Golden Gate a San Francisco in California (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism

La Santa Trinità dell’italiano in vacanza: caffè, bidet, cibo

Parliamo degli Stati Uniti d’America. Siete pronti per sentirci borbottare lamentosi delle solite cose di cui si lagnano tutti gli italiani una volta usciti dai confini nazionali?

Ebbene sì, anche questa volta vi parleremo della ‘Sacra Trinità dell’italiano in vacanza’, ammorbandovi con la mancanza del bidet, questionando sulla qualità del caffè e soprattutto parlandovi del cibo… dopotutto in vacanza ci si va per mangiare, giusto?

Dopo queste importanti specifiche potremmo anche dilungarci su questioni minori come lingua, trasporti, pagamenti etc… ma quelle sono quisquiglie!

Il caffè

Dai! Lo sappiamo tutti che negli Stati Uniti il caffè lo servono nei bicchieri della Coca grande!

Siccome questo è un dato di fatto, scopriamo come sopravvivere negli Stati Uniti se anche voi, come la Kry, siete dei drogati di caffeina all’ultimo stadio.

Cominciamo col dire che gli States non sono davvero il peggior posto per i caffeinomani perché ci sono degli inaspettati spiragli di luce.

Tanto per cominciare in diverse grandi città c’è la catena Eataly che essendo veramente italiana vi servirà un normale espresso.

Ci sono poi tantissime caffetterie specializzate che sono in grado di accontentare anche noi italiani. Certo, bisogna farsi lo sbatti di cercarle e, fuori dalle grandi città, non è nemmeno detto che ce ne siano ma… meglio di niente, no?

E poi, come abbiamo scoperto nel nostro recente viaggio a Miami, ci sono i cubani che hanno la moka e pure il caffè. In Florida ci sono moltissimi posti gestiti da cubani in cui il caffè è divino, ma anche in altri stati se cercate i cubani e vi sapranno accontentare. W i cubani!

Colazione americana: waffle, bacon e uova in USA. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Niente da dire sulla colazione americana… ma le tazze del caffè sono un dramma!
N.B: per chi non lo sapesse, la pallina sul waffle non è gelato ma burro e serve per mettere in ginocchio il vostro colesterolo!
Caffè alla cicoria a New Orleans (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Si vede subito che il caffè di cicoria è davvero una ciofeca! In compenso i beignets (dolce tipico di New Orleans) sono come le nostre frittelle di carnevale: buonissimi!
N.B: evitate di andarli ad assaggiare in quella trappola per turisti che si chiama ‘Café du Monde’ perchè li troverete buonissimi ovunque, con meno fila e un servizio migliore!

Il caffè di New Orleans invece merita una nota a parte.

 Avete mai sentito nonni o genitori parlare del surrogato del caffè che si trovava durante i razionamenti della Seconda Guerra mondiale? Quel prodotto era amichevolmente chiamato ‘ciofeca’.

Questa bevanda era fatta con la cicoria e, sebbene fosse amara come il caffè, a tutt’oggi la parola ‘ciofeca’ rimane sinonimo di qualcosa di scadente e poco buono.

La cosa drammatica è che a New Orleans il caffè tipico, servito pure in tazzina per darvi l’illusione che sia un vero espresso, è proprio la ciofeca.

Diffidate gente, Diffidate!

Il bidet

Negli Stati Uniti c’è il bidet?

Viene pure da chiedersi perché lo domandiamo, visto che tanto la risposta la conosciamo benissimo ed è un triste e perentorio NO.

Quelli tra voi un po’ più stagionati potrebbero ricordare una scena del film Mr. Crocodile Dundee, dove l’australiano protagonista abituato a vivere nella natura si ritrova a New York e, in albergo, si interroga sull’uso del bidet.

Quella era una pubblicità ingannevole, sappiatelo! Forse al tempo (erano gli anni ottanta), a New York era comune trovare i bidet in alcuni alberghi ma di certo al giorno d’oggi non lo è!

