Torii giapponese a Tokyo. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".

La Santa Trinità dell’italiano in vacanza: caffè, bidet, cibo

Gli shock culturali di noi poveri italiani in viaggio Giappone sono chiaramente tanti, oseremmo dire tantissimi, e ad ogni nuovo viaggio ci scopriamo sempre più affascinati da questo posto che ci riserva sempre tante sorprese.

Come sempre cominciamo parlando delle cose che più interessano l’italiano in vacanza ovunque, la solita Sacra Trinità che il Giappone sembra pronto a soddisfare in ogni aspetto senza farci mancare proprio nulla, manco l’introvabile bidet!

Il bianco oggetto del desiderio

Partiamo subito con il sanitario più raro al mondo e…

Gioia&Gaudio!

Il Giappone non ha il bidet ma ha il WASHLET!

Il washlet, per chi non lo sapesse, è una specie di sogno erotico per tutti gli italiani che tornano dal Giappone e che accarezzano la seducente idea di installarselo pure in casa propria.

E’ come un superbidet perché non solo ti ci puoi lavare ma ha anche mille altre funzioni, più o meno utili, che rendono i momenti intimi più confortevoli.

Per chi ancora non conoscesse questo oggetto quasi magico diciamo che è una normale tazza del wc con incorporata una cannetta che alla bisogna compare e spruzza acqua.

Questa è la base ma sulla tastiera di controllo, che ha più tasti della plancia dell’Enterprise, ci sono scelte di ogni tipo: dalla temperatura dell’acqua all’intensità del getto o la sua posizione. C’è poi tutta una serie di scelte accessorie come l’asse riscaldata e addirittura la possibilità di mettere un suono o una musica di sottofondo per ‘coprire’ i rumori molesti!

Il Teo come Super Mario all'arrivo in Giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Al nostro arrivo in Giappone il Teo si è subito trasformato…
Un washlet è tra gli shock culturali per chiunque visiti il Giappone! E' un wc con bidet. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Ed eccolo qui il “Bianco oggetto del desiderio”!

E questa meraviglia non la si trova solo in hotel di lusso ma ovunque, anche nei bagni pubblici!

Pensate che questa invenzione  non è manco davvero giapponese perché fu uno svizzero a idearla e un americano a perfezionarla ma, nonostante questo, in nessun posto al mondo ha avuto il dilagante successo che ha avuto in Giappone dove viene considerato un ‘bagno all’occidentale’, mentre i wc ‘alla giapponese’ sono le turche!

Sui bagni pubblici c’è poi da dire alcune cose, come per esempio che li si trova ovunque, dai supermercati alle metropolitane, sono gratuiti, sempre puliti e la carta igienica non manca mai!

In quasi tutti sono anche presenti dei dispenser di disinfettante in modo da poter pulire prima di uscire, per lasciare sempre tutto pronto per la persona che entrerà dopo di voi. Fatelo perché gli altri, per voi, lo hanno fatto!

Se poi siete in vacanza con figli piccoli e dovete andare in bagno ma non sapete dove metterli, non preoccupatevi perché i bagni dispongono, con tanto di disegnino sopra la porta per annunciarlo, di seggiolini interni dove poter sistemare gli infanti in sicurezza. E se i vostri figli sono un po’ più grandini, troveranno orinatoi e tazze ad altezza bimbi sia nei bagni degli uomini che in quelli delle donne.

Le stanze fasciatoio sono invece separate dai bagni ma anche in questo caso ne troverete ovunque, sempre pulitissime!

Onsen e Sentō

Le onsen altro non sono che dei bagni termali che si trovano un po’ ovunque e utilizzano le tantissime fondi di acqua termale di cui il Giappone è ricchissimo.

A parte alcune differenze che noi occidentali notiamo a malapena, sono uguali ai Sentō, i bagni pubblici che in realtà non usano acqua termale ma dove è possibile andare a lavarsi in tutta tranquillità e passare un po’ di tempo a mollo nell’acqua calda.

Che siano Onsen o Sentō questo genere di bagni è comunque diffusissimo in tutto il Giappone e non farete fatica a trovarne in giro.

In genere entrambi i posti funzionano così: si entra nudi e ci si lava per bene con un doccino mentre si sta comodamente seduti su degli sgabellini.

Dopo essersi lavati accuratamente si può entrare in grandi vasche di acqua calda e rimanere a finché non si è cotti a puntino e raggrinziti come un fico secco.

