Il borgo pirata di St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri dedicato al pop-culture tourism

St. Augustine oggi è una nota località turistica della Florida ma un tempo era frequentato da corsari, pirati e altra marmaglia di questo tipo che si aggirava per i mari caraibici del sedicesimo secolo, pronta ad arraffare tutto quello che galleggiava. Con una storia così, come potevamo non volerlo visitare?

Pirati, corsari e altra gente di mare

Oggi vi spieghiamo la differenza tra pirati e corsari.

I primi sono dei delinquenti che rubano agli altri indiscriminatamente. I secondi fanno la stessa cosa ma, invece di essere condannati come criminali e impiccati alla prima forca, si guadagnano grandi onori e titoli nobiliari.

Tutta la differenza la fa un pezzetto di carta scritto dal pugno di un regnante e che autorizza i secondi a rubare, sciacallare, depredare, sottrarre e rapinare ogni vascello in vista purché innalzi la bandiera di un regno diverso dal loro. Per chi non lo sapesse, quel pezzo di carta veniva chiamato ‘lettera di corsa’ da cui il termine ‘corsari’.

E che ve l’abbiamo detto addentriamoci nella storia del Pedro Menéndez de Avilés. Questo tizio a nove anni era scappato di casa perché sua madre, vedova, si era risposata con uno che al Pedro stava sugli zebedei.

Eravamo in Spagna, all’inizio del sedicesimo secolo, e il Pedro trovò lavoro al porto. Era così giovane che nessuno lo avrebbe preso a bordo di un bastimento così, la prima volta che prese il mare, aveva ormai quattordici anni. Non si arruolò di certo su un mercantile ma su una nave da guerra, una di quelle che pattugliavano il mare per fermare i pirati, ma soprattutto i corsari francesi che cercavano di depredare le ricchezze spagnole in arrivo dalle Americhe.

Un pirata al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Un pirata al ‘Pirate & Treasure Museum’ di St. Augustine

Combatti oggi, combatti domani, al Pedro venne la bella idea di mettersi su per contro proprio e, a diciannove anni, si trovò una nave e un equipaggio e partì in cerca di fortuna.

Una ricostruzione al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Ricostruzione di una scena tra pirati al museo a loro dediato a St. Augustine
L'oro dei pirati al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Tra i tesori in mostra ci sono alcuni oggetti ripescati da veri galeoni pirata!

Il Pedro come in un film

La fortuna, che quando la cercate voi è cieca come una talpa, in quel momento lì invece era bella attenta e mise sul cammino del Pedro due navi corsare francesi che lui prese con facilità.

Una polena al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
La polena di una nave al ‘Pirate & Treasure Museum’

Per tutta risposta lui e i suoi uomini furono arruolati per una nuova spedizione. Un certo Jean Alphonse de Saintonge, un corsaro portoghese al servizio della Francia, era riuscito ad accaparrarsi ben 18 navi spagnole e al Pedro spettava il compito di riprendersele.

Pedro si mise subito all’inseguimento ma arrivò tardi e quelle erano già entrate in porto a La Rochelle che, per la sua conformazione, era un posto rognoso in cui entrare. Lui però se ne fregò e entrò lo stesso, salì sulla nave ammiraglia e uccise il capitano Jean Alphonse di sua mano, poi prese cinque delle navi rubate e filò via a gambe levate.

Attenzione: questi fatti potrebbero essere veri oppure no, perché la storia è incerta. Una versione meno eroica dice che lo scontro avvenne sulla rotta per La Rochelle ma mentre le navi erano ancora in alto mare.

Comunque sia andata, questa avventura valse al Pedro un certo lustro, tanto che nel 1554 fu proprio lui a guidare la flotta che portò Filippo II di Spagna, non ancora re, a incontrare la sua sposa Maria, la regina di d’Inghilterra.

Questo matrimonio, sebbene di breve durata perché la Maria non fu una regnante longeva, per qualche tempo  rese di fatto la Spagna e l’Inghilterra alleate. Tenetelo a mente perché su questo torneremo dopo.

L’importanza del meteo

Il Pedro, ormai con una carriera di successo sulle spalle, fu nominato capitano generale della flotta delle Indie. Le Indie sarebbero le Americhe, giusto per puntualizzare.