Non è nemmeno una questione di costi o di prestigio dell’albergo perché in luna di miele ci siamo concessi un paio di notti in una delle suite nuziali dell’hotel Venetian di Las Vegas e sebbene il bagno fosse grande con una piazza d’armi, con due lavandini, vasca, doccia, zona trucco e qualunque accessorio possa venirvi in mente di infilare in un bagno, del bidet non ce n’era nemmeno l’ombra!

Se siete tra i viaggiatori fortunati che hanno trovato il bidet negli Stati Uniti come Mr. Crocodile Dundee, fateci il favore di condividere i nomi di questi benedetti posti perché siamo certi che ogni italiano che sta per mettersi in viaggio li voglia conoscere!

Caffè a New Orleans (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Una macchina del cafè ‘Casadio’ è un ottimo segno che il posto potrebbe essere in grado di darti un caffè almeno decente!
Statua dedicata al football americano davanti al Caesars Superdome a New Orleans (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Questa statua si chiama ‘rebirth’ (rinascita) e ricorda un’azione accaduta nella prima partita che i Saints (la squadra di football di New Orleans) ha giocato nello stadio della città dopo l’uragano Katrina.

Il cibo tipico

Gli Stati Uniti sono immensi e lo stereotipo perpetuato da noi italiani, quello secondo cui gli americani mangiano solo hamburger, è falso.

Certo, le più note catene di fast food si trovano ad ogni angolo di strade e anche nei paesini più piccoli ma è anche vero che ci sono pure una miriade di ristoranti che servono cibo tipico e uno sterminio di posti che cucinano piatti etnici, dal cinese al thailandese passando per l’italiano.

La cucina tipica negli States, come in ogni altro paese, è diversa da Stato a Stato ma anche da regione a regione e, per quanto riguarda le grandi città, anche da quartiere a quartiere.

In molti posti la cucina etnica e quella tipica vanno a braccetto. Dopottutto se visitate China Town non potete aspettarvi la cucina francese, giusto?

In altri posti però si sono diffusi largamente certi tipi di cucina o di piatti. Per esempio la gente del sud si reputa specialista nel barbeque mentre nelle zone di mare il pesce la fa da padrone.

Noi vi suggeriamo di informarvi prima su quali sono i piatti tipici del posto che visiterete, esattamente come fareste per un viaggio in Europa o anche solo in Italia (soprattutto in Italia!).

Un’altra cosa sul cibo che è bene sapere è che non ci sono posti con quelli che noi italiani potremmo definire un ‘prezzo medio’. Di solito da noi si mangia fuori spendendo tra i 20 e 40 euro a seconda di quello che si ordina. Se si paga di più è perché si è scelto un ristorante blasonato.

Negli States noi non siamo riusciti a spendere queste cifre. Si passava dai 10 euro a testa del fast food ai 40/80 di un ristorante nella media.

Spaghetti con polpette in USA. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Gli spaghetti con le polpette sono il piatto italoamericano più noto. Il problema è che molti americani credono che in italia mangiamo solo questo…
Fettuccine Alfredo in USA. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Sulla carta le fettuccine Alfredo sono pasta burro e formaggio… ma spesso le si trova con la panna. Da noi una roba così la trovi giusto all’ospedale…

La cucina italoamericana

E ora arriviamo al vero punto critico del cibo negli States: i ristoranti italiani.

Il Teo, che è peggio di San Tommaso, durante il nostro ultimo viaggio ha voluto a tutti i costi provare Olive Garden, una catena di ristoranti italoamericani che notoriamente è in grado di servire piatti che fanno rabbrividire qualunque italiano.

Vi diremo solo che insieme alla nostra pasta (fettuccine Alfredo per il Teo e spaghetti con polpette per la Kry) è arrivata anche un’insalata da accompagnamento.

Fin lì niente di male finché la cameriera non si è avvicinata con la grattugia chiedendoci se gradivamo il ‘parmesan’ sulla nostra insalata!

‘Parmesan’. Sull’insalata.