I comandi di un washlet anche se facili restano tra gli Shock culturali da affrontare. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Il pannello di controllo di un washlet può essere inizialmente un po’ difficile da comprendere…
Un appartamento in stile giapponese a Tokyo tra gli shock culturali dei viaggiatori. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Il nostro appartamento per il soggiorno a Tokyo… il poster di One Piece potrebbe essere stata uno dei fattori che ci hanno aiutato a sceglierlo…

L’unico neo per molti occidentali è che purtroppo in questi bagni è l’ingresso è vietato a chi ha tatuaggi. Se però sono piccoli alcuni posti tollerano che li copriate con dei cerotti mentre se avete delle grosse opere d’arte sulla vostra pelle vi toccherà prenotare in bagni privati che abbiano stanze separate da una o due persone e nelle quali potrete entrare senza problemi.

Un’altra soluzione per godervi i bagni giapponesi, che avete visto in milioni di cartoni animati, è quella di affittare un appartamento con il bagno tradizionale. Per questioni di spazio però questi saranno spesso dei bagni molto piccoli con delle cabine separate e comandate dalla solita tastiera con mille tasti.

Nel nostro caso il nostro bagno prevedeva funzioni come sauna e bagno turco incorporate che, pigiando un po’ a caso a causa dei tasti scritti in giapponese, siamo riusciti a far funzionare solo grazie alla fortuna del principiante.

Se preferite soggiornare in albergo ma non volete privarvi di questa esperienza, sappiate che esistono anche alberghi che hanno delle onsen o dei sentō interni, in modo da non farvi mancare proprio nulla!

Il caffè

Pensi al Giappone e subito ti viene in mente il tè ma la verità è che (Alleluia!) il caffè c’è ed è buono!

Si trovano tantissime caffetterie che hanno macchine italiane e che servono espressi più che dignitosi ma noi, da caffeinomani, vi consigliamo di provare anche i vari caffè giapponesi.

Caffè giapponese. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un caffè normale e uno freddo in un locale che fa caffè alla giapponese.
Un cappuccino in un bar a tema arcade a Tokyo. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un cappuccino e un macha latte in un bar a tema arcade.

In pratica il caffè viene messo in conetti di stoffa attraverso i quali viene lasciata scendere l’acqua bollente fino ad ottenere un buon caffè, nero e forte, che assomiglia un po’ al turco e viene servito in tazzine di grandezza, per noi italiani, normale.

In altri posti invece usano le caffettiere a sifone, quelle con le due sfere, spesso di vetro, che a noi sembrano funzionare per magia da quando le abbiamo viste la prima volta nel cartone animato ‘Occhi di gatto’. No, Teo, non ne compriamo una, smettila!

Caffè espresso italiano a Tokyo. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un caffè espresso italiano con tanto di bacio di dama a Tokyo lo si può trovare!

Anche il caffè freddo, che troverete ovunque e che viene servito in alti bicchieri di vetro, è spesso fatto in uno di questi modi. E’ buono, anche se un po’ allungato, ma tenete presente che qui non è uso mettere lo zucchero nel caffè, quindi se lo volete dovrete chiederlo!

Se poi proprio ve la vedete brutta e avete il bisogno urgente di alzare i vostri livelli di caffeina, i mille distributori di bevande, che troverete ad ogni angolo di strada (letteralmente), vi verranno in aiuto con mini lattine di caffè.

Ecco… quelle non le definiremmo dei buoni caffè ma in caso di astinenza va bene tutto… e nei combini (i piccoli supermercati aperti giorno e notte) trovate spesso anche le lattine riscaldate per non dovervelo bere freddo!

Un cibo, un posto

Se ci sono persone tra voi che traducono cucina giapponese = sushi, ricredetevi perché questo piatto, così in voga nel formato all you can eat dei ristoranti cino-giappo di tutta Italia, non è assolutamente così diffuso come si sarebbe erroneamente portati a credere.

In realtà il vero shock culturale sul cibo in Giappone è la settorialità. Non esistono ristoranti tipici che cucinano di tutto un po’ come succede da noi ma invece ogni posto è specializzato in un tipo specifico di piatti.

Vi faremo alcuni esempi, giusto per darvi l’idea, ma in generale sappiate che sono molti, molti di più.

