuto che nella sua immaginazione la casa dei due fosse Gallier House, una dimora storica del Quartiere Francese di New Orleans

La casa si trova su Rue Royal, la via che più abbiamo amato a New Orleans, e dall’esterno ha un bellissimo balconcino in ferro battuto verde.

Prende il nome del suo costruttore, James Gallier Jr., che la realizzò per sé e la sua famiglia nel 1857.

Poiché Gallier era uno degli architetti più famosi della città, e usò molti accorgimenti particolarmente moderni nella costruzione della sua casa, questa dimora è stata dichiarata monumento storico nazionale nel 1974.

Al suo interno sono custoditi arredi d’epoca originali e il giro include anche la visita all’ala destinata agli schiavi, poiché al tempo erano i servitori previsti in ogni casa abitata da persone di un certo rango.

Anche in questo caso, come nella nostra precedente visita alla piantagione, ci siamo stupidi ritrovandoci davanti a stanze accoglienti e di buone dimensioni.

Esterno di Gallier House a New Orleans in Louisiana che era la casa di Lestat in Intervista col vampiro. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Appena arrivati a NOLA abbiamo scattato questa foto a Gallier House. Nella notte un’auto si è schiantata contro i pali di sostegno del balcone e così il giorno dopo la facciata era stata rapidamente impalcata. Noi non siamo riusciti a vederla alla luce del sole… ma nemmeno Lestat ci è mai riuscito, giusto?
Gallier House a New Orleans in Louisiana che era la casa di Lestat in Intervista col vampiro. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
L’elegante salotto di Gallier House

La nostra guida ci ha però spiegato che gli schiavi domestici avevano un tenore di vita migliore degli altri perché erano abitualmente presenti nella casa e i loro abiti e il loro aspetto rispecchiavano la ricchezza dei loro proprietari.

Tornando ai nostri amati vampiri, potrete soffermarvi sul salotto al piano terreno e non farete nessuna fatica a immaginarvi Lestat e Louis mentre intrattengono gli ospiti.

Noi abbiamo provato anche un piccolo brivido (nonostante il caldo afoso) quando al primo piano siamo entrati nella camera delle figlie di Gallier, ancora piena di bambole e mobili giocattolo. Istintivamente il nostro pensiero è andato alla piccola Claudia, la bambina che Lestat vampirizza come ‘dono’ per Louis.

Bambine vampire e caroselli

Ve bene, parliamo un po’ di Claudia, la bambola/bambina a cui Louis ha succhiato il sangue e che Lestat ha trasformato in vampira.

Nel film del 1994 c’era una scena dove si vedono molte bare uscire da una casa perché Lestat e Claudia ne avevano decimato gli abitanti.

Gallier House a New Orleans in Louisiana che era la casa di Lestat e Claudia in Intervista col vampiro. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Una delle bambole nella stanza delle bambine…

La casa, che si chiama Madame John’s Legacy, è ancora lì ma purtroppo durante la nostra visita era in ristrutturazione. Per consolarci ci siamo diretti al bar dell’Hotel Monteleone, lo stesso dove soggiornava Aaron Lightner nel libro ‘L’ora delle streghe’.

Per chi non lo sapesse i libri di Anne Rice dedicati ai vampiri e quelli dedicati alle streghe hanno numerosi punti di contatto e anche diversi crossover.

Una delle cose che accomuna le due saghe è la presenza del Talamasca, una società segreta dedita allo studio delle entità paranormali.

Aaron Lightner è uno dei membri del Talamasca e, essendo un elegante gentleman inglese, soggiorna in un luogo adatto al suo rango, l’Hotel Monteleone, appunto.

Questo posto, oltre a essere particolarmente elegante, è noto per un paio di particolarità tutte sue. La prima è che da quando fu aperto nel 1886 dal siciliano Antonio Monteleone, rimase sempre a conduzione famigliare e oggi è di proprietà del suo bisnipote, William Monteleone Jr.

L’altra cosa per cui è noto è il suo Carousel Bar, ovvero un bar girevole installato nel 1949 che ha la forma (e tutto il fascino) di una vecchia giostra.

