Rocca Meli Lupi di Soragna
Ebbene sì, dopo essere stati tanto in giro ci è venuta voglia di raccontarvi un po’ delle meraviglie che abbiamo vicino a casa e che spesso tendiamo ad ignorare.
La Rocca Meli Lupi di Soragna è uno di questi posti ma raccontarvela non è facile perché, vedete, questo non è un castello vuoto ma casa di qualcuno!
In questi casi si ha sempre un po’ paura di offendere l’ospite ma cosa volete, noi sappiamo che il Principe Diofebo VI Meli Lupi è persona di spirito e speriamo che non se la prenda troppo se narreremo della sua dimora in maniera poco seria come facciamo con tutto il resto.
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VOTO NERD: ★★★☆☆
la famiglia Lupi potrebbe essere la vera famiglia Stark di Game of Throne con il suo stemma con un lupo rampante! In più qui ci sono alcuni affreschi del Baglioni, uno che dipingeva paesaggi molto fantasy!
VOTO POP-CULTURE: ★★★★☆
A Rocca Meli Lupi risiede il fantasma di Cassandra Marinoni detta Donna Cenerina e in più qui vive anche Diofebo VI Meli Lupi, un principe in carne ed ossa!
Briganti e lupi
E’ impossibile parlare di questa rocca senza nominare i suoi atavici proprietari, la famiglia Meli Lupi, che si installò in queste terre nel 1198. In realtà sarebbe meglio parlare della famiglia Lupi, perché al tempo la parte Meli del loro cognome non era ancora stata aggiunta.
Lupi è un cognome ben particolare e viene da chiedersi da dove derivi. Normalmente, all’origine di una famiglia nobiliare, ci sono sempre almeno due teorie, quella della fondazione leggendaria e quella, più noiosa, della realtà storica. Nel caso dei Lupi però la teoria storica è affascinante quanto la leggenda.
Immaginatevi la scena: le nebbie si alzano dalle paludi e ammantano tutte le campagne, punteggiate qua e là da qualche sparsa casupola contadina, e in mezzo a tutta quella piana cavalcano degli uomini con male armati ma determinati. Sono i briganti che razziano ciò che possono dove possono, che vivono una vita d’arme che manca di comodità ma abbonda di libertà. Sopra di loro sventola un vessillo scolorito, in pratica un cencio dipinto e mal disegnato ma che annuncia a tutti chi sono: i lupi!

Rocca Meli Lupi di Soragna

Con il tempo alcune di queste bande di briganti che attraversavano le campagne come un flagello riuscirono a guadagnare oro e ricchezze in abbondanza e i loro capi cominciarono a desiderare una vita più stabile, sognandosi a capo di grandi territori fatti di campi fertili e di pace.
La maggior parte delle famiglie che poi divennero feudatarie cominciò così ma una banda di briganti detta ‘I lupi’ sembra davvero qualcosa uscito dalla penna di George R.R. Martin. O forse è stato Martin ad essersi ispirato alla storia!
Se questa era la versione ‘noiosa’, quella leggendaria prevede che la famiglia Lupi discendesse da una non meglio identificata Regina Lupo di León…
La regina lupo e le donne forti
Purtroppo, per quanto la nostra amica Wikipedia nomini questa ‘Regina Lupo’, noi non abbiamo idea di chi fosse il personaggio leggendario a cui fa riferimento, perché nella storia sono state tante le donne con questo soprannome.
Non potendo raccontarvi di questa leggenda ci limiteremo a fare una piccola constatazione: questa nobile famiglia invece di far risalire la propria stirpe a chissà che grande guerriero mitologico, preferì affidare le proprie radici a una regina.
Fu una scelta quantomeno eccentrica perché le figure femminili non erano esattamente tra le più popolari, ma forse fu sensata in quanto i figli di questa casata sposarono spesso donne intelligenti e indomite.
Forse per celebrare queste donne, quella che un tempo era la sala delle guardie e che oggi è detta ‘sala delle donne forti’ è dominata da due affreschi, uno di Giuditta e l’altro di Giaele.
Gli affreschi sono degli inizi del settecento ma oltre che agli amanti dell’arte piaceranno anche a chi apprezza il gore e il pulp perchè mentre Giaele è ritratta nell’atto di piantare un picchetto in testa a Sisele, Giuditta invece se ne sta in piedi, bella tronfia con la testa mozzata di Oloferne in mano, mentre dal collo del cadavere scendere una cascata di sangue… una roba che manco il Dario Argento dei tempi che furono!


