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Cracovia – Un drago con intolleranze alimentari e altre storie

Cattedrale e castello sull collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri

Sulla collina di Wawel tra cattedrale e castello

Il drago del Wawel

A Cracovia c’è un drago.

Quest’unica riga spiega come far alzare la Kry dal divano e convincerla a mettersi in viaggio ed è un trucco che funziona sempre, immancabilmente.

Il Teo l’ha usato per visitare Calais, e lo userà ancora quando vorrà andare a Lubiana, o in qualunque altro posto sia stato avvistato uno di questi animali fantastici, e funzionerà sempre senza fallo, forse perché la Kry è nata nell’anno del drago o forse perché le piace il fantasy ma quale che sia il motivo… funziona!

Il problema però è sorto una volta arrivati a Cracovia perché ovviamente pioveva e così, con nostro sommo sconforto, il drago non ha sputato fuoco e noi siamo rimasti incredibilmente delusi.

Se non capite di cosa stiamo parlando allora sappiate che la leggenda narra di un grande drago che viveva nelle grotte sotto la collina di Wawel, proprio ai piedi del primo insediamento eretto dall’antico e saggio fondatore di Cracovia, un tale di nome Krak.

Statua di drago ai piedi della collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Il drago davanti alla sua grotta dovrebbe sputare fuoco dalla bocca… ma abbiamo scoperto che se piove a dirtto non ne ha voglia!

Perché questo Krak, che era venerato come un sovrano buono e saggio, avesse voluto insediare la sua gente proprio sopra la tana di un drago non lo sappiamo ma la storia dice che il bestione sputa fiamme era un grosso problema per i residenti, poiché aveva delle tendenze da gourmet che lo spingevano a papparsi vacche grasse e magre a destra e a manca, senza mai fermarsi un attimo.

Per evitare che il drago si facesse fuori tutto il bestiame si poteva però usare uno stratagemma e dargli in pasto una vergine al mese e questo avrebbe fermato il resto delle razzie, perché tutti sanno che ai draghi le vergini piacciono, ma è anche noto che queste bestie soffrono di una leggera intolleranza alimentare per la quale, dopo averle ingurgitate, sono costretti a farsi un pisolino postprandiale di un mesetto!

In un tempo in cui le vergini abbondavano e le vacche molto meno (notate che qui non abbiamo inserito la facile battutaccia a cui abbiamo pensato ma… chissà! Forse la metteremo nel video!) a tutti sembrava un affarone ma dopo un po’ di tempo le vergini vennero a scarseggiare e a quel punto insorse una protesta da parte di alcuni bravi giovini che erano un po’ stufi di perdere le fidanzate perché queste andavano a sfamare il drago.

Così Krak, che era saggio nonostante si fosse installato sulla tana di un drago, decise di offrire la mano di sua figlia a chi fosse riuscito a uccidere la bestia.

Arrivarono in loco i soliti cavalieri spacconi (una roba che Strigo spostati!) ma si scoprì che al drago il cibo in lattina piaceva eccome e che essere inscatolati in un’armatura scintillante migliorava la cottura della carne, quando i valorosi venivano abbrustoliti… e intanto il drago stava benissimo e aveva pure diversificato la sua dieta!

Ingresso alla corte del castello sulla sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Sulla collina di Wawel è imperdibile anche una visita del castello!
Corte del castello di Cracovia sulla collina di Wawel in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
La grande corte del castello di Cracovia sulla collina di Wawel

A questo punto si fece avanti un umile calzolaio di nome Skuba che era sprovvisto di armatura, spada e pure di spacconaggine ma era abbastanza intelligente. Non un genio, intendiamoci, perché se fosse stato un genio non sarebbe rimasto ad abitare sopra la tana del drago ma, per amor di cronaca, diciamo che era intelligente.

Il buon Skuba pensò così di prendere una pecora morta, di riempirla di zolfo e poi di metterla davanti alla tana del drago che, appena si svegliò dal pisolino dopo l’ennesima vergine, si pappò la pecora come gradito antipasto, probabilmente pensando che i suoi vicini erano davvero cortesi a variare così la sua dieta e a consegnargli pure il cibo a domicilio.

