Tomba di Vlad Tepes a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'

Santa Maria La Nova e le sue storie

La verità vera è che abbiamo visitato Napoli principalmente per poter vedere dal vivo il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, dove si trova la presunta tomba di Vlad Țepeș III di Valacchia, meglio noto come Dracula e poi… ci siamo innamorati!

Questa chiesa, che ci ha rapito il cuore con la sua bellezza, contiene così tante storie che non sappiamo da che parte cominciare per raccontarvele tutte.

Se non riusciremo nell’impresa ci toccherà tornare a Napoli e questo potrebbe essere un problema perché la città partenopea ci ha donato un chilo in più per ogni giorno di permanenza!

Tredici anni fa…

Era l’agosto del 2011 e stavamo attraversando la Romania indossando magliette con i nostri nomi sotto la scritta ‘Transylvania Drinking Team’, in modo che tutti capissero al primo sguardo che:

A) Eravamo turisti

B) Eravamo lì con un intento ben preciso.

Ingresso di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Entri nella navata di Santa Maria La Nova e… WOW!
Affreschi del chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Stessa cosa per il chiostro. Entri e … WOW!

La nostra intenzione iniziale era di attraversare tutto il paese fino ad arrivare sul Mar Nero. Purtroppo a Bucarest un malefico virus gastrointestinale, di quelli fronte-retro, ci colpì pesantemente costringendoci a una ritirata strategica.

Durante quei dieci giorni eravamo però riusciti, andando un po’ a zig-zag, a visitare tutti i punti principali legati al mito di Vlad Țepeș.

Attenzione: Vlad Tepes, non Dracula. E’ meglio specificare perché nella mente di noi nerd c’è una grossa differenza tra il personaggio creato da Bram Stoker, antesignano di molti successivi vampiri, e il grande condottiero Valacco.

In tempi non sospetti ci siamo letti un sacco di roba (e robaccia) sul Vlad e abbiamo considerato le sue azioni con profonda ammirazione perché certe tattiche militari, oltre ad essere ottime da usare nelle campagne d&d più impegnative, erano a dir poco geniali!

Dopotutto a quanti, in quel periodo, sarebbe venuto in mente di usare i malati di peste per infettare il nemico usando una strategia degna di una guerra batteriologica?

Il Vlad non lo abbiamo cercato solo in Romania ma anche in Austria, dove siamo andati a visitare il castello di Ambras quasi appositamente per vedere il suo ritratto più famoso. Poco importa che sia stato dipinto molto dopo la sua morte e che quindi sia poco attendibile: per noi l’importante era vederlo!

E ora siamo a Napoli per visitare la sua presunta tomba e rispondere alla domanda: perché un Voivoda Valacco dovrebbe essere sepolto a Napoli?

Chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Una veduta del chiostro del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova
Chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il chiostro di Santa Maria La Nova vale da solo il viaggio

Il gioco delle tre… tombe

Se siete tra i pochi che ancora non hanno sentito parlare della tomba di Vlad a Napoli niente paura, perché repetita iuvant!

Intanto diciamo che uno come il Vlad, che per hobby impalava gente, si era guadagnato nel corso degli anni un folto gruppo di hater. Al tempo c’era la simpatica tradizione che se uno ti stava sulle palle ma non riuscivi a vendicarti di lui in vita, allora potevi infierire sul suo cadavere e ottenerne così una certa soddisfazione.

Quando il Vlad fu sconfitto, il suo corpo fu decapitato e la testa portata a Costantinopoli, o così si dice. Che cosa accadde alla salma è invece materia di studio, di leggende e di chiacchiere da bar.

Per molto tempo si pensò che i monaci di Snagov avessero raccolto le spoglie del Voivoda per seppellirle nella loro chiesa. Lo avevano fatto in segreto però, per evitare che gli hater di cui sopra gli assaltassero casa per dissacrare la tomba.

Negli anni trenta ci fu uno scavo archeologico presso il monastero di Snagov ma, nella tomba che si sospettava potesse essere quella di Vlad, furono trovate solo ossa di animali. I resti rinvenuti invece in una seconda sepoltura, che conteneva oggetti preziosi, scomparvero dopo essere stati mandati a Bucarest per ulteriori studi.

Il problema di questa sepoltura è che il corpo ritrovato comprendeva anche la testa, il la escluderebbe dall’essere la tomba di Vlad.

Il secondo posto che gli storici hanno indicato come possibile luogo di sepoltura è il monastero di Comana che era stato fondato da Vlad e che si trova vicino al campo di battaglia dove perì.

Durante alcuni lavori di restauro, negli anni ’70, fu ritrovato in loco un corpo senza testa ma non si hanno notizie di ulteriori studi.

E così arriviamo a Napoli.

Maria la figlia di Vlad

Come spesso accade con le migliori storie, anche questa non è cominciata qui ma in Basilicata.

Chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Un altra veduta degli affreschi
Fiori e affreschi nel chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Gli affreschi del chiostro non possono che ammagliare i visitatori

Il ricercatore Raffaello Glinni, mettendo insieme diversi documenti e studiando gli affreschi della Cattedrale di Acerenza, formulò una teoria secondo la quale la nobildonna di origini slave Maria Balsa, che andò in sposa a Giacomo Alfonso Ferrillo, era in realtà la figlia di Vlad Țepeș.

La teoria si basava sul fatto che di questa nobildonna abbiamo in pochissime notizie. Questo di per sé è inconsueto perché… be’ dai, lo sapete, no?

Siamo in Italia e abbiamo un archivio per quasi ogni cosa! Delle famiglie nobili conosciamo vita, morte e miracoli (veri e presunti).

Pare che la Maria Balsa fosse arrivata a Napoli verso i sette anni al seguito di Giorgio Castriota Scanderbeg, un principe albanese che aveva combattuto contro gli ottomani. Il resto però è abbastanza nebuloso.

Da qui a pensare che la Maria fosse figlia del Vlad il salto è lungo ma ci sono degli indizi aggiuntivi. Tanto per cominciare sia il re di Napoli, Ferdinando I, sia il padre adottivo della giovane Maria, Giorgio Castriota, facevano parte dell’Ordine del Drago.

Era da quell’Ordine che il padre di Vlad, e poi lui stesso, avevano preso l’appellativo di ‘Dracul’che vuol dire drago. Tra le norme che vigevano fra quanti facevano parte di questo Ordine c’era anche il dovere di provvedere alle vedove e ai figli dei confratelli periti.

Va bene dare un mano agli orfani ma il Ferdinando provvide la Maria di una sontuosa dote di ventiquattromila ducati che erano un vera fortuna. Un po’ tantino per la figlia di un signor nessuno ma del tutto adeguati per la figlia di Vlad che avrebbe potuto, almeno in via teorica, rivendicare il trono Valacco.

… e la tomba?

Ad un ceto punto una certa Erika Stella, sentendo parlare della teoria di Glinni, fece notare che la lapide di Matteo Ferrillo, padre dello sposo della Maria, aveva qualcosa di strano.

Questa lapide, che si trova nel chiostro del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, invece dei simboli araldici della famiglia Ferrillo mostra un grosso drago. Come dice il detto però, ‘un drago non fa primavera’ e allora aggiungiamoci due sfingi.

Tombe nel chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
La tomba ‘incriminata’ è quella sulla sinistra ovviamente. Quella con il DRAGO!
Lastra tombale di Vlad Tepes a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Ai lati del drago potete vedere le sfingi che potrebbero indicare ‘Tebe’ che, per assonanza, fa tanto Tepes…
Affreschi nel chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Nella luce del mattino il chiostro è ancora più bello
Tomba di Vlad Tepes a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Ed eccola qui la tomba che si sospetta potrebbe essere di Vlad Tepes… misteriosa, nevvero?

Le sfingi sono quel tipico animale fantastico che fa subito venire in mente la Valacchia, giusto? Err… forse no, ma ci dicono persone che ne capiscono più di noi che il riferimento potrebbe essere all’antica Tebe che, per assonanza, fa tanto Țepeș.

A questo punto entra in scena il Prof. Giuseppe Reale, direttore del Complesso Monumentale di S. Maria La Nova (che ci ha gentilmente accolto per questo articolo e che ringraziamo!) che ha fatto esaminare la lapide e… colpo di scena!

La lapide oggi si trova nel chiostro ma dietro di essa non c’è nessuna tomba. Probabilmente i resti sono rimasti nel punto dove si trovava originariamente la cappella della famiglia Ferrillo.

Non esistono dati esatti ma le supposizioni fanno pensare che potesse trovarsi dove oggi vi è la cappella Turbolo. Ed è lì che il Prof. Reale, esaminando la decorazione pittorica, ha fatto notare un’epigrafe misteriosa.

L’epigrafe è a tutt’oggi intraducibile poiché pare essere scritta in codice, con caratteri appartenenti a più lingue. Al momento è oggetto di studio da parte di studiosi e appassionati di decrittazione ma ancora nessuno sa cosa vi sia scritto.

Noi restiamo in paziente attesa di nuove scoperte sulla misteriosa e affascinante vicenda ma, finché non arriveranno smentite ufficiali, ci vanteremo di aver visitato la vera tomba di Vlad!

Il cappellone non è un piatto tipico

Cappelletti, cappellini, cappellacci… perdonateci se pensavamo che ‘Cappellone’ si riferisse a qualcosa di mangereccio!

