Teatro Cuvillies nella Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.

Il Teatro Cuvilliés e l’Englischer Garten

Rococò a te e famiglia

Forse lo ricordate, forse no, ma quest’articolo è il secondo che dedichiamo alla Residenz di Monaco di Baviera e a quelli che per secoli sono stati i suoi stravaganti abitanti: i Wittelsbach!

Se vi siete persi il primo articolo lo trovate qui, se invece siete al passo, andiamo avanti e parliamo di Carlo Alberto di Baviera, uno che aveva ereditato dal padre l’ambizione di diventare Imperatore del Sacro Romano Impero e che insistette su quella strada finché non ebbe successo e divenne Imperatore col nome di Carlo VII.

Quando uno diventa Imperatore sente subito il bisogno di auto incensare se stesso e la sua stirpe e così il Carlo arricchì la Residenz con la Galleria Ancestrale, un intero corridoio dorato in cui sono esposti i ritratti e l’albero genealogico dei Wittelsbach, il gabinetto di porcellana, cioè una sala intera solo per esporre vasetti di ceramica e la galleria verde, un tripudio di stucchi dorati, dipinti e specchi.

Fu sempre Carlo VII a raccogliere e migliorare un’altra idea di suo padre: l’ordine di San Giorgio. Quest’ordine militare cavalleresco era riservato ai nobili cattolici e prevedeva un mantello azzurro cielo per il loro Gran Maestro… se fate attenzione, noterete che da qui in poi molti Wittelsbach si faranno vanitosamente dipingere con questo manto, che è poi anche quello indossato da Ludwig II in uno dei suoi ritratti più famosi!

Galleria ancestrale nella Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Galleria Ancestrale alla Residenz
Soffitto della galleria ancestrale nella Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Dettaglio del soffitto della Galleria Ancestrale

Il rococò comunque sopravvisse e prosperò anche dopo il tempo di Carlo VII e suo figlio, Massimiliano III Giuseppe, assunse come architetto François de Cuvilliés e gli ordinò di aggiungere alla Residenz un teatro degno del suo palazzo.

Cuvilliés realizzò un vero capolavoro che per anni deliziò la corte radunata alla Residenz, tanto che Carlo Teodoro, che successe a Massimiliano III, nel 1781 commissionò per questo teatro l’opera ‘Idomeneo re di Creta’ a Mozart!

Matrimonio sì, sesso no!

Ora soffermiamoci un momento su questo tizio, questo Carlo Teodoro, uno che divenne regnante della Baviera davvero controvoglia e solo perché il Massimiliano III non aveva lasciato eredi.

Dovete sapere che al Carlo la Baviera faceva davvero schifo perché a suo parere era insalubre e priva di attrattive e in più lui era già elettore palatino e, come tale, avrebbe dovuto lasciare uno dei suoi titoli al suo erede che però… non aveva.

Il suo unico figlio maschio legittimo era morto giovane e Carlo non aveva mai voluto ripudiare sua moglie per cercare un’altra consorte, anche perché per impegnatissimo a prodursi eredi illegittimi con tutta una schiera di altre donne.

Palchi nel Teatro Cuvillies alla Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Interno del teatro Cuvilliés

Alla morte della moglie, quando lui era ormai settantenne, decise di risposarsi per avere finalmente l’erede legittimo che avrebbe potuto ereditare la Baviera e come moglie fu scelta la diciottenne Maria Leopoldina d’Austria Este.

La Maria qui era una che a diciotto anni aveva già le idee chiarissime in merito a ciò che voleva fare della sua vita e aveva accettato di sposarsi controvoglia, soprattutto perché sapeva che il suo futuro marito era abbastanza anziano da non poterla importunare a lungo.

La prima cosa che gli disse, una volta sposati, fu qualcosa del tipo: “Scordati che io faccia sesso con te. Di figli in questo matrimonio non se ne parla proprio!”

Maria Leopoldina si attenne a quanto gli aveva detto e lo snobbò per tutto il loro matrimonio e mentre lui aveva le sue amanti, lei si accaparrò Massimiliano I Giuseppe Wittelsbach, l’altro pretendente al trono della Baviera nel caso in cui Carlo Teodoro non avesse avuto figli.

Al primo segno che Carlo Teodoro stava per morire, la Maria non ci pensò due volte e scrisse al Massimiliano di prendersi la Baviera e di non importunarla troppo, poi si ritirò al castello di Berg, dove si dice desse grandi feste, finché non restò incinta di chissà chi e andò a partorire all’estero per non creare troppo scandalo.

Palco del Teatro Cuvillies nella Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Interno del teatro Cuvilliés

La Maria poi viaggiò ovunque, si risposò ed ebbe altri figli ma la sua massima restò sempre la stessa: “Per godere davvero della tua indipendenza, devi avere una tua fortuna nel portafoglio e, per essere un vero cosmopolita, non devi affezionarti a nulla.”

Insomma, l’unica cosa buona che uscì da questo matrimonio fu che Carlo Teodoro, per le sue nozze con la Maria, fece aprire al pubblico il teatro Cuvilliés.

Questo teatro comunque, fu ristrutturato più volte, nel corso dei secoli, fino a renderlo una specie di unicum. Per esempio è stato il primo teatro tedesco ad avere l’illuminazione elettrica e questo avvenne nel periodo in cui erano messe in scena qui opere per un solo spettatore. Re Ludwig II, infatti, lo usava come suo teatro personale.

