Friburgo in Brisgovia e i suoi canaletti
Siete tra quelli che dopo aver visto uno dei film di “IT”, o dopo aver letto il libro di Stephen King da cui sono tratti, non siete più riusciti a guardare un canaletto d’acqua corrente con gli stessi occhi di prima e avete il sospetto che, intorno ad ognuno di essi, si aggirino inquietanti pagliacci con la faccia di Tim Curry ma senza il sex appeal di Frank’n Further?
Se è così allora la città di Friburgo in Brisgovia non fa per voi perché qui i canaletti sono una gloria cittadina e sono anche quello che tutti ricordano di questa città.
Per questo motivo abbiamo deciso di ergere i Bächle (canaletti) a protagonisti assoluti della nostra visita in questa città ai confini della Foresta Nera.
| Indice |
VOTO NERD: ★☆☆☆☆
Friburgo è una città molto green ma poco nerd, salvo un negozio della catena tedesca Elbenwald che vende ogni cosa nerd che potreste desiderare!
VOTO POP-CULTURE: ★☆☆☆☆
Come meta Pop Friburgo non è un granché e noi l’abbiamo visitata solo per concederci un intermezzo rilassante sulla via per l’Europa Park!
Quando tutto era acqua
Cominciamo con una precisazione perché a volte Google è stupido e vi porta fuori strada con le sue ricerche: in questo articolo non parliamo di Giovanni Antonio Canal, il pittore veneziano meglio noto come Canaletto.
Il Messer Canaletto di cui stiamo per raccontarvi è la personificazione dei Bächle, i quasi sedici chilometri di canaletti che attraversano tutto il centro storico di Friburgo in Brisgovia.
All’inizio il nostro protagonista era solo acqua che scorreva libera e cristallina nel fiume Dreisam. Certo, si era accorto che i bipedi avevano cominciato a trafficare su quella collina rotonda lì nei paraggi ma non ci aveva fatto più caso di tanto.
Dopo un po’ di tempo aveva scoperto che tale Bertoldo II, nel 1091, aveva deciso di erigere un castello per controllare il traffico commerciale della zona e insieme alla rocca crebbe anche un piccolo insediamento di persone operose ai piedi del colle.
La gente cominciò a usare l’acqua ma era scomodo andarla prendere ogni volta con i secchi e in breve qualcuno pensò bene di deviarla per farla entrare direttamente in mezzo al paese, dividendola in tanti piccoli rivi che passassero in tutte le strade.

Friburgo in Brisgovia

Nacque così il nostro Messer Canaletto e da lì in poi fu fedele testimone di tutti gli avvenimenti del paese che però all’inizio non erano molti, perché Friburgo era solo un piccolo agglomerato senza grandi pretese.
Le cose però cominciarono a farsi interessanti intorno al 1200 quando a Bertoldo V venne la bella idea di farsi realizzare una sepoltura adeguata al suo rango di Duca e, a quello scopo, pensò di riedificare la vecchia chiesetta di Friburgo, ormai troppo piccola per le esigenze della cittadina.
Bertoldo ci mise i soli, i friburghesi la manodopera e Messer Canaletto, sempre servizievole, ci mise tutta l’acqua che serviva.
Cose grosse
Mentre Messer Canaletto donava la sua acqua per la costruzione, noi concentriamoci sulla cattedrale (o Münster) che ancora oggi si staglia in mezzo a Friburgo.
Questa chiesa ha avuto una storia ben strana perché Friburgo, al tempo della sua costruzione, non era né sede vescovile né una città così importante da meritare una cattedrale di tali dimensioni.
Giocavano però a favore della costruzione di un monumento imponente alcuni fattori: il primo fu appunto il generoso apporto economico di Bertoldo V e il secondo è il fatto che la città prosperasse, tra le altre cose, grazie alle ricche miniere d’argento che si trovavano nella vicina Foresta Nera. Abbiamo visitato recentemente la cattedrale di Santa Barbara a Kutná Hora, ugualmente costruita grazie a delle miniere d’argento, così non ci stupiamo più di tanto che vicino ai punti di estrazione sorgano costruzioni immense!