A noi sarebbe davvero piaciuto riuscire ad accaparrarci uno dei 25 posti a sedere sul bar/giostra ma purtroppo c’era una certa ressa e non ce l’abbiamo fatta… sarà per la prossima volta!

Hotel Monteleone a New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
L’atrio dell’elegante Hotel Monteleone
Carousel bar all'Hotel Monteleone a New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il bar girevole (carousel bar) dell’Hotel Monteleone
Caffè alla cicoria a New Orleans (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Si vede subito che il caffè di cicoria è davvero una ciofeca! In compenso i beignets (dolce tipico di New Orleans) sono come le nostre frittelle di carnevale: buonissimi! N.B: evitate di andarli ad assaggiare al ‘Café du Monde’ perchè li troverete buonissimi ovunque, con meno fila e un servizio migliore!

Il Café peggiore di NOLA

Proseguendo il giro sulle  tracce dei personaggi di Anne Rice non possiamo fare a meno di fermarci per una colazione tardiva al Café du Monde, lo stesso dove si sono fermati a mangiare Michael e Rowan  ne ‘L’ora delle streghe’.

Sempre per aggiornare un po’ anche i miscredenti che non conoscono la saga, Rowan è una delle potenti streghe Mayfair e la protagonista del primo libro della saga.

La cosa divertente è che Rowan non sa nulla delle sue origini perché è stata allevata a San Francisco, ben lontana dagli intrighi stregoneschi di New Orleans. Lei è una donna intraprendente con davanti a sé una brillante carriera da neurochirurga. In pratica è l’ultima tizia al mondo che mai avrebbe pensato di finire in un casino paranormale.

Michael Curry è invece un architetto di origini irlandese che sembra in tutto e per tutto un gran bel pezzo di manzo. Neanche a dirlo, Rowan se ne innamora e questo porterà ad un saaaaacco di problemi perché i due condividono un corredo genetico di quelli che sarebbe stato davvero meglio non incrociare e invece…

Ecco, adesso vi diremo anche due parole su ‘sto Café du Monde che a noi è stato antipatico fin dal primo momento.

Il Café du Monde aprì i battenti nel 1862 e sopravvive fino ad oggi con un limitatissimo menù che comprende: caffè di cicoria (con o senza latte ma tanto fa schifo uguale), beignets (che sono le nostre frittelle di carnevale ricoperte da un chilo di zucchero a velo), succo di arancia, latte (con o senza cioccolato) e cioccolata calda. Fine.

Il posto è uno dei simboli della città e ci troverete turisti provenienti da ogni parte del mondo. Il servizio è esattamente quello di un fast food molto affollato dove dovrete sedervi, consumare e togliervi dai piedi il più in fretta possibile.

Tutto è fatto in catena di montaggio e ogni superficie, tavoli e pavimenti compresi, è inondata di zucchero a velo. Se immaginate bianche nuvolette dolci disilludetevi perché stiamo parlando di una fastidiosa e poco igienica patina appiccicosa!

Ci si sarà pure fermato il vampiro Lestat ne ‘Il ladro di corpi’ ma almeno lui di certo non ci ha mangiato nulla!

Le streghe in giardino

Un po’ tutto il Quartiere Francese di New Orleans compare, prima o dopo, nei vari libri di Anne Rice e vi indicheremo alcuni altri punti interessanti nel nostro prossimo articolo dedicato alla città, ma per ora lo lasciamo e ci dirigiamo verso il Garden District.

E’ in questa elegante zona della città che Anne Rice ha vissuto per diverso tempo e nel nostro giro andremo a vedere sia alcune delle sue dimore sia le case che hanno fatto da sfondo ai suoi libri.

Rosegate House, la casa di Anne Rice a New Orleans. dove è ambientata Mayfair Mansion. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Rosegate House fu la casa di Anne Rice a New Orleans
Alberi davanti a Rosegate House, la casa di Anne Rice a New Orleans. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Capite il problema degli alberi secolari e delle radici?

Il primo posto che visitiamo è Rosegate House al 1239 di First Street, una bella casa risalente al 1857 che prende il nome dalla cancellata in ferro battuto su cui compaiono molte roselline. Peccato che a detta di tutti quelle rose sembrino degli scheletri (vi mettiamo la foto, decidete voi cosa sembrano!).

