Cappella Piccolomini a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".

Una visita al Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi

Dopo aver visitato i Complessi Monumentali di Santa Maria La Nova, di Santa Chiara e di Donnaregina, ora affronteremo anche quello di Sant’Anna dei Lombardi perché… a Napoli i Complessi Monumentali sono infestanti come il prezzemolo!

A parte gli scherzi, in realtà ognuno di questi posti è legato a storie diverse e ognuno ha particolarità uniche che ci renderebbero impossibile scegliere se dovessimo suggerirvi di visitarne uno solamente.

Quello di Sant’Anna dei Lombardi però è davvero il simbolo concreto della storia del Rinascimento a Napoli, quindi se il periodo che amate è quello, una visita in questo posto ne varrà di sicuro la pena!

All’ombra dei potenti

Il nostro primo protagonista di oggi si chiamava Filippo ed era nato a Firenze nel 1428 da una famiglia di importanti banchieri.

Al tempo le sorti politiche di Firenze non erano in mano alle famiglie nobiliari ma piuttosto a quelle dei banchieri ed erano loro a dominare ma purtroppo il giovanissimo Filippo apparteneva alla famiglia Strozzi, proprio la stessa che aveva cercato di avere la meglio sulla famiglia de’ Medici e… aveva perso malamente.

La sconfitta era costata alla famiglia Strozzi la sua ricchezza e così il piccolo Filippo, bandito da Firenze come tutta la sua famiglia, aveva studiato dapprima a Palermo e poi in Spagna.

Entro i ventisette anni il Filippo aveva ormai appreso a menadito l’arte del banchiere ed era così bravo che, nonostante il suo cognome gli impedisse di rientrare a Firenze, fu comunque assunto dal Banco Mediceo come corrispondente su Napoli.

Con questa assunzione riuscì a farsi notare dal re di Napoli Ferdinando I di cui curava anche gli affari privati del regno.

Grazie alla sua posizione riuscì poi a rientrare a Firenze e a quel punto, a furia di trafficare, divenne noto come ‘il banchiere degli artisti’ di cui era anche mecenate.

L'ingresso a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
L’ingresso del Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi non è molto imponente ma l’interno…!
Cappella Piccolomini a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
La Cappella Piccolomini in tutto il suo splendore!

Nello stesso periodo un altro dei nostri personaggi di oggi, Antonio Todeschini, stava crescendo e studiando in quel di Siena ma, come molti figli cadetti dell’epoca non era l’arte bancaria il suo forte ma la guerra.

Caso volle che la madre di Antonio fosse la sorella di un certo Enea Silvio Piccolomini che divenne papa con il nome di Pio II. Questo papa, (che come vi abbiamo già raccontato scriveva romanzi erotici), com’era d’uso al tempo favorì smaccatamente la sua famiglia, tanto che il giovane Antonio ottenne addirittura un cambio di cognome divenendo Antonio Piccolomini.

Portare il cognome del papa ed essere il suo nipote preferito garantì all’Antonio anche una sposa semi-blasonata, ovvero Maria d’Aragona, la figlia illegittima del re Ferdinando.

Dove finisce la trama

Questi due personaggi finirono per incrociare le loro vite quando Maria D’Aragona morì e l’Antonio si trovò nella posizione di dover commissionare una tomba adeguata alla figlia del re.

Il Filippo era al tempo il banchiere intrallazzone della corte del re, quindi era ovvio che per una tomba reale l’Antonio si rivolgesse a lui che a sua volta favoriva gli artisti della sua natia Firenze.

Tra questi artisti c’erano Benedetto da Maiano (a cui aveva affidato anche la costruzione di Palazzo Strozzi a Firenze) e Antonio Rossellino. proprio a loro l’Antonio affidò la costruzione della cappella Piccolomini nella chiesa che al tempo era chiamata Santa Maria di Monteoliveto e che solo molto tempo dopo sarebbe diventata Sant’Anna dei Lombardi.

