Torri del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri

Instagram è IL MALE!

Come forse qualcuno già saprà, siamo finiti in Polonia presi dall’hype per il concerto dei Rammstein ma poi, mentre eravamo lì, abbiamo voluto toglierci qualche sfizio perché anche noi non siamo immuni a quella feroce malattia del “L’ho visto su Instagram e ora voglio andarci!”. Ci era già successo lo scorso anno con il Palazzo Eszterházy in Ungheria e ci è risuccesso di nuovo quest’anno in Polonia.

Il posto che abbiamo visto in una foto, e che ci ha attirati come le mosche alla mer… ehm… volevamo dire come le api al miele, è il castello di Moszna che alcuni millantano sia stata la vera ispirazione di Walt Disney per il castello della bella addormentata cosa che, guardandolo, ci pare credibile.

Il castello di Moszna in realtà viene chiamato castello solo per il suo aspetto fantastico perché in realtà era solo una residenza nobiliare particolarmente lussuosa e ha ben poco dei luoghi storici che hanno accumulato in loro secoli di guerresche vicende. Nonostante ciò questo palazzo ha comunque una storia interessante e un aspetto che non può fare a meno di lasciare a bocca aperta…

Moszna in Polonia sembra il castello della favole. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
… e i ragazzini del centro estivo ci si aggirano con le tuniche di Hogwarts!!!
Alcune delle novantanove torri del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Garguglie, torri, pinnacoli… al castello di Moszna non manca nulla!

… e questo senza parlare del fatto che se tu fossi un ragazzino polacco che vive in zona potresti partecipare al centro estivo a tema Hogwarts che si tiene in loco e che prevede pure di girare con le uniformi della scuola di magia più famosa del mondo. Ammettiamo che noi, quando abbiamo visto gli studenti aggirarsi per queste sale con le tuniche a tema Harry Potter siamo stati davvero moooolto invidiosi di loro!

Franz il nano da miniera

Adesso però bando alle ciance e passiamo alla favola che è la storia vera di questo sedicente castello.

C’era una volta, in un tempo lontano che era il 1819, un ragazzo sedicenne di nome Franz Winckler. Il Franz aveva sette tra fratelli ma i loro genitori erano morti e lui, in cerca di un lavoro per potersi mantenere, si spostò dalla natia Tarnów a Tarnowskie Góry, una zona dove si diceva ci fosse bisogno di lavoratori per le miniere.

Come se fosse uno dei sette nani (che al giorno d’oggi non sono più nani ma magiche creature della foresta che si fanno vestire da un non vedente) il Franz si mise il piccone in spalla e diede prova di essere uno a cui lavorare non faceva paura.

Il Franz era giovane e dedito al lavoro e così i suoi superiori pensarono che fosse un buon investimento farlo studiare alla scuola mineraria, dove seppe farsi notare senza problemi e, dopo sette anni di lavoro e di studio accaniti, Franz Aresin, che amministrava la miniera Maria dove il nostro Franz lavorava, lo promosse caposquadra.

Poiché era sempre in miniera, il Franz non aveva molto tempo per le frivolezze e la vita sociale, quindi per cercare moglie si guardò in giro tra i suoi conoscenti e finì per innamorarsi Alwina Kalide, la figlia di un ingegnere che lavorava con lui.

I due si sposarono e magari avrebbero anche potuto avere una vita lunga e felice se non fosse arrivata, come una maledizione lanciata da una strega cattiva (che ora non è più cattiva perché ha un sacco di valide motivazioni per fare quello che ha fatto), l’epidemia di colera che travolse l’Europa in quel periodo.

Il Franz si ritrovò così vedovo con una figlia piccola di nome Waleska ma almeno il lavoro non era mai andato meglio perché Aresin, che era morto nello stesso periodo, gli lasciò il suo posto di amministratore della miniera Maria.

Veduta dalla finestra al castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Veduta da una delle finestre
Scala del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Scala del castello di Moszna

La miniera si chiamava Maria perché Aresin l’aveva intitolata all’amata moglie che per la sua bellezza era stata soprannominata da tutti “Róża Śląska”, la Rosa della Slesia.

Alla morte di Aresin la Maria era ormai una donna di quarant’anni mentre il nostro Franz, anche lui neo-vedovo, ne aveva meno di trenta ma in amore i numeri non contano e i due decisero di consolarsi a vicenda.

Ovviamente nella prima metà dell’ottocento una quarantenne che si trova il toyboy era materiale di prim’ordine per chiacchiere scandalistiche ma la Maria era una che, come si dice in gergo, “se ne fotte”, e così nel 1833 convolò a nozze con il Franz e si ritrovò pure con Waleska come figliastra.

