Veduta del forte nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.

La rocca di San Leo e il Conte di Cagliostro

Perchè San Leo è un posto nerd

Nel forte di San Leo fu rinchiuso Cagliostro ed è anche il posto dove morì.

Secondo me questa cosa la sanno tutti perché il personaggio di Cagliostro ha incantato le genti generazione dopo generazione.

Il suo nome spunta a caso e lo troviamo anche negli ambiti più nerd: Cagliostro è il nome del misterioso gatto nero che compare in vari numeri di Dylan Dog ed è anche il nome del castello del film di Lupin III che vide per la prima volta Hayao Miyazaki alla regia. Lupin fu poi di nuovo accomunato a Cagliostro nella sua “Avventura italiana”, il cui terzo episodio si svolge proprio a San Leo, mentre il nostro eroe cerca la collana di Maria Antonietta. E perché la cerca proprio a San Leo? Be’, ovviamente perché Cagliostro era stato sospettato di essere uno degli ideatori del famoso “scandalo della collana” che coinvolse la regina francese e che noi ricordiamo perché l’avvenimento fu ripreso nell’anime Lady Oscar! Se però questi riferimenti vi sembrano un po’ troppo vintage, allora sappiate che anche che in tempi più recenti Cagliostro è stato nominato nel film di Doctor Strange.

Busto di Cagliostro di Jean Antoine Houdon alla National Gallery of Art. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Busto di Cagliostro eseguito da Jean-Antoine Houdon presso: National Gallery of Art, Washington DC – Foto da Wikipedia

Leo e Marino si salutano al mattino

Con queste premesse e facile capire perché noi DOVEVAMO proprio andare a visitare San Leo e il suo forte ma, anche così, ci sembra riduttivo parlare solo di Cagliostro quando ci troviamo in un borgo che da secoli è meta di pellegrinaggio per i più svariati motivi, così ora cercheremo di darvi una panoramica di tutti quelli che sono passati di qui ben prima che il nostro Cagliostro nascesse.

Questa storia comincia in realtà non qui ma sull’isola di Rab, nell’attuale Croazia, dove vivevano due amici che, come tutti i giovani, pensavano che i loro vecchi avessero sbagliato tutto nella vita. Questi due vivevano al mare e lì tutti facevano i pescatori… ma sai che barba e che noia andare a pescare ogni giorno? Così decisero che loro, da grandi, avrebbero fatto gli scalpellini!

Al tempo gli scalpellini erano come oggi i commessi viaggiatori, nel senso che li chiamavano per lavoro un po’ dappertutto e questo avrebbe permesso ai due giovani di girare il mondo. La cosa si rivelò propizia perché era il terzo secolo dopo cristo e l’imperatore Diocleziano non vedeva di buon occhio i cristiani, così i due ragazzi poterono tenersi in movimento e lontani dalle persecuzioni continuando anche a tenersi il lavoro.

Una volta giunti in questa zona però si divisero e finirono uno a scalpellare pietre sul monte Titano e uno sul Monte Feretro, antico nome del borgo di San Leo. I due monti si trovavano (e si trovano ancora, mica che adesso i monti si spostano!) uno davanti all’altro e entrambi gli amici fondarono lì delle comunità che poi secoli dopo, quando ‘sti ragazzi vennero riconosciuti come Santi, presero il loro nome: San Leo e San Marino.

Veduta sul borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Veduta del borgo di San Leo dal forte
Absidi della pieve di Santa Maria Assunta nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Pieve di Santa Maria Assunta

Si dice che un tempo i due Santi si alzassero al mattino e si salutassero ognuno dall’alto del suo monte e la loro amicizia è ancora oggi celebrata e ricordata dal fatto che San Marino e San Leo appartengono alla stessa diocesi.

San Leo: una Rocca e due Chiese (Cit. U. Eco)

In questo borgo vengono spesso ricordate anche le parole di Umberto Eco che, alla domanda su quale fosse il borgo più bello d’Italia rispose: “San Leo: una Rocca e due Chiese.”

Questo ci fa capire fin da subito che oltