Anolini di pasta fresca alla 'Trattoria da Anna'. Dove mangiare alla Cornaccina (Medesano) sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.

Trattoria da Anna in località Cornaccina

AIUTO! Abbiamo dei grossi problemi con NAS, la nostra Assistente Inesistente, e così abbiamo dovuto seguire il suo Nasono AnnuSone fino alla Trattoria da Anna alla Cornaccina!

Qui è la Kry che vi scrive per raccontarvi degli ultimi problemi con NAS, una delle nostre Assistenti Inesistenti.

Dovete sapere che NAS è composta di parti diverse, come un Lego, e per assemblarla abbiamo ordinato pezzi anche da fuori provincia, senza pensare che questo avrebbe causare dei danni alla sua integrità gastronomica.

Ci sono cose che per noi di Parma sono perfettamente normali e che, invece, mandano in tilt la nostra NAS, come ad esempio le ricette tipiche.

Abbiamo provato ad addestrare il suo software in ogni modo ma l’unico risultato che ne è uscito è stato quello di farci bollare come ‘gastronazisti’.

Ormai disperati abbiamo pensato di chiedervi aiuto.

Cerchiamo qualcuno che sia in grado di spiegare a NAS l’etichetta giusta per affrontare gli anolini.

Gli anolini sono una pasta ripiena che si mangia in brodo, e rappresentano la summa massima del piatto tipico natalizio della provincia di Parma (d’estate invece se la giocano con i tortelli d’erbetta).

NAS, l'assistente inesistente, presenta una zuppiera di anolini della Trattoria da Anna a Medesano (Parma). Immagine sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri
Dai NAS! Cerca di capire che hai in mano l’AMBROSIA!

Detto questo cerchiamo di delinearvi il problema: NAS è poligastronomica e non capisce che gli anolini non sono agnolotti o cappellacci… per lei basta che si mangi! A Parma però gli anolini al massimo li si può paragonare all’ambrosia e tutto il resto è eresia.

Questo è il punto uno dell’etichetta gastronomica dell’anolino ma ce ne sono altri.

L’anolino è una questione di famiglia. Ogni famiglia li fa a modo suo e ognuna ha la ricetta migliore. Questo è insindacabile. Chiedere la ricetta vuol dire infilarsi in un ginepraio che nessuno dotato di buon senso vuole affrontare.

Eggià, perché l’anolino può essere di carne ma anche non esserlo. Se è di carne allora è asinina… o forse no! Se non è di carne è di formaggio. Qui abbiamo un’unica certezza: il formaggio a Parma è uno solo, il Parmigiano Reggiano! Ci sono però tantissime stagionature diverse e ognuno ha le sue preferenze…

Anolini di pasta fresca in brodo alla 'Trattoria da Anna'. Dove mangiare alla Cornaccina (Medesano) sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Chi non vorrebbe una zuppiera così? 🧡

E la forma degli anolini? Come glielo spieghiamo a NAS che qui si può arrivare alle mani anche solo sul diametro esatto dell’anolino?

Non inoltriamoci nemmeno in questioni di fede come il brodo di terza, il vago sentore di noce moscata o lo spessore della pasta… cercate di capirci: qui si litiga anche sulla marca ideale della farina da usare o sul numero di uova necessarie per la pasta, sulla loro grandezza, colore, provenienza…

L’eresia, in questo contesto, è dietro l’angolo e quindi l’anolino va affrontato con le dovute cautele e seguendo regole precise.

La prima regola è: se non sei di Parma astieniti dal discutere. Punto.

La seconda è: se vedi una persona di Parma e una di Fidenza che litigano sulla ricetta degli anolini e tu vieni da fuori provincia, TACI! NASCONDITI! FINGITI UN ASIN… ehm… no, l’asino no che ti stracottiamo in un lampo (corrispondente a 6/8 comode orette).

Quindi questo è il problema. Qualcuno sa come possiamo risolverlo?

Ciao gente!

Sono NAS e voglio tranquillizzarvi: ho trovato un modo fantastico per auto-ripararmi.

Siccome non riesco a capire le sfumature dell’anolino e nemmeno la sua labirintica etichetta, ho deciso che li assaggerò tutti e mi formerò una mia opinione non legata alle bislacche tradizioni famigliari locali!

Per cominciare al meglio questa indagine altamente scientifica il mio Nasone AnnuSone ci ha portati su una strada fuori città, in un posto dove forse non ci si aspetterebbe di trovare una trattoria e invece, quasi dal nulla, in una remota località di nome ‘Cornaccina’, compare un’insegna che già dall’esterno la dice lunga.

La vedete quella zuppiera lì disegnata sul muro? Quella mica la usano per servire la zuppa!

E qui, per la prima volta nella mia vita di Nasone AnnuSone vengo redarguita pesantemente perché, a quanto pare, ho sbagliato tutto!

La Trattoria da Anna, infatti, è famosa per avere sempre in menù, estate e inverno, i “Cappelletti come se piovesse”, ovvero in doppia porzione! In questo posto, per giunta, non solo i cappelletti sono fatti a mano  usando la ricetta di famiglia, ma tutta la pasta in menù è fatta in casa.

E allora? Dov’è il problema?

Il problema è che quei due gastronazisti del Teo e della Kry ci tengono proprio a spiegarmi (prolissamente) che questi sono cappelletti e non i classici anolini! Seee… ho ascoltato con mezzo orecchio perché io ero già sulla porta con il NASone che fremeva!

'Trattoria da Anna' . Dove mangiare alla Cornaccina (Medesano) sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Ecco comparire dal nulla un’insegna che fa fremere il mio NASone!
La zuppiera degli anolini a Parma. Dove mangiare alla Cornaccina (Medesano - Parma) sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
La zuppiera è anche il logo della ‘Trattoria da Anna’ e fa bella mostra di sé su tutti i menù!

Mi accorgo in fretta però che qui sono tutti gastronazisti e infatti già sul menù della Trattoria da Anna ci sono scritte le specifiche del cappelletto, compreso il fatto che il ripieno contenga tre stagionature diverse di Parmigiano Reggiano.

Ommmm… Ommm… scusate, cerco di essere zen mentre qui si dilungano nella spiegazione sulla diversità delle stagionature del formaggio con tanto di schemi e diagrammi.

Che poi, dopo tutta questa storia, vedo che in menù hanno pure i cappelletti non in brodo ma al sugo!

Non l’avessi mai fatto notare! E’ partito un nuovo spiegone!

Sì, sì, ho capito! Va bene prendere i cappelletti pasticciati una volta ogni tanto in trattoria ma a casa, per Natale, devono essere anolini in brodo se no tutti i parenti ti toglieranno il saluto per almeno un anno… solo a me non sembra una così brutta cosa?

Finalmente arrivano i piatti e tutti quelli che hanno ordinato i ‘Cappelletti come se piovesse’ si vedono arrivare in tavola direttamente la zuppiera! FAVOLOSO!

Va bene. Li assaggio e…

Oh, io sarò difettosa ma questi cappelletti sono buonissimi!

Mi guardo intorno con circospezione perché qui una parola sbagliata può scatenare l’inferno. Tutto bene. Pare che piacciano anche agli altri commensali!

E poi lo vedo: il Teo afferra la bottiglia di lambrusco e, invece di versarlo nel bicchiere, mette il vino nella sua zuppiera!

Inorridisco e mi va di traverso un cappelletto soffocandomi. COFF… COFF…

Penso che a questo punto stia per scattare la terza guerra mondiale con sollevazione dei gastronazisti e invece… niente!

Nessuno commenta.

Indugio. Lo faccio notare? Taccio? No, non resisto! Questi puntualizzano su tutto e poi il Teo mette il vino nel brodo e nessuno dice nulla?

Un’ora! Un’ora di blateramenti insensati, mi è toccato ascoltare! Ma se stavo zitta non era meglio?

La lavagna della Trattoria da Anna. Dove mangiare alla Cornaccina (Medesano - Parma) sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Se lo dice la lavagna deve essere vero, giusto?

Insomma, il ‘sorbir’, ovvero mettere il vino nel brodo, è una tradizione che in molti praticano e, sebbene sia facoltativo e non obbligatorio, la cosa è molto rispettata.

Pare che fosse una tradizione da nonni spesso tramandata ai nipoti, forse memoria di un tempo quando il brodo era molto leggero e poco saporito o forse… no! Non chiederò altre spiegazioni perché vorrei arrivare viva al dolce, grazie tante!

Torta Fritta dolce alla 'Trattoria da Anna'. Dove mangiare alla Cornaccina (Medesano) sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Qualcuno (quell’infame del Teo) si è preso pure la torta fritta dolce per dessert!