Durante la sua avventurosa vita, tra un rapimento da parte dei pirati a scopo di ricatto e un imprigionamento da parte degli Spagnoli per questioni interne, il Pedro trovò anche il tempo di fare un figlio che, come lui, se ne andò per mare.

Suo figlio però non aveva il talento del padre e naufragò. Il Pedro chiese al re il permesso di partire per andarlo a cercare e lo ottenne ad una condizione: eliminare tutti i protestanti che avesse incontrato.

Il problema era che sulla carta la Spagna si arrogava il diritto di scoperta sulla Florida ma lì si era insediato un grosso gruppo di ugonotti francesi, il cui sport preferito era depredare le navi spagnole di passaggio. Il Pedro accettò le clausole e salpò l’ancora. Avvistò le coste americane il 28 agosto del 1565, giorno dedicato a Sant’Agostino.

Sul galeone al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Siamo sul ponte di una nave pirata dentro al museo pirata… leggermente surreale ma divertente!
Ai ceppi! Al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
OH NO! La Kry alla fine si è fatta beccare!

Si diresse verso Fort Caroline, che accoglieva questa marmaglia pirata, ma con le sole quattro navi che aveva non riuscì a conquistarla e dovette ripiegare a sud, dove aveva posto il suo accampamento.

I francesi, forti della vittoria, decisero di contrattaccare e salparono con l’intento di spazzare via gli spagnoli. Peccato che si fossero scordati di consultare il meteo prima di partire e finirono dritti  dritti in un uragano.

Il Pedro, che invece il meteo lo aveva consultato, lasciò in porto le sue navi e attaccò via terra. Quando arrivò al forte nemico, lo trovò difeso da soli venti uomini validi. La vittoria era scontata ma lui dedicò comunque la sua base al Sant’Agostino.  Giusto per non sbagliare!

Il Francis e la vendetta

Ed è proprio di St. Augustine che vorremmo parlarvi oggi dopo mille salti dal solito palo alla solita frasca. Vediamo però all’orizzonte un nuovo ramo abitato da frondosi corsari e ci lanciamo perdendo il filo del discorso.

Dopo la morte di Maria d’Inghilterra e l’ascesa al trono di Elisabetta I, i rapporti tra la Spagna e l’Inghilterra si deteriorarono rapidamente.

L’Elisabetta era un’abile matematica e ci mise ben poco a calcolare che gli introiti da una guerra di ‘corsa’ (ovvero tramite navi corsare) le avrebbe riempito ben bene le casse con l’oro spagnolo. Una mattina si mise lì, di buzzo buono, e assegnò una lettera di corsa a chiunque avesse anche solo mezzo vascello disponibile.

Nacquero così i Sea Dogs (cani del mare), detti più amichevolmente corsari elisabettiani, di cui il più celebre è senza ombra di dubbio Sir Francis Drake.

Il Francis, autorizzato dalla regina in persona, partì nel 1586 per depredare gli insediamenti spagnoli. Cominciò da Capo Verde, poi si diresse verso Santo Domingo e Cartagena.

Una strada a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
St. George Street al mattino, prima dell’arrivo della folla.
Un negozio a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Uno dei negozietti su St. George Street

St. Augustine non era sul suo carnet ma il caso volle che il corsaro dovesse passare proprio da lì. L’insediamento aveva solo un piccolo fortino di legno così il Francis, come faremmo noi vedendo un pasticcino appetitoso dopo un lauto pasto, si disse “E perché no?”.

Sparò qualche colpo ma gli spagnoli risposero con poca convinzione e poi fuggirono. Lui scese a terra per arraffare quello che poteva e sarebbe anche finita lì se durante la notte gli spagnoli non avessero tentato un attacco ammazzando uno degli ufficiali del Francis.

Per chi non lo ricordasse, la nave più famosa capitanata dal Francis si chiamava Revenge… e infatti lui si vendicò radendo al suolo tutto, arraffandosi pure i cannoni e dando alle fiamme il resto.

Robert, il gentiluomo di ventura

St. Augustine fu ricostruita ma gli spagnoli cominciarono a chiedere incessantemente dei fondi alla corona per costruire un fortino un po’ più robusto. Come sempre in questi casi, il governo era rapido nell’incassare ma molto meno nell’elargire .