Avrebbe potuto essere la storia di una matrigna cattivissima ma ormai avrete capito che quelle storie lì non sono più politicamente corrette (e non vanno nemmeno di moda) quindi la Maria si rivelò invece una candidata validissima al titolo di moglie e madre dell’anno (anche se pure quello non va di moda perché fa troppo patriarcato).

Grazie a questo matrimonio il Franz si ritrovò ad amministrare tutti i beni degli Aresin e, invece di darsi alla pazza gioia e di vivere serenamente, decise di farsi il culo e moltiplicare i soldi che aveva.

Un anno dopo il matrimonio, il Franz comprò la tenuta di Katowice, dove vivevano circa un migliaio di persone, e nei cinque anni successivi trasformò un posto del tutto trascurabile in quello che sarebbe diventato uno dei più grandi centri metallurgici della Polonia. Oggi Katowice è una città che vanta quasi trecentomila abitanti!

Nel 1840 il re Federico Guglielmo IV di Prussia si rese conto dell’apporto che il Franz, che aveva al tempo trentasette anni, aveva dato al regno e gli conferì il titolo di cavaliere permettendogli così di diventare Franz Von Winckler.

La famiglia, che ora aveva pure un titolo nobiliare, visse felice per i successivi dieci anni ma poi il Franz morì e due anni dopo anche Maria lo seguì, lasciando la figlia Waleska erede di un’enorme ricchezza.

La nascita della famiglia Tiele-Winckler

Avete notato che per ora, in questa storia, del castello di Moszna non se ne fa menzione? Ci scusiamo per questo disguido ma l’epopea di questa famiglia ci sembrava interessante e così volevamo narrarvela dall’inizio, anche se ci siamo un po’ allontanati dal punto principale.

Cappella neogotica del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Soffitto della cappella neogotica del castello
Hubert Von Tiele-Winckler comprò il castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Hubert Von Tiele-Winckler in una foto esposta al castello

Torniamo quindi alla nostra ricchissima e titolata Waleska che, a venticinque anni, era una bellezza con più pretendenti di quanti se ne possano desiderare. La Waleska però era stata allevata dalla Maria, che le aveva insegnato a fregarsene dell’opinione altrui, e dal Franz, che si era fatto da solo partendo da un umile e massacrante lavoro di minatore, e con questi presupposti che cosa credete abbia fatto? Pensate che abbia accettato di sposare il primo nobile snob e belloccio che passava di lì e che era interessato solo ai suoi soldi? Ovviamente no.

La Waleska, in barba a tutte le convenzioni, si prese come marito un giovane sottotenente dell’esercito, Hubert Von Tiele, che però gli ricordava molto il suo defunto padre.

La Welaska aveva l’occhio lungo e il neo marito si rimboccò subito le maniche e si mise al lavoro per raddoppiare di nuovo la loro già ingente fortuna e tra gli investimenti che fece ci fu anche l’acquisto, nel 1866, di un vecchio palazzo barocco a Moszna.

Nel frattempo i due combinarono i loro nomi e i loro stemmi e il loro primo figlio senza alcun guizzo di fantasia, fu chiamato Franz Hubert von Tiele-Winckler.

Welaska diede a Hubert altri sette figli e passò il resto della sua vita impegnata in opere di carità e assistendo i malati e questa sua indole generosa e premurosa la trasmise anche alla figlia Eva che diventò una diaconessa luterana.

Eva, combinando il meglio dei geni di famiglia, accetterà per la chiesa una grossa donazione fattagli dal padre e, reinvestendola, riuscirà ad aprire quaranta case per bambini abbandonati e a istruire missionarie che saranno poi spedite in diciotto diversi paesi del mondo. E’ a tutt’oggi ricordata come Madre Ewa.

Ovviamente però le sorti del castello di Moszna non furono legate a Eva ma al suo fratello primogenito Franz-Hubert che però tutti, per chiarezza, chiamavano Franciszek.

Franciszek il costruttore

La forza scorreva poten… ehm… intendiamo che pure il Franciszek aveva ereditato il pallino degli affari che ormai era un’abilità di famiglia e così, sebbene fosse nato già ricco e titolato, accumulò soldi fino a diventare il settimo uomo più ricco della Prussia, risultato non da poco quando gli altri erano nobili e ricchi dal tempo dei tempi.

A quel punto il Kaiser Guglielmo II gli conferì il titolo di Conte e quell’innalzamento del suo livello sociale mise al Franciszek la smania di dimostrarsi all’altezza del suo nuovo rango così, per fare le cose per bene, decise di aver bisogno di una dimora adeguata.

Il vecchio palazzo barocco di Moszna, comprato dall’Hubert come investimento, era andato a fuoco qualche tempo prima e ne erano rimaste solo macerie ma il terreno intorno era ampio e così il Franciszek decise che quello sarebbe stato il posto ideale per costruire la sua nuovissima residenza. Chiamò squadre su squadre di costruttori e non badò a spese per far erigere un castello degno del suo nuovo rango di Conte.

