Tutte le location dei film di Harry Potter
Maghi e Streghe, benvenuti a un nuovo anno a Hogwarts!
Per iniziare bene quest’anno scolastico parliamo delle location nel borgo di Lacock utilizzate per i vecchi film di Harry Potter.
Durante il nostro on the road estivo abbiamo visitato questo borgo e ora vogliamo raccontarvi ognuno degli angoli usati nei film di Harry Potter insieme ad alcune curiosità su quel tempo lontano (ormai 25 anni fa!) quando questo luogo diede inizio ALLA MAGIA.
🇬🇧 Lacock – quest completata a luglio 2026
Difficoltà: facile
Noi abbiamo raggiunto Lacock in auto senza difficoltà (il parcheggio del villaggio è ampio ma a pagamento).
Se però volete raggiungere questo luogo con i mezzi pubblici, potrete farlo senza problemi sia partendo da Londra (circa 2 ore) che da Oxford (circa 1 ora e 20) perché Lacock è collegato benissimo.
Indice
VOTO NERD E POP: ★★★★☆
Abbiamo deciso che, in caso si parli di Harry Potter, elimineremo la distinzione tra voto nerd e pop perché questa saga ormai rientra a pieno titolo in tutte e due le definizioni.
Lacock non è solo un borgo caratteristico ma è il luogo sono state girate molte scene del primo film e di alcuni successivi.
La sua abbazia rimane, nell’immaginario dei fan, la perfetta incarnazione dei corridoi di Hogwarts e per questo assegniamo a Lacock 4 D20/Bette!
La nascita dei film di Harry Potter
Le prime scelte: regista e scenografo
Tutto cominciò nel lontano 1997, quando il primo libro di Harry Potter era uscito da poco ma già riscuoteva un buon successo.
Fu allora che il produttore cinematografico David Heyman ne sentì parlare per la prima volta dalla propria segretaria, che lo aveva appena letto e ne era entusiasta.
Heyman propose l’idea di un film alla Warner, che però comprò i diritti per la realizzazione solo due anni più tardi, quando era già uscito il terzo libro della saga e la popolarità di Harry Potter era alle stelle.
A quel punto era diventato chiaro che il successo sarebbe stato assicurato e si cominciò a parlare di una serie di film.
Inizialmente la Warner ipotizzò di ingaggiare Steven Spielberg come regista, ma questi avrebbe voluto realizzare un film di animazione e affidare il doppiaggio di Harry Potter a Haley Joel Osment (potreste ricordarlo come l’attore bambino de “Il sesto senso”) e questo sarebbe andato contro alle linee guida imposte da J.K. Rowling.


L’autrice di Harry Potter aveva infatti dettato legge per quanto riguardava la realizzazione dei film, richiedendo che il cast fosse tutto britannico o irlandese per preservare l’integrità dell’opera, mentre Osment era americano.
Così la Warner scelse Chris Columbus perché, avendo alle spalle l’esperienza di “Mamma ho perso l’aereo”, era già esperto nella gestione di film con attori bambini.
Trovato un regista serviva trovare anche uno scenografo e per un progetto che dovesse portare in vita il Mondo Magico questa era una scelta cruciale.
Heyman e Columbus non andarono tanto per il sottile e ingaggiarono uno dei migliori sul mercato, uno che aveva già sulle spalle ben tre Oscar per “Gandhi”, “Le relazioni pericolose” e “Il paziente inglese”: Stuart Craig.
Come creare Hogwarts
Quando la Warner contattò Stuart Craig, questi era intento in una missione di tutto rispetto: arredare la cameretta del suo nipotino che stava per nascere.
Dovette interrompere tutto e prendere un aereo per Los Angeles e, durante il volo, ammazzò il tempo leggendosi Harry Potter.
La sua prima reazione fu di terrore perché il suo lavoro sarebbe stato quello di creare un vero e proprio Mondo Magico e non era certo di essere all’altezza delle aspettative.
Tutto però divenne più facile quando scoprì che avrebbe avuto a sua disposizione non solo somme esorbitanti ma anche i grandiosi spazi dei Leavesden Studios che in passato avevano ospitato fabbriche di aerei e di Rolls Royce.
Così Craig accettò l’incarico e insieme a Stephenie McMillan, l’inseparabile arredatrice di scena che lo affiancava da anni, si mise al lavoro.