Arriviamo così alla storia di Robert Searle, uno che in vita sua qualche lettera di corsa l’aveva pure avuta ma che l’aveva usata mentre era al gabinetto, rientrando così a pieno titolo nei ranghi dei bucanieri o pirati dei caraibi.

Il Robert poi era anche abbastanza iellato così da trovarsi spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato. Nel 1668 era infatti ancorato a New Providence alle Bahamas a farsi i cavoli suoi, proprio mentre un altro grosso nome della pirateria, Sir Henry Morgan, aveva depredato la città di Maracaibo in Venezuela.

Gli spagnoli, per lavare l’affronto, si erano diretti verso New Providence con la vendetta nel cuore e pronti a distruggere tutto.

Il Robert, un filo alterato perché il suo periodo di ozio in porto era stato interrotto da questi tizi che ce l’avevano con lui solo perché era un conoscente del Morgan (e di tutti gli altri bucanieri della zona), a sua volta pensò ci vendicarsi e… secondo voi dove andò? Ma a St. Augustine, ovvio!

Per non correre rischi il Robert attuò una tecnica tipica dei migliori film di pirati: catturò al largo alcune navi che portavano i rifornimenti all’insediamento e fece nascondere la sua ciurma sottocoperta mentre tenevano sottotiro gli spagnoli.

Robert Searle al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Al museo dei pirati di St. Augustine ci sono molti dipinti moderni che raffigurano personaggi famosi. Questo è Robert Searle.
Pirati al balcone a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Scheletri pirata sui balconi e Jolly Roger a profusione per questo borgo pirata!
Il centro di St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
A St. George Street, a St. Augustine, sembra davvero di essere sul set di un film di pirati!

Con questo stratagemma Robert e i suoi entrarono a St. Augustine, uccisero sessanta uomini, depredarono i magazzini, sciacallarono le chiese e si fecero un giretto anche in tutte le case.

L’anno dopo il governo spagnolo ammise che forse St. Augustine aveva bisogno di un fortino.

Il Castillo de San Marcos

Dopo tutte queste disavventure, nel 1672 fu costruito il Castillo de San Marco, il più antico forte in muratura degli Stati Uniti continentali.

Nel secolo seguente furono due i grandi assedi che videro come protagonista St. Augustine, il primo nel 1702 e il secondo nel 1740. Entrambe le volte gli spagnoli, forti del loro forte, riuscirono a resistere agli assedi.

Nonostante vari passaggi di mano il forte si trova ancora lì con le sue quattro punte completamente intatte. Noi lo siamo andati a visitare solo per scoprire che, al suo interno, è di stanza una guarnigione coloniale spagnola di rievocatori in piena regola che ogni fine settimana, cinque volte al giorno, mette in funzione un cannone per la gioia dei visitatori.

Si consiglia agli aspiranti novelli pirati di attaccare solo durante i giorni feriali per non correre il rischio di essere affondati!

Un’altra cosa che abbiamo scoperto visitando il forte è che questo posto, una volta che il suo ruolo di forte militare divenne obsoleto, fu utilizzato come prigione per un folto gruppo di nativi americani, tra i quali figuravano anche molti appartenenti alla tribù di Geronimo.

Il forte spagnolo 'Castillo de San Marcos' a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Sarebbe stato bello vederli sparare tutti in fila ma purtroppo questi sono solo decorativi

Fu qui, in quel periodo, che nacque la ‘Ledger Art’. Questo tipo di illustrazioni, tipiche dei nativi americani, continua ancora oggi ad affascinare e vede nuove leve di pittori anche tra gli artisti moderni.

Il 'Castillo de San Marcos' a St. Augustine in Florida (USA) dal drone. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Il Castillo de San Marcos in tutto il suo splendore!
Un cannone al Castillo de San Marcos a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Sì, quel rievocatore sta per scovolare il cannone prima di sparare!
Portone del Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Il portone del museo dedicato ai pirati a St. Augustine

Più pirati per tutti!

Oltre al Castillo de San Marcos ci sono altri motivi per visitare St. Augustine. Il primo è il fatto che nel 1965, per festeggiare i 400 anni dalla fondazione della città, molti edifici coloniali sono stati ristrutturati e riportati alle loro forme originali.

Grazie a questo primo impulso, e per strizzare l’occhio ai visitatori, tutto il centro di St. Augustine si presenta come un vero paesino del tempo dei pirati e, passeggiando per St. George Street, vi sembrerà quasi di essere in un vero film di pirati.