Diciamo per esempio che voi siate come la Kry e non amiate il pesce. Vorrete quindi mangiare carne… dove andare?

Soba (spaghetti di grano saraceno) in Giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Soba (gli spaghetti) e Unagi (anguilla)
Gyoza giapponesi. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
I Gyoza (potremmo mangiarne dei quintali) sono dei tortelloni di carne cotti in piastra o a vapore.

Le soluzioni sono mille ma tra le più diffuse, divertenti e conviviali ci sono di certo i ristoranti BBQ dove ogni posto ha una sua griglia dove cuocere in autonomia i vari tipi di carne che sceglierete a menù.

Allo stesso modo potrete cercare anche un ristorante che faccia Shabu Shabu, ovvero dove  potrete cuocere la vostra carne (o le verdure) non su una griglia ma in una pentola con un brodo di vostra scelta, più o meno come si farebbe con una bourguignonne.

Ci sono poi ristoranti di tonkatsu, che altro non sono che cotolettone spesso servite con immense insalate di verza. O ristoranti specializzati in gyoza (delle specie di tortelloni ripieni di carne cotti a vapore o in griglia), okonomiyaki (frittate sulle quali potete scegliere di mettere di tutto), soba (spaghetti di grano saraceno cucinati in mille modi, caldi e freddi), unagi (anguilla… buonissima in ogni modo!), yakitori (spiedini) e moltissimi altri.

Lo vedi, lo mangi

Non l’abbiamo ancora citato ma un altro piatto facilissimo da trovare è il ramen (spaghetti in brodo con varie cose dentro)e la cosa divertente (e a volte un po’ esasperante) è che in molti posti lo si può ordinare prima di entrare, in apposite macchinette, componendolo come si vuole.

Anche qui c’è un piccolo shock culturale da superare perché da noi nessuno si sognerebbe mai di ordinare prima ancora di aver visto l’interno di un ristorante, perché la fiducia è scarsa… ma in Giappone tutto è pulitissimo e, soprattutto, a vista.

Tonkatsu (cotoletta giapponese). Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Il Tonkatsu è un cotolettone con una panatura BUONISSIMA!

La maggior parte delle cucine è proprio lì, davanti ai vostri occhi, e così i cuochi: non c’è trucco e non c’è inganno!

Piatti di cera nella vetrina di un ristorante in giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Piatti di cera nella vetrina di un ristorante
Ristorante a tema Harry Potter ai Warner Studio Tour. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Il bar a tema Harry Potter all’interno dei Warner Studio Tour Tokyo

Ordinare alle macchinette può essere divertente ma l’altro vero shock culturale è capire che i soldi vanno introdotti PRIMA di scegliere! Ci si fa un conto mentale di quanto si andrà a spendere e poi si inseriscono soldi sufficienti e si ordina. Le macchinette danno sempre il resto, tranquilli!

Un uovo a tema topolino a Disneysea Tokyo. I cibi a tema sono tra gli shock culturali da affrontare in Giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Le uova a Disneyland Tokyo sono diverse! Noi ci stiamo ancora chiedendo come hanno fatto… Magia?

Il ramen comunque è declinato in tantissime versioni e ogni zona del Giappone ha le proprie preferenze ma in generale lo troverete con fettine carne di diversi tipi, funghi, uova e verdure varie.

Moltissimi posti poi, sia che servano ramen o altre specialità, hanno posti a sedere a bancone. Non formalizzatevi perché qui è normale e non è particolarmente scomodo, anche grazie al fatto che spesso troverete ai vostri piedi degli appositi cestini in cui riporre borse e cappotti.

Se poi non sapete bene come potrebbe essere un piatto, in molti posti vi basterà guardare  le bellissime riproduzioni in cera che faranno da vetrina ai vari ristoranti. Ricordate che in Giappone ciò che vedete in quel piatto ‘finto’ sarà praticamente identico al piatto che vi verrà servito, a volte fino all’ultimo maniacale dettaglio!

Cibo a tema

Il fatto che il cibo in Giappone sia spesso anche esteticamente piacevole da guardare e presentato nel modo migliore non è un mito ma una realtà che, a volte, raggiunge picchi estremi.

Esistono infatti molti locali a tema con le serie più in voga del momento (siano esse di anime, videogiochi, film o quant’altro) e in questi posti anche i piatti e le bevande vengono curati in modo da essere in linea con il resto.