Era già un posto noto per apparizioni misteriose ma la sua fama aumentò quando nel 1989 la comprò Anne Rice e, non paga di abitarla, la trasformò anche nella casa delle streghe Mayfair.

Ogni volta che nei libri si parla della casa della famiglia Mayfair le descrizioni sono sempre quelle di questo posto!

Questa casa, come le altre di cui vi parleremo, è proprietà privata e quindi non è possibile visitare gli interni ma già gli esterni ci ricordano vividamente molti passaggi dei libri!

Se però state cercando la casa usata nella serie tv ‘Mayfair Witches’, allora dovrete spostarvi un po’ e raggiungere Soria Creel House che si trova al 3102 di Prytania Street.

Cancello di Rosegate House, la casa di Anne Rice a New Orleans. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Dovrebbero essere roselline… dovrebbero…
Soria Creel House a New Orleans. location cinematografica della casa delle streghe Mayfair. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Non sarà identica a rosegate ma Soria Creel House è una validissima sostituta come casa delle streghe Mayfair

State attenti però, perché sebbene in Garden District abbia case meravigliose, non si può dire lo stesso delle sue strade e marciapiedi! Il problema è che gli alberi secolari, con le loro immense radici, hanno sollevato ormai tutta la sede stradale, rendendo la passeggiata un vero trekking su sterrato… ora abbiamo capito perché tutti qui hanno un SUV!

La tomba di Lestat

Nel Garden District si trova anche il cimitero storico Lafayette n.1, che ospita tombe a partire dal 1833.

La tomba Karstendiek, con le sue forme eleganti, fu quella che ispirò Anne Rice per la tomba di Lestat. Ancora oggi è meta di pellegrinaggio da parte dei fan, anche perché la tomba di famiglia delle streghe Mayfair è stata inventata e quindi non possiamo ricondurla a nulla di visitabile.

In realtà, anche se abbiamo detto che questa tomba è visitabile, attualmente il cimitero è chiuso per restauri e non è possibile accedervi. Purtroppo non è ancora nemmeno disponibile una data per la sua riapertura quindi l’unica cosa che abbiamo potuto fare è stata girarci intorno.

Tra le cose divertenti successe qui, dovete sapere che per molto tempo Anne Rice è stata una goticona convinta così, per la presentazione del suo libro ‘Memnoch il diavolo’, ha organizzato qui un funerale Jazz, di quelli tipici di New Orleans. Durante il ‘rito’ è stata trasportata a spalla, all’interno di una bara di vetro trasparente, fino a un fittizio punto di sepoltura.

Dopo il funerale si è diretta verso il Garden District Book Shop, dove era solita firmare le copie dei suoi libri.

Noi siamo passati anche di lì e ne abbiamo approfittato per una fetta di torta di carote (deliziosa!) nel bar del piccolo centro commerciale.

Concludiamo il tour

Per concludere la passeggiata nel Garden Distric non potete perdervi il St. Elizabeth Asylum, un edificio imponente che sorse nel 1860 per ospitare un orfanotrofio, una cappella e una scuola cattolica per ragazze.

Anne Rice acquisto questa umile dimora di soli 4.400 metri quadrati (più o meno), nel 1993 e la fece interamente restaurare.

Un corvo al Lafayette cemetery nel Garden District di New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Vi possiamo giurare che il corvo non è photoshop! Era già lì!
St. Elizabet Asylum, la casa di Anne Rice a New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
L’ingresso, sempre umile e poco pretenzioso, del St. Elizabeth Asylum, la dimora di Anne Rice a New Orleans

Nella nuova casa oltre a uno studio per se stessa e a un atelier di pittura per il marito Stan (che vorremmo ricordarvi era la sua ispirazione per il vampiro Lestat), fece costruire anche una sontuosa sala da ballo in cui organizzare ‘balli vampirici’.

I Rice vissero in questa casa fino alla morte di Stan, dopodiché Anne la vendette e attualmente è stata convertita in un condominio.

 Ora che abbiamo finito la nostra passeggiata, per deprimerci un po’ ci dirigiamo verso il cimitero di Metairie, dove si trova la tomba di famiglia dei Rice.