Radunò un foltissimo gruppo di collaboratori e insieme cominciarono a progettare gli ambienti in cui avrebbe preso vita la storia di Harry Potter, ma Craig scartò fin da subito tutto ciò che sembrava troppo “favoloso”.
Aveva già deciso che il Mondo Magico, essendo un luogo che coesisteva con il nostro, non poteva avere un aspetto irrealistico.
A queste sue considerazioni si aggiunsero quelle di J.K. Rowling, che continuava a sostenere il bisogno di dare ai film un aspetto “british”, così nacque un’idea: Hogwarts sarebbe stato un castello reale!
Con reale non intendiamo dire che fu costruita pietra su pietra, ma che il suo aspetto avrebbe dovuto essere credibile. Per ottenere l’espetto giusto Hogwats, come un vero castello, avrebbe avuto fondamenta normanne che, salendo verso l’alto, si sarebbero poi evolute in una costruzione gotica e infine neogotica, creando una “vera” stratificazione storica.


L’abbazia di Lacock

I corridoi di Hogwarts
Tra gli edifici puramente gotici usati per interpretare il ruolo di Hogwarts, il primo che abbiamo visitato è stato l’abbazia di Lacock.
Questa abbazia del tredicesimo secolo ha fatto da sfondo a molte scene.
Tra i luoghi più famosi e riconoscibili c’è il chiostro che ha interpretato i corridoi di Hogwarts nel primo film. Potete vederlo quando Harry sfugge alle ronde di Piton e Gazza dopo aver visitato il Reparto Proibito.
La cosa divertente di questa scena è che spesso, gli studenti meno affezionati al professor Piton lo definiscono “il pipistrello dei sotterranei” e, proprio in questo chiostro, vivono dei veri pipistrelli.
La produzione dei film, lavorando anche di notte e usando molti fari per l’illuminazione, avrebbe rischiato di disturbare l’habitat di queste creature protette e per questo gli è stata “imposta” la presenza di un ecologo specializzato che minimizzasse l’impatto sulla fauna locale.
Nel secondo film invece potrete vedere questi corridoi nella scena in cui Harry ritrova Nick-Quasi-Senza-Testa pietrificato.
Per girare questa scena l’attore John Cleese che interpretava il fantasma, non dovette fare assolutamente nulla, nemmeno presenziare!
Per ricreare l’immobilità della pietrificazione infatti si utilizzò un manichino con le fattezze di Cleese ma poi ci si pose il problema di come spostare il fantasma pietrificato che avrebbe dovuto essere sospinto via usando un ventaglio.


Far fluttuare il manichino con dei cavi non avrebbe dato al fantasma la fluidità necessaria e così lo si montò su un carrello nascosto.
I corridoi del chiostro sono uno dei luoghi dove i fan amano scattarsi foto con la tunica di Hogwarts e anche noi siamo stati tentati di farlo ma… le temperature estive ci hanno dissuaso.
L’aula di Difesa di Quirinus Raptor
La Warming Room è particolare già dal nome. Era la zona dove, alle suore che vivevano qui mentre l’abbazia era in funzione, era concesso scaldarsi durante i mesi invernali.
In questo luogo c’era uno dei soli tre camini dell’abbazia, che però era permesso accendere solo da Ognissanti a Pasqua e, grazie a questo calore, la stanza svolgeva diverse funzioni.
La si usava per asciugare i panni bagnati ma anche per conservare l’inchiostro ed evitare che ghiacciasse durante l’inverno.
Quando la troupe arrivò qui per girare il primo film, Stuart Craig e Stephenie McMillan rimasero basiti davanti alla stanza perché… era già perfetta così!
I due erano abituati a dover ricercare o ricreare tutta una serie di oggetti di scena, ma la Warming Room aveva già al suo interno un pezzo di arredamento assolutamente perfetto e magico: un enorme calderone posto su un alto piedistallo.

Sarebbe stato un arredo magistrale per l’aula di Pozioni ma Craig preferì invece usarlo per la classe del professor Raptor, quella di Difesa Contro le Arti Oscure, per il semplice fatto che la Warming Room era troppo luminosa per poter sembrare l’umido e tetro sotterraneo dove, secondo i libri, si svolgevano le lezioni di Pozioni.