Noi per esempio abbiamo visitato il locale a tema ‘Monster Hunter’, un videogioco che prevede di cacciare enormi mostri, e i piatti che abbiamo ordinato erano rigorosamente in linea con tutto il resto dell’ambiente: coda di drago (roast beef su insalata di patate in crema d’aglio) e coda di viverna (arrosto con patate).

Anche il ristorante all’interno del Warner Bros Studio Tour serve piatti a tema con il mondo magico di Harry Potter: la meat pie con sopra la mappa dei malandrini aveva sul fondo del piatto la scritta ‘fatto il misfatto’ mentre i tra i dolci si potete scegliere tra una piccola Edvige con tanto di gabbia e il dolce dei mangiamorte con sopra un marchio nero in cioccolato!

Abbiamo apprezzato molto anche il cibo a tema nel ristorante del museo di Roppongi dove si teneva la mostra Evangelion Crossing Expo, con tanto di piccolo robot assolutamente edibile sopra!

Coda di drago nel locale a tema "Monster Hunter". I cibi a tema sono tra gli shock culturali da affrontare in Giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Piatto a forma di coda di drago nel locale a tema Monster Hunter.
Un piatto nel locale a tema Evangelion a Tokyo. I cibi a tema sono tra gli shock culturali da affrontare in Giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Un piatto a tema Evangelion nel bar del museo di Roppongi

Vogliamo poi citare anche il locale di Cinnamon Roll, il simpatico personaggio della Sanrio, dove anche il manzo alla stroganoff può diventare qualcosa di molto diverso!

I locali di questo tipo sono tantissimi e tra i più famosi vogliamo citare l’Eorzea Cafe a tema Final Fantasy, il Pokemon Cafè, quello dedicato ai Peanuts e quello di Alice nel paese delle meraviglie. E questa è sola punta dell’iceberg perché in molti casi potrete trovare anche ristoranti pop-up che apriranno e chiuderanno in breve tempo in concomitanza di vari eventi, come è capitato a noi sia per quello di Evangelion che per quello di Lamù.

Insomma… in Giappone si mangia sempre prima con gli occhi!

Giappone da bere

Sul bere in Giappone c’è molto da dire. Innanzi tutto quando vi siederete in un bar, caffetteria o ristorante vi verrà sempre portato gratuitamente da bere. Spesso sarà acqua del rubinetto freddissima o, più raramente, del tè. L’acqua del rubinetto ha un pessimo sapore ma in fondo è il gesto che conta, no?

I Giapponesi poi, visto che in molte zone il caldo umido è micidiale, tendono a bere poco e spesso durante la giornata. Non stupitevi quindi se troverete bicchieri molto piccoli e se in diversi posti anche la birra in bottiglie grandi verrà accompagnata da bicchieri piccoli.

Il sakè non è così diffuso come potreste pensare e non lo servono dappertutto mentre è abbastanza facile trovare la birra.

Sulle bevande analcoliche poi si apre un mondo molto vasto e che in certi casi, se non siete il Teo che osa tutto, è meglio non indagare troppo da vicino perché sono spesso dolcissime al limite della sopportazione.

Trovare l’acqua in bottiglia invece non è così facile perché, a dispetto del numero esorbitante dei distributori automatici, in molti casi ciò che potrebbe sembrarvi acqua sarà qualcosa di arricchito con vari integratori.

Come per i bicchieri poi, anche le bottigliette sono spesso in dimensioni ridotte e non sempre è possibile buttarle dopo averle finite perché… i cestini della spazzatura non ci sono!

La norma è che ognuno debba smaltirsi la propria spazzatura portandosela a casa ma ne siete in giro potrete usare i cestini che si trovano sempre nei combini o quelli a disposizione, per le sole lattine e bottigliette, di fianco ad alcuni distributori.

Un dolce a tema Mangiamorte (Harry Potter) ai Warner Studio Tour di Tokyo. I cibi a tema sono tra gli shock culturali da affrontare in Giappone. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Il dolce a tema Mangiamorte nel ristorante dei Warner Studio Tour a Tokyo.
Float nel locale a tema Lamù a Tokyo. Foto su "Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri".
Float (ovvero un’orribile bevanda zuccherata con panna montata) nel bar a tema Lamù.