Ovviamente (come avrete già capito dalle foto), essendo la storia della città così legata a questi personaggi, è del tutto naturale che vi sia anche un museo a loro dedicato, il St. Augustine Pirate & Treasure Museum.

Non farete fatica a individuarlo, sia perché si trova vicino al Castillo sia perché è ben segnalato da grandi bandiere con il Jolly Roger.

Se state pensando che sia una pacchianata… non possiamo che darvi ragione. Quando entrare vi ritroverete all’interno di un vascello pirata con alcuni pupazzi non esattamente realistici ma, se riuscite a guardare oltre, scoprirete che è un posto davvero interessante oltre che divertente.

Ci sono oggetti rinvenuti in veri ‘tesori dei pirati’, schermi interattivi che narrano le gesta dei più famosi bucanieri, ricostruzioni di alcuni ambienti di bordo e anche un simpatico gioco di ricerca con tanto di mappa che potrà divertire i più piccoli. E ovviamente c’è anche un premio per chi riesce a completare la ricerca!

Alla fine del tour troverete poi una sala dedicata ai pirati più famosi della cinematografia di tutti i tempi, da Capitan Uncino a Willy l’Orbo!

Strano ma vero (Ripley’s Believe It or Not!)

Avete presente la famosa pagina della Settimana Enigmistica ‘Strano ma vero’? Il corrispettivo americano era una striscia a fumetti curata da Robert Ripley e pubblicata sul New York Globe a partire dal 1918. Negli anni ’30 la serie divenne anche un programma radiofonico e una serie di cortometraggi cinematografici.

Willy l'orbo dai Goonies al Pirate & Treasure Museum a St. Augustine in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
UUUHHH! Ma quanto lo abbiamo amato Willy l’orbo??!?
Mi spiace per lo scultore ma… l’originale è decisamente meglio!

Durante la sua carriera Robert Ripley collezionò più di trentamila manufatti di cose ‘strane ma vere’, più centinaia di migliaia di foto. Questa collezione apparve inizialmente in varie fiere in giro per gli Stati Uniti, ma poi, un anno dopo la morte di Ripley, si decise di aprire un museo stabile dove poterla accogliere.

Il luogo prescelto fu Castel Warden, una villa in stile neo-moresco che si trova a St. Augustine. I visitatori accorsero a frotte e adesso esistono succursali del ‘Ripley’s Believe It or Not!’ in tutti gli Stati Uniti.

La prima cosa che notiamo arrivando a Castel Warden è una strana siepe, molto alta, come a voler nascondere qualcosa. La aggiriamo e… che voi ci crediate o no, ci ritroviamo davanti al David di Michelangelo!

La didascalia ci fa sapere che questa statua è stata realizzata nel 1963. E’ una delle sole due copie al mondo in scala 1:1 realizzate con marmo proveniente dalla stessa cava dell’originale.

 

Se questo non bastasse a incuriosirvi sappiate che qui potrete trovare, in ordine del tutto casuale: teste miniaturizzate dalla Guinea, un ritratto di John Lennon fatto col fumo, uno di Marilyn Monroe fatto con i brillantini, quelli dei protagonisti della Serie TV ‘The walking dead’ fatti con la salsa barbeque (!), il protesi usate da Marlon Brando ne ‘Il padrino’, i peli del Chewbecca originale del 1977 e molto, moltissimo altro!

L’ingresso al ‘Ripley’s Believe it or not’ che si trova all’interno della villa detta Castel Warden
St. Augustine in Florida (USA) di notte. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Alcune case su Spanish Street di sera

L’angolo dello shopping:

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Prima del casino ‘Schettino’ gli italiani erano considerati un popolo di navigatori, quindi è normale che tra i nostri scrittori abbondino le storie di marinai e pirati, giusto? Qui sotto trovate due dei nostri consigli di lettura: un classico e uno che dovrebbe diventare un classico!

Informazioni pratiche:

23 commenti

  1. Ho letto questo articolo tutto d’un fiato, incuriosita dalla storia. Sarebbe interessante andare a visitare questa cittadina, chissà, mai dire mai!!!

    1. Noi purtroppo ci siamo rimasti poco ma ti giuro che ci passerei un’intera vacanza perchè è davvero un posto non solo bello ma anche particolarmente rilassante!