Dopo la pecora però al drago venne sete e così, mentre meditava di dare solo 4 stelle ai vicini su ‘just eat dragons’, visto che la pecora era troppo salata, andò ad abbeverarsi al fiume Vistola che si trovava davanti alla sua grotta… ma con tutto lo zolfo che aveva ingurgitato…

BOOM!

Il drago esplose e Skuba divenne un eroe ammazza draghi al pari di San Giorgio!

Con una leggenda così ovviamente non si poteva non tributare al drago una statua (al drago, mica a Skuba!) che si trova oggi proprio davanti alla Smocza Jama (tana del drago), ai piedi della collina di Wawel. Quest’opera è recente, del 1969, ma nel 1973 è stato aggiunto al suo interno un meccanismo che gli permette di sputare fuoco, rendendola una delle attrazioni più famose di Cracovia… ma se piove a dirotto anche il drago, con nostro sommo sconforto, si arrende e non sputa fuoco!

Una cattedrale piena di leggende

Ora, tutti sanno che i draghi sono animali immaginari ma quello di Cracovia presenta diverse prove della sua reale esistenza, a partire dalla grotta dove si diceva vivesse, che si estende per 81 metri e che nel corso del tempo ha ospitato un po’ di tutto… anche una taverna! Oggi invece è visitabile dai turismi e fa parte del tour del castello.

Un’altra prova dell’esistenza di questo drago sono le sue ossa, che potrete vedere risalendo la collina del Wawel e recandovi davanti alla Basilica Arcicattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao. Le enormi ossa del drago sono a tutt’oggi appese a pesanti catene e un’altra leggenda vuole che, se fossero rimosse, la cattedrale cadrebbe e così la Polonia, perché questa cattedrale non è solo un luogo di culto ma anche il santuario nazionale dove erano incoronati e sepolti i re e i dignitari polacchi.

Ossa di drago davanti alla cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Ed ecco qui le gigantesche ossa del drago incatenate davanti alla cattedrale!
Cattedrale e castello sull collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Veduta della cattedrale e del castello sulla collina di Wawel
Cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
E’ nella basilica arcicattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao sulla collina di Wawel che venivano incoronati e sepolti i re della Polonia

I Sigismondi e la Sigismonda

Vista l’importanza del luogo noi l’abbiamo visitato con l’audio guida in italiano per essere certi di capire bene tutto quello che vedevamo e potervelo così riferire in maniera poco seria… siete pronti? Bene, perché la cosa che abbiamo capito durante la visita, quella che ci è stata ribadita almeno trenta volte ogni tre passi, è che Sigismondo III Vasa era un’infame e a quelli di Cracovia gli sta proprio sugli zebedei.

E che avrà mai fatto questo povero tizio, che regnò in Polonia tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, per essere ancora così infamato durante tutto l’ascolto dell’audio guida? Che cosa ha fatto? Mi chiedete che cosa ha fatto?? Ha spostato la corte reale da Cracovia a Varsavia, l’infame! E a Cracovia non gliela hanno ancora perdonata, sappiatelo!

Ci siamo pure un po’ stupiti che alla fine gli abbiano concesso di farsi seppellire qui insieme agli altri regnanti, nella cappella funeraria che lui aveva fatto costruire per la moglie e che è nota come la cappella Vasa.

Il nome di Sigismondo ricorre spesso mentre vi aggirate per la basilica e se lo sentite pronunciato con ammirazione, è perché all’infame III Vasa era preceduto il ben più amato Sigismondo I il Vecchio, che aveva donato alla cattedrale la sua grande campana.

Questa enorme campana, fusa nel 1520, si trova ancora qui ed è ancora al servizio dei cittadini. La si può andare a vedere da vicino inerpicandosi sull’antica struttura in rovere del milleseicento. Questa impressionante impalcatura fu costruita perché la campana Sigismonda, con i suoi leggiadri 12.600 chili, aveva minato l’integrità della torre campanaria e così si risolvette attaccandola a questa struttura di legno costruita appositamente.

Ai giorni nostri la si può sentire suonare (per prima perché ha sempre il diritto di precedenza sulle altre!) circa trenta volte all’anno durante le maggiori festività religiose o per segnalare un qualche grande evento nazionale o internazionale, per esempio nel 2020 ha suonato per accompagnare le preghiere per la fine del Covid!

La Sigismonda è così colossale che invariabilmente è finita al centro di diverse leggende: una dice che quando suona i fantasmi di tutti i regnanti polacchi si radunano in una stanza segreta sotto il castello, mentre un’altra racconta che se la Polonia fosse in pericolo le basterebbe suonare la campana per risvegliare i cavalieri che dormono sotto la montagna Giewont.

Campana Sigismonda nella cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
L‘enorme campana Sigismonda (foto da Wikipedia)
Esterno della cappella di Sigismondo Vasa nella cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
L’esterno della cappella di Sigismondo è riconoscibile da lontano! (foto di Maksym Harbar)

Come per il nipote con lo stesso nome, pure il Sigismondo primo è sepolto in questa cattedrale e la sua cappella, che porta il suo nome, non solo è un capolavoro rinascimentale ma per restare umili il tetto esterno è completamente dorato, così non farete certo fatica a riconoscerla!

Mariti cornuti e re crudeli

Adesso però facciamo qualche passo indietro, sia nel tempo che nella cattedrale, e torniamo al suo centro dove si trova un magnifico altare-reliquiario. E’ qui che sono conservate le spoglie di San Stanislao, un Santo Martire di quelli morti malissimo.

Pare che durante il regno di Boleslao II, un re conosciuto con il soprannome sia di “ardito” che di “crudele”, molti cavalieri tornarono dalla guerra per scoprire che le loro mogli gli erano state infedeli. Il re giudicò che le donne colpevoli dovessero morire ma il buon Stanislao, che era Vescovo di Cracovia, si erse in loro difesa. Il re non apprezzò il gesto e lo fece legare ai cavalli e squartare per poi dare il suo corpo in pasto ai cani… questa è la leggenda ma della morte di questo Santo esiste anche qualche piccola traccia scritta, che ci fa sapere che era in realtà stato condannato all’amputazione degli arti per un dissidio (di cui non conosciamo la natura) con il re.

Indipendentemente da come sia andata, lo Stanislao divenne Santo e il suo reliquiario è qui a dimostrarlo, anche se quello che vedete oggi non è proprio il più antico tra quelli che gli erano stati dedicati perché tutta la Polonia, tra il 1655 e il 1650, subì una pesante invasione da parte degli svedesi nota come “diluvio”. In questo periodo gli svedesi razziarono buona parte dei tesori della Polonia, compresi i paramenti religiosi e anche i gioielli della corona.

Da Robert Baratheon alla civetta di Harry Potter

Adesso lasciamo in pace i Santi e torniamo a quelli tra i reali polacchi che si dimostrano essere più interessanti! Forse ricorderete che nel nostro articolo sulle miniere di sale di Wieliczka avevamo accennato a Casimiro III il Grande, di cui si dice che salì al trono in una nazione fatta di legno e la lasciò fatta di pietra, tanto aveva fatto per il suo paese.

Il Casimiro era uno che il giorno della consacrazione di questa cattedrale, nel 1364, era in prima fila, ma questo non gli impedì di fare la stessa fine di Robert Baratheon nel trono di spade: cadde da cavallo durante una battuta di caccia, si ruppe una gamba che gli fece infezione e morì. Tra l’altro siamo proprio certi che morì così perché la sua tomba (che si trova sempre qui e la potete riconoscere perché è una di quelle con splendidi baldacchini gotici) fu riaperta in tempi recenti e fu accertato che si era proprio rotto la gamba.