Un’altra cosa per noi aberrate sono i float: le bibite gassate servite con dentro il gelato. Le si trova in alcuni posti anche da noi ma quasi sempre con la Coca Cola, mentre in Giappone li troverete con le bibite più assurde, in colori fluorescenti e spesso così dolci da cariarvi anche l’anima.

Tutto il resto…

Visto che il Giappone è un paese così diverso dal nostro e che in questo articolo ci siamo già dilungati parecchio solo per parlarvi della Sacra Trinità dell’italiano in vacanza, abbiamo deciso di dividere in due parti il racconto dei nostri shock culturali e dei nostri suggerimenti poco seri.

Aspettatevi quindi un altro articolo la prossima settimana per parlare di tutto quello che non abbiamo messo qui sopra.

Vi parleremo del clima umido del Sol Levante, della sua lingua incomprensibile e dalla sua scrittura ancora più astrusa, di come pagare tutte le varie cose che potreste volervi portare a casa e di come spostarvi da un posto all’altro.

Oltre a tutto questo vi parleremo di una cosa che ci sta davvero molto a cuore: LE ZONE FUMATORI!

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Per approfondire:

20 commenti

  1. ahahaah è assurdo ma vero, gli italiani cercano ovunque i bidet e quando non li trovano pensano che la gente non si lavi, sarà che io vivo in Asia da tanto e mi sono abituata a bagni con fontanelle incorporate, camere minuscole, a cibo strambo e spesso dagli ingredienti sconosciuti

    1. Ti dirò, le fontanello mi vanno bene… è l’assenza di un metodo per lavarsi che non riesco a gestire!😂

  2. Io impazzisco a leggere queste cose perché il Giappone è un mio grande sogno da molti anni ma il budget non è mai stato a mio favore!
    Proverei ogni cosa di quelle descritte!
    Potrei rimanere fregata sui bagni termali però!
    Grazie per avermi fatto sognare un po’!

    1. Ora ti sveliamo un segreto non tanto segreto: abbiamo volato con Air China e abbiamo speso molto meno di quanto avremmo speso con qualunque altra compagnia aerea!
      L’unica pecca rispetto ad altri voli così lunghi era che l’intrattenimento a bordo, in italiano, era scarso. Noi però lo sapevamo e ci siamo portati serie tv e libri da casa…
      Prova a guardare bene, perchè il Giappone non costa quanto potresti credere, anzi!

  3. Non sono stata in Giappone, conoscevo alcuni degli elementi/ situazioni descritte ma leggerli sotto la vostra lente è stato coinvolgente oltre che divertente! Questa cosa dei tatuaggi proprio non la riesco a digerire anche se ha un suo perché. La vostra camera/appartamento carinissima!

    1. I tatuaggi non sono più così malvisti come in passato ma resta ancora diffuso il divieto nelle onsen. Dopotutto posto che vai etc…

  4. Adoro il Giappone proprio per i suoi contrasti, tradizione e modernità estrema che si amalgamano benissimo. I bagni stupiscono sempre al primao viaggio in Giappone, ma anche il cibo mi ha piacevolmente impressionato, insomma da tornare in Giappone il prima possibile per confrontarci ancora con questa realtà

    1. Ah, noi ripartiremmo quasi subito… giusto il tempo di farci passare il mal di piedi!🤣

  5. L’unica cosa che mi frena dal programmare un viaggio in Giappone è il volo con scalo: vista la mia recente disavventura con un volo intercontinentale, probabilmente finirei “spiaggiata” in qualche aeroporto tipo Monaco senza mai arrivare a destinazione. Per cui per i prossimi mesi mi limiterò a conoscere questo paese grazie ai vostri articoli. Il WC penso sarebbe una delle prime cose che vorrei vedere dal vivo! Peccato per le onsen, perché sia io che il mio compagno abbiamo tatuaggi che difficilmente si possono coprire con qualche cerotto, per cui dovrei “ripiegare” su quelle private. Ottimo sapere che non si mangia solo pesce perché a me il sushi proprio non piace!

    1. Se può aiutare noi abbiamo provato i voli low cost di Air China e ci siamo trovati benissimo. Lo scalo era a Shangai e appena siamo scesi dall’aereo un gentile addetto ci ha fatto attraversare tutto l’immenso aereoporto per portarci agli sportelli giusti per il reimbarco verso il Giappone senza nessun intoppo.
      L’unico neo è che l’intrattenimento a bordo in italiano è quasi del tutto assente ma, sapendolo, ci eravamo attrazzati con libri, serie e film su smartphone.

