Il deserto di Samalayuca (Messico) usato da David Lynch per Dune. Foto nell'articolo del blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla'.

Dove vedere la vera Arrakis

Anche voi siete in hype per l’uscita del secondo capitolo della saga cinematografica di Dune firmata da Denis Villeneuve?

Noi lo siamo, anche perché sono tantissimi anni che tutti i fan di Herbert attendono una trasposizione cinematografica in grado di accontentarli. Questa è una battuta. Non esiste una trasposizione cinematografica in grado di accontentare un nerd. Noi in realtà viviamo per la frase “Bello MA…”.

Comunque, per chi non fosse addentro alla questione, partiamo dall’inizio.

1° e 2° tentativo

il primo libro di Dune, scritto da Frank Herbert, uscì nel 1965 e già pochi anni dopo nacque l’idea di adattare la storia per il grande  schermo.

I diritti furono opzionati nel 1971 da Arthur P. Jacobs che aveva già alle spalle alcuni successi fantascientifici come ‘Il pianeta delle scimmie’. Purtroppo Jacobs morì due anni dopo e i diritti se li accaparrò un consorzio francese che decise di affidare la regia del progetto a Alejandro Jodorowsky.

Qui la storia si fa interessante perché Jodorowsky era (ed è ancora) un pazzo completo. La sua idea per Dune prevedeva una sceneggiatura monumentale che avrebbe portato alla realizzazione di un filmetto di circa quattordici ore.

Questo non era ancora nulla, perché come interpreti aveva richiesto Salvador Dalì per la parte dell’Imperatore Shaddam IV e Orson Welles per il Barone Harkonnen. Per le musiche pensò che l’ideale fossero i Pink Floyd e per le scenografie contattò Mœbius e H.R. Giger (ve ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato al suo museo).

Il budget per questo progetto era di dieci milioni di dollari ma, già sulla carta, ne sarebbe costato almeno quindici e così gli investitori scomparvero come neve al sole. Del grandioso film non se ne fece più nulla, con grande disappunto di milioni di fan che già si vedevano morire di fame e sete rinchiusi nei cinema per una maratona di 14 ore filate.

Sedie Harkonnen (da Dune) al "bar Alien" all'H.R. Giger Museum a Gruyeres in Svizzera. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Interno del bar con le sedie “Harkonnen” create per il film di Dune da H.R. Giger
Tramonto sul deserto del Wadi Rum (Giordania) usato nel nuovo film di Dune. Foto nell'articolo del blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla'.
Il deserto del Wadi Rum (Giordania). Foto di Daniele Colucci su Unsplash

3° e 4° tentativo

Nel 1976 Dino De Laurentiis entrò in gamba tesa e acquistò i diritti ma anche lui ebbe i suoi bei grattacapi. Prima di tutto fece riscrivere la sceneggiatura in qualcosa di più gestibile (tre ore) e poi cercò di riciclare il possibile dal precedente progetto tenendosi H.R. Giger alla scenografia. Dopo tre anni di preparazione affidò la regia a Ridley Scott che aveva appena collaborato con lo stesso team per il grande successo di ‘Alien’.

Il progetto però era davvero grosso e avrebbe impegnato Scott per almeno due anni e mezzo e lui, in preda a un malriposto senso di mortalità, si spaventò e gettò lo spugna. Se l’avesse gettata anche prima di ‘Napoleon’ sarebbe stato meglio.

Nel 1981 De Laurentiis rinegoziò di nuovo i diritti e poi affidò la regia a David Lynch che, dopo aver letto i romanzi, se ne disse entusiasta.

Ne tirarono fuori il previsto bestione di 3 orette buone ma poi, per farlo entrare nei cinema, tagliuzzarono qua e là, rigirarono, pasticciarono e quant’altro.

Nonostante la presenza di Sting nei panni di Feyd-Rautha, al botteghino il film fu un flop e la critica lo dichiarò il peggior film del 1984. Ancora oggi David Lynch si rifiuta di parlare del film di Dune in qualunque intervista.

Nonostante la prima reazione tipica del nerd sia sempre quella di dire ‘comunque il libro è più bello’, noi ci teniamo a dire che il film di Lynch lo adoriamo.

5° e 6° tentativo

Arriviamo così al nuovo millennio dove di nuovo si prova a rispolverare le dune di Dune con una miniserie tv in tre puntate trasmessa da Syfy channel che ebbe addirittura un seguito nel 2003.

Questa serie ricevette anche alcuni Emmy Awards ma… chi se la ricorda? Su le mani! Ecco, diciamo che non ha esattamente fatto il botto.

E finalmente arriviamo al sesto tentativo di trasposizione cinematografica del libro di Dune. Il primo film è uscito al cinema nel 2021 mentre il secondo uscirà fra pochi giorni.

A noi il primo film del regista Denis Villeneuve è piaciuto molto e siamo più che pronti a vedere il secondo.

