Panorama dalla Loggia Veneziana di Castelvecchio nel Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.

Il Castello del Buonconsiglio

Omertà!!!

La domanda sorge spontanea: ma c’è qualcosa da fare a Trento fuori dal periodo Natalizio e dei mercatini?

La risposta è: certamente sì! Ci sono molte cose interessanti a Trento ma la realtà è che abbiamo avuto non poche difficoltà a trovare qualcosa di divertente da raccontarvi perché, dopo una lunga e dettagliata visita al Castello del Buonconsiglio, abbiamo capito che qui c’è OMERTA’!

Il Castello del Buonconsiglio, che si trova proprio nel centro cittadino, è un conglomerato di edifici che si sono ammassati e fusi gli uni sugli altri nel corso dei secoli ed è stato la sede del potere dei principi vescovi che hanno regnato in questo territorio per ben otto secoli.

I vescovi cattolici ovviamente sono sempre stati soggetti a voto di castità e questa era una grande comodità per l’imperatore del Sacro Romano Impero, che così non doveva sorbirsi problemi di eredità varie e poteva, alla morte del vescovo, nominarne un altro di suo gradimento.

In tempi in cui anche i papi avevano cortigiane/mogli/amanti varie, non è che questi vescovi davvero non avessero donne o anche figli ma è chiaro che la storiografia è stata piuttosto avara e omertosa nel riportarci pettegolezzi divertenti su questi personaggi, e da lì è nato il nostro dramma di non saper bene cosa scrivere ma… insomma… qualcosina lo abbiamo trovato lo stesso, tranquilli!

Porta di ingresso al Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Porta di ingresso al Castello del Buonconsiglio
Affreschi nel cortile di Castelvecchio al Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Affreschi nel cortile interno di castelvecchio

L’altro Vigilio (senza R)

All’inizio fu Vigilio, ma non quello che faceva da guida turistica a Dante bensì un tizio arrivato da Roma a Trento verso la fine del terzo secolo, con tutte le migliori intenzioni di scacciare l’idolatria e il paganesimo della zona.

Il Vigilio era sostenuto dal suo grande amico Ambrogio che era già vescovo di Milano, e che garantì lo stesso rango anche a lui, ma leggenda narra che qualcosa ad un certo puntò andò storto perché il Vigilio divenne martire, condizione che di solito si raggiunge solo con una morte degna di un film di Rob Zombie.

Accadde così che un giorno il Vigilio si svegliasse con la voglia di fare una passeggiata in Val Rendena e, una volta giunto lì, scoprì che la popolazione locale era così antiquata da venerare ancora Saturno, una roba che nemmeno suo nonno faceva più!

Preso da un momento alla Marie Kondo decise di buttare il superfluo, ovvero la statua del dio pagano, nel fiume. Ora, se voi venite a casa mia, vi appropriate di una delle mie action figure e la buttate nel canale d’irrigazione, anche io potrei incarognirmi e così fecero le genti del posto, decidendo di dare una ripassata al Vigilio. Ma forte. E a quel punto, come sempre capita quando c’è gente incazzata in giro, uno si tolse uno zoccolo di legno e cominciò a usarlo per picchiare il Santo e gli altri lo seguirono a ruota fino a ucciderlo letteralmente a zoccolate.

Cortile di Castelvecchio al Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Il cortile interno visto dal basso
Le logge di Castelvecchio al Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Le logge che affacciano sul cortile interno di Castelvecchio

Da allora lo zoccolo di legno è rimasto il simbolo del suo martirio il che rende San Vigilio, a nostro parere, il Santo Patrono di tutti quei nipoti che hanno avuto nonni e nonne che era soliti indossare quelle temute calzature.

Le Feste Vigiliane

Nonostante questo martirio che si presta alla comicità, il Vigilio è rimasto un Santo molto amato nella zona di Trento, tanto che ogni anno si tengono in loco le “Feste Vigiliane” durante le ultime settimane di giugno.