  2. Ho sempre amato le storie e le leggende legate al mare e al mondo dei corsari. Non conoscevo questo piccolo angolo di Florida ma devo dire che è davvero molto pittoresco, perfetto da visitare con i bambini tra l’altro!

    1. Poichè a noi è piaciuto, è molto probabile che piacerebbe anche ai bambini!🤣

  3. Mi sono davvero tanto divertita e calata nelle storie di pi pirati e corsari che hai scritto.
    St. Augustine non lo ho visitato, ma è davvero entusiasmante, per grandi e piccoli viaggiatori!

  4. Pur non sapendo che ci fosse differenza tra pirati e corsari devo dire che sono delle figure che mi hanno sempre incuriosito tantissimo e questo posto è davvero super 😍

  5. Siamo stati anche noi a St. Augstine ma non abbiano visitato questo museo dei pirati. Abbiamo però visitato il museo della pirateria di Lanzarote (Canarie), se non ci siete stati è assolutamente da vedere anche quello…

    1. Segnato subito, grazie! Non siamo mai stati alle Canarie ma ormai la nostra mappa dei ‘posti da vedere a ca…so’ è così piena di pallini su quelle isole che non si vede più la terra! 🤣

  6. La prima cosa che mi ha colpito è stata la fotografia che ha fatto da scivolo per portarmi
    tra le righe di una descrizione molto dettagliata e affascinante.

  7. Non sapevo ci fosse una differenza tra pirati e corsari, e ho sempre usato i termini come sinonimi (non che li usi spesso nella vita quotidiana, ma è sempre utile imparare una cosa nuova).
    Intraprendente però, il caro Pedro! Coraggioso, e sicuramente dotato di una buone dose di talento naturale, visti i suoi successi.
    Il museo sarà anche una pacchianata, ma è una di quelle pacchianate che vorrei visitare!

    1. Ah be’, noi ci muoviamo praticamente solo per certe pacchianate e ci sguazziamo dentro, quindi non devi dirlo a noi!🤣

  8. Fantastico! Sembra di stare nel set di un film o nella giostra dei corsari di Gardaland!

    1. Sì, ma quando quella giostra di Gardaland era nuova… adesso sarebbe meglio la togliessero perchè fa un po’ pena…😭

  9. Intanto vi ringrazio perché non avevo idea della distinzione pirati e corsari. Ho letto questo articolo con vero piacere ed interesse e questo luogo sembra letteralmente un set di un film! 😊

    1. Se vuoi aggiungo anche la distinzione con i bucanieri, che erano i pirati dei Caraibi. Il loro nome deriva da boucan, che era una graticola di legno sulla quale veniva essiccata la carne… la curiosità è che dalla stessa parola deriva anche ‘barbecue’!

  10. Leggere questo articolo mi ha fatto rivivere uno dei tanti film sui pirati realizzati e anche la fantastica attrazione a Disneyland! Anche se erano tempi violenti, queste vite così avventurose hanno davvero un grande fascino.

    1. E’ proprio vero! Noi siamo sempre soggetti al fascino dei pirati! Aaarrrhhh!

  11. Questa cittadina è davvero molto suggestiva e sinceramente avete ragione: sembra proprio il set di un film, una storia di pirati e corsari, naturalmente!

    1. Aaarrrhhhh! Sono anni che viviamo nell’indecisione se fare il prossimo matrimonio a tema pirati o steampunk… St. Augustine ha fatto pendere l’ago della bilancia verso i pirati, ovviamente!

  12. Seguo tutti i vostri articoli sul viaggio in Florida e ogni volta prendo appunti, prima o poi riuscirò a convincere il marito a partire!

    1. Noi siamo appena tornati e già ci torneremmo!
      I pensionati americani che svernano in Florida sono i nostri nuovi miti! Loro sì che hanno capito tutto, mica noi che siamo ancora qui nelle nebbie padane!

  13. Se ci sono pirati e storie di furfanti anche noi non possiamo fare a meno di conoscerle e di scoprire i luoghi protagonisti di tali vicende! Avete fatto bene a visitare St. Augustine, un angolo della Florida non così conosciuto e sicuramente valevole!

    1. Non sapevamo nemmeno dell’esistenza di questo borgo ma passavamo da lì e google diceva ‘museo dei pirati’, vuoi non fermarti??🤩

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