Il nostro ‘NO!?!’ potrebbe essere suonato un po’ stridulo ma niente in confronto allo shock che abbiamo provato quando ci siamo resi conto che gli altri avventori lo gradivano!

Insomma, a meno che voi non siate proprio masochisti, lasciate perdere Olive Garden. Al massimo, se viaggiate in famiglia o siete in gruppi numerosi e sentite proprio il bisogno di una pasta, cercate uno dei ristoranti della catena ‘La buca di Beppo’, specializzati in vari tipi di pasta al forno. Questa catena è famosa per non avere le porzioni singole ma solo quelle doppie, triple o quadruple ed è quindi apprezzata dalle famiglie numerose o dai gruppi. La pasta forse non sarà come quella che mangiate a casa, ma almeno è commestibile!

Ristorante italoamericano 'Olive Garden' in USA. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Olive Garden è una catena di ristoranti italoamericani dove vi sconsigliamo di andare. Davvero.
Ristorante italoamericano 'Buca di Beppo' in USA. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La ‘Buca di Beppo’ è una catena di ristoranti italoamericani per famiglie e infatti non servono porzioni singole ma solo doppie, triple, quadruple…

Se poi proprio vi scappa di mangiare italiano, di ristoranti con la nostra cucina ne troverete millemila. Alcune volte, spendendo ovviamente di più, potreste anche trovarne alcuni che servono vero cibo italiano, anche se magari con ricette riviste per accordarsi con i prodotti che si trovano in zona.

La pizza

State calmi e non storcete il naso perché la pizza è un piatto internazionale, che vi piaccia o no!

La pizza, negli Stati Uniti, è diffusissima e le pizzerie abbondano ad ogni angolo di strada. Cerchiamo quindi di capire se mangiarla è qualcosa che possiamo/dobbiamo fare mentre siamo in giro per l’America.

Tanto per cominciare sappiate che sono moltissime le pizzerie che servono una pizza che sarà mediamente molto simile alla nostra. Non diciamo che siano eccelse o migliori ma semplicemente che sono normali pizze.

E’ però meglio conoscere la pizza americana prima di affrontarla perché noi siamo abituati a cose diverse, tipo pizza alta, bassa, cornicioni, pinse… mentre in America i tipi di pizza sono differenti e hanno altri nomi.

Per esempio la pizza di Chicago è altissima e sembra più una torta che una pizza. Un po’ come le pizze in teglia da noi ma ancora più alta! Quella di Detroit invece è quadrata e ricoperta di pepperoni. Non peperoni, gente! Sono Pepperoni! Questo equivoco sul nome vale tanto per gli americani in vacanza in Italia, tanto per noi quando siamo negli Stati Uniti: con pepperoni gli americani intendono il salame piccante. Ricordatevelo!

In alcuni posti poi, invece di ordinare una pizza medium o large (o extralarge) potreste anche trovare il diametro in pollici. Per quello c’è bisogno di un po’ di calcoli perché la conversione pollici/cm non ci viene naturale!

Il taglio della pizza è un altro shock culturale perché, come si vede in ogni film, negli States arriva sempre già tagliata! A noi fa davvero strano ma da loro usa così!

Insomma, negli Stati Uniti anche la pizza è diversa! A nostro parere vale la pena assaggiarla ma questo non vuol dire che la Kry abbia già perdonato il Teo per aver voluto ordinare la pizza all’ananas… e per aver detto che era buona!

Pizza americana all'ananas in USA. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La pizza in alto è quella del Teo (all’ananas!!!) quella piccola è una normale pizza presa dalla Kry.

Bevande e alcolici

Che negli Stati Uniti ci sia una serie infinita di bevande più o meno gassate e più o meno zuccherine si sa. Si sa anche che i gusti sono spesso per noi improponibili e vanno dalla Cherry Coke al rabarbaro.

Il Teo si diverte un mondo ad assaggiare tutti i gusti più strampalati che incontra mentre la Kry preferisce attenersi all’acqua.

