Chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism

La chiesa della Pace di Świdnica e la storia di Alvise Contarini

La Chiesa della Pace di Świdnica è il più grande tempio barocco in legno dell’Europa e ovviamente è protetto dall’UNESCO in quanto, citiamo testualmente:

“E’ una rara espressione dell’ideologia luterana in un linguaggio generalmente associato alla Chiesa cattolica.”

Okay, ve lo abbiamo detto. Adesso possiamo passare a parlarvi di quello che ci preme davvero, cioè la vita di triboli dell’Alvise.

Con questo articolo ci candidiamo ufficialmente alla gara di salto ‘di palo di frasca’ per la stagione 2024, quindi state attenti o potreste perdervi il senso di questa storia!

Sostituiamo Milady con l’Alvise

Partiamo dall’inizio, ovvero da quel lontano diciassettesimo secolo durante il quale la Guerra dei Trent’anni investì l’Europa.

Tanto per cominciare diffidate da chi vi parla di guerra di religione perché, se grattate un po’ la superficie, noterete che le guerre di religione non esistono davvero e che di solito sono la scusa per perorare la causa economica di qualcuno.

Quindi la guerra dei Trent’anni non era esattamente una guerra tra cattolici e protestanti ma tra gli Asburgo e… ehm… quasi tutti gli altri.

Gli Asburgo al tempo non avevano solo le zampe affondate nel cuore del Sacro Romano Impero ma erano anche ben insediati sul trono di Spagna e avevano grandi mire espansionistiche.

La Francia quindi, sebbene cattolica, si trovava con un vicino ingombrante su due fronti e questa situazione non gli piaceva per nulla, soprattutto perché era anche in forte contrasto, come quasi sempre, con l’Inghilterra.

Se fate mente locale vedrete che l’inizio di questo racconto coincide con i fatti narrati da Alexander Dumas ne ‘I tre moschettieri’.

Pulpito e altare della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Nell’affresco sopra l’altare è raffigurato un angelo che mostra a S. Giovanni la Gerusalemme Celeste

Siamo quasi certi che tutti abbiate visto/letto/sentito qualcosa su questa storia e speriamo quindi che vi ricordiate del personaggio di Milady, la donna che si prodigò per portare avanti gli interessi dello spietato cardinale Richelieu, che al tempo aveva quasi più potere dello stesso re di Francia.

Bene, ora vogliamo proporvi la nostra versione complottista di quella storia ma voi non andate a dirla alla prof di storia che se no vi boccia!

Allora, per cominciare sostituiamo all’incantevole Milady un tale di nome Alvise e vediamo come va…

Esterno della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La chiesa della Pace di Świdnica è stata costruita in meno di un anno ed è comunque enorme!
Organo nella chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
L’organo della Chiesa della Pace di Świdnica, sebbene più volte rimaneggiato, è quello del 1666. Nel 1882 però vi si aggiunse la ‘trazione pneumatica’ e nel 1909 fu elettrificato.

La lotta alla bestemmia… a Venezia

L’Alvise Contarini era nato a Venezia ed era un orgogliosissimo cittadino della Serenissima. Amava molto la sua città e adorava vivere tra canali, nebbia e umidità.

Fin da giovane l’Alvise aveva dimostrato un vero talento nel maneggio di molteplici fili, tanto che se si fosse dedicato al merletto, come si faceva a Burano, sarebbe diventato un artista assoluto. Lui però era un patriota e scelse di fare il diplomatico.

Grazie alla sua abilità nel tirare fili, a ventisei anni aveva già alle spalle un’imponente collezione di cariche pubbliche tra cui quella di ‘Esecutore contro la Bestemmia’.

A Venezia.

Pensateci e vedrete che fa ridere.

Altare della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
L’altare fu costruito in occasione del centenario della chiesa. I 1.500 talleri necessari alla sua realizzazione furono offerti da Peter Pauliander, un mastro vasaio svedese

Come coronamento dei suoi maneggi l’Alvise era riuscito anche ad entrare nel Maggior Consiglio, il principale organo politico veneziano.

Si potrebbe pensare che a quel punto avesse già raggiunto il massimo traguardo della sua vita ma l’Alvise voleva vivere bene, da ricco, e per farlo gli servivano più soldi. L’ideale sarebbe stato poter ottenere la carica di bailo.