Al dolce ci siamo arrivati ma, che ci crediate o no, qui hanno ordinato di nuovo i cappelletti! Per dessert!

Il dolce richiesto arriva in una zuppierina uguale a quelle grandi ma più piccola! Non ho osato discutere e ho seguito gli altri in questa folle idea, anche se i dolci, qui dall’Anna, sembravano davvero invitanti. Poi mi volto e…

QUELL’INFAME SI E’ DAVVERO PRESO PURE LA TORTA FRITTA DOLCE???

Eh, niente. Mi toccherà tornarci perché adesso sto rotolando da quanto ho mangiato e il dessert non ci sta proprio!

La Kry, decisa a rompere fino all’ultimo boccone, mi spiega che ci torneremo di sicuro perché al Teo, d’estate con quaranta gradi, gli viene sempre voglia di ‘cappelletti come se piovesse’ che, a suo dire, rinfrescano!

Vedo la Kry scuotere la testa e mi cucio la bocca.

No. Non chiederò cos’è questa mania del Teo di rimettere in tavola i classici di Natale per Ferragosto.

16 commenti

  1. Per un attimo, anche io sono diventata NAS quando ho letto del Teo che metteva il lambrusco nel brodo, ma poi ho capito e devo dire che proverei anche io la sua versione e quella dei nonni. Invece, lo appoggio per voler mangiare i cappelletti in brodo in estate. Anche noi, in Sicilia, mangiamo la pasta in brodo ad Agosto perché sì, fa sudare, ma rinfresca tantissimo dopo! 😉

    1. Le parole esatte del nonno del Teo erano “Il brodo fa schifo! Aggiustalo con il vino che diventa più buono!”🤣

  2. Uh che fame!! Non sono esperta, ma mangerei tutto quello che hai ben descritto tu… compresi i fritti come dessert!!! 😋😋😋

    1. La torta fritta dolce è un po’ una ‘stramberia’ ma è comunque buonissima!

  3. Da non credere, non ho mai mangiato gli anolini, lo so sono imperdonabile, dovrò rimediare presto. Ho appuntato questo luogo che sembra molto … gustoso.

    1. Cristina!! Devi passare subito a trovarci!!! E’ urgentissimo a questo punto! Non puoi vivere con questa mancanza, giuro! 🤣

  4. A Parma credo di aver mangiato fino allo sfinimento. Ho assaggiato ogni portata del menù, dal salato al dolce, ma ricordo benissimo che mangia tutto accompagnato dagli gnocchi fritti, anche la pasta!

    1. A Parma? Hai mangiato? Strano, stranissimo… noi siamo sempre tutti a dieta. Fosse per noi, infatti, seguiremmo una dieta stretta di anolini, torta fritta e salumi! 🤣
      Comunque se vuoi proprio esplodere devi passare in zona per il November Porc. Cosa sia e quando si tiene lo dice il nome ma è il suo slogan a renderlo unico: “Speriamo ci sia la nebbia!”

  5. Cappelletti, anolini, con la carne, con il formaggio… mamma mia, che acquolina in bocca! Questi sono gli articoli che dovrei proprio evitare mentre cerco di mettermi a dieta, perchè si può ingrassare anche solo a vedere le foto 🙂

    1. Arrrghhh! Quella parola lì, quella con la D, non la si deve dire! Porta male! Basta pensarla una volta e ti rimane così incollata che poi ti fa nascere sensi colpa pure quando guardi l’insalata!🤣

  6. Anolini, cappelletti… Che voglia di partire per Parma e godermi un buon piatto in brodo, come solo da quelle parti li sanno fare!

    1. Ne ho voglia io che ce li ho in frezeer… vedi tu!

  7. Questi vostri articoli sono sempre super divertenti e spassosi e riescono a raccontare un’esperienza gastronomica senza essere pomposi o sbrodolanti. Bravi ragazzi, il vostro blog è sempre piacevole!

    1. Il problema di fare articoli sui luoghi dove mangiamo è serio: noi vorremmo farlo ma per riuscirci dovremmo ricordarci di fare foto e video PRIMA di mangiare tutto! Ma sai quanto è difficile??

  8. Mi è venuta l’acquolina in bocca già dalle prime righe. E comunque la torta fritta dolce non l’ho mai provata, deve essere sublime.

    1. La torta fritta dolce è buona, ma noi continuiamo a preferirla con tanto, tantissimo salume!

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