L’Antonio e il Filippo oggi non sono annoverati tra i ‘Grandi Personaggi Storici’, ma nonostante ciò furono loro i genii loci che per primi diedero lustro a questo Complesso Monumentale.

Li seguirà a breve un altro ‘sconosciuto’, tale Marino Correale la cui biografia sulla Treccani comincia sperticandosi in grandi lodi con le parole “Personaggio di non molti meriti”, tanto per dire che era proprio un signor nessuno.

A suo merito però fu uno che rimase sempre fedele alla casa d’Aragona, anche quando questa perse temporaneamente il trono di Napoli e questo gli valse abbastanza onori da farsi costruire una cappella a Sant’Anna dei Lombardi.

Ovviamente anche Correale volle affidarsi ad artisti fiorentini e così anche nella sua Cappella troviamo un’annunciazione di Benedetto da Maiano.

L'Annunciazione di Benedetto da Maiano nella Cappella Correale, sovrastata da un putto attribuito a Michelangelo, a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
L’Annunciazione di Benedetto da Maiano nella cappella Correale

Forse per risparmiare qualcosa a questa cappella lavorarono anche quattordici giovani artisti fiorentini ancora del tutto sconosciuti al pubblico e… TA-DAAAAN!

Con un colpo di scena che sembra uscito dal miglior film di Shyamalan troviamo un putto cicciottello e un po’ in torsione che, a guardarlo bene chiudendo un occhio e strizzando l’altro, è stato attribuito a un giovanissimo Michelangelo!

Putto del giovane Michelangelo Buonarroti nella cappella Correale a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Volete indovinare quale dei due putti è attribuito a Michelangelo? Allora socchiudete gli occhi, strizzatene uno e guardate a… destra!
Compianto su cristo morto di Mazzoni a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
L’Alfonso II d’Aragona dovrebbe essere il primo a sinistra. Suo padre Ferdinando il primo a destra.

L’odiato tiranno

Ma quindi tutto quello che si trova a Sant’Anna dei Lombardi è stato voluto da personaggi, per così dire, di secondo piano? Assolutamente no!

Il re che più di altri legò il suo nome a questo Complesso fu Alfonso II d’Aragona, uno che ebbe un regno breve ma che fece comunque in tempo a fare grandi danni e anche qualche cosa di decente.

Cappella dell'Assunta con pavimento maiolicato a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
La cappella dell’Assunta ha un bellissimo pavimento maiolicato

L’Alfonso era il primogenito del Ferdinando ma prima di diventar re andò in giro a far la guerra e a litigare un po’ con tutti e bisogna dire che quella era una cosa che gli riusciva proprio bene, tanto che si fece nemici in ogni angolo.

Fin da giovane era come molto bello ma con l’argento vivo in corpo, tanto che non era in grado di star fermo più di mezz’ora e dormiva pochissimo.

A questo aggiungeteci che aveva un caratteraccio geloso e che quando gli diedero in moglie Ippolita Maria Sforza,  figlia del Duca di Milano Francesco Sforza, le si attaccò come una patella, passando nella camera della moglie tutte le notti, cosa al tempo inusuale.

Dopo poco tempo però l’Alfonso si era già invaghito di un’altra e a quel punto fu la moglie a ingelosirsi, tanto da mandare un servo a pedinare il marito.

L’Alfonso però si accorse della sua presenza e, purtroppo per il poveraccio, ‘si occupò’ della faccenda tanto che la moglie si pentì di averlo fatto seguire. Non è chiaro in che modo l’Alfonso abbia affrontato il suo stalker ma pare che lo abbia preso a bastonate e non proprio con una verga di legno ‘dolce’…

L’Alfonso poi era uno dalla cotta facile e quando l’oggetto del suo desiderio non lo corrispondeva lui interpretava ogni “No!” come un vigoroso “Sì!”, portandosi a letto ogni cosa che si muovesse, tanto che fu accusato di violare vergini, di farsi le donne d’altri e pure di peccare di sodomia.