Friburgo in Brisgovia
Comunque, ironia della sorte, della tomba del Bertoldo non se ne sa più nulla perché, sebbene sia accertato che fu sepolto nella cattedrale come da sua volontà, nessuno sa più dove si trovi.
E’ rimasto però il crocefisso che fece donare alla chiesa e che, attualmente, è il pezzo più antico che potrete vedere al suo interno, mentre quella che veniva indicato come la sua tomba si scoprì poi che era invece quella di un altro.
Se pensate che almeno il Bertoldo V sia rimasto noto alla città grazie al monumento Bertoldsbrunnen, un cavaliere astratto che si trova in mezzo a uno dei più trafficati incroci del centro cittadino, vi sbagliate perché il Bertoldo in questione è il terzo, non il quinto!
L’Augustiner non è una birra
La cosa che colpisce di più i visitatori di questa cattedrale sono le incredibili vetrate colorate. In molti altri posti, come nella sopracitata Kutná Hora, queste vetrate sono state aggiunte in tempi più recenti mentre a Friburgo, che ci crediate o no, sono ancora quelle medievali.
Ognuna di queste vetrate ha la sua storia particolare ma noi siamo rimasti davvero colpiti da quella della gilda dei panettieri che mostra, senza ombra di dubbio, la natura di Friburgo in Brisgovia come città di confine.

Su questa vetrata infatti potrete vedere un brezel, il tipico pane tedesco annodato, affiancato da due francesissime baguette!
Se poi voleste vedere queste vetrate più ad vicino, sappiate cha alcune delle più antiche sono state smontate e sostituite con delle copie. Le originali si trovano oggi all’Augustinermuseum (che purtroppo non è il museo della birra Augustiner!), l’antico convento degli Agostiniani riconvertito per ospitare molte opere medievali tra le quali, appunto, le vetrate originali della cattedrale.


Friburgo in Brisgovia
All’Augustinermuseum potrete vedere da vicino anche altre cose che di solito siamo abituati a guardare da sotto in su, ovvero alcune delle garguglie originali della cattedrale, anch’esse sostituite con delle copie.
Oltre a questo, se visiterete il museo di sabato come abbiamo fatto noi, potrete avere il privilegio di ascoltare un concerto suonato sul bellissimo organo barocco del diciassettesimo secolo che è stato portato qui da un vicino convento.
Torniamo adesso alla cattedrale perché, proprio davanti ad essa, troverete tre colonne sormontate da tre dei Santi patroni della città: la Madonna, Alessandro di Roma e Lamberto di Liegi. Il solito Bertoldo V ad un certo punto della sua vita ottenne il teschio di San Lamberto e se lo tenne nel suo castello sulla collina ma poi, quando la costruzione fu distrutta, la reliquia fu trasferita nella cattedrale dove potete ancora vederla in un prezioso busto reliquiario.


San Giorgio, i pesci e l’Inghilterra
Per diversi secoli il nostro Messer Canaletto non se la passò molto bene perché la vita, nella città di Friburgo, per lui era tutta lavoro e nessuna gioia.
Doveva portare in giro tutti gli scarichi delle concerie, delle tintorie, dei macelli, delle fogne e di tutto ciò che i cittadini gli buttavano dentro.
Friburgo in Brisgovia