Nel primo film potete vedere questa stanza quando la professoressa McGranitt si affaccia chiedendo di Oliver Baston.
La cosa divertente è che oggi molti visitatori pensano che l’enorme calderone si trovi qui come una specie di “residuo” del tempo in cui sono stati girati i film, senza rendersi conto che quello non è un oggetto di scena ma un vero reperto storico realizzato nel 1500.

L’aula di Pozioni di Severus Piton
Nei libri di Harry Potter non c’è quasi niente di più affascinante del monologo di Severus Piton alla sua classe del primo anno, quando il professore dichiara:
“Posso insegnarvi come imbottigliare la fama, approntare la gloria e persino mettere un fermo alla morte”.
Il professore di pozioni pronunciò queste famose parole proprio nella sacrestia dell’Abbazia di Lacock.
Come abbiamo detto poco sopra, Craig non utilizzò la Warming Room come aula di Pozioni perché era troppo luminosa ma, visitando la sacrestia, vi renderete conto che anche questo luogo ha lo stesso problema… quindi qual è la differenza?
Il fatto è che la sacrestia aveva delle finestre che era più facile oscurare, dando alla stanza quell’atmosfera cupa che Craig stava cercando.
Durante il primo ciak del monologo di Piton l’attore Alan Rickman, che lo interpretava, decise di usare un tono di voce bassissimo che, unito all’atmosfera cupa, impressionò davvero i giovani attori che interpretavano gli studenti, riducendoli al silenzio e instillando in loro un vero terrore per quell’uomo.
Ci volle diverso tempo prima che i bambini cominciassero a rendersi conto che Rickman non era davvero un cattivo!
L’altra curiosità su questa indimenticabile scena è che alcuni tra i più attenti spettatori (e lettori) si sono accorti che la prima domanda di Piton a Harry nascondeva un messaggio segreto.
La domanda riguardava due fiori, l’asfodelo e l’artemisia, che simboleggiano rispettivamente il rimpianto fino alla tomba e l’amarezza, l’assenza e il dolore.
In pratica la prima frase di Piton a Potter poteva essere interpretata come “piango amaramente la morte di Lily”.
Dopo il primo film l’aula di Pozioni, per questioni di comodità, fu ricostruita ai Leavesden Studios e lì rimane ancora oggi, visibile tra i set del Warner Bros Studio Tour.


La stanza dello Specchio delle Brame
Un’altra scena sempre presente nei ricordi dei fan di Harry Potter è quella dove il giovane mago, che frequenta solo il primo anno di scuola, incontra lo Specchio delle Brame, un artefatto magico che gli mostra il desiderio del suo cuore.
Questo desiderio nel piccolo Harry è la famiglia che non ha mai avuto e che compare nello specchio al gran completo.
Per la scena furono ingaggiati due attori, Adrian Rawlins e Geraldine Somerville, per interpretare James e Lily Potter, i genitori di Harry.
I due erano stati ingaggiati per il solo primo film, visto che li si sarebbe visti solo per pochissimi secondi, ma furono così convincenti che in seguito continuarono a interpretare James e Lily in tutte le scene in cui comparivano i genitori di Harry fino all’ultimo film.
Per girare la commovente scena dello Specchio delle Brame si utilizzò la Chapter House dell’abbazia, una stanza gotica che, con le giuste luci, aveva un’aria davvero magica.
Quella stanza però fu anche molto versatile perché durante le riprese del secondo film, con un po’ di arredamento in più divenne la stanza dove gli studenti studiavano mentre commentavano il fatto che Harry potesse essere l’erede di Serpeverde dopo averlo sentito parlare in Serpentese.
Insomma, questa abbazia fu utilizzata sia per il primo che per il secondo film ma la troupe dei film di Harry Potter tornò a Lacock anche per altri capitoli della saga, anche se non all’interno di questo edificio ma per le strade del vicinissimo villaggio.
Andiamo quindi a curiosare in giro per questo borgo e scopriamo quali angoli sono entrati di diritto a far parte del Mondo Magico!
Il borgo di Lacock
La casa dei Potter a Godric’s Hollow
Uno dei posti più visitati del borgo di Lacock è una casetta che si trova in Church Street.
Sebbene nel corso degli anni i proprietari abbiano modificato l’aspetto della casa e il colore della porta, i fan continuano a riconoscerla come il cottage dei Potter a Godric’s Hollow, il luogo dove si è consumata la tragedia che ha dato inizio alla saga con la morte di James e Lily Potter per mano di Lord Voldemort.
Al tempo delle riprese la casa di Church Street era abitata e, infatti, solo gli esterni sono quelli che si vedono nel primo film.
Se però vi state chiedendo quali accordi ci fossero tra gli abitanti e la produzione dei film, il discorso si fa più interessante.
Dovete infatti sapere che nel 1944 Matilda Talbot, la donna che possedeva sia l’abbazia di Lacock che buona parte del borgo, lasciò in eredità tutti i suoi possedimenti al National Trust, l’ente che gestisce la conservazione di luoghi storici in tutta la Gran Bretagna.