Il Cappellone di San Giacomo della Marca è in realtà una parte del Complesso di Santa Maria La Nova. Si chiama così perché è di fatto una delle cappelle laterali della chiesa solo cheè… estremamente grande. Tanto da essere quasi una chiesa a sé.

Ma questo Giacomo a cui è intitolato il Cappellone, chi era? Ebbene, il Giacomo in questione si chiamava Domenico, Mimmo per gli amici.

Cappellone di San Giacomo della Marca a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Capite perchè chiamarlo ‘Cappellone’? Insomma, rispetto a una normale cappella laterale qui si sono fatti prendere un po’ la mano!
Cappella dell'ascensione a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il Cappellone di San Giacomo della Marca è così grande da avere a sua volta delle cappelle!

Da ragazzino il Mimmo faceva il pastore ma dopo un po’ si stufò della monotonia di quel mestiere. Le pecore non erano delle conversatrici particolarmente stimolanti e lui pensò bene di dedicarsi allo studio del diritto.

L’ambiente delle corti di giustizia però era un filo corrotto e lui, schifato, decise di diventare francescano e di cambiare nome in Giacomo.

La sua notorietà è forse da imputare al fatto che Giacomo aveva guarito il re. Sono buoni tutti di guarire tizi a caso incontrati per strada ma per guarire un re, in questo caso Ferdinando d’Aragona, ci vuole uno davvero bravo.

Dopo essere stato guarito da lui, il Ferdinando chiese al Giacomo di restare a Napoli e così fece. Vi rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1476, dopo la quale fu sepolto proprio qui, nel Cappellone.

Al tempo però il Giacomo non era ancora un Santo, perché fu dichiarato tale solo nel 1726 ma, grazie all’alta stima in cui era tenuto dal re e dalla popolazione, il Cappellone fu comunque intitolato anche a lui.

Il suo corpo restò qui fino al 2001, poi si decise di traslarlo a Montepradone sia perché era il suo luogo di nascita sia perché lì si trova uno dei santuari da lui fondati.

Facciata di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Eravamo così incantato dall’interno che stavamo scordando completamente di mostrarvi l’esterno
Navata di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Applaudiamo la scelta di usare sedie trasparenti nella navata per lasciare che l’occhio spazi sulla sua bellezza!

Confronto tra nemici giurati

Alcune città italiane sono rimaste famose, nei secoli, per aver ospitato e dato lavoro a grandi artisti e Napoli è indubbiamente tra queste.

Purtroppo a nessuno venne mai in mente di scrivere un bugiardino sulle controindicazioni del far convivere più artisti, dal carattere volubile, nello stesso posto.

Questa mancanza fece sì che nascessero delle controversie di carattere artistico che potevano scaldare gli animi e sconfinare in coloriti insulti. Qualche volta anche in vere e proprie risse.

Altre volte però le cose rimanevano nei limiti del consentito e le tenzoni si svolgevano a suon di pitture. E’ questo il caso del Cappellone di San Giacomo della Manca, dove potrete ammirare sia le opere di Luca Giordano (Storie del Battista nella cappella Parisio) sia quelle di Francesco Di Maria (Madonna della Purità nella cappella Gambardella).

In verità l’attribuzione della Madonna della Purità a di Di Maria non è certa ma ci piace crederlo per poter vedere i due nemici contrapporsti.

Ma la loro disputa in cosa consisteva?

In pratica Giordano, ad un certo punto della sua carriera artistica, aveva deciso di dare più importanza al colore che al disegno, dando ai suoi dipinti un’atmosfera quasi sognante e una luce dai cui poi attingeranno a piene mani i pittori del romanticismo.

Dall’altra parte della barricata si ergeva Di Maria che seguiva alla lettera i dogmi accademici della pittura del tempo e che aborriva qualunque deviazione da quella che riteneva ‘la retta via’.

Arrivarono anche agli insulti infantili, con Di Maria che definiva Giordano un eretico che dannava i suoi seguaci con la libertà di coscienza, mentre Giordano rispondeva dandogli dell’ebreo troppo affezionato a vecchie regole ormai divenute rancide.

Se arrivarono mai alle mani non lo sappiamo… peccato!

Luca-fa-presto

Restando in tema vogliamo parlare ancora un po’ di Luca Giordano.

Il Luca nacque a Napoli e fu molto attivo nella sua città natale, tanto che potrete vedere molte delle sue opere in giro per la città, ma non fu sempre un pittore affermato e con idee ben precise sul colore.

Affreschi sullo specchio a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Nella navata della chiesa sono sistemati degli specchi per permettervi di vedere meglio gli affreschi del soffitto

Ebbene sì, anche lui all’inizio fu un bambino e come tale era solito seguire in giro il padre che, a usa volta pittore, aveva però la nomea di essere piuttosto lento nella sua opera.