Con uno così nessuno era al sicuro e in guerra era anche peggio, tanto che narra leggenda che quando divenne re alla morte del padre, i napoletani si barricarono nelle loro case per la paura.

Un artista diverso

Il regno di Alfonso II durò poco, forse perché si rese conto di essere così odiato dal popolo che sarebbe stato più saggio abdicare che tentare di regnare davvero.

Bisogna dire che buona parte dell’odio e di tutti questi vizi che gli erano stati attribuiti potevano essere stati in parte ingigantiti dai suoi nemici, in particolare dai veneziani che, quando c’era da fare guerre usando informazioni travisate, erano tra i migliori. D’altra parte però l’Alfonso non aveva proprio un curriculum immacolato e forse qualche peccatuccio da farsi perdonare ce l’aveva davvero, così decise di mettersi pubblicamente in ginocchio e pregare.

Cappella Orefice a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Cappella Orefice a Sant’Anna dei Lombardi
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Dettaglio del Compiano su Cristo Morto di Guido Mazzoni a Santa Maria degli Angeli a Busseto (PR). Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Dettaglio del Compiano su Cristo Morto a Santa Maria degli Angeli a Busseto.

Non davvero, perché lui di stare fermo non era capace, ma per finta lo poteva fare e così cercò uno scultore che potesse ritrarlo.

In questa ricerca l’Alfonso fu facilitato da un fatto singolare: sua sorella Eleonora d’Aragona aveva sposato il Duca di Ferrara Ercole I d’Este e nella città del marito era stata mirabilmente ritratta da un certo Guido Mazzoni.

Questo Guido non era un artista nel senso classico del termine perchè aveva lavorato nella bottega del padre, a Modena, creando perlopiù accessori teatrali, scenografie e varie altre cose in cartapesta o in ceramica.

Durante le celebrazioni per il matrimonio di Eleonora il Mazzoni realizzò delle scenografie che evidentemente piacquero alla coppia ducale che, poco tempo dopo, gli chiese di realizzare un “Compianto su Cristo morto” dove l’Eleonora vestiva i panni di Maria di Cleofa.

La sua opera, realizzata in terracotta, vantava dettagli anatomici davvero stupefacenti e questo suo tratto fece sì che la Duchessa consigliasse questo artista al fratello Alfonso e così il Mazzoni si mise in viaggio per raggiungere Napoli.

Una volta giunto a destinazione realizzò un altro Compianto ma questa volta ritrasse l’Alfonso nei panni di Giuseppe d’Arimatea e suo padre Ferdinando in quelli di Nicodemo.

Terracotte emiliane

Il compianto del Mazzoni oggi lo potete vedere a Sant’Anna dei Lombardi ma di certo è molto diverso da com’era inizialmente perché le statue, oltre a essere dettagliatissime tanto da avere scolpito addirittura l’interno della bocca della Maddalena, un tempo erano anche completamente dipinte.

Le statue sono bellissime e di certo inusuali per la fine del quattrocento ma, se sperate di trovare altre opere di Mazzoni a Napoli, purtroppo dovremo disilludervi perché il re di Francia Carlo VIII ‘rubò’ questo artista al regno partenopeo per portarselo in patria dove gli commissionò le tombe reali.

Purtroppo quelle tombe furono distrutte durante la rivoluzione francese e così sono poche le opere di Mazzoni sopravvissute fino a noi, probabilmente anche perché la terracotta è un materiale molto meno resistente rispetto a pietra e marmi.

Oltre al Compianto di Napoli, quasi tutte le altre opere di Guido Mazzoni si trovano in Emilia.

Dettaglio del Compiano su Cristo Morto di Guido Mazzoni a San Giovanni Battista a Modena. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Dettaglio del Compianto su Cristo Morto nella chiesa di San Giovanni Battista a Modena.
Dettaglio della Madonna della Pappa di Guido Mazzoni nel Duomo di Modena. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Due personaggi del presepe di Guido Mazzoni detto “Madonna della pappa” nel Duomo di Modena.