Sebbene a tutt’oggi queste feste abbiano una parte sacra dedicata al Santo patrono della città, è la parte burlesca a farla da padrone con molti eventi che comprendono palio, corteo storico, fiera, fuochi d’artificio e un processo farsesco che condannerà quei personaggi pubblici che nel corso dell’anno si sono, per così dire, distinti per aver fatto figure di merda… e i malcapitati saranno poi condannati alla Tonca.

Si dice che questo supplizio fosse inflitto in passato ai bestemmiatori e prevedeva che questi fossero imprigionati in una gabbia che veniva poi lasciata cadere nelle gelide dell’Adige dalla Torre Verde. Ovviamente secoli orsono questa era una vera penitenza da cui non sempre i malcapitati ne uscivano vivi o anche solo indenni, mentre oggi i personaggi “toncati” non entrano davvero nella gabbia ma sarà una controfigura a interpretarli per amor di spettacolo, e visto che nel corso del tempo il fiume ha cambiato il suo letto, lasciando all’asciutto la torre, ora la Tonca si svolgerà sul ponte.

Un altro spettacolo che si rifà ad eventi storici è la disfida dei Ciusi e dei Gobj, una ‘battaglia’ tra due fazioni avverse, quelle dei Tridentini contrapposti ai Feltrini (abitanti di Feltre) che in una competizione a squadre devono riuscire a impossessarsi della… polenta!

Il fatto storico da cui proviene questa divertente battaglia si svolse, a quanto si dice, durante la costruzione della cinta muraria di Trento quando i Feltrini si presentarono come mano d’opera. Proprio in quel periodo ci fu una terribile carestia e questi uomini, affamati, assalirono i granai con grave danno delle genti di Trento che risposero attaccando. Finì in una gran baruffa, con pure le donne della città inviperite che attaccavano e scacciavano i Feltrini dopo aver recuperato le provviste che, oggigiorno, vengono simboleggiate dalla polenta.

I nobili fanno a palle di neve?

Comunque, tornando ai nostri Principi Vescovi, sebbene il Vigilio fosse stato Vescovo di Trento, non fu lui il primo di questi regnanti locali perché l’istituzione di questa carica avvenne solo secoli dopo, intorno all’anno mille, e molti di loro deciso di aggiungere nuove parti al castello, di ampliarlo, ridecorarlo e ammodernarlo.

Ponte di accesso al Magno Palazzo al Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Ponte di accesso al Cortile dei Leoni nel Magno Palazzo

Tra gli interventi più significativi ne vogliamo citare alcuni e partiamo da quello di Giorgio di Liechtenstein che fece decorare ad affresco gli interni di Torre Aquila dal pittore boemo noto come Maestro Venceslao… perché, ovviamente, se sei boemo come ti vuoi chiamare? (Se non capite questa frase allora forse è ora che vi leggiate o rileggiate i nostri articoli su Praga!)

Erano i primi anni del millequattrocento e, al tempo, lo stile di gran moda era il gotico internazionale che però era poco diffuso in Italia, motivo per cui gli affreschi eseguiti qui sono di grande importanza storica oltre che artistica.

La torre fu affresca con dodici pannelli raffiguranti i mesi ma, al giorno d’oggi, ne possiamo vedere solo undici perché uno era stato dipinto sulla pannellatura in legno di una scala che andò bruciata. Nei pannelli rimanenti però possiamo vedere alcune cose interessanti perché gli affreschi, oltre ad illustrare lo scorrere del tempo con i lavori agricoli più consoni ad ogni stagione come spesso si trova in questo genere di dipinti, lasciano anche grande spazio ai divertimenti nobiliari in voga in ogni mese.

Scopriamo così gli usi della corte del Giorgio che ci mostrano i nobili impegnati in una giostra, nell’addestramento dei falchi per la caccia e addirittura, in una inusuale scena innevata, mentre si tirano palle di neve! Il tutto avviene mentre sullo sfondo i poveri contadini, dipinti in dimensioni più piccole come a voler ricordare la loro scarsa importanza rispetto ai nobili e al clero, lavorano alacremente senza nemmeno interagire tra loro.