Le sue acque entravano in città belle limpide e ne uscivano che erano uno schifo puzzolente e in più, come se tutto ciò non bastasse, c’erano le fonane! Per lui non erano altro che delle alte signorine imbellettate che gorgogliavano acqua fresca e attiravano intorno a sé la gente per bene. Che rabbia!
Quelle che lui odiava di più si trovano oggi sulla piazza della cattedrale e sono la fontana dei pesci e quella di San Giorgio.
La fontana dei pesci, o Fischbrunnen, era tutta tardo gotica e altezzosa e veniva anche riempita dai pesci in vendita durante i mercati mentre l’altra, la Georgsbrunnen, aveva addirittura l’onore di essere sormontata dal Santo Patrono numero uno della città: San Giorgio.
Messer Canaletto non aveva né pesci né Santi e l’unica volta che vedeva San Giorgio era quando le sue acque passavano vicine ad uno degli accessi alla città, la Schwabentor (o Porta degli Svevi), sulla quale era raffigurato il Santo.
I friburghesi amavano così tanto il Santo da aver addirittura adottato la croce di San Giorgio come loro bandiera e così, ancora oggi, la bandiera della città e quella dell’Inghilterra sono identiche!
E così alle fontane e ai Santi andava la gratitudine dei cittadini mentre Messer Canaletto veniva infamato da tutti, pure da Erasmo da Rotterdam.
L’Erasmo Suspiria
L’Erasmo, vero precursore di tutti gli universitari in viaggio per l’Europa, si fermo per diverso tempo a Friburgo e, in quel frangente, fece in tempo a scrivere di Messer Canaletto:
“C’è molta sporcizia qui. Un ruscello artificiale attraversa tutte le strade. Questo assorbe i succhi sanguigni dei macellai, la puzza di tutte le cucine, lo sporco di tutte le case, il vomito e l’urina di tutti, anche le feci di chi non ha una latrina in casa . Con quest’acqua si lavano le lenzuola, si puliscono i bicchieri da vino e perfino le pentole”.
L’Erasmo i canaletti di Friburgo li aveva visti bene perché, durante il suo soggiorno in città, nel 1529, aveva alloggiato alla Haus zum Walfisch (la Casa della Balena).
Questa casa era stata comprata, allargata e ristrutturata alcuni decenni prima da Jakob Villinger, il tesoriere generale dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I.
Se ve lo state chiedendo, non è chiaro perché si chiami “Casa della Balena”, anche se alcuni ipotizzano che avesse a che fare con il racconto biblico di Giona e la balena. Noi comunque siamo più che pronti a ribattezzarla “Casa Suspiria” perché, con i suo muri rosso sangue e il suo ingresso gotico, ha impersonato alla perfezione l’accademia di danza dove si svolge la trama del film “Suspiria” di Dario Argento.

Friburgo in Brisgovia

Ma adesso torniamo indietro al costruttore di questa casa, il buon Jakob, che era diventato un cittadino di Friburgo dopo aver visitato la città per saldare alcuni debiti dell’Imperatore.
Questi debiti il Massimiliano I li aveva contratti anni prima, nel 1497, quando aveva indetto una Dieta a Friburgo per chiarire alcuni punti che erano rimasti in sospeso dalla precedente Dieta di Worms.
La città non aveva un edificio adatto per ospitare tutti i dignitari che avrebbero partecipato a una Dieta ufficiale e così dovette riconvertire al volo il Gerichtslaube, ovvero il vecchio municipio e tribunale medievale, per questo scopo.
Non vogliamo però tediarvi con la politica imperiale del tempo ma vi racconteremo invece qualcosa su Massimiliano e sulla sua terza moglie, Bianca Maria Sforza.
Debiti imperiali
Il Massimiliano aveva sposato in prime nozze Maria di Borgogna (vi abbiamo già parlato della loro storia d’amore nel nostro articolo su Bruges) ma era presto rimasto vedovo e così si era dovuto barcamenare per trovare un’altra consorte.
Visto che i viaggi erano roba lunga e scomoda il Massimiliano si sposò per procura con Anna di Bretagna ma, prima che potesse incontrarla e consumare il matrimonio rendendolo così valido, il re di Francia Carlo VIII gli soffiò la moglie da sotto il naso e se la tenne per sé.
Scornato, il povero Massimiliano si rimise in cerca di una sposa e visto che durante il primo matrimonio quella che gestiva i soldi era sempre stata sua moglie, e che lui aveva le mani bucate, fu attratto dalla favolosa dote di Bianca Maria Sforza, nipote di Ludovico il Moro.
La Bianca era non meno bella della Maria di Borgogna e, vedendola, il Massimiliano se ne rallegrò ma la sua gioia fu di breve durata perché bastò un solo giorno per accorgersi che era molto diversa dalla sua amatissima prima moglie.
All’inizio si limitò a definirla ‘poco savia’ ma con il passare del tempo aggiunse altri aggettivi alla sua descrizione quali sciatta, ingenua, loquace e ignorante.
Forse Massimiliano non poteva apprezzarla perché aveva amato davvero Maria, o forse Bianca era una donna inadatta al ruolo di moglie di un imperatore, ma il risultato finale fu che lui preferì lasciarla per lo più da sola e dedicarsi alle sue amanti.