Il bailo era quello che supervisionava i commerci della Serenissima con Costantinopoli ed era un lavoro moooolto redditizio ma che prevedeva anche spettacolari doti di diplomazia. L’Alvise aveva inoltrato la domanda mettendo nella busta un gran bel pezzo di merletto ma i funzionari dissero che volevano ulteriori prove della sua idoneità e così lui dovette costringersi a fare gavetta.

Tra Buckingham e Richelieu

Lo spedirono a fare il diplomatico e si ritrovò in Olanda. Lì cominciò a raccogliere metaforici fili francesi, spagnoli, inglesi e svedesi e si mise pazientemente a intrigare come solo lui sapeva fare.

La sua speranza era di cavarsela in un paio di anni e poi tornare in fretta alla sua amata umidità veneziana e  soprattutto ai suoi canali, perché quelli olandesi non erano mica uguali! Purtroppo per lui fu così bravo a tessere trame che, invece di richiamarlo in patria, lo spedirono oltre manica e anche lì l’Alvise si fece subito amiche le maggiori personalità del Regno, come il Duca di Buckingham.

Alexander Dumas ipotizza che il duca avesse una tresca con la regina di Francia ma noi invece sospettiamo che l’avesse con il re d’Inghilterra, altrimenti le cose non si spiegano!

Chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La loggia degli Hochberg fu eretta in segno di riconoscenza per il conte Johann Heinrich Von Hochberg, che aveva sostenuto la spesa per l’acquisto di 2/3 del legno necessario alla costruzione.
Pulpito e altare della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Le sculture sul davanti del pulpito sono le personificazioni di Fede, Speranza e Carità

Il duca, che di nome faceva George Villiers, aveva preso una cantonata dopo l’altra, dimostrando scarse  doti militari, politiche e diplomatiche, eppure era di fatto l’eminenza grigia dietro il trono di ben due re: Giacomo I e Carlo I. Vien spontaneo dire che avesse altri talenti, no?

Dal romanzo de “I tre moschettieri” traspare chiaramente che il cardinale Richelieu odiava il duca e questa è una realtà storicamente accertata, anche perché Buckingham sembrava volere sempre il contrario di quello che desiderava il cardinale, spesso anche senza un vero motivo! insomma, politicamente era lo stereotipo di una bionda svampita!

Come si uccide un Duca

E l’Alvise? L’Alvise in quel nido di vespe dove tutti maneggiavano fili ci si trovò benissimo ma pensò che fosse più vantaggioso, per gli interessi della Serenissima, appoggiare le idee del cardinale francese piuttosto che quelle di  Buckingham. Richelieu voleva infatti appioppare al re d’Inghilterra la principessa francese Enrichetta, in modo che i legami tra le due nazioni si cementassero per benino e si potesse passare ad altre cose, come arginare l’espansione degli Asburgo, tema molto caro all’Alvise e ai veneziani tutti.

Gli Asburgo erano un problema per la Serenissima, perché facevano pressing sul nord dell’Italia, così l’Alvise caldeggiò questo matrimonio, ostacolato solo dal Buckingham che però, provvidenzialmente, morì.

Nel suo letto? di vecchiaia? Ovviamente no! Il duca di Buckingham morì assassinato da un tale di nome John Felton (nessuna parentela con Draco Malfoy) che era un perfetto signor nessuno.

E come fa un tizio a caso, com’era questo John, ad assassinare un duca? Facile, ci si dirige tranquillamente a Portsmouth, dove il duca sta cercando di organizzare una nuova campagna militare che la popolazione già crede sarà un fiasco, lo si avvicina in mezzo alla folla e lo si pugnala al petto.

Dopo averlo fatto Felton non fuggì nemmeno. Era così contento di aver salvato l’Inghilterra da quel papista, codardo, effeminato e corrotto che disse a tutti di essere lui l’assassino.

Il pubblico lo venerò come un salvatore ma le guardie, che non brillavano per empatia, lo arrestarono lo stesso e, come se non bastasse, alla fine fu pure giustiziato. Povero Felton!

Ora, solo a noi pare davvero comodo che Buckingham fosse stato ucciso proprio quando era diventato più scomodo per le mire di Richelieu? Non sarà stato il buon Alvise a mettere in mano un coltello al Felton e a dirgli: “Vai! Diventerai un eroe!”. Forse sì, forse no. Chi può saperlo?

Soffitto della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Il quadro al centro del soffitto rappresenta la SS. Trinità

Triboli e ricompense

Dopo quell’omicidio le cose per l’Alvise filarono lisce e lui, assolto il suo compito, sperò davvero di poter tornare alle nebbie della laguna veneziana perché quelle di Londra non erano mica uguali!