Rocca Meli Lupi di Soragna
Anche la storia di Cassandra Marinoni, fantasma ufficiale della rocca, è altrettanto sanguinosa anche se lei fu l’assassinata e non l’assassina e la sua forza sta nel fatto che, ancora oggi, si dice protegga tutti i membri della sua famiglia.
L’altra ‘donna forte’ di cui vi parleremo è Isabella Pallavicino una dama non solo bella ma anche intelligente e amante delle arti.
Partiamo però con la Cassandra perché lo sappiamo che avete un debole per i fantasmi!
Un assassino inetto
La Cassandra sposò Diofebo II Meli Lupi che era un condottiero e, come tale, era più sposato con il suo esercito che con lei e infatti passava tutti i sabati sera (e pure tutti gli altri giorni della settimana) in guerra, lasciando la sua sposa a casa da sola.
Vi vediamo che con questo preambolo state già tutti pensando che questa sia una torbida storia di corna… e invece no!
Il fatto è che la Cassandra aveva una sorella, tale Lucrezia, che era a sposata con Giulio Anguissola uno che, al contrario del Diofebo, era in casa fin troppo spesso.
Il Giulio era pieno di debiti e ereditare i soldi della Lucrezia gli avrebbe fatto comodo così tentò di avvelenarla. Il veleno è però un’arma da donne, si sa, e il Giulio chiaramente non aveva idea di come usarlo, così Lucrezia non morì ma in compenso si incazzò come una biscia, fece su baracca e burattini e tornò a vivere nella casa paterna.
I Marinoni però non erano a casa in quel periodo e così la Lucrezia, sapendo che pure la Cassandra nella rocca di Soragna tutta da sola, la invitò per un po’ di pettegolezzi tra sorelle.

Rocca Meli Lupi di Soragna

Sarebbero stati giorni di dolcetti, bevande e pettegolezzi se non fosse che il Giulio aveva deciso di passare a mezzi più brutali per far fuori la moglie: gli mandò venti sicari!
I venti scagnozzi entrarono nella residenza dei Marinoni e, dopo aver ucciso chiunque si fosse parato sulla loro strada, arrivarono alle due donne e le uccisero. Per andare sul sicuro a Lucrezia diedero trentadue pugnalate mentre Cassandra se la cavò con tredici.
Un fantasma molto presente
In tutto ciò dobbiamo ricordare che il Luigi era squattrinato e quindi è ovvio che non avesse assoldato venti professionisti ma dei buoni a nulla a buon mercato. Sua moglie Lucrezia morì quel giorno ma gli sfaticati, nonostante il serio tentativo, non riuscirono ad uccidere Cassandra. Lei, nonostante le numerose ferite, riuscì a riprendersi quanto bastava per fare ritorno a Soragna dove però morì il giorno dopo.
Al ritorno dalla guerra il Diofebo non la prese benissimo e mosse mari e monti per far condannare a morte il cognato. Luigi però, per quanto come assassino fosse un incompetente, come mago era un fenomeno e infatti fece un gran numero di sparizione e si diede alla macchia. Non fu mai preso.
Forse per il fatto che la morte di Cassandra non fu mai vendicata, il suo fantasma rimase nella rocca dove era morta e da allora si prese cura della famiglia con il nome di Donna Cenerina.
Come una Banshee delle leggende nordiche preannuncia con lamenti e gran sbattere di porte e di finestre l’imminente morte di un membro della famiglia e l’attuale Principe ha più volte dichiarato che la sua immateriale mano gli ha salvato la vita in diverse occasioni.