Ciclo dei mesi a Torre Aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Alcune delle scene del “Ciclo dei Mesi”
Scena innevata del ciclo dei mesi a Torre Aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Ed ecco nobili e clero che fanno a palle di neve!
Bernardo Cles nel ciclo dei mesi a Torre Aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Bernardo Cles con la sua accompagnatice… perchè “Donna barbuta, sempre piaciuta”, è risaputo!

Con un’idea del popolo di questo genere non stupiamoci se durante il regno del Giorgio il popolo, vessato da troppe tasse, decise di averne avuto abbastanza di questo vescovo e, sostenuto da alcuni nobili locali capeggiati da Rodolfo Belenzani,  lo cacciò.

Il Giorgio fu così esiliato e, poiché era stato un tipo litigarello che si era inimicato sia l’Imperatore che i più potenti nobili del Tirolo suoi vicini di casa, non trovò nessun aiuto e dopo alcune vicende morì in esilio. Si sussurra che il suo trapasso possa essere stato causato da un qualche genere di problema intestinale, di quelli che capitano quando si mangia qualcosa che fa male… tipo veleno…

Bernardo il confuso

Nonostante la morte del Giorgio, il ciclo dei mesi continua a raccontarci cose perché, circa un secolo dopo, il principato vescovile finirà in mano a Bernardo Cles, che fece restaurare e apportare alcune modifiche agli affreschi.

Tra le modifiche più interessanti possiamo vedere, nel mese di giugno, lo stesso Bernardo che, seguito da una compagnia di musici, si avvia verso un gruppo di nobili mentre si tiene al braccio di… ehm… lei? Lui?

Qui la faccenda si fa spinosa perché la persona al fianco del vescovo Bernardo, sebbene indossi un abito rosa dal taglio molto femminile e mostri chiaramente un prosperoso seno, è anche dotata di una considerevole barba.

L’ipotesi più accreditata è che la barba fosse stata aggiunta proprio per via di questa omertà che circonda il principato vescovile, in modo da mascherare il fatto che ovviamente i castissimi ecclesiastici locali se la facevano con nugoli di fanciulle, ma noi vogliamo inserire anche alcune idee personali che possiamo riassumere in: A) Al Bernardo gli piacevano le donne ma quelle barbute perché, come dice il proverbio “donna barbuta sempre piaciuta”. B) Al Bernardo piacevano gli uomini con la barba ma quelli in abiti da donna che sembravano pure avere le tette…

In realtà la seconda ipotesi è probabilmente sbagliata perché tra le righe si accenna vagamente, qua e là, al fatto che al Bernardo piacessero le donne e che fosse pure un amante violento, visto che fu accusato di aver spinto un atto sessuale su una giovane fino alla morte di lei…

Nonostante le preferenze più o meno violente del Bernardo, il suo operato come principe vescovo fu tra i più importanti perché, in un tempo in cui si cominciava ad avvertire in Europa il malcontento sollevato dalle tesi di Lutero, il Bernardo fu tra i primi a fare pressioni per un concilio ecumenico volto a rispondere al protestantesimo e alla fine, anche se dopo la sua morte, tutto il suo operato porterà al Concilio di Trento.

Loggia del Romanino nel Magno Palazzo del Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Gli affreschi del Romanino nella loggia che affaccia sul Cortile dei Leoni

Restando sempre all’interno del castello del Buonconsiglio, c’è una parte di questo complesso che fu fatta costruire interamente dal Bernardo: il Magno Palazzo.

Molte stanze del nuovo palazzo del Bernardo furono affrescate da Dosso Dossi e da suo fratello Battista Dossi mentre la loggia, che affaccia sul cortile dei leoni, fu dipinta dal Romanino. E’ qui che si nota quanto il Bernardo fosse un committente confuso perché se da una parte ci sono molte scene che dovrebbero invitare alla moderazione e alla castità, dall’altra ci sono una uguale quantità di avvenenti e procaci protagoniste femminili, a riconfermare di nuovo il fatto che probabilmente il Bernardo non era proprio intimo con il voto di castità.

Impastare pane e sangue

Uno che invece era più integerrimo nei suoi doveri di vescovo, oltre che di principe, fu Giovanni Hinderbach a cui il castello del Buonconsiglio deve le sue bellissime polifere in stile gotico veneziano che si possono vedere anche dall’esterno e da cui si gode una meravigliosa vista sulla città.