In ogni posto dove vi fermerete a mangiare vi verrà portata gratuitamente una brocca di acqua del rubinetto. E’ perfettamente potabile, questo sì, ma per noi italiani abituati all’acqua in bottiglia modello ‘altissima, purissima’ il sapore è… meh! Non dei migliori, diciamo così.

Ovviamente l’acqua in bottiglia ve la faranno pagare ben di più di quello a cui siamo abituati. E’ per questo che spesso ci siamo fermati al primo supermercato e ne abbiamo comprato diversi galloni da tenere in auto per ogni evenienza.

Va notato che non abbiamo usato la parola galloni a caso perché qui ci sono davvero bottiglie di acqua, latte o succo di frutta da un gallone (3,7 litri).

Per quanto riguarda invece gli alcolici, dovete ricordavi di tenere a portata di mano il passaporto quando ordinate perché ve lo chiederanno sempre, per accertarsi che abbiate l’età per bere che qui è 21 anni! Noi continuiamo a pensare che sia strano che chiedano i documenti anche a chi palesemente ha ben più di vent’anni ma di legge lo devono fare, quindi rassegnatevi.

Sweet Home Alabama (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Avete presente quei film dove si vedono persone sedute in veranda su sedie di legno negli Stati Uniti? Ecco, in Alabama lo sanno che quelle sedie sono il simbolo del loro paese!
Florida State Cavern (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Negli Stati Uniti tutto è spettacolare, anche le Florida State Cavern tutte illuminate di colori diversi!

Per quanto riguarda il vino e la birra, ci sono ottime marche di entrambi negli States quindi potete sperimentare in tutta tranquillità. Anche con i distillati va tutto bene mentre i cocktail… quelli sono un dramma!

Noi siamo abituati a cocktail preparati da un barista che ci mette CURA E AMORE e ce li serve in bicchieri di vetro che spesso sono stati riscaldati o raffreddati alla bisogna! Questa cosa dei cocktail che vengono versati in bicchieri di plastica da macchinette della granita a noi non ci va proprio giù!

Non conta che siate a New Orleans o a Las Vegas e che i bicchieri siano da un litro o da cinque: il fatto che quella roba sia già mischiata, e che se contiene un qualche genere di succo di frutta abbia per forza un sapore chimico, li rende dei beveroni imbevibili!

Il problema è che in moltissimi locali i cocktail saranno imbevibili. Osservate bene i bicchieri dei vostri vicini prima di ordinare e se non siete certi prendete una birra!

Uh, già! Parlando di birra qui imperversa la Bud Light, che non è light nel senso di analcolica ma perché ha meno calorie. I piatti sono immensi, le bibite zuccherate sono più bevute dell’acqua e poi mi togli le calorie dalla birra? Son misteri, altro che gli Ufo dell’area 51!

Il Seminole Hard Rock Hotel & Casino in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Dopo aver invaso ogni città con i suoi café, ora l’Hard Rock si propone anche in versione Hotel & Casino con questa forma sobria ed elegante!

Moneta e pagamenti

Va bene, questi hanno i dollari. Lo sappiamo perché ce lo ha insegnato Sergio Leone  con la sua ‘trilogia del dollaro’ tra cui, appunto, ‘per un pugno di dollari’.

Sappiamo anche, a grandi linee, che sopra ai dollari ci stanno i presidenti americani. Quali siano però rimane per noi un mistero perché l’unico di cui ci ricordiamo è Lincoln grazie a “Abramo Lincoln: vampire hunter” cosa che, in effetti, non ci fa tanto onore.

Resta il fatto che tanto negli States, come ormai in tanti paesi, si può viaggiare tranquillamente senza mai vedere i contanti e limitandosi a pagare tutto con carta, quindi chi siano i vari presidenti sulle banconote ha sempre meno importanza.

Ha importanza però il circuito della vostra carta di credito perché alcuni non sono molto utilizzati negli Stati Uniti e tra questi c’è… l’American Express!

Ebbene sì, questa carta non è così diffusa nel paese di cui porta il nome mentre il circuito che troverete un po’ dappertutto è quello della Visa.