Rocca Meli Lupi di Soragna
Purtroppo nulla poté la protezione di Cassandra per suo figlio Giampaolo II che, come il padre, decise di andare nelle Fiandre per fare la guerra. Doveva essere meno versato nelle armi rispetto al Diofebo II perchè e morì a soli ventuno anni, lasciando vedova la giovane moglie Isabella Pallavicino dopo soli tre anni di matrimonio.
L’Isabella rimase da sola nella Rocca insieme al fantasma di Cassandra ma supponiamo che quella non fosse proprio di compagnia visto che si presentava solo in caso di gravi lutti così lei, per rompere la monotonia cominciò ad invitare gente.
L’accademia degli innominati
L’Isabella non invitava però gente a caso nella sua dimora perché non è che le andasse bene la compagnia del primo tizio che passava! Lei voleva conversazioni interessanti e dotte e per questo raccolse intorno a sé uno stuolo di letterati, il meglio del panorama del tempo.
Tra gli altri invitava pure il Torquato Tasso, uno scrittore incredibile ma nevrotico all’inverosimile. Dovete infatti sapere che questo bel tomo aveva scritto un capolavoro, ‘La Gerusalemme Liberata’ ma non si decideva mai a farlo stampare perché poteva non piacere, perché magari l’inquisizione si offendeva, perché forse aggiungo due righe, perché forse va rivisto, perché il gomito fa contatto col ginocchio e così via.
Solo che lui ‘sta Gerusalemme la faceva leggere a tutti e ad alcuni scappava la pazienza e gliela pubblicavano alle spalle, senza nemmeno un’ultima revisione che fosse una.
Forse anche l’Isabella prese la palla al balzo perché pure lei fece pubblicare una versione del ‘La Gerusalemme Liberata’ a suo spese ma in quel caso il Torquato pensò bene di non offendersene e anzi le dedicò un sonetto.

Molto gentile da parte sua ma dovete sapere che il Torquato, oltre a essere nevrotico, era anche un po’ mercenario e donava sonetti a tutti quelli che in qualche modo lo aiutavano, quindi forse non dovremmo dargli troppa importanza.
Più disinteressati erano invece i componimenti della poetessa Maddalena Campiglia che ci si mise proprio d’impegno a lodare l’Isabella.


Rocca Meli Lupi di Soragna
I maligni però dissero che forse anche lei non era proprio disinteressata perché aveva pure lasciato il marito e, seguendo una sua filosofia di amore virgineo tra donne, pareva fare una corte serrata all’Isabella che però pare non abbia mai accettato tali avances.

Se in tutto ciò pensate che al tempo una letterata donna fosse una rarità, disilludetevi perché nel circolo di intellettuali radunati dall’Isabella ce n’erano diverse e poi, tutti insieme appassionatamente e anche con il sostegno del Duca di Parma, misero in piedi nel 1574 l’Accademia degli Innominati.
Questo gruppo di letterati aveva questo nome sempre grazie al solito nevrotico del Torquato che disse “Innominata, ma famosa schiera di scelti ingegni”.
Purtroppo il gruppo non sopravvisse ai loro mecenati più generosi, come l’Isabella.
Ma la rocca?
Sì, tutto bello ma la rocca? Ce la siam scordata?
Assolutamente no, perché Rocca Meli Lupi di Soragna è mozzafiato e pienissima di cose interessanti quanto i suoi abitanti.
Per iniziare c’è il Baglioni, uno che con quella sua maglietta fina ha incantato tutta Ital… ehm… no, non quel Baglioni, scusate, ci siamo sbagliati!
Il Baglioni in questione era Cesare, un pittore molto attivo nel parmense che ha affrescato, oltre che questa rocca, anche il castello di Torrechiara.
I suoi paesaggi sono nel nostro cuore perché, se fosse nato qualche secolo dopo, avrebbe tranquillamente potuto essere un illustratore di fantasy o fantascienza!