Porta di Casimiro il Grande nella cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
La porta verde, che qui vedete aperta, è quella di Casimiro il Grande

Bene, la morte del Casimiro fu una gran disgrazia al tempo soprattutto perché, nonostante lui si fosse impegnato un sacco durante i suoi quattro matrimoni, non c’erano eredi legittimi cui lasciare il regno. Si dovette così offrire il trono al figlio di sua sorella, Luigi di Ungheria.

Avere però un re part-time, perché il Luigi doveva gestire pure l’Ungheria, ai Polacchi non piacque e alla sua morte chiesero che una delle figlie fosse mandata a regnare in Polonia e vi restasse. Poiché la figlia Maria era già stata scelta come regina di Ungheria, la scelta ricadde sulla sorella minore, Edvige.

Ed è così che abbiamo fatto la conoscenza della regina Edvige, una che si chiamava come la civetta di Harry Potter!

L’Edvige fu mandata in Polonia che aveva dieci anni e lì fu immediatamente incoronata regina. Si discusse un po’ se darle un reggente, visto che era molto giovane, ma poiché pare fosse davvero matura per la sua età, si decise di non farlo e invece si cominciò a parlare di trovarle marito.

In realtà l’Edvige era già promessa a Guglielmo I d’Asburgo che era quasi suo coetaneo, e di certo sarebbe passato un po’ prima che potesse diventare un re decente, così i nobili scelsero per lei un certo Ladislao II Jagellone che aveva una decina di anni in più.

Appena Edvige ebbe compiuto dodici anni fu considerata donna, e per questo pronta per il matrimonio, ma lei non apprezzò per niente l’idea di sposare un vecchio, soprattutto perché era invaghita dell’idea di maritarsi con Guglielmo, cui era promessa fin da infante.

Alcune storie raccontano che Guglielmo si fosse messo in viaggio per incontrare Edvige, e poter così consumare le nozze prima dell’arrivo dello Jagellone, e altre aggiungono che Edvige, per andargli incontro, tentò di sfuggire dal castello sfondando una porta con un’accetta.

Sempre le stesse storie, poco credibili e molto leggendarie, dicono che a un certo punto Edvige si ritirò qui nella cattedrale per chiedere consiglio e che, proprio come in Don Camillo, il crocefisso (quello che si trova oggi nella cappella dove è sepolta) le parlò consigliandole di sposare lo Jagellone.

L’Edvige seguì il consiglio e lui si rivelò essere davvero un buon re per il suo popolo ma lei restò comunque la regnante principale, anche se forse non in tutte le questioni, fino alla sua morte.

L’Edvige, tra l’altro, negli anni crebbe sino a diventare un donnino di un metro e ottanta non esattamente smilzo e, dopo il colloquio con il Cristo, la sua vita divenne più pia, tanto che si racconta che un giorno, vedendo un povero scalpellino che non aveva di che sfamare la famiglia, strappò la preziosa fibbia dalle sue scarpe e gliene fece dono.

L’uomo allora, notando che la regina aveva lasciato la sua orma sulla calce, in suo onore ne scalpellò la sagoma e la tenne come ricordo. Oggi quell’impronta, nota come “il piccolo piede della regina Edvige”, si trova su una parete della chiesa di Piasek.

Lo scalpellino fu molto fortunato perché dopo di allora la regina, in segno di penitenza, rinunciò a usare le scarpe, aggirandosi sempre a piedi nudi.

Purtroppo la sua vita non fu particolarmente lunga perché morì a ventisei anni, poco dopo il parto della sua primogenita che non le sopravvisse.

La regina Edvige d'Angiò nella cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
La statua della regina Edvige d’Angiò nella cattedrale sulla collina di Wawel (foto da Wikipedia)
Cappella Vasa nella cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Interno della cappella Vasa nella cattedrale sulla collina di Wawel (foto da Wikipedia)
La spada Szczerbiec, unico tesoro reale rimasto sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
La spada Szczerbiec, nell’armeria del castello, è l’unico pezzo del tesoro reale polacco oggi conservato nel paese… e solo perchè la Russia lo ha restituita alla Polonia!