Il palazzo fu costruito così velocemente che quando qualcuno chiese a Franciszek come fosse stato possibile, lui rispose in tutta tranquillità che aveva fatto un patto con il diavolo. I paesani dei dintorni credettero davvero a quest’affermazione, anche perché qualcuno di loro disse di aver visto una statua, proprio davanti al castello, che rappresentava diavolo in persona!

Ovviamente la velocità di costruzione non era opera del diavolo ma delle ingenti somme investite! Nonostante ciò le leggende su questo posto si accumularono e se ne aggiunsero di nuove a mano a mano che il castello si allargava fino a contare 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno.

Per quanto riguarda invece le sue torri, sappiate che il castello di Moszna ne ha ben novantanove. Uno si potrebbe chiedere: “Ma perché non farne 100?”

Ecco, sappiate che c’è un motivo davvero poco leggendario e decisamente prosaico questa scelta: al tempo, infatti, era concesso ai nobili costruire una torre per ogni tenuta che possedevano e chi ne aveva cento, era obbligato, per legge, a farsi carico dell’ingente spesa necessaria a mantenere un’intera guarnigione, così il Franciszek, che era sempre stato un tipo oculato, pensò fosse meglio avere solo novantanove tenute e quindi altrettante torri!

Il castello di Moszna, seguendo la moda del tempo, fu costruito in stile eclettico, ispirandosi alle architetture del passato e fondendole con elementi romantici che oggi noi definiremmo “fantasy”, così un’intera ala del palazzo è in un fantasioso stile neogotico mentre l’altra è interamente neo-rinascimentale e non manca nemmeno l’inutile cancellata sulla sommità del tetto che fa tanto famiglia Addams!

Parte neo-gotica del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Parte neo-gotica del castello di Moszna con le sue tante torri
Parte neo-rinascimentale del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Parte neo-rinascimentale del castello di Moszna

La mitica caccia del 1911

Con una dimora nobiliare così nuova e all’avanguardia finalmente, nel 1911, il Franciszek riuscì a realizzare il suo sogno di essere riconosciuto dalla nobiltà come un pari quando il Kaiser soggiornò presso di lui per una battuta di caccia. Di questo evento ci sono rimaste ampie testimonianze scritte e vogliamo condividere con voi alcuni dati perché, alle nostre orecchie moderne, sono semplicemente ridicoli e comici!

Dovete sapere che le battute di caccia al fagiano che si tennero tra il 27 e il 29 settembre del 1911 furono memorabili perché Guglielmo II sparò 1017 colpi di fucile calibro venti durante le cinque ore e mezzo di caccia effettiva. Il Kaiser abbatté 1007 fagiani che furono poi riportati dai suoi levrieri ed esposti tutti davanti al castello.

In realtà, per fornire al Kaiser una caccia così abbondante, i fagiani erano allevati in tutto il terreno circostante e poi spinti dai battitori nella zona dove sarebbe passato il regnante e, tra tutti i partecipanti, pare che la selvaggina abbattuta superasse di molto quella conteggiata, infatti, gli uomini di Franciszek raccolsero dal bosco, nei giorni successivi, più di duemila altri animali uccisi.

Questo sterminio di massa fece guadagnare al Franciszek alcune parole gentili da parte di Guglielmo II che lo ringraziò dicendo: “Mio caro Tiele la tua compagnia mi rallegra sempre e sono felice che la caccia sia andata così bene.”

In realtà Guglielmo II vedeva il Franciszek come fumo negli occhi ma, poiché il neo Conte era ricco e potente, se ne guardò sempre dal dirglielo in faccia!

Dopo la morte del franciszek, i suoi figli non mostrarono segno di aver ereditato il pallino degli affari tipico della famiglia ma il palazzo restò ugualmente loro fino a quando i Tiele-Winckler non fuggirono in Germania nel 1945, all’arrivo delle armate sovietiche alla fine della seconda guerra mondiale.

Dopo di allora il castello divenne un sanatorio e si dovette aspettare fino al 2013 per vederlo almeno in parte ristrutturato e riportato al suo antico splendore.

I restauri del castello sono ancora in corso oggi, anche se molte stanze sono già visitabili e altre sono state adibite ad albergo, ristorante e per l’uso dei centri estivi di cui vi abbiamo parlato in apertura.

Le leggende del castello di Moszna

Con la riapertura di questo luogo magico sono ovviamente tornate alla ribalta anche tutte le vecchie leggende sul posto e in particolare è simpatica quella che riguarda il patto che Franciszek avrebbe fatto il diavolo.