Se però preferite viaggiare con delle prepagate per evitare problemi in caso di furto/smarrimento, noi ci siamo trovati abbastanza bene anche con la postepay evolution che si appoggia al circuito Mastercard e che abbiamo usato sia per pagare che per ritirare i contanti in vari bancomat.

A proposito di bancomat, ricordatevi che negli States non dovrete fare la fatica di cercarli nelle banche perché ne troverete in quasi ogni minimarket che incrocerete.

Le commissioni per il ritiro di contanti però sono sempre alte e anche qui, come in altri paesi, vige la regola di controllare sempre quanto vi faranno pagare. Ricordate anche che, spessissimo, la cosa più conveniente da fare è rifiutare la conversione dollaro/euro quando il bancomat ve la propone!

Per i più smemorati mettiamo anche un’altra nota: i bancomat si chiamano ATM, quindi se vedere una macchinetta con sopra quella scritta, è il bancomat!

Trasporti

Gli americani si muovono in auto e questo non è un mito ma una realtà di fatto.

Certo, in alcune grandi città come New York o San Francisco potrete agevolmente muovervi con le metropolitane o con i mezzi pubblici ma se invece volete esplorare in giro, il modo migliore è noleggiare un’auto.

Non dovete per forza fare come il Teo e noleggiare il modello di Mustang che solo la Hertz può darvi per parcheggiare nei posti riservati alle Mustang davanti ai locali (sì, in alcuni posti Mustang e Harley hanno posti riservati!) ma un’auto vi sarà di certo comoda.

C’è poi da dire che siccome gli americani si spostano in auto e non gradiscono camminare, i parcheggi sono ovunque e sono grandi e spaziosi, così non dovrete imprecare in varie lingue per trovare un posto.

L’unico neo dei parcheggi è che molti si pagano con un’app che non è disponibile negli App Store di uno Smartphone europeo.

Statua 'Thrive' di Daniel Popper a Fort Lauderdale (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
La statua ‘Thrive’ dell’artista Daniel Popper si trova a Fort Lauderdale e abbellisce l’ingresso di un centro commerciale.

Noi abbiamo aggirato il problema aprendo il browser da telefono e pagando direttamente sui vari portali ma il processo può essere un po’ macchinoso.

Un altro dramma dei parcheggi è che bisogna ricordarsi di parcheggiare sempre di punta perché è vietato parcheggiare in retro. Negli Stati Uniti le auto non hanno la targa anteriore ma solo quella posteriore che, per facilitare i controlli, deve essere sempre verso la corsia esterna del parcheggio!

Le autostrade, che qui sono highway, sono gratuite quasi ovunque ma state attenti, perché quel ‘quasi’ potrebbe fregarvi!

La cosa più comoda da fare è informarsi prima se ci sono highway a pagamento sul vostro percorso e, nel caso, chiedere all’autonoleggio il corrispettivo del nostro telepass.

Noi in Florida abbiamo usato il Sunpass che vuol dire semplicemente che la targa dell’auto è registrata dal servizio e quando si usano le highway a pagamento una telecamera controllerà che l’auto sia autorizzata.

La cosa che invece ci abbiamo messo un po’ a capire sono state le corsie a pagamento.

Noi eravamo lì, su una strada immensa ma completamente intasata, e ad un certo punto abbiamo notato che la corsia più a sinistra era deserta.

Da italiani ci siamo istintivamente mossi verso quella direzione e solo una volta imboccata la corsia ci siamo chiesti perché così in pochi la stessero usando. Solo dopo abbiamo capito che era una specie di ‘salta la fila’ che funzionava con lo stesso Sunpass delle tratte a pagamento!

Statua 'Pegasus & Dragon' a Gulfstream Park in Florida (USA). Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism
Questa statua enorme di un pegaso che combatte un drago, con i suoi 34 metri è la terza più alta grande degli USA. Non commemora nulla di particolare ma è solo decorativa!

Lingua

Qui dovrebbe essere facile: negli Stati Uniti si parla inglese, giusto?

