Edizione illustrata de “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” di H.P. Lovecraft
Nel romanzo di H.P. Lovecraft “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” scopriamo alcune cose su un artista scomparso…
E’ quella la fine che farà Marco Furlotti, l’illustratore che si sta cimentando nell’impresa di dare vita agli incubi lovecraftiani?
Noi amiamo molto le opere di questo artista, che ci ha recentemente portati a visitare la Spagna con le sue cupe immagini di uno strano Jekyll & Hyde, e ora siamo pronti a visitare il suo antro e scoprire che cosa gli è successo.
Richard Upton Pickman
Vi sentiamo che vi state chiedendo chi sia costui in un articolo dedicato a tale Furlotti.
La domanda è lecita ma se la state facendo allora forse non avete mai letto Lovecraft con attenzione perché il buon Richard è un personaggio ricorrente in diversi racconti.
Richard è un artista che dipinge mostri, ghoul in particolare. Fin qui non ci sarebbe nulla di male ma le illustrazioni di Richard sono inquietantemente realistiche e lui, per aggiungere un’aura di mistero alla sua figura, vive in uno squallido sobborgo di Boston.


La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath di Lovecraft
La cosa inquietante è che nei quadri di Richard sono raffigurati ghoul che rapiscono bambini per sostituirli con dei changeling e una delle affermazioni di questo artista dice molto sulla sua arte:
“bisogna dipingere il terrore, così come la bellezza, dal vivo.”
Capirete subito che dipingere un Ghoul dal vivo potrebbe essere difficile, eppure un amico di Richard era disposto a giurare che quest’ultimo aveva foto di queste orribili creature e quindi doveva averli davvero incontrati.
Le origini di Richard poi si perdono nelle nebbie del passato perché se da una parte sembra vantare una bisavola impiccata per stregoneria a Salem, dall’altra tra i suoi Ghoul ce n’è uno che sembra assomigliargli.
Con il tempo l’aspetto di Richard comincia a deteriorarsi tanto da farci pensare che possa essere lui stesso un changeling che, con il passare degli anni, torna ad avvicinarsi al suo aspetto originale.
E poi il colpo di scena… Richard sparisce da Boston e nessuno è più in grado di trovarlo.
Ma dove è finito Richard?
Lovecraft ce lo fa incontrare di nuovo nelle Dreamlands ne “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” ma questo era allora… e se oggi Richard non abitasse più lì?
La tana del Ghoul
Anche Furlotti un tempo viveva tra la gente e riusciva più o meno a passare per umano ma poi, dopo anni passati tra le sue illustrazioni, è scomparso proprio come Richard.

Noi siamo partiti alla sua ricerca ma invece di finire a Dreamland ci è toccato inerpicarci tra strade sterrate e sentieri mal battuti nelle lande del piacentino, vicino al borgo di Castell’Arquato.
Abbiamo chiesto a tutte le forme di vita che abbiamo incontrato, dai vecchietti avvinazzati che uscivano dall’osteria ai milanesi in villeggiatura che ammiravano le beltà della campagna, ma nessuno conosceva la posizione dell’antro dove tale Furlotti si era inbucato.


La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath di Lovecraft
Alla fine, come dal nulla è comparsa la tana del Ghoul-Furlotti e al suo interno abbiamo trovato un regno di meraviglie e abbiamo potuto vedere alcune delle tavole originali del suo prossimo progetto: The Dream-Quest of Unknown Kadath (che per noi italiani è “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath”) di H.P. Lovecraft.

Ebbene sì, Marco Furlotti ha illustrato una bellissima edizione di questo romanzo di Lovecraft e se vi affrettate potrete averne una copia anche voi perché ancora per qualche giorno resterà attiva la campagna su Kickstarter!
Nel frattempo noi ci aggiriamo per la tana del Ghoul che non è poi così oscura come avremmo potuto pensare… però anche nei luoghi più luminosi si possono nascondere ombre insospettate e agghiaccianti!
Davanti ai nostri occhi allibiti il Furlotti straccia una tavola originale… forse voleva nasconderci il contenuto come Richard nascondeva le foto da cui traeva i suoi dipinti?
E l’allegra torma di bambine che infestano il covo del Ghoul-Furlotti sono davvero umane? O sono forse dei changeling?
A queste e altre domande solo il tempo saprà rispondere ma nel frattempo voi potete seguire le avventure artistiche di questo Ghoul sul suo sito internet!
Shopping!
Vi toccherà aspettare un po’ per averlo ma ne varrà la pena!
Se vedete questo articolo solo una volta che la campagna Kickstarter sarà stata chiusa, scrivete a Marco Furlotti… perchè non si sa mai!


Troppo divertente: un piccolo capolavoro di ironia e mistero!
L’idea di intrecciare le vicende lovecraftiane di Richard Upton Pickman con la figura dell’illustratore Marco Furlotti è geniale e regala una lettura divertente e avvincente. Il viaggio tra le lande del piacentino, descritto con toni quasi epici, fa sorridere e allo stesso tempo fa venire voglia di esplorare quegli stessi luoghi per scoprire se davvero un antro del genere possa esistere.
Le domande aperte, come il destino delle bambine-changeling e il perché Furlotti stracci una tavola (forse per proteggerci da visioni troppo orribili?), lasciano un’eco perfettamente in linea con lo spirito di Lovecraft.
Grazie mille per questo bellissimo commento! Siamo felicissimi che tu abbia apprezzato il nostro tentativo di intrecciare Lovecraft e Furlotti. È sempre un piacere leggere che le nostre storie riescono a far sorridere e a incuriosire.
L’idea di dare vita agli incubi lovecraftiani attraverso illustrazioni deve essere un’impresa tanto stimolante quanto inquietante. Amo il modo in cui riesce a evocare atmosfere cupe e misteriose, come già dimostrato con le sue opere ispirate a Jekyll & Hyde. I disegni sono stupendi, e lo dico da scenografa ovviamente, perchè vedo uno stile “teatrale” nel tratto, il mio prof ne sarebbe stato ammaliato. I temi trattati? Il mio pane!
Noi lo adoriamo e abbiamo diversi dei libri che ha pubblicato e speriamo che continui con questo lavoro meraviglioso e che non si perda davvero a Dreamland!🤣
Mi associo al commento di Annalisa…. un mondo a me totalmente sconosciuto quello dei Ghoul. Le immagini però sono davvero bellissime e magari mi viene voglia di saperne di più anche se questa faccenda che bisogna dipingere il terrore dal vivo un pò mi inquieta
Restiamo un po’ basiti perchè, nella nostra ingenuità, pensavamo che i ghoul fossero creature abbastanza note a tutti, visto che sono comparsi in vari ambiti, ma chiaramente ci sbagliavamo!
Portate pazienza ma viviamo sulla nostra nuvoletta e a volte diventiamo involontariamente incomprensibili…
La prima frase del tuo articolo ha reso l’idea! Non conoscevo ne il personaggio ne l’illustratore ma ho letto davvero con curiosità ed interesse!
Ghoul, changeling?? Mai sentiti nominare! Ho scoperto un nuovo mondo in questo articolo. la frase che più mi ha colpita è stata “anche nei luoghi più luminosi si possono nascondere ombre insospettate e agghiaccianti!”. E’ quello che giornalmente cerco di inculcare a mia figlia sai??
Ma come! Proprio tu mi dici questo? Urge un corso accelerato su ghoul e changeling!