Il Giovanni, sebbene sia sempre stato fedele all’imperatore, prendeva le sue responsabilità di ecclesiastico molto seriamente e si sforzava anche di usare i mezzi più moderni per diffondere le sue opinioni. Fu infatti uno dei primi, insieme al suo buon amico Enea Silvio Piccolomini (che poi divenne Papa Pio II), a usare la stampa per i propri fini.

Nonostante le buone intenzioni e una purezza spirituale di certo superiore ad altri, il suo regno fu segnato da un terribile evento che oggigiorno non possiamo che guardare con un certo orrore.

Tutto cominciò la sera del giovedì santo dell’anno 1475, quando un bambino di due anni e mezzo di nome Simone scomparve senza lasciare traccia. Il corpo dell’infante fu ritrovato la domenica di Pasqua gettato in un canale e il caso (o la perfidia umana) volle che nella casa più vicina al luogo del ritrovamento vivessero una quindicina di ebrei.

Al tempo era diffusa la credenza che gli ebrei uccidessero i bambini con determinati rituali per usarne poi il sangue nell’impasto del pane azzimo che sarebbe stato servito durante la Pasqua ebraica e, di conseguenza, la popolazione non ci mise molto a decidere  chi fossero i mostri che avevano trucidato il bimbo; un tribunale improvvisato ci mise ancora meno a torturare i malcapitati per estorcere loro la verità.

Il papa, che al tempo era Sisto IV, cercò di fare luce sulla vicenda ma il Giovanni, antisemita convinto, difese a spada tratta le decisioni del tribunale avvalendosi anche della stampa, e non fece nulla per bloccare il nascente culto del Beato Simonino nonostante la proibizione papale.

Cortile dei leoni nel Magno Palazzo del Castello del Buonconsiglio di Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Il Cortile dei Leoni

In risposta a queste vicende la popolazione ebraica getto un Cherem (che in pratica è un’interdizione) sulla città di Trento e, da allora e fino a tempi recenti, nessun ebreo si stabilì più in quella zona.

Nuovi dubbi su questa  vicenda furono sollevati dopo il Concilio Vaticano II e in seguito, nel 1965, il Simonino fu tolto dalla lista dei Beati e le sue spoglie furono tolte dalla chiesa di S. Pietro dove fino ad allora erano state conservate.

Panorama dalla loggia veneziana di Castelvecchio nel Castello del Buonconsiglio a Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Il panorama sulla città di Trento dalla loggia veneziana
La loggia veneziana di Castelvecchio nel Castello del Buonconsiglio a Trento in Trentino. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
La loggia veneziana

Ops… ci siamo scordati una cosa…

Ora che abbiamo divagato qua e là tra i principali Principi vescovi che hanno lavorato nel corso dei secoli per dare al castello del Buonconsiglio il suo aspetto attuale, chiudiamo spiegandovi una cosa con la quale molto probabilmente, se fossimo persone ordinate, avremmo dovuto cominciare.

Dovete infatti sapere che questo complesso monumentale è oggi adibito a museo. Le stanze delle varie parti del castello sono allestite in modo che i visitatori possano attraversarle e contemporaneamente venire a conoscenza della storia di Trento partendo dall’antichità fino ai giorni nostri.

Troverete nelle varie sale reperti archeologici provenienti dalle tombe di epoca imperiale, arte antica e medievale e quadri di tempi più recenti. Potremmo parlarvi del contenuto di questo castello per ore ma non lo faremo perché il castello stesso ha un suo canale YouTube in cui potrete trovare moltissime curiosità su questo posto e sulle sue collezioni.

22 commenti

  1. Ho visitato il castello del Buonconsiglio alcuni anni fa. Mi era piaciuto molto il ciclo degli affreschi sui mesi. I tuoi racconti sui principali Principi vescovi che si sono succeduti mi hanno incuriosita, all’epoca non avevo approfondito questo aspetto della storia locale.