Narra leggenda che un giorno il padre, non sapendo bene come dipingere due putti nella cappella di Sant’Onofrio all’interno di Santa Maria La Nova, decise di uscire per consultarsi con dei colleghi, lasciando il figlioletto sul posto.

Il piccolo, che a seconda dei racconti aveva un’età compresa tra i sei e i dieci anni, decise di sua iniziativa di aiutare il genitore e si mise di buzzo buono a dipingere i due putti incriminati.

Affreschi di Luca Giordano a Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Questi sono i due putti dipinti, secondo la leggenda, dal giovanissimo Luca Giordano
Coro di Santa Maria La Nova di Napoli. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Stalli lignei nel coro di Santa Maria La Nova di Napoli

Non solo gli riuscirono così bene che il padre decise di lasciarli com’erano ma lo fece anche così in fretta che da allora lo soprannominarono Luca-fa-presto.

Questa storia potrebbe essere leggenda ma i putti li potete vedere davvero e il soprannome rimase appiccicato al pittore per tutta la sua vita, tanto che sono mille gli aneddoti che parlano della sua prodigiosa rapidità.

Che fosse veloce rispetto ad altri artisti non è però una leggenda ma pura verità perché nella sua vita, che fu piuttosto lunga e sicuramente prolifica, Luca Giordano realizzò più di tremila opere, molte delle quali si trovano proprio qui a Napoli.

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14 commenti

  1. La figura di Vlad l’ho scoperta alle superiori e la preferisco di gran lunga al Dracula di Stoker. Dopotutto c’è del genio nell’usare i corpi degli ammalati di peste contro i nemici.
    E comunque ero tra quei pochi che non conosceva la connessione tra l’impalatore e Napoli, anche se è uno strech abbastanza lungo da credere che quella di Napoli sia la sua tomba. Vale comunque la pena di visitare Santa Maria La Nova.

    1. La storia a prima vista pare improbabile ma… alla fine chi lo sa?
      Nel dubbio noi l’abbiamo vista e, cosa ancora più importante, abbiamo potuto visitare il Complesso di Santa Maria La Nova che è davvero incredibile!

  2. Sono tra i pochi che non aveva sentito parlare della tomba di Vlad a Napoli e neanche ne conosceva l’esistenza, bellissimo complesso dalle immagine del post, aggiungo alla lista delle cose da vedere. Sono stata a Napoli ma frettolosamente mi riprometto di tornare

    1. Noi volevamo tornarci nel momento stesso in cui siamo tornati a casa! Ci sono tantissime cose da vedere e meriterebbe almeno un mese di visita… dopotutto non era capitale per niente, no?

  3. Sono stata diverse volte a Napoli e ogni volta ho scovato qualcosa di nuovo e magnifico da vedere e visitare (oltre che da mangiare) ma questa chiesa non l’avevo ancora sentita. Sarà per la prossima, sicuramente.

    1. Ammettiamo il nostro stupore perchè noi pensavamo che fosse conosciutissima e invece ci pare di capire che non è così. A volte la percezione dei posti è davvero influenzata dagli interessi personali!

  4. Che storia… Davvero particolare! Ammetto di conoscere ben poco il Vlad e le sue peripezie, benché la sua fama lo preceda, ma mai avrei pensato che fosse legato a una lapide misteriosa a Napoli (e poi, lo sarà veramente?). Il mistero si infittisce e siete stati bravissimi a scovare queste informazioni. Sapete quanto io sia amante della storia e queste cose… Mi “intrippano” come si dice in casa nostra!

    1. Il fascino di questa storia è innegabile e se anche un giorno si riuscisse a scoprire la verità, sarà stata comunque una ricerca degna di nota!

  5. Ti confesso che non sono un’appassionata di Dracula ma la storia della sua tomba vera o presunta mi ha molto intrigato così come il Cappellone di Santa Maria la Nova che non mancherò di visitare nel mio prossimo viaggio a Napoli

    1. Il Complesso di Santa Maria La Nova è stupefacente e non ci capacitiamo del fatto che sia meno noto di Santa Chiara ma sospettiamo che abbia qualcosa a che fare con la malvagia instagrammabilità delle maioliche…

  6. Se può interessare, sull’argomento ho scritto un lungo articolo in tre parti dal titolo “Dracula nel Regno di Napoli”

    1. Certo che interessa! Vado subito a vederla ma tu, se vuoi, inserisci pure il link diretto in commento!

  7. Una chicca insolita per gli amanti della città e della cultura partenopea! Questa mi è proprio nuova sai?? Non avevo mai sentito parlare della possibilità che il corpo di Vlad fosse sepolto a Napoli, e siccome sono a mezz’ora di treno, approfitterò della prima mattinata libera per andare a visitare questo edificio!

    1. Santa Maria La Nova, a parte la storia affascinante della tomba di Vlad, è un Complesso Monumentale davvero impressionante. Noi ce ne siamo letteralmente innamorati!

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