Ci riuscì? Ovviamente no. Fu spedito in Francia dove il cardinale Richelieu non lo accolse con gran calore perché in quel momento era infelice della politica veneziana.

Fu allora che l’Alvise cominciò ad essere davvero stanco di tutto quel viaggiare. Era il 1630 e lui era via da casa da quattro anni e sentiva di essere pronto a concludere la sua ‘gavetta’ e rientrare a Venezia per una carica più redditizia.

Esterno della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La zona verde dove si trova la Chiesa della Pace, che comprende anche la casa delle guardie, la scuola e il campanile, e viene detta Piazza della Pace
Decorazioni nella chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Sebbene non fosse possibile usare marmi o altri materiali ritenuti più ‘nobili’ la chiesa è riccametne decorata in ogni angolo

Da Venezia però gli fecero sapere che era così bravo a tirare fili che proprio non potevano rinunciare alla sua arte. Insomma, gli leccarono il deretano con belle parole e lo costrinsero a restare in Francia per altri due anni. Poi lo spedirono a Roma per un altro anno.

Se paragoniamo l’arte del merletto dell’Alvise a un percorso scolastico, potremmo dire che a Venezia aveva fatto le elementari, in Olanda le scuole medie e in Inghilterra le superiori. La corte francese, con il cardinale Richelieu, era stato un arduo percorso di laurea… ma nulla di tutto ciò lo aveva preparato agli intrighi della corte papale di Roma, che fu un vero e proprio master specialistico dopo il quale l’Alvise avrebbe potuto avvolgersi intere matasse di fili intorno alle dita!

Forse grazie alle nuove abilità acquisite a Roma nel 1633 l’Alvise rivide finalmente i suoi canali e risentì sulla pelle l’umido di casa sua. Ah! Che gioia! Soprattutto quando nel 1636 finalmente riuscì a farsi spedire a Costantinopoli come bailo, pronto finalmente a incassare!

Esterno della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Per la costruzione della chiesa fu utilizzato il legno di 3.000 quercie

Il commesso viag… ehm… mediatore

Dopo qualche anno da bailo, e diverse altre traversie, l’Alvise aveva messo da parte un bel gruzzolo ed era pronto per la pensione.

Tenete presente che questo articolo dovrebbe parlare di una chiesa che si trova in Polonia quindi… secondo voi ci riuscì?

Ma nemmeno per sogno! Nel 1943 l’Alvise ripartì alla volta di Münster perché la Guerra dei Trent’anni era finita e ora c’era da negoziare la pace.

Non era una trattativa facile perché da una parte c’erano i cattolici e dall’altra i protestanti e tutti e due i gruppi si guardavano in cagnesco e non volevano essere messi insieme nella stessa stanza, così si pensò fosse più saggio tenerli divisi per evitare che qualche altro signor nessuno, con un pugnale in mano, sfoltisse i ranghi dei convenuti.

Quale sarebbe una distanza ragionevole a cui sistemare due gruppi così litigiosi che se le erano date per trent’anni? Un chilometro? Due?

Per andare sul sicuro si pensò di mettere i cattolici a Münster e i protestanti a Osnabrück, due città della Vestfalia che distano a una sessantina di chilometri una dall’altra.

Come mediatore si era inizialmente pensato di usare Fabio Chigi (il futuro Papa Alessandro VII), il rappresentante della Santa Sede, ma questi si rifiutò di entrare in una stanza piena di protestanti che, a loro volta, non vedevano come un cattolico potesse essere una mediatore neutrale, così la patata bollente finì in mano all’Alvise.

Dopotutto, per uno che aveva viaggiato da una corte all’altra per così tanto tempo, che cos’erano sessanta chilometri?

Come costruire una chiesa

La pace prevedeva molte clausole e trattative separate fra diversi gruppi ma, per la nostra storia, ora ci concentreremo sul problema delle chiese luterane.

I protestanti infatti chiesero di poter costruire le proprie chiese anche in quei posti dominati dai cattolicissimi Asburgo.

L’Alvise prontamente si fece i suoi sessanta chilometri e pose la domanda alla delegazione cattolica, ricordando a tutti che erano lì per trattare la pace, non per cominciare un’altra guerra.

Questi dissero che avrebbero concesso ai luterani di costruzione le loro chiese.