Non è vicinissimo e con i mezzi pubblici ci vuole più di un’ora per raggiungerlo, giusto per avvertirvi.

Poichè gli americani vanno in auto ovunque, è più comodo visitarlo in auto, anche perché si può entrare proprio tra le tombe e parcheggiare davanti al mausoleo… non lo abbiamo fatto, giurin giurello, sia perché ci sembrava poco rispettoso, sia perché volevamo passeggiare nel cimitero.

St. Elizabet Asylum, la casa di Anne Rice a New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
L’umile dimora di Anne Rice a New Orleans… quasi un monolocale!
Soria Creel House a New Orleans. location cinematografica della casa Mayfair. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Davanti a Soria Creel House noi abbiamo guardato bene in giro per vedere se compariva Julien o Lasher ma… niente… non abbiamo avuto fortuna!

Anne Rice è morta (con nostra somma tristezza) nel 2021 e nel mausoleo di famiglia oltre a lei e al marito Stan è sepolta anche Michele, la prima figlia della coppia, che morì di leucemia all’età di 5 anni.

Fu per lei che Anne Rice scrisse ‘intervista col vampiro’ e fu sempre lei a ispirare il personaggio della piccola Claudia.

Una sacca di sangue per ritemprarsi

Dopo le fatiche di questo tour noi vi consigliamo di tornare nel Quartiere Francese e di lasciarvi coccolare con una cena al Vampire Café che, a dispetto del nome, è un ristorante dove si mangia benissimo.

Ovviamente lo stile, quando si parla di vampiri, conta! E’ per questo che anche noi ci siamo lasciati tentare da una sangria servita in sacche di sangue dal simpatico nome di Fangria.

Tutto il menù usa questi divertenti giochi di parole, così il menù è diviso in ‘First bite’ (antipasti) e ‘Main Bait’ (piatti principali), mentre tutto il bere, dal vino ai cocktail, potrete chiederlo servito in bicchiere o in sacca da sangue e troverete nomi come A+, Dracula Sparkling e molti altri.

Mausoleo di Anne Rice a New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il mausoleo della famiglia Rice al cimitero Metairie di New Orleans ce lo aspettavamo più gotico!
Sacca di sangue/sangria al Vampire Café di New Orleans in Louisiana. Foto sul blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Come resistere alla ‘Fang-ria’ servita in sacca di sangue? Per la cronaca: era ottima!

Tra l’altro è anche uno dei pochi posti dove potete ordinare un cocktail con fiducia, perché a New Orleans i locali che servono alcol scadente sono tantissimi e i cocktail sono spessissimo pre-mixati e imbevibili, mentre qui un fantastico barista li preparerà per voi con la cura necessaria.

Presso il ristorante c’è anche la Boutique du Vampyre dove potrete comprare qualcosa a tema come ricordo della vostra giornata a spasso sulle tracce della regina dei vampiri!

L’angolo dello shopping:

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22 commenti

  1. Ho sempre avuto un interesse per i vampiri, mi piacerebbe un tour di questo tipo e vorrei provare il caffè anche se fa schifo 🙂

    1. C’è a chi piace il caffè di cicoria… non a noi ma ha i suoi estimatori. Per il resto New Orleans tra i vampiri della Rice e quelli della Harris è davvero la mecca per gli appassionati!❤️

  2. Sono rimasta sintonizzata lo stesso perchè anche se non so niente di vampiri e Anne Rice, il tour è molto interessante. Bellissime le foto a dimore, ville e parchi, immagino che dal vivo siano ancora più belle.

    1. Il tour della piantagione e del Garden District è un must di New Orleans ma per noi qualche vampiro rende tutto più interessante!😘

  3. Ho rovistato nei “cassetti” del tuo blog e mi sono subito bloccata quando ho letto il titolo e mi sono messa a leggere. Uaoh troppo carino questo tour, me lo segno come da fare nel mio prossimo viaggio negli States. Nel frattempo mi leggo anche qualcosa di Anne Rice

    1. Ci sono anche tantissimi tour organizzati per fare questo percorso o altri simili… il solo problema è che spesso le guide local hanno un accento un filino pesante e poco comprensibile per chi, come noi, non è esattamente ferrato con l’inglese…😭

  4. Voi non mi potete attrarre con i vampiri, le streghe, le dimore spettacolari, Anne Rice e New Orleans. Questo è un attentato perché è una delle tappe in America che mi affascina di più e questo tour ve lo ruberò.