Caffetteria del castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Caffetteria all’interno del castello di Moszna

Vi ricordate che i paesani millantavano l’esistenza di una statua del diavolo proprio davanti al castello? Ebbene, la statua c’è davvero ma dopo che i restauratori l’hanno ripulita dal muschio, e riparata dai peggiori danni del tempo, si è scoperto che quello che tutti reputavano il diavolo altro non era che un gruppo scultoreo che rappresenta Apollo e Marsia.

Questa storia, per chi non la conoscesse, narra del sileno Marsia che aveva un incredibile talento nel suonare l’aulos o, in altre versioni, il flauto di pan. Era così bravo che in molti pensavano fosse superiore perfino ad Apollo. Quando il dio venne a conoscenza di queste voci, sfidò Marsia in una contesa musicale con le muse come giudici.

Le muse decretarono un pareggio ma Apollo non si arrese e propose a Marsia una sfida impossibile che il sileno perse e, poiché i termini della gara decretavano che il vincitore avrebbe potuto fare al perdente ciò che voleva, il dio appese Marsia a un albero e lo spellò vivo.

In molte rappresentazioni Marsia è raffigurato con le gambe caprine e i tratti bestiali tipici dei sileni (che sono simili ai satiri), così è facile intuire come mai quella statua, sommersa dalla vegetazione e dal muschio, sia stata confusa con quella del diavolo.

Finestra gotica al castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Finestra gotica del castello
Sculture di Marsia e Apollo confuse con il diavolo al castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Il gruppo scultoreo di Marsia e Apollo che fu confuso con il diavolo

Anche se la storia della statua del diavolo posta davanti al castello si è dimostrata falsa, c’è un altro fatto che alimenta la leggenda del patto con lucifero: si dice, infatti, che l’ascensore del castello abbia smesso di funzionare proprio il giorno della morte del Franciszek e che, da allora, nessuno sia più riuscito a ripararlo. Pare proprio che una delle clausole messe dal diavolo per una rapida costruzione di questo castello fosse che solo Franciszek avrebbe potuto usare l’ascensore, mentre tutti i suoi discendenti avrebbero dovuto affannarsi salendo le numerose scale!

Scheletro al castello di Moszna in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Se guardate bene vedrete uno scheletro in una finestrella…

Un’altra leggenda legata al castello narra invece di una governante inglese che aveva espresso alla famiglia Tiele-Winckler il desiderio di essere sepolta sull’Isola (intendendo la Gran Bretagna) dopo la morte. Il desiderio fu esaudito in maniera letterale e la tomba della donna fu posta su un’isola artificiale in un vicino lago, motivo per cui il fantasma scontento della donna continua a infestare il castello.

Questo fantasma non è il solo però, perché pare che ce ne sia anche un altro, quello di una giovane donna che fu raggirata da quell’impenitente donnaiolo che era il figlio di Franciszek. La giovane, che lavorava nel castello, quando si rese conto che il suo amore non era corrisposto si tolse la vita e il suo fantasma rimase a infestare le 365 stanze di Moszna.

Dopo queste leggende, quando arriverete al castello e solleverete lo sguardo verso le sue torri, è probabile che vi chiederete a che storia è collegato lo scheletro che si affaccia da una finestra. Purtroppo la realtà vi deluderà perché lo scheletro altro non è che un progetto artistico degli studenti di una scuola locale.

Questa spiegazione però non piace a nessuno e così in tanti hanno già ricamato sul motivo della triste presenza di quelle ossa, quindi sentitevi liberi di fare altrettanto!

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6 commenti

  1. Ma a questo campo estivo possono partecipare anche gli adulti nerd e innamorati della saga come me?! Sarebbe uno spettacolo! A parte questo, i vostri articoli sono sempre uno spettacolo!

    1. Nop… niente da farem, a noi non ci prendono!
      Però sei ancora in tempo per rifarti con l’evento “scuola di magia italiana” il 3-4-5 novembre… io sarà via e mi dispiace un sacco perdermelo!

  2. La Polonia è così, basta un attimo e tac! Te ne innamori perdutamente!
    Avete fatto bene a visitarla un po’ per scoprire alcuni luoghi così suggestivi e particolari. Non avevo mai sentito di Mozna e ora mi hai intrigata!

    1. Ah sì! Noi siamo già perdutamente innamorati! Breslavia poi mi è proprio entrata nel cuore ❤️

  3. Io voglia andarci solo per partecipare agli eventi a tema Hogwarts e vestirmi con le tipiche tuniche di Harry Potter! Ma posso fare finta di essere polacca per introfularmi? O magari organizzano qualcosa per noi umili viaggiatori?

    1. In realtà la soluzione c’è: bisogna andare tutti al College of Wizardry che viene organizzato non in questo castello ma in uno non troppo lontano, quello di Chorza. Io sono anni che rompo per andarci ma il marito non è convinto… lui è della vecchia scuola e crede che i duelli di bacchette non siano divertenti come quelli con le spade😭

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