Friburgo in Brisgovia
Quando durante la Dieta di Friburgo il Massimiliano, sempre con le mani bucate e con nessuno a tenerlo a freno, si indebitò con la città per una cifra così alta da essere scandalosa, si vide costretto a lasciare qualcosa in pegno a garanzia del suo futuro pagamento. Lui, senza pensarci due volte, lasciò in pegno Bianca.
La passò a ritirare come un fagotto solo tre anni dopo, senza nemmeno saldare tutti i suoi debiti perché gli ultimi ventimila fiorini non li pagò mai.



Dal milleseicento i canaletti di Friburgo divennero così dei veri ruscelli di acqua fresca e da lì in poi nessuno osò più parlarne male e, anzi, divennero una vera e propria gloria cittadina.
Messer Canaletto dimostrò la sua gioia rendendosi utile nello spegnere gli incendi: non c’era bisogno di fare lunghe cordate di secchi da pozzi e fiumi perché tutta la città aveva l’acqua sempre a portata di mano.
Quando, nell’ottocento, alcuni tratti furono coperti per agevolare il passaggio dei tram, i cittadini insorsero in difesa di Messer Canaletto e del suo diritto di scorrere libero e di non essere intubato.
Si dovette procedere comunque a spostare i canaletti dal centro della strada a punti più laterali ma la maggior parte dei canali rimasero a vista.
L’utilità dei canaletti come mezzo per spegnere gli incendi fu però soppiantata dai moderni idranti e questo un po’ dispiacque a Messer Canaletto perché gli piaceva rendersi utile alla sua città.
Il giorno del riscatto arrivò però il 27 novembre del 1944, quando un raid aereo bombardò pesantemente la città.
Friburgo in Brisgovia
La cattedrale si era miracolosamente salva e la sua torre, con l’intricata guglia traforata, era ancora in piedi. Anche le preziose vetrate medievali erano sopravvissute perché erano state smontate e messe in salvo tempo prima, ma non si poteva dire la stessa cosa di molte case che si affacciavano sulla piazza e soprattutto della Historisches Kaufhaus.


Questo palazzo fu costruito nel cinquecento per ospitare le merci in attesa di valutazione per il pagamento dei dazi doganali. E’ uno degli edifici più importanti e belli di Friburgo in Brisgovia e sarebbe stato davvero un peccato se fosse andato distrutto.
Friburgo in Brisgovia
Le bombe però avevano scavato profondamente il terreno di Friburgo, rompendo e interrompendo le tubazioni cittadine proprio mentre gli incendi divampavano ovunque.
Per fortuna a quel punto intervenne l’eroico Messer Canaletto che, fregandosene di tubi e buche, continuò a scorrere anche sotto le bombe, portando l’acqua a quanti ne avevano bisogno per spegnere gli incendi e, di fatto, salvando tra gli altri edifici anche l’Historisches Kaufhau.
E così oggi, grazie a Messer Canaletto, potete ancora vedere sulla facciata rossa di questo bellissimo edificio le teste coronate del Massimiliano I, di suo figlio Filippo e dei nipoti Ferdinando I e Carlo V.
Magari non lo ricordate ma il Carlo V è un regnante che ci siamo ritrovati tra i piedi in un sacco di posti perché era lui l’Imperatore durante il ‘sacco di Roma’, era sempre lui quello incoronato a San Petronio a Bologna e, come se non bastasse, era anche il padre di Margherita, quella tizia che poi sarebbe andata in sposa a Ottavio Farnese diventando così duchessa della nostra città, Parma.Più prezzemolino di così!