Sni. Diciamo che per noi, che magari già non siamo fluentissimi in inglese, anche solo gli accenti possono essere problematici. In alcuni casi nel sud degli States ci siamo proprio ritrovati a non capire un’accidenti di niente.

E’ sempre possibile chiedere gentilmente di ripetere ma capite che, quando vi trovate in mezzo a un tour guidato, non sempre è educato interrompere la guida ad ogni frase. Per questo motivo vi consigliamo, dove possibile, di prendere delle audio guide. Anche se non fossero disponibili in italiano, quelle in inglese di solito sono registrate da persone senza particolari inflessioni quindi sono mediamente più comprensibili che una guida local con un pesante accento!

C’è poi il fatto che ci sono moltissimi immigrati che parlano un inglese misto alla loro lingua madre, esattamente come noi, e qui comprendersi può diventare un po’ spinosetto. Ringraziamo tanto il fatto che a gesti e disegnini alla fine qualcosa si riesce a capire!

E per finire ci sono posti come la Florida dove lo spagnolo se la gioca con l’inglese come prima lingua più parlata. Qui per noi italiani è un dramma perché, per qualche strana ragione, narra leggenda che gli italiani campiscano lo spagnolo. Ehm… noi a spagnolo stiamo sottozero e in alcuni casi ci è proprio dispiaciuto dover dire a persone benintenzionate che avremmo preferito l’inglese allo spagnolo!

Per tutto il resto c’è il google traduttore!

Clima

Avete ben presente gli Stati Uniti? Sono tantissimi e spaziano dall’Alaska alle Hawaii!

Noi cosa possiamo saperne di che clima fa nello stato che volete visitare? Al massimo possiamo dirvi che la California va dal caldo al freddo a seconda che andiate a nord o a sud (Eh! La scoperta dell’acqua calda, prorio!), che il Nevada è desertico, secchissimo e caldo tutto l’anno mentre la Florida è subtropicale, calda e spesso umidissima.

Insomma, negli Stati Uniti il clima varia tantissimo a seconda dei posti, quindi per ognuno dovrete studiarvi bene cosa mettere in valigia perché di certo un piumino in Texas non lo indosserete mai!

18 commenti

  1. Per la mancanza del bidet sono abituata! Non essendo italiana al 100% sono cresciuta con questa “mancanza” così come ho avuto la fortuna di abituarmi ad abitudine alimentare diverse!
    Adoro il caffè americano per esempio!!!
    Però devo ammettere che mi fa un po’ di rabbia vedere dei piatti italiani storpiati cosicché quando arrivano in Italia si aspettano piatti come la carbonara con la panna!!!!

    1. Allora, ammetto che per noi il bidet è davvero una mancanza fastidiosissima mentre il Teo ama il caffè americano più di quello italiano (la Kry no… è integralista).
      Invece non ci danno nessun fastidio le ricette italiane rivisitate quando il prodotto finito è buono… se però fa schifo non pensiamo che il problema sia la ricetta ma gli ingredienti o gli accostamenti usati!

  2. La cosa più terribile secondo me? La mancanza di bidè! Per il resto, no problem, faccio tutto, bevo tutto, mangio tutto… ma col sedere possibilmente lavato! E allora doccia!

    1. Infatti ormai, ogni volta che qualcuno in vacanza deve andare in bagno, dice “Vado a fare una doccia!”🤣

  3. Come sempre non c’è tuo articolo in cui io non finisca con le lacrime agli occhi! In questo poi mi ci rivedo tantissimo.

    1. Sarà colpa del dramma della Santa Trinità dell’italiano in vacanza!🤣

  4. Sono stata solo una volta negli States, precisamente a New York, e posso confermare praticamente tutto ciò che avete scritto: una considerazione, all’estero non mi sognerei mai di mangiare italiano a meno che non sia davvero disperata perché il confronto con la nostra cucina non regge mai. Gli americani poi hanno uno strano rapporto con la cucina italiana e pensano di averla inventata in parte loro (pensiamo alla pizza, sacrilegio) quindi no, grazie!