Poiché la casa di Church Street apparteneva al National Trust, che la affittava a vari inquilini, al tempo dei film la Warner prese accordi sia con l’ente che con la popolazione locale, per cercare di mantenere “rapporti di buon vicinato”.
Le riprese nel borgo avvennero soprattutto di notte e la Warner rimborsò il disturbo ai residenti del borgo con trentamila sterline donate al parish council, una specie di consiglio di circoscrizione che si occupa della manutenzione locale.
Grazie a queste donazioni gli abitanti di Lacock furono più che soddisfatti di ospitare le riprese e infatti il sodalizio tra la Warner e Lacock continuò anche dopo il primo film.

Budleigh Babberton e la casa di Lumacorno
Nel sesto film Albus Silente porta Harry Potter nel borgo di Budleigh Babberton, dove presumibilmente si nasconde Horace Lumacorno, ex professore di Pozioni che aveva insegnato ai tempi in cui Lord Voldemort era solo il giovane Tom Riddle.
È di nuovo Lacock a prestare le sue vie a questo paesino fittizio e nelle varie scene si possono riconoscere diversi luoghi, come per esempio il pub locale la cui unica concessione cinematografica è quella di chiamarsi “Babberton Arms” invece del vero nome di “Sign of the Angel”.
Anche la casa dove si nasconde Lumacorno è una vera residenza di Lacock e ne potete vedere gli esterni passeggiando su Chapel Hill.
Nel film però questa passeggiata avviene al chiaro di luna e, per ottenere la giusta illuminazione fu necessario oscurare le finestre di tutte le case con pesanti tende nere che furono distribuite agli abitanti, facendo sì che nessuna luce trapelasse.
Questo però non era sufficiente perché a quel punto la notte era troppo buia, così si pensò di usare un pallone aerostatico luminoso agganciato ad una gru per ottenere la perfetta luminosità.
Dai tempi del primo film però la popolarità della saga era schizzata alle stelle e così per girare le scene a Lacock tutto il borgo fu assoggettato a un completo lockdown, con cordoni di sicurezza su tutte le strade, per impedire ai paparazzi di raggiungere il set.
Con questo ultimo punto si conclude la nostra visita a Lacock ma vogliamo ancora darvi un ultimo suggerimento: non cercate il monumento ai caduti che si vede nel film perché quella statua fu realizzata e installata appositamente per le riprese e smontata una volta finite!


Tanti altri posti…
Dopo avervi parlato dei luoghi di questo bellissimo borgo che sono stati usati come scenografia per i film di Harry Potter, vogliamo dirvi che NON È FINITA QUI!
Nel nostro on the road dall’Italia all’isola di Skye abbiamo però visitato moltissimi altri luoghi legati a questa saga (e a tante altre), quindi restate sintonizzati per non perdervene nessuno!
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Che meraviglia questi villaggi, oltre riportarti nell’atmosfera di Harry Potter ti catapultano nella splendida campagna inglese! Non ho ancora visitato questa parte di Inghilterra seguirò con interesse i racconti del vostro on the road
Noi ci siamo ripromessi di fare un altro tour solo in questa zona e non solo per i villaggi, ma anche per le Inn che sono tutte caratteristiche e con una cucina che… GNAM!
No ma bellissimo! Io ho scoperto Harry Potter in tarda età ma non sono ancora andata alla ricerca dei luoghi a tema. Ero stata agli Universal di Los Angeles pero’ e mi era piaciuto. Poi vabe’ Londra… adesso aspetto che mia figlia sia un po’ piu’ grande per farle leggere i libri e andare insieme alla scoperta di tutti i luoghi magici
Noi non vediamo l’ora che la nipotina abbia l’età giusta pere portarla a aspasso nel Mondo Magico!😍