  2. Ho visitato il castello del Buonconsiglio parecchi anni fa e quando sono ritornata a Trento poche settimane fa non ho avuto occasione di rivederlo. Non ricordavo proprio nulla di tutta la sua storia, quindi grazie per questo riassunto divertente!

  3. Sono stata a Trento una miriade di anni fa, e me lo sono perso! I vostri racconti sono sempre divertenti e mai scontati ed è un piacere leggervi, davvero!

    1. In realtà non ci fermiamo spesso in Trentino ma abbiamo una lista completa di molti castelli della zona da visitare e prima o poi li vedremo tutti!

  4. Sono stata recentemente a Trento ma mi sono persa il Castello del Buonconsiglio, d’altronde è stata una breve tappa al ritorno dell’Alto Adige. Ora per con le tue storie mi hai incuriosita dovrò tornare a vedere questo luogo così ricco di storia

    1. Noi ci passiamo spesso sul percorso verso la Germania ed è sempre una tappa molto gradevole!

  5. Sono stata a Trento moltissimi anni fa e non in occasione dei mercatini e la ricordo come una colorata e tranquilla cittadina, molto calda d’estate però. Mi piacerebbe tornarci in primavera per scoprire meglio la sua storia e i suoi segreti e sicuramente noterò anche io l’omertà di cui avete parlato!

    1. Trento è in una buca! Anche io ricordo un giro con temperature tropicali… per fortuna poi c’eravamo diretti in altura e avevamo trovato pure la neve!

  6. Grazie a te ed al tuo meraviglioso articolo ora ho un motivo per visitare Trento fuori il periodo natalizio

    1. E pensa che io non ci sono mai andata per Natale anche se immagino che sia davvero magica… prima o poi ce la farò!

  7. E menomale che non avevate niente da scrivere! Articolo super interessante! Pur avendo visitato il Castello del Buonconsiglio tanti anni fa, non conoscevo le vicende dei vari vescovi!

    1. Credo fermamente che ci sia qualcosa da dire davvero di ogni posto, sia esso grande o piccolo… però secondo me i vescovi hanno davvero insabbiato tanto!

  8. Posso dire che Trento non l’avevo mai considerata come meta né come città altamente interessante e invece, come sempre, devo ricredermi. A cominciare dallo zoccolo delle nonne che grazie a Vigilio adesso lo vedrò con occhi diversi.

    1. Mia nonna era una virtuosa dello zoccolo! Aveva una mira micidiale e secondo me se la intendeva col Vigilio!

  9. Sono stata a Trento pochissimo tempo fa e mi è piaciuta tantissimo. Il giardino del Castello del Buonconsiglio tra l’altro è anche gratuito ed è spettacolare in questo periodo. La città merita in generale davvero una visita, un vero gioiellino.

    1. Sì, è davvero un posto molto piacevole. Se abitassi a Trento mi troveresti sempre a leggere nei giardino!

  10. Non metto in dubbio l’interesse del museo ospitato all’interno del Castello del Buonconsiglio ma vuoi mettere la succosità di certi tuoi pettegolezzi?! E’ sempre un piacere leggerti e imparare la storia con il sorriso

    1. In realtà il museo è davvero bello e strutturato in maniera intelligente… ma sì, io preferisco i pettegolezzi!😇

  11. E io che ho sempre pensato a Trento come a una città anonima e anche un po’ noiosa. Non ci sono mai stata, ma questa è l’idea – chiaramente sbagliata – che mi ero fatta. Tra il bambino scomparso e il pestaggio con gli zoccoli di legno, direi che non si sono fatti mancare niente!

    1. L’unico vero problema di Trento è che uno pensa sempre che si trovi in montagna e che ci sia fresco… e invece Trento è in una buca e c’è sempre caldo!

  12. Grazie al tuo articolo ho fatto qualche ricerca e… Che spettacolo il Castello del Buonconsiglio! Ora devo solo convincere il marito ad un week end a Trento, ma non penso ci vorrà molto! 😉

    1. Se hai bisogno di un incentivo supplementare puoi fargli presente che Bolzano e la birreria della Forst sono a soli tre quarti d’ora d’auto da Trento…😜

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