    1. Non devi intenderla come cucina italiana! Loro hanno ormai una grande tradizione di cucina italoamericana!
      A New Orleans una delle specialità è la Muffuletta che è vagamente ispirata a quella siciliana ma, nella sua rivisitazione, è tipica della città della Louisiana e per questo va assaggiata, no?

  5. In generale, quando viaggio, non mi lamento molto nè per la mancanza del bidet nè per il cibo, anche se in certi paesi dell’Asia mi trovo un pò in difficoltà per il cibo troppo piccante. Ma del caffè mi lamento eccome, io ne sono dipendente e quindi mi manca molto il mio espresso. Però devo dire che ultimamente il caffè bevibile si trova abbastanza facilmente negli USA, anche se costa un rene!

    1. Io posso sopravvivere a tutto ma senza caffè al mattino non garantisco per l’incolumità dei miei compagni di viaggio, perchè sono un filo cattiva quando sono in astinenza!
      Per ovviare al problema viaggiamo sempre con caffettiera da campeggio e caffè ma in casi estremi mi accontento anche della Coca Cola!

  6. Com’è andata con la pizza all’ananas, vi è piaciuta? Io all’estero non prendo quasi mai il caffè espresso, cerco di lasciar stare certi stereotipi e lanciarmi nella cultura del luogo, come ogni viaggiatore dovrebbe fare anche se per noi italiani sul cibo è difficile perché siamo abbastanza integralisti da quello che ho notato.

    1. Qui è la Kry che risponde. Il Teo, che è eretico e gli verrà strappato il passaporto italiano, ama la pizza all’ananas!
      Io invece ho davvero una dipendenza da caffé e sì, se possibile preferisco l’espresso ma la verità è che, in mancanza di alternative, va bene tutto, basta che ci sia della caffeina dentro! Accetto pure la Coca Cola, figurati!

  7. Che bello, un altro articolo sullo shock culturale! Come sempre, tutto molto divertente e tutto molto vero. In tanti anni e in tanti viaggi, non ho mai visto un bidet in un hotel americano, anche quando per il mio vecchio lavoro mi è capitato di soggiornare in strutture a quattro stelle.
    La pizza l’ho provata diverse volte perché tanti americani sostengono che sia stata inventata a Brooklyn, e devo ammettere che in diverse occasioni l’ho trovata più buona di tante pizze che si possono mangiare nella mia città!
    Fa sempre piacere vedersi chiedere i documenti per ordinare da bere, anche quando come me hai il doppio degli anni 😂

    1. Io lo so che i documenti li chiedono a tutti ma per chi come noi non ci è abituata, è sempre piuttosto lusinghiero! 🤣

  8. Il caffé anche per me è sempre una fortissima mancanza, dovunque e soprattutto negli USA dove è veramente imbevibile. Per il resto è sempre divertente quanto l’italian sound del cibo sia spesso una grande delusione per noi che italiani lo siamo davvero. Io in America evito come la peste i ristoranti italiani e le pizzerie e se non ci sono piatti speciali come succede nel Sud, mi lancio sui locali etnici, di solito dai libanesi si mangia benissimo

    1. Anni fa la pensavo come te ma con il tempo mi sono convinta che certi piatti italoamericani, che in Italia non sappiamo nemmeno cosa siano, siano ormai talmente tipici degli Stati Uniti da doverli assaggiare assolutamente!

  9. La mia regola quando viaggio è di provare sempre cibo e bevande locali, quindi io sto solitamente lontano da caffè e cibo italiano. In un paese davvero multietnico come gli USA, ci sono tantissime cose da provare… e ovviamente lasciamo il bidet a casa e facciamocene una ragione

    1. Di regola ti daremmo ragione ma gli States fanno un po’ casa per conto loro perchè la cucina italoamericana è ormai diventata tipica di alcuni posti allo stesso modo delle cucine qualcosaamericano, quindi va assaggiata assolutamente!

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