    1. Ammettiamolo, potevamo fare quasi lo stesso giro usando ‘The originals’, ma tanto sempre di vampiri si parlava, quindi…

  5. Ma che tour fighissimo avete fatto! Non ho letto molto di Anne Rice, ma Intervista con il vampiro è davvero bello, così come il film. Cerco che bere dalle sacche per il sangue mi farebbe un pò impressione.

    1. Ma no, dai! E’ divertente bere dalle sacche di sangue!😂🤣

  6. Case antiche, palazzi storici, querce secolari, un po’ di folklore, pepe e molto altro… New Orleans e i suoi dintorni sono perfetti per me! Quelle ville in stile coloniale sono pazzesche e mi ricordano molti film che ho visto come Il Patriota!

    1. Sì, la zona è stupenda e tutto potrebbe essere molto bello se non esistesse Bourbon Street. Bourbon Street è orribile!👿

  7. Un tour insolito e fuori dal comune, ma direi che dagli Stati Uniti c’è da aspettarsi questo ed altro. Il quartiere francese di New Orleans vorrei visitarlo, ne ho sentito pareri tra loro anche molto contrastanti.

    1. Ecco… diciamo solo che il Quartiere Francese ha luci e ombre. Le ombre purtroppo sono moooolto evidenti!😭

  8. Ho adorato il tuo racconto e all’inizio alla fine! Ma vogliamo parlare del Fan gria? Ma che genialità è?

    1. Ma infatti credo di averne bevuto dei LITRI e ovviamente al Vampire Café ci siamo tornati quasi tutte le sere!🖤

  9. Sono stata a New Orleans per lavoro anni fa, e ancora adesso rimpiango tantissimo di non aver preso un paio di giorni di vacanza per poter conoscere meglio questa città. La visita al cimitero Lafayette era nella mia lista ma non c’è stato tempo purtroppo, e mi sarebbe piaciuto molto questo tour vampiresco (dopo la vista della bambola m sai che non avrei dormito la notte).
    Invece c’è stato tempo per il Cafè du Monde: il beignet devo dire che mi era piaciuto, ma sul caffè no comment!

    1. I Beignet sono FA-VO-LO-SI! Una droga!
      Per vari motivi, di cui parleremo prossimamente, New Orleans ci è piaciuta solo a metà, ma il meglio è stato di sicuro questo giro ‘vampiri & streghe’!😍

  10. Molto divertente il tuo tour di New Orleans e decisamente diverso dal mio anche se molte case le ho comunque viste. La Oak Alley Plantation, o meglio il suo viale, è di una bellezza pazzesca, quanto agli schiavi secondo me le baracche sono state oggetto di un bel make up per essere mostrate ai turisti senza vergognarsi troppo. Ho approfondito la questione della schiavitù e no, non erano trattati bene credimi.

    1. Non penso che gli schiavi fossero trattati ‘bene’ ma fa riflettere il fatto che le loro condizioni di vita fossero (in questo caso particolare perchè non so in altri posti) mediamente superiori a quelle dei contadini italiani che vivevano nello stesso periodo di tempo.

  11. Suvvia, non sono roselline, sono scheletri! Nemmeno l’animo più romantico potrebbe scambiare le due cose. Non ho mai letto i libri di Anne Rice, tantomeno ho visto le trasposizioni cinematografiche, ma credo che visiterei senza ombra di dubbio questi luoghi magici, incantevoli e anche molto eleganti. Per quanto riguarda la schiavitù credo che qui Si parli di eccezione. Non in tutte le piantagioni gli schiavi potevano godere di trattamenti simili. Anzi… ma forse questa dimora Si distingue dalle altre simili proprio per questo.

    1. In effetti le roselline tutto sembrano meno che fiori!🤣
      Per la schiavitù non ho idea se sia una rappresentazione ‘moderna’ che serva a stemperare gli orrori del passato o se sia qualcosa di storicamente corretto.

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