Pulpito della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Il pulpito ligneo originale fu sostituito nel 1728 da quello più maestoso che possiamo vedere oggi.
Esterno della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La Chiesa della pace di Świdnica è stata inserita nella lista UNESCO per i patrimoni culturali dell’umanità il 13 dicembre del 2001

L’Alvise risalì in carrozza e portò la bella notizia ai protestanti che chiesero se c’erano delle modalità di costruzione.

Altri sessanta chilometri.

I cattolici erano pronti: va bene costruire chiese protestanti ma non in centro. Andranno costruite fuori dalle mura. L’Alvise si scrisse un promemoria e via! Di nuovo in sella verso Osnabrück!

I protestanti storsero il naso ma accettarono.  In un impeto di dubbio, però, chiesero se c’era dell’altro.

L’Alvise si rimise in viaggio.

I cattolici lo aspettavano con impazienza e il Fabio Chigi, che secondo noi si era legato al dito il fatto che gli avessero preferito l’Alvise come mediatore, gli fece l’occhiolino con aria da vero infame.

Le chiese protestanti non avrebbero dovuto togliere materiali da costruzione ad altri edifici ritenuti più importanti. Le si poteva costruire ma solo in legno, spiegarono i cattolici.

L’Alvise, che era già pronto per andare in pensione ben prima di questo, cominciò a valutare l’idea di dichiararsi protestante e di trasferirsi in Svezia con una sventola alta e bionda che aveva intravisto nell’altra delegazione.

Al nuovo annuncio i protestanti protestarono ma, alla fine, era qualcosa che si poteva fare e così accettarono anche questa nuova regola ma poi chiesero all’Alvise: “Sicuro che non ci sia altro?”

Interni della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La chiesa ha una superficie di 1090 mq e vi potevano trovare posto fino a 7.500 persone di cui 3.000 sedute
Scuola della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
In seguito alla pace di Vestfalia ai protestanti non era concesso avere proprie scuole. Quel risultato lo raggiunsero solo nel 1707 e subito aprirono una scuola vicina alla Chiesa della Pace

L’Alvise, ricordando l’occhiolino del Chigi, si rimise in viaggio.

Ovviamente c’era dell’altro: gli edifici protestanti, fuori dalle mura e fatti di legno, avrebbero dovuto essere costruiti in un tempo massimo di un anno, per non impegnare troppo a lungo le maestranze locali. Ah, e niente campanili! Aggiunsero all’ultimo un po’ impietositi dagli abiti impolverati e dal contegno leggermente stressato dell’Alvise.

E l’Alvise ripartì. Di nuovo.

La firma dei trattati di pace avvenne nel 1648 ma non tutte le parti erano riuscite ad accordarsi e rimanevano  ancora aperte le ostilità tra Francia e Spagna.

Richelieu ormai era storia vecchia e la nuova eminenza grigia, il cardinale Mazzarino, fece pressioni perché l’Alvise continuasse a fare da mediatore ma ormai il nostro veneziano era davvero stanco di viaggiare e fece ritorno a in patria dove morì pochi anni dopo, nel 1651.

Lo ‘sgarbo’ del barocco

Fu grazie a tutto il suo viaggiare e alla sua grande arte nel tirare fili e tessere intrighi se, in seguito a quella sofferta trattativa di pace, furono costruite tre chiese denominate appunto ‘Chiese della Pace’.

Ai giorni nostri ne sono arrivate solo due perché una, essendo tutta di legno, ce la siamo persa via rogo. Noi abbiamo visitato quella che si trova a Świdnica perché è, come abbiamo detto all’inizio, la più grande.

La cosa stupefacente che si nota visitando Chiesa della Pace di Świdnica, è appunto il fatto che sia un capolavoro del barocco, uno stile che era il cavallo di battaglia della controriforma cattolica ma che qui fu stato usato dai protestanti.

Porta della scuola vicino alla chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Nella scuola vicina alla Chiesa della Pace studiò anche Manfred von Richthofen, più famoso come “Il barone rosso”. Chissà se la porta è dipinta di rosso in suo onore…
Torre della chiesa della pace di Świdnica in Polonia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La Chiesa della Pace di Świdnica fu costruita fuori città, in legno e in meno di un anno… e senza campanile. Solo nel 1707 fu concesso di aggiungere una torre campanaria alle chiese protestanti.

E perché? Lo hanno forse fatto per sbeffeggiare i cattolici? E’ una ripicca per i mille codicilli posti sulla costruzione?

Così a naso diremmo di no.

Mettetevi nei panni di questi luterani che volevano farsi una chiesa tutta loro, fuori dalle mura, in legno, senza campanile e con la necessità di costruirla in meno di un anno.