Quindi tutto bene? I nerd sono felici? Certo! E’ davvero bello MA… c’è sempre un ma!

Le Oregon Dunes (Stati Uniti) furono l'ispirazione per 'Dune' di Frank Herbert. Foto nell'articolo del blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla'.
Le Oregon Dunes (Stati Uniti). Foto di Clay Banks da Unspalsh

Sembra infatti che il regista Villeneuve, sebbene abbia dichiarato che vedrebbe di buon occhio l’idea di continuare idealmente la saga portando sullo schermo anche il secondo libro della serie (Messia di Dune) non voglia impegnarsi oltre.

Ci rendiamo conto che portare sullo schermo tutta la saga sarebbe sia lungo che complesso e legherebbe Villeneuve a Dune per molti anni a venire, quindi ci accontentiamo di ciò che otterremo MA ci piacerebbe davvero che qualcuno osasse andare anche oltre!

Wadi Rum (Giordania)

E dopo questa infinita premessa arriviamo al punto di questo articolo: il deserto di Dune.

Il vero protagonista di questa saga è, come suggerisce il titolo, il pianeta Arrakis con il suo deserto.

Arrakis è il suo mare di sabbia, il suo clima inospitale e la sua totale mancanza di acqua. E’ un pianeta duro che di conseguenza cresce un popolo, i Fremen, che possono sopravvivere a stenti e privazioni meglio di chiunque altro nell’universo.

E’ questo l’incipit della saga e, per questo motivo, chiunque abbia portato Arrakis sullo schermo ha dovuto prima di tutto chiedersi come rendere realistico questo mondo.

Nel film di Villeneuve la fotografia è stupenda e le riprese del deserto spesso contengono anche le parole che lo spettatore non sente.

Il suo deserto è il Wadi Rum, in Giordania, un posto che ormai sembra frequentato da più attori e registi della stessa Hollywood, visto l’esorbitante numero di pellicole che lo hanno utilizzato come location.

Il deserto del Wadi Rum (Giordania) usato nel nuovo film di Dune. Foto nell'articolo del blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla'.
Il deserto del Wadi Rum (Giordania). Foto di ChiemSeherin su Pixabay
Il deserto del Wadi Rum (Giordania) usato nel film di Dune di Villeneuve. Foto nell'articolo del blog di viaggi dedicato al pop-culture tourism 'Nerd in Spalla'.
Il deserto del Wadi Rum (Giordania). Foto di ChiemSeherin su Pixabay

Serve un posto dove girare il film dei Transformers? Wadi Rum. C’è da realizzare un film (o più di uno) ambientato su marte? Wadi Rum. Serve un pianeta alieno per un film di Alien? Wadi Rum. Vogliamo andare più indietro nel tempo e parlare del film su Lawrence of Arabia? Wadi Rum. Il pianeta Vulcano? John Wick? Aladdin? Insomma, avete capito.

I cinefili di tutto il mondo hanno ormai scoperto che non di solo Indiana Jones che va a Petra vive la Giordania, così sono numerosi i tour che vi porteranno alla scoperta dei vari angoli del Wadi Rum utilizzati per qualche film.

Se poi siete proprio nerd fino all’osso, allora potrete fare un passo in più e dormire anche nei diversi alloggi a tema Guerre Stellari che sono spuntati come funghi negli ultimi anni, da quando ‘Rogue One’ è stato girato… indovinate dove!

Campi di dune di Samalayuca (Messico)

Per il film di David Lynch si pensò di usare un po’ di strategia per abbattere i costi del film e, approfittando del cambio favorevole, si girò quasi tutto in Messico.

All’interno degli studi Churubusco, che si trovano a Città del Messico, furono costruiti ben 80 set su 16 palcoscenici diversi e si fece un grandissimo uso di miniature per ricostruire tutto ciò che era troppo grande per essere realizzato in scala 1:1.

Rimaneva però il problema dell’onnipresente deserto di Arrakis e così, senza allontanarsi troppo, la troupe si spostò nei campi di dune di Samalayuca, che già dal nome sembravano una zona assolutamente perfetta per impersonare un pianeta completamente deserto.

Le similitudini con Arrakis sono davvero forti perché questa zona non ha fonti d’acqua e le poche che vi si formano sono stagionali e non sicure tanto che l’attraversamento, fino all’ottocento, era pericoloso e intrapreso solo da chi vi era costretto o da chi era in cerca di avventure.

Oggi invece, se volete visitare questa personificazione del deserto di Dune, potrete farlo semplicemente percorrendo la Highway 45 che da Chihuahua arriva fino a El Paso, in Texas.

Magari, mentre siete lì, risparmiate anche un pensiero per un altro grande film che uscì nello stesso anno di Dune di David Lynch ma con risultati al botteghino molto diversi.

Vi diamo qualche indizio: il protagonista ha una spada, è davvero grosso, davvero muscoloso e lo ha interpretato mister Universo!