Il Canaletto moderno
Oggigiorno è davvero anacronistico avere ancora dei canaletti aperti nelle strade cittadine ma i friburghesi non potrebbero mai farne a meno.
Noi abbiamo visitato la città in estate e all’inizio non capivamo perché ci fossero così tante persone che giravano scalze per il centro cittadino ma ci è voluto poco per comprenderlo: molti, invece di camminare sui marciapiedi, semplicemente preferivano fare un tratto di strada con i piedi immersi nella fresca acqua di Messer Canaletto per sfuggire alla calura estiva!
Bisogna però dire che a volte i turisti, forse per distrazione o forse perché non sono abituati a questa particolarità cittadina, finiscono per cadere malamente nei canaletti. In questo caso tradizione vuole che prima o poi, nel corso della loro vita, finiranno per sposare una persona nativa di Friburgo!
La tradizione è divertente ma non lo è altrettanto il numero di incidenti accorso a quanti, ignorando i canaletti, ci sono finiti dentro sia a piedi che con auto o altri mezzi.
Friburgo in Brisgovia
La città ha dovuto sborsare degli ingenti premi assicurativi che per tutti questi incidenti. Per questo motivo nel 2015 il giornale cittadino, il Badische Zeitung, ha pubblicato in prima pagina che in breve Messer Canaletto sarebbe stato interrato e che, a ricordo, sarebbero state lasciate sul selciato delle righe di colore azzurro.
Entro sera partì una raccolta di firme che raccolse il plauso di tutta la popolazione perché nessuno voleva che Messer Canaletto scomparisse. Per fortuna era solo un pesce d’aprile e nessuno aveva davvero pensato di disfarsi, dopo nove secoli di onorato servizio, di Messer Canaletto!


L’angolo dello shopping:
(in qualità di affiliati Amazon otteniamo dei guadagni dagli acquisti idonei)




Sono stata a Friburgo a settembre e i canaletti erano tutti asciutti e un pò mi è dispiaciuto perché è proprio una caratteristica della città, bello però scoprire tutta la storia attraverso il tuo post, la città comunque è proprio un gioiellino
Nuooo! Ma che peccato!
Immaginiamo che fossero asciutti per qualche lavoro di pulitura/ristrutturazione ma è comunque un peccato perchè sono davvero molto caratteristici.
La città comunque merita una tappa anche senza i canaletti e ha molte cose interessanti da offrire, ben più di quelle che noi siamo riusciti a vedere in un paio di giorni.
Non sapevo che Frburgo fosse caratterizzata da questi canaletti e ti dirò che io, maldestra come sono, in uno di questi sicuramente ci cadrei. Peccato che per secoli siano stati solo scoli di fogna, per fortuna però le ultime amministrazioni hanno pensato bene di valorizzare questa importante rete idrica, perfetta anche per un bel pediluvio a quanto vedo.
Guarda, con il caldo che c’era quest’estate abbiamo un ricordo fantastico del pediluvio nel canaletto! Poi i bar che ti portano da bere direttamente in strada mentre te ne stai con i piedi al fresco sono fantastici. L’unico neo è che hanno un po’ troppo la fissa con il green e davvero non capiamo perchè la maggior parte dei posti in centro dovesse servire solo birra artigianale in bottiglia. Capiamo l’idea di valorizzare l’artigianato ma ci sono tante piccole fabbriche che producono normali fusti da spina e sinceramente preferiamo una birra in bicchiere di vetro facilmente lavabile che in una bottiglia di vetro seppure riciclabile.
Ci sono stata nel 2017 di ritorno dal mio mese intenso di studio ad Heidelberg e l’ho trovata favolosa! A quel tempo non fotografavo come si deve e infatti ho delle orrende testimonianze che mi vergogno di mostrare. Ci tornerei anche perché è una cittadina meravigliosa e poi è la patria degli orologi a cucù che io amo alla follia!
Sicuramente le tue foto del 2017 sono migliori di quelle del Teo di ritorno da Amsterdam, quando anche mettere a fuoco poteva essere un problema!😂
Incredibile che le vetrate siano arrivate intatte fino a noi, dopo due guerre e non credo di aver mai visto un brezel e due baguette far bella mostra di sé dentro una chiesa, davvero curioso. Ottimi spunti per considerare una visita di Friburgo, che ancora manca nel nostro album dei ricordi di viaggio
Forse non è una delle nostre tappe solite, visto che manca di molte cose nerd, ma Friburgo è di certo una bellissima città, perfetta per un giro estivo o invernale!