Rocca Meli Lupi di Soragna
Nella rocca potrete vedere le sue opere nella Sala del Baglione dove i muri sono completamente ricoperti di grottesche dalle forme più bizzarre e gli affreschi sono perfettamente conservati.
Ma se le opere ‘fantasy’ non sono il vostro genere allora forse preferirete le opere di Nicolò dell’Abate che si trovano nella Sala Gialla.
Quello che vedrete qui sono tre grandi opere dedicate al mito di Ercole e una di Amore. Originariamente questi affreschi che si trovavano al piano superiore della rocca ma ad un certo punto sono stati delicatamente staccati e riportati su tela.
Sebbene da noi non sia poi molto famoso, Nicolò dell’Abate fu uno dei pittori che ‘esportò’ l’arte rinascimentale italiana in Francia quando Francesco I, al suo ritorno dalla prigionia nel nostro paese, portò con sé un buon numero di artisti per decorare il suo nuovo palazzo e proprio dal nome di quel posto derivò quella che rimase nota come scuola di Fontainebleau.
Non sono solo queste le opere importanti presenti nella Rocca Meli Lupi di Soragna perché abbiamo anche opere dei Bibiena sia nella Sala degli Stucchi che nella Galleria dei Poeti.
La galleria, concepita come passeggiata coperta e decorata con erme (busti su colonna) di dodici grandi poeti italiani e non, ricalca da vicino altre gallerie di questo genere, come quella detta ‘degli antichi’ di Sabbioneta.
Potremmo continuare e parlandovi della Sala d’armi, della cappella, della Sala degli Antenati e di molti altri posti visitabili all’interno della Rocca ma preferiamo lasciarvi la sorpresa per quando visiterete questa dimora.

Informazioni pratiche:
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Purtroppo questa rocca la devo ancora visitare (so che adesso mi cadrà addosso una pioggia di insulti) ma conto di farlo il più presto possibile perché so che ha tutte le caratteristiche per farmi innamorare.
Ma no, non ti insultiamo! Ricordati solo, quando l’andrai a vedere, che ci sono almeno due posti in zona dove E’ OBBLIGATORIO fermarsi a pranzo e a cena!😂
Sembra quasi irreale, eppure è tutto vero, davvero stupendo nello stile che adoro. Ci andrò non appena mi troverò da quelle parti!
Vieni questo mese! Approfitta dell’appeal del November Porc!
Dunque vedo che anche voi non avete resistito al fascino della Rocca Meli Lupi di Soragna! Io me ne sono innamorata perdutamente e ci tornerei ancora mille e mille più volte! Siete riusciti a incontrare il Principe? É un uomo straordinario!
Durante questa visita purtroppo non siamo riusciti ad incontrare il Principe… sarà per la prossima!
Ci sono stata qualche anno fa e ovviamente mi sono lasciata prendere dalla storia del fantasma, al punto durante i racconti della validissima guida mi sembrava di sentire lo spirito che mi passava accanto. E con noi durante la visita c’è sempre stato un tizio distinto che si teneva un po’ in disparte: stavo iniziando a pensare a una presenza che potevo vedere solo io, ma alla fine del tour ho scoperto che si trattava del principe in carne ed ossa.
🤣🤣🤣 Anche il Principe aleggia nella rocca!
Sono passata innumerevoli volte da Soragna e mi sono interessata solo al culatello e altre prelibatezze trascurando totalmente la bellezza della sua Rocca. La storia che hai raccontato, fatta di donne intelligenti, forti e anche parecchio sfortunate mi ha appassionato tantissimo e la prossima volta non mancherò una visita alle bellissime sale affrescate. Grazie, come sempre, per essere capace di valorizzare con ironia le nostre bellezze di prossimità
Eh, ti toccherà ripassare a visitare la Rocca e puoi anche incrociare i flussi e approfittare del November Porc che è alle porte!