Molte sono vicinissime a casa nostra e così, anche se questo c’entra poco con Sant’Anna dei Lombardi, abbiamo deciso di mostrarvi quelle che abbiamo visitato: un presepe e due compianti.

Il primo compianto è proprio vicinissimo a casa nostra, a Busseto, nella cittadina famosa per aver dato i natali a Giuseppe Verdi e infatti si trova proprio in una chiesa che fu frequentata spesso anche dal grande Maestro, quella di Santa Maria degli Angeli.

L’altro compianto si trova invece nella città natale di Mazzoni, nella chiesa di San Giovanni Battista a Modena, mentre il presepe è esposto poco lontano, nella cripta del Duomo.

Questo presepe è noto anche come Madonna della Pappa perché tra gli altri personaggi vi è anche una serva che soffia su una scodella di pappa per farla raffreddare, in un gesto talmente umano e realistico da essere sia divertente che commovente.

Tornando ora a Sant’Anna dei Lombardi, ricordate mentre visitate questo Complesso Monumentale che il compianto di Mazzoni è un’opera rara sia per la sua fattura, sia per il fatto che di questo artista ci resta ormai pochissimo.

Ma quanto scrivi?

E ora giungiamo a lui, l’uomo che è croce e delizia di ogni povero studente di liceo artistico: Giorgio Vasari!

Forse il Giorgio fece ciò che fece in piena buona fede ma resta il fatto che questo tizio, che sulla carta risulta essere un pittore, in realtà scrisse un’opera che al confronto “Il Signore degli Anelli” è quasi un bignami!

Nel suo “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” ci raccontò di tutte le opere d’arte e degli artisti del suo tempo e precedenti a lui, scrivendo di fatto il primo testo al mondo di storia dell’arte.

Fu un lavoraccio e il Giorgio rivide pure tutto il suo scritto aggiungendo roba a più non posso andandosene a zonzo per tutta l’Italia e curiosando in ogni chiesa, monastero, collezione d’arte esistente al tempo.

Tenendo conto che visse nel cinquecento quando si viaggiava al massimo a cavallo se non a dorso di mulo o a piedi, e che al tempo l’Italia era un’accozzaglia di staterelli e che ogni due metri era sotto un Signore/Duca/Re diverso, viene davvero da chiedersi come abbia fatto e quando abbia avuto il tempo di praticare anche il suo mestiere di pittore, ma soprattutto… dormiva mai questo Vasari?

Sagrestia affrescata da Giorgio Vasari a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
L’ex refettorio del monastero olivetano affrescato da Vasari
Un putto all'altare e un dettaglio dell'affresco di Giorgio Vasari nella sagrestia a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un putto dell’altare e sullo sfondo dettagli degli affreschi Vasariani

È chiaro però che il tempo per lavorare in tutto il suo viaggiare e scrivere doveva averlo trovato, perché a Sant’Anna dei Lombardi si fermò il tempo sufficiente per affrescare tutto il refettorio dei monaci che di certo non è grande come uno sgabuzzino delle scope.

Oltre ad essere grande, questo refettorio aveva anche altri due grossi difetti che Vasari, al suo arrivo, notò subito: era scarsamente illuminato e… era gotico!

Ora, forse voi non lo sapete ma il termine ‘gotico’ che oggi noi usiamo normalmente, al tempo del Vasari non esisteva e per definire quello stile lì, quello medievale e precedente al rinascimento, si diceva “alla tedesca” o “alla francese”.

Fu proprio il Giorgio, nei suoi logorroici scritti, a lasciarci in eredità il termine ‘Gotico’ che vuol dire “alla maniera dei Goti”, dove con Goti non si intende la popolazione vera e propria ma dei generici barbari!

Per Vasari il termine gotico era altamente dispregiativo e così rimase fino a quando non arrivò in Europa quella corrente romantica che rivalutò questo stile e lo reinventò con il fiabesco neo-gotico.