Fecero il collettone e, visto che c’erano anche luterani facoltosi, i soldi li trovarono senza problemi ma le maestranze erano quelle abituate a lavorare sulle chiese cattoliche e barocche. Avendo tempi di costruzione un po’ strettini mica potevano mettersi lì e inventarsi uno stile tutto nuovo, no? Così fecero in fretta a furia quello che sapevano fare meglio e alla fine probabilmente dissero ai committenti:

“Le volevate barocche ‘ste chiese, vero? No? Peccato, perché non c’è più tempo e ve la beccate così!”

Per tutto il resto vi rimandiamo alle foto che sapranno spiegarvi la bellezza imperdibile di questo posto che però, ai nostri occhi, è un incredibile pezzo di merletto, creato con tutti i fili che il povero Alvise aveva intrecciato per arrivare alla grande realizzazione della sua vita: la Pace di Vestfalia!

16 commenti

  1. Bè, che dire? Questo è davvero un ottimo articolo e le foto rendono giustizia alla bellissima chiesa della Pace di Świdnica, un posto davvero da visitare!

    1. Sebbene sia un po’ decentrata rispetto ad altre attrazioni turistiche, noi pensiamo che valga comunque la pena visitare la Chiesa della Pace!

  2. Ma che meraviglia la chiesa della Pace di Świdnica! Sono un’amante del genere e se mi recherò in questa località, la metto in pole position franle cose da vedere e visitare!

    1. Dopo averla vista ci è dispiaciuto molto di non aver messo in itinerario anche l’altra chiesa della pace sopravvissuta, quella di Głogów… ma avevamo finito i giorni 😭

  3. Certo che l’Alvise ne ha fatta di strada tra merletti e bestemmie e le grandi storie hanno sempre un fondo di verità. Ma a parte lui e le stranezze dell’epoca, le foto Kry sono bellissime, mi sono incantata a guardare quei soffitti dipinti.

    1. In effetti la verità è che ho visto una foto in rete e ho subito deciso che questa chiesa andava inserita in wish list.
      Lo so che ci sono migliaia di posti nella mia lista e che non riuscirò mai a vederli tutti ma qui ci passavo vicino e intanto questa l’ho archiviata!

  4. Certo che Alvise ne ha avuto di lavoro da fare a Venezia!
    Comunque un luogo fantastico, adoro il contrasto tra l’esterno e l’interno.
    La storia che gira intorno a questo edificio può dar vinta ad un film pazzesco!
    Ho già messo il nome nella lista dei posti da visitare.
    Grazie!

    1. La Chiesa della Pace è splendida davvero e merita di sicuro una visita se si passa nei paraggi!

  5. “Esecutore contro la bestemmia” – no va beh, è favoloso! Come si dice, volo altissimo! Questo personaggione deve essere stato davvero intrigante da conoscere e di sicuro rientra in quella categoria degli “italiani bizzarri all’estero”. La chiesa nemmeno la commento, è STRATOSFERICA!

    1. La Chiesa della Pace è davvero stupenda ma la storia dell’Alvise ci ha davvero divertiti un sacco!
      Alla prima occasione, solo perchè possiamo, incroceremo sull’AI il suo ritratto con una illustrazione di Milady per capire che aspetto avrebbe potuto avere!🤣

  6. Che belle foto, rendono bene l’idea di questo luogo che non conoscevo, poi come sempre la storia rivista in chiave nerd mi fa sempre sorridere e divertire

    1. Noi avevamo visto le foto online e non abbiamo assolutamente saputo resistere!

  7. Tempio barocco in legno, ma che meraviglia! Il compagno ama il barocco e anche a me personalmente, non dispiace. Sono rimasta affascinata da questo monumento fantastico, non stupisce che sia patrimonio UNESCO.

    1. Noi lo abbiamo adorato ma in cima alla nostra top ten del barocco per adesso svetta S. Nicola a Praga perchè… E’ ROSA!😍

  8. Per un momento ho persol il filo del discorso, chissà forse era scappato a tessere un merletto! Meravigliosa la storia descritta in chiave nerd, ti fa guardare gli avvenimenti da una prospettiva diversa. Le foto poi rendono bene l’idea del posto meraviglioso in cui siete stati.

    1. Avevamo visto le foto della Chiesa della Pace sulla lista dei siti Unesco e… non potevamo resistere! E’ davvero bellissima come sembra, giuro!

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