  6. Molto divertenti le abitudini giapponesi ed è bello scoprirle on site! Il wc con tanto di doccetta e tastierino l’ho trovato anche in america ma non mi sono proprio cimentata con le prove. Invece sul fatto dei ristoranti a tema mi hai risolto un dubbio. Ho appena terminato un romanzo ambientato a Tokio dove il protagonista porta la sua innamorata sempre nello stesso “ristorante di tempura” e non capivo perché lo specificasse. Ora so e vi ringrazio!

    1. A prima vista non sembra ma sai il dramma quando a te va di mangiare tonkatsu e all’altro va il ramen? Ad ogni pasto si aveva una mediazione che poco mancava dovessimo chiamare l’avvocato!😂

  7. La mia voglia di visitare il Giappone continua a salire ogni volta che leggo qualcosa di questo paese, anche se la cosa dell’acqua in bottiglia introvabile mi sconvolge. Invece, sono grata del vostro consiglio del prenotare le onsen private per una o due persone. Essendo io portatrice sana di tatuaggi piccoli e Marco portatore sano di tatuaggi nerd enormi su qualsiasi arto ha a disposizione, sarebbe difficile che qualcuno ci faccia entrare. Anche le onsen degli hotel non le avevo mai valutate!

    1. Il Giappone è l’unico posto dove la scelta dell’alloggio ci rende maniacali! Negli altri paesi non ci interessa molto, perchè tanto ci basta un posto dove dormire, ma in Giappone certi extra come le onsen interne e sopratutto le metrature delle camere, li valutiamo con scrupolossissima attenzione!

  8. Ma come, la Kry non mangia pesce?? Io nei 16 giorni che siamo stati in Giappone credo di essermi strafogata di pesce praticamente ogni santo giorno, ancora un po’ e mi sarebbero spuntate le branchie. Ti giuro che tornerei lì anche solo per quello (anche se in realtà ci eravamo amdati per la fioritura dei ciliegi, e pure quella non è male ;) ). In compenso non ho provato gli onsen. DEVO tornare anche per quello!

    1. La Kry è figlia di pescatori/funghisti che l’hanno strafogata di pesci e funghi fin da piccola e… il troppo stroppia! 😂
      In compenso le onsen sono un’esperienza meravigliosamente rilassante quindi noi concordiamo: ti tocca tornarci!

  9. “Noi per esempio abbiamo visitato il locale a tema ‘Monster Hunter’, un videogioco che prevede di cacciare enormi mostri, e i piatti che abbiamo ordinato erano rigorosamente in linea con tutto il resto dell’ambiente” – DITEMI DOVE SI TROVAAAAA!
    Come saprete io e Uomo Moribondo il prossimo anno convoleremo a nozze e il nostro viaggio di nozze sarà proprio in Giappone dunque tutto ciò che è nerd, riguarda Final Fantasy, Monster Hunter, Devil May Cry e compagnia cantante CI INTERESSA!

    1. Ovviamente il ristorante di Monster Hunter si trova ad Akihabara e, per massima comodità, nello stesso palazzo di quello di Final Fantasy (da non confondere con lo Square Enix cafè)!
      Il problema è che non sei l’unica appassionata quindi, se vuoi un consiglio, passa al mattino e prenota in reception all’ingresso un tavolo per il pranzo, la cena, la merenda o quello che vuoi, così non dovrai aspettare!
      L’unico Devil May Cry che avevo visto in rete invece era la tematizzazione del capcom cafè… ma era un pop-up cafè e quando siamo andati noi aveva già chiuso… ti conviene cercarti prima i vari pop-up perchè quelli spuntano come funghi dall’oggi al domani, maledetti!

  10. L’aspetto del cibo è stato un’esperienza fantastica in Giappone, ristoranti a tema hanno fatto la gioia dei bambini. Personalmente ho adorato tantissimo i ristoranti dedicati ai ramen, nelle sere un po’ più fresche di primavera erano sempre una scelta perfetta! Ci vorrebbe comunque la possibilità di vedi e scegli!

    1. In effetti il fatto che il ramen sia quasi sempre una ‘scelta alla cieca’ è davvero strano visto che tutti gli altri piatti sono esposti in mille modi diversi tutti da guardare… forse è solo che, come per noi la pasta, per i giapponesi quello è un piatto scontato!

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