Il valore artistico del Teatro Cuvilliés era già ampiamente riconosciuto nel 1943 e con la guerra in corso e i bombardamenti che devastavano intere città, si pensò bene di smontare tutte le parti lignee e di collocarle in posti sicuri. Fu un bene perché l’edificio dove si trovava, come anche tutto il centro di Monaco, fu pesantemente bombardato ma il teatro sopravvisse e tra il 1956 e il 1958 fu ricollocato sempre all’interno della Residenz ma in una nuova sede, cercando però di rispettare al massimo il suo aspetto originale.

Un parco, una pagoda e il surf

Nonostante il suo matrimonio non proprio fortunello, Carlo Teodoro ci ha lasciato anche un’altra cosa che tutti i moderni visitatori di Monaco apprezzano: l’Englischer Garten! Questo enorme parco all’inglese si estende per circa cinque chilometri appena fuori dal centro storico della città.

Il Carlo aveva voluto un grande parco che fungesse sia da ‘giardini militari’ per l’uso delle guarnigioni presenti in città sia da parco pubblico, una cosa che al tempo non era di certo consuetudine.

Sebbene non fosse uso comune costruire parchi Carlo disse proprio: “Beneficerà di questo parco non un solo proprietario ma tutto il popolo”.

Questo parco ci attira come falene alla fiamma soprattutto per il biergarten (letteralmente giardino della birra, che altro non è che un pub all’aperto) della Chinesischer Turm che è il secondo in ordine di grandezza a Monaco.

D’estate a Monaco può fare davvero caldo ed è un piacere fermarsi sotto le grandi piante a bere una birra ghiacciata mentre si ascolta la musica del complessino in abiti tipici che suona regolarmente dalla grande pagoda di legno.

Questa struttura era stata costruita nel 1789 e voleva, nell’intento dell’architetto che l’aveva ideata, ricordare una delle pagode di porcellana che si trovavano nei giardini dell’imperatore in Cina, poiché al tempo le ‘cineserie’ erano di gran moda.

Chinesischer Turm all'Englischer Garten a Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Chinesischer Turm al centro dell’Englischer Garten
Nationaltheater vicino alla Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Nationaltheater di Monaco di Baviera

Purtroppo la pagoda originale (come d’altronde mezza Monaco) fu distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale ma quella che possiamo vedere oggi ne è una replica esatta.

Un’ultima curiosità: questo parco è attraversato dall’Eisbach che letteralmente significa ‘ruscello di ghiaccio’. Possiamo confermare, avendoci messo dentro i piedi, che l’acqua di questo fiumiciattolo è davvero freddissima ma questo non scoraggia le persone che, nei mesi estivi, vi fanno il bagno. Non è inusuale vedere qualcuno che scende le veloci rapide a nuoto o su materassini di ogni genere e anche la vista di gente che lo usa per praticare il surf è all’ordine del giorno!

Tassiamo… la birra!

Ora torniamo di nuovo alla Residenz per parlare di quel Massimiliano che era l’amante della giovane moglie del Carlo Teodoro.

Questo Max non lasciò aggiunte stupefacenti alla Residenz, a parte le sale imperiali e le stanze di sua figlia Carolina Carlotta Augusta (che tanto tutti chiamavano Charlotte) ma il suo accorto appoggio a Napoleone innalzò la Baviera dal rango di Ducato a quello di Regno e allo stesso tempo fece di lui il primo re di Baviera.

Un regno aveva però bisogno di un teatro degno di questo nome ma Max non sapeva dove andare a prendere i soldi per costruirlo mentre allo stesso tempo voleva dimostrare a tutta Europa che la Baviera meritava il rango di regno al pari degli altri.

A quel punto, evidentemente conoscendo benissimo il suo popolo, ebbe un colpo di genio: tassò la birra!

Con i soldi in arrivo fece spianare il convento francescano che si trovava di fianco alla Residenz e creò una bella piazza. Lì fece erigere il suo nuovo teatro e davanti, in un momento di autocelebrazione edonistica, decise di far piazzare una sua statua… il problema era che lo scultore lo aveva immortalato in posizione seduta, cosa che non gli piacque per nulla, così la statua fu messa in magazzino ed eretta sulla piazza solo dieci anni dopo la sua morte!

La storia della Residenz e dei suoi abitanti non è finita qui! La prossima settimana parleremo di Ludovico I e della sua sfrenata passione per le donne (leggi alla voce erotomane/maniaco sessuale…)

Stay tuned!

Statua di Massimiliano Giuseppe antistante la Residenz di Monaco di Baviera (Germania). Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Statua di Massimiliano I Giuseppe davanti al Nationaltheater

L’angolo dello shopping:

(in qualità di affiliati Amazon otteniamo dei guadagni dagli acquisti idonei)

2 commenti

  1. I Wittelsbach sono stati tutt’altro che una famiglia ordinaria! Eccentrici, spesso fuori dalle righe, snobbati da altre famiglie più puritane dovevano invece costituire un bel manipolo di persone interessanti e festaiole!
    Sono stata a Monaco nel 2017 e me ne sono innamorata tanto da volermi trasferire qui un giorno, una città ricchissima di spunti e di bellezze incomparabili!

    1. Mi piace Monaco, anche se non al punto da volermi trasferire (quella è Praga per me), ma ci torno spesso e non sono ancora nemmeno riuscita a vedere tutto quello che vorrei… perchè i maledetti Wittelsbach hanno costruito un sacco di roba interessante!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe anche interessarti...