Lo Jagellone va a Grunwald

Il marito dell’Edvige, sebbene più vecchio di lei, visse ancora per moltissimi anni. C’è chi dice che il segreto della sua longevità (arrivò a più di settant’anni che per l’epoca erano un bel traguardo) fosse che beveva solo acqua di fonte e non mangiava carne rossa!

La vittoria più famosa di questo Jagellone fu di certo la battaglia di Grunwald, che fu combattuta dalle truppe polacche contro lo Stato Monastico dei cavalieri Teutonici e di cui si tiene ogni anno una rievocazione storica alla quale ci piacerebbe taaaanto assistere.

Leggenda vuole che il Gran Maestro dell’Ordine Teutonico Ulrich von Jungingen avesse mandato in dono allo Jagellone due spade nude per invitarlo alla battaglia e che quelle stesse due spade, dopo la vittoria di Grunwald, fossero diventate parte delle insegne reali.

Le due spade in questione, come tutto il resto del tesoro reale, furono razziate dagli svedesi ma ancora oggi Ladislao II Jagellone viene raffigurato con due spade in pugno e le stesse due spade sono il simbolo del comune di Grunwald.

Per capire però come fece lo Jagellone a vincere la battaglia dobbiamo tornare a parlare di San Stanislao che pare sia sceso di persona (era morto da diversi secoli, giusto per precisare) sul campo di battaglia per benedire le truppe e guidarle alla vittoria… è davvero poco gentile togliere il merito di un lavoro ben fatto al povero Jagellone per darlo a un Santo che, sebbene molto venerato, se ne stava bel bello nel suo reliquiario a Cracovia e ben lontano dal campo di battaglia.

Anche lo Jagellone è sepolto in questa cattedrale e qui potrete vedere la sua tomba, insieme a quelle di molte altre d’importanti figure storiche come l’eroe nazionale Tadeusz Kościuszko (è sua la statua a cavallo che vi accoglie all’ingresso del castello) e il presidente della Polonia Lech Kaczyński e sua moglie Maria, che persero la vita nel 2010 nell’incidente aereo noto come “Incidente del Tupolev Tu-154” che per i polacchi fu una tragedia nazionale davvero molto sentita.

La vera Sacra Lancia finta

Per concludere questo primo giro sulla collina di Wawel vogliamo consigliarvi anche di visitare il museo della cattedrale dove potrete vedere la “lancia di San Maurizio”.

Statua di Tadeusz Kosciuszko all'ingresso della collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
La statua dell’eroe nazionale Tadeusz Kosciuszko vi accoglierà al vostro ingresso alla collina di Wawel
La lancia di San Maurizio al museo della cattedrale sulla collina di Wawel a Cracovia in Polonia. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
La punta della lancia di San Maurizio al museo della cattedrale

Ora, cerchiamo di fare chiarezza su questa lancia che sembra quella di Longino (che abbiano sentito nominare pochi mesi fa nel dimenticabile ultimo film di Indiana Jones) ma che non la è: la lancia di San Maurizio è sì un’importante reliquia ma perché si dice che al suo interno fosse stato fuso un chiodo della croce di Cristo e in passato era considerata una delle più importanti insegne del Sacro Romano Impero. L’originale oggigiorno si trova a Vienna, nella Schatzkammer dell’Hofburg.

Proprio di quella lancia lì fu fatta una copia nell’anno 1000 dall’imperatore Ottone III di Sassonia… ma non era una copia normale perché, per rendere una reliquia anche la copia, fu prelevato un pezzo da quello che si riteneva essere il chiodo della croce e lo si fece inserire nella seconda lancia.

Questa seconda lancia fu poi donata al conte Boleslao che nel 1025 divenne il primo re della Polonia, e da allora la preziosa reliquia rimase sempre nel tesoro della cattedrale e, nascosta di volta in volta, sfuggì a tutte le razzie che colpirono Cracovia.

Fino a non troppi decenni fa questa lancia era visibile solamente durante rarissime cerimonie pubbliche ma poi, un certo cardinale Wojtyła, pensò che fosse una buona idea mostrarla al pubblico insieme ad altri tesori e, a questo scopo, aprì un museo della cattedrale sulla collina del Wawel.

Quando poi quel cardinale divenne Papa con il nome di Giovanni Paolo II, il museo si arricchì di una sala a lui dedicata, dove potrete vedere alcuni cimeli del primo Papa polacco della storia!

P.S.: Dove specificato, le foto di questo articolo non sono nostre. Ci scusiamo per l’inconveniente ma… anche a noi ogni tanto capitano giornate “fotograficamente infelici”!

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17 commenti

  1. Ho iniziato a scompisciarmi dalle risate già dalla faccenda delle vergini e delle vacche. Bellissimo visitare le città sapendo quali sono le leggende che la animano, poi come le raccontate voi….

    1. Eh… era una battuta che non siamo proprio riusciti a evitare…🤪

  2. Quest’estate ho inventato la storia di un drago di nome Clotilde per motivare mio figlio 4enne a scalare una montagna ed è una storia che ho usato tutta l’estate per spronarlo a camminare quando non voleva!

    1. Vedi? Un drago serve sempre! Sono anni che lo dico!

  3. Non sono ancora stata a Cracovia ma è una città che mi ispira molto, queste chicche che hai lasciato mi completano un quadro decisamente affascinante. Dovrò programmare una visita in questa città quanto prima

    1. Io sto già pensando di tornarci, vedi tu!

  4. Cracovia è una delle mete che ho in mente di visitare prossimamente. Non conoscevo questa leggenda che è veramente interessante e simpatica. Quando andrò in questa città sicuramente terrò a mente il tuo itinerario.

  5. Non siete i primi a darmi utili spunti per visitare Cracovia che al momento non conosco ancora. Mi sa che dovrò farci un salto.

    1. In realtà a noi è piaciuta di più Breslavia ma anche Cracovia è molto bella!

  6. Sono stata a Varsavia ma non ancora a Cracovia, un viaggio rimandato a chissà quando a causa del Covid… Sapevo del drago e mi intrigano sempre questi miti o queste leggende legate ad una determinata città!

    1. Cracovia ci è piaciuta ma Breslavia è il nostro nuovo amore!

  7. Just Eat Dragons mi ha fatto morire ahahahah E bravo il buon vecchio Skuba, che si meritava la statua e invece…! A Cracovia andrei solo per vedere sputare fuoco al drago, bisogna solo sperare nel bel tempo.

    E comunque se fossi un abitante di Cracovia, avrei lasciato bellamente fuori il corpo di Sigismondo III, altro che seppellirlo nella cappella reale. Al suo posto avrei esso Casimiro a questo punto che dopo la morte alla Baratheon, se lo merita anche.

    1. Sono delusissima di non essere riuscita a vedere il drago sputare fuoco… così delusa che tornerò e spererò in miglior fortuna!

  8. Quanto sono belle queste storie che ci racconti sempre!
    Mi hai confuso un po’ con Harry Potter: pensavo di trattasse davvero di qualcosa legato a lui! Invece solo il nome di Edvige!

    1. Sulla collina di Wawel in effetti Harry Potter non lo trovi… ma giù dalla collina invece sì! Il locale dedicato al Mondo Magico è stupendo (e le torte sono una favola!)

  9. Anche a Barcellona Si narra che ci fosse un drago mangia vergini. A quanto pare erano considerate deliziosi manicaretti un pò ovunque nel mondo. Molto interessante il vostro itinerario di Cracovia, città che mi piacerebbe davvero molto visitare. Chissà che non riesca per un week end primaverile.

    1. Prima ti dicono che i draghi non esistono e poi ti rendi conto che sono praticametne infestanti… e mai uno a cui piacciano… chessò… i polici! 😂 🤣

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