Se non sapete di chi stiamo parlando allora vi toccherà fare un ripasso sul nostro articolo dedicato all’Arnold Schwarzenegger Museum.

Oregon Dunes (U.S.A.)

Per concludere questo viaggio virtuale sulle tracce dei deserti che hanno impersonato Arrakis, facciamo un passo indietro rispetto ai film e soffermiamoci sul luogo che per primo ha ispirato Frank Herbert per il suo inospitale pianeta.

Alcune cose nei libri, come il nome dell’imperatore Shaddam e l’uso della parola di Jihad, unite al deserto infinito di Arrakis, fanno in qualche modo credere al lettore che Herbert si fosse ispirato all’Arabia per la sua saga, ma sembra invece che la realtà sia molto diversa.

Frank Herbert era nato nello Stato di Washington e pare che la sua ispirazione si trovasse a pochi centinaia di chilometri dalla sua casa, nel vicino stato dell’Oregon.

Scusa, ma c’è un deserto in Oregon?

Ebbene sì, c’è una grossa fetta desertica in questo stato ma la zona di cui vi vogliamo parlare sono le Oregon Dunes che si trovano vicine all’oceano.

La particolarità di questo deserto è che si sta estinguendo. Ricordate come l’ecologo imperiale Liet-Kynes culla il sogno di rendere Arrakis un mondo verde? Allo stesso modo le popolazioni dell’Oregon per anni si sono impegnate cercando di ‘bonificare’ il deserto.

Quest’opera cominciò con i primi coloni che piantarono erba per cercare di stabilizzare le dune. I loro tentativi ebbero il successo sperato e solo molto tempo dopo ci si rese conto che questo stava distruggendo l’ecosistema.

I primi tentativi di salvare le Oregon Dunes furono fatti negli anni sessanta ma senza grandi risultati. Solo nel 2014 è stato avviato un progetto di restauro delle dune che, ormai, sembrano diminuire di anno in anno.

Se vorrete visitare questo particolare deserto ricordate che non solo fu l’ispirazione originale per Dune ma che sono tantissime le attività che vi potrete svolgere, dai tour in fuoristrada al Sandboarding, lo snowboard su sabbia!

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11 commenti

  1. Nonostante sia appassionata di film di fantascienza, devo confessare di non aver visto né il Dune di Lynch né quello di Villenueve, o meglio avevo iniziato a vedere la prima parte di quest’ultimo in tv qualche settimana fa, ma non mi ha preso molto, sorry! Il deserto l’ho visto solo in Egitto, ed è stata una grande emozione.

    1. Noi il deserto lo abbiamo visto solo nella Death Valley ma non sappiamo se vale davvero: non è esattamente deserto se c’è pieno di gente, giusto?
      Però Dune ci attira come mosch… ehm… come api al miele, quindi dobbiamo provvedere e organizzare un giro in Giordania e uno in Oregon!

  2. Non conoscevo la Saga cinematografica di Dune perché non rientra tra ciò che mi fa stare attaccata allo schermo, approfondirò comunque:)
    Per quanto riguarda i deserti che dire, sono attratta da quelli caldi, arancioni e sabbiosi. Il deserto de Sahara mi ha fatto innamorare, ma il Wadi Rum è indimenticabile, tramonti su orizzonti infiniti, distese a perdita d’occhio e sfumature di colori impercettibili.

    1. Nuoooo! Ma Dune è un grande classico! Non conta se hai visto il film: recupera almeno il primo libro!!😍

  3. Prima di camminare sul Wadi Rum anche io mi sono chiesta spesso come mai molti registi lo abbiano scelto per scene diventate iconiche nella storia del cinema. È il deserto stesso ad avermi dato la risposta, è assolutamente magnifico!!

    1. Ammetto che a livello scenografico i deserti hanno un certo fascino ma preferisco quelli freddi!

  4. La storia degli adattamenti cinematografici di Dune è lunga e travagliata e secondo me con Villeneuve finalmente si è capito il potenziale del romanzo! Io poi amo i deserti che esercitano su di me un fascino davvero indiscutibile!

    1. Il primo film di Villeneuve qui è piaciuto molto… per il secondo chiedimelo la prox settimana!

  5. Leggendo i tuoi articoli scopro sempre qualcosa di nuovo, a me totalmente sconosciuto. Non sapevo chi fosse Dune, ne tantomeno le dune di Dune. Per cui tra le righe ho cercato di acculturarmi ( per quanto mi sia possibile ) sull’argomento! Sicuramente mi piacerenne visitare la zona prima che le dune di sabbia scompaiano per sempre.

    1. Nuoooo! Ma come non conosci Dune??? Recupera il primo film se riesci, così puoi andare a vedere il secondo al cinema!

  6. Adoro i deserti per cui queste location cinematografiche mi pigliano subito, il Wadi Rum l’ho visto ed è davvero emozionante, non ho invece visto Samalayuca in Messico ma ne ho visti altri e le sensazioni sono sempre pazzesche

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