Immaginatevi quindi quanto dovesse essere incazzato il Giorgio quando gli proposero di affrescare un ambiente gotico. Inizialmente pensò addirittura di mandare tutti a quel paese e rifiutarsi ma poi si fece coraggio, fece stuccare tutto in modo da appianare le irregolarità e le asimmetrie e poi si mise al lavoro donandoci uno dei suoi maggiori capolavori.

Sagrestia Vasariana a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Se aguzzate la vista scoprirete che le volte della sacrestia Vasariana sono (Orrore! Terribile Orrore!) gotiche!
Leone sulla fontana di Carlo II a Monteoliveto a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un leone sulla fontana di Carlo II davanti a Sant’Anna dei Lombardi

L’ipogeo splatter

Come se non bastassero tutte le cose che si trovano al piano terra del Complesso Monumentale, per rendere questo un posto degno di una visita, c’è addirittura da vedere un ipogeo!

Questo luogo, chiamato “Cripta degli Abati” è uno stanzone ellittico e affrescato con varie nicchie lungo il muro. Qui venivano portati i corpi degli abati del monastero olivetano per essere ‘scolati’.

Pensate forse che fosse un processo rapido e asettico? Proprio per nulla! I corpi venivano agganciati e lasciati a decomporsi (e scolare) lentamente, in modo che il processo fosse visibile a chiunque scendesse qui per le varie liturgie che vi si tenevano.

Se credete che faccia davvero schifo dire messa in mezzo ai cadaveri putrefatti, non possiamo che darvi ragione, ma al tempo questa pratica simboleggiava il viaggio dell’anima che, lentamente, abbandonava la carne per raggiungere il regno dei cieli.

Sulle pareti di questa cripta potrete vedere degli affreschi che rappresentano una specie di bosco sacro che è il luogo attraverso il quale le anime dovevano passare per raggiungere la loro destinazione finale.

Il pavimento dell’ipogeo poi è in terra, perché qui venivano sepolte le nude ossa una volta che la carne si era completamente staccata.

Sagrestia affrescata da Giorgio Vasari (nel dettaglio "La Virtù") a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Per qualche strano motivo questa dovrebbe essere ‘La virtù”… vallo a capire ‘sto Vasari…
Sagrestia affrescata da Giorgio Vasari (nel dettaglio "La Concordia") a Sant'Anna dei Lombardi a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un dettaglio della Sacrestia Vasariana che illustra “La Concordia”

In alcune teche di vetro sopra gli scolatoi potete ancora vedere i teschi e le ossa di vari abati e personaggi illustri che nel corso del tempo resero questa la loro ultima dimora.

La pratica della scolatura dei corpi continuò in questo spazio fino al 1799 quando l’ordine degli olivetani fu soppresso e dopo di allora la cripta fu usata soprattutto per dare sepoltura a resti recuperati da altri edifici.

Tra questi resti recuperati e portati in questo luogo possiamo annoverare anche le spoglie di Bernardo Tanucci, quel tizio fuori di testa che credeva fermamente in cose assurde, come il fatto che la Chiesa dovesse pagare le tasse!

Il tesoro del re stregato

Per chiudere questa visita al Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi dobbiamo fare un’ultima tappa all’esterno e fermarci ad ammirare la Fontana di Monteoliveto.

Sulla sommità di questa fontana vedrete una statua di Carlo II di Spagna, il re detto “lo stregato” per il suo aspetto non proprio piacevole e la mole di malattie che lo assillava, tutte probabilmente dovute al fatto di essere figlio di una lunga serie di matrimoni tra stretti consanguinei, tipici della nobiltà del tempo.

Carlo era anche Re di Napoli, oltre che di Spagna, e quando salì al trono, in giovanissima età, il viceré di Napoli volle arruffianarselo con la costruzione di una MONUMENTALE fontana.

Allora come oggi le opere pubbliche erano soggette a ritardi, errori e intoppi vari e così ci si accorse troppo tardi che la MONUMENTALE fontana non era poi così grande e non poteva ospitare una MONUMENTALE statua.

Andò a finire che sulla sua sommità venne posta una statua piccina picciò, come piccino picciò era il re bambino, anche se gli si diede il volto di un adulto ben più bello dello sfortunato regnante.

Nonostante i tanti eventi catastrofici e la smania di spostare le opere da un luogo all’altro, questa fontana sopravvisse a bombe e traslochi e non si spostò mai di un millimetro da dove era stata inizialmente collocata.

Questo è un bene, almeno per quanto riguarda la leggenda alla quale è legata: si narra, infatti, che lo sguardo del re punti in direzione di un grande tesoro che, ancora oggi, non è mai stato trovato.

Sarebbe quasi realistico dire che quel tesoro è la stessa città di Napoli, scrigno di infinite meraviglie, ma così toglieremmo tutto il gusto della caccia al tesoro a quanti si sono già armati di badile!

Fontana di Carlo II a Monteoliveto a Napoli. Foto sul blog di viaggi "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
La fontana di Carlo II con la sua non proprio MONUMENTALE statua.

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10 commenti

  1. Che simpatica la storia del Gotico, ammetto che ho letto con interesse l’articolo perché il titolo mi aveva davvero stuzzicata. Non conoscevo il dramma del povero Vasari, del resto non ho frequentato l’artistico, e mi viene da ridere a pensare che oggi impazzirebbe

    1. Immagino non gli sarebbe mai andato giù l’arrivo del neo-gotico e di tutta la cultura goth, al povero Vasari!😂

  2. Piango, piango e piango perché nel periodo pasquale era chiusa e non ho avuto l’occasione di visitare questo complesso così valevole e incredibile!
    Vasari è stato davvero un mito e in una città così eccezionale come Napoli non poteva non metterci lo zampino!

    1. Qui stiamo addirittura pensando di fare la classifica dei Complessi Monumentali di Napoli per decidere quale ci è piaciuto di più… ma sono così tanti che ci vorranno anni prima di averli visti tutti.
      Sant’Anna dei Lombardi per il momento si piazza altissima, seconda (forse) solo a Donnaregina!

  3. Davvero affascinante, non conoscevo questa piccola perla. L’articolo è molto curato e approfondito. Immagino un tour notturno dal sapore quasi mistico sarebbe un’esperienza suggestiva

    1. Per la tua gioia dobbiamo dirti che sì, a volte si svolgono anche tour serali!
      Non abbiamo mai avuto la fortuna di capitare in zona nei periodi giusti ma deve essere davvero molto suggestivo e interessante e, se mai riuscirai a farlo, fai tante foto e facci sapere com’è andata!

  4. Non basterebbe una vita per visitare ogni complesso, ogni scorcio e ogni meraviglia che Napoli ha da offrire. Anche perchè la maggior parte del tempo che passi in città sei attratto dalle prelibatezze culinarie, altre opere d’arte da non sottovalutare. Non ho ancora visitato il complesso di sant’Anna, ma spero di farlo nella mia prossima incursione nella città partenopea.

    1. Tu si che capisci il vero problema di Napoli: come si fa a visitare tutto se metà del tempo lo si passa seduti a tavola e l’altra metà a farsi invogliare dal cibo da strada? E’ UN DRAMMA!😂

  5. Mi ha fatto proprio ridere l’idea di un Giorgio Vasari imbufalito che cerca di modificare a suon di pennello una sala dalle inguardabili volte gotiche!! Però la rabbia gli ha fatto bene e la sacrestia mi sembra molto bella. Grazie come sempre per l’interessante suggerimento di visita che si aggiunge alle tante cose da vedere e rivedere a Napoli

    1. Poveraccio il Vasari: una vita a dire a tutti “Gotico Merda!” e poi anche lui si è dovuto inchinare alla logica del vil denaro e mettersi a imbrattare un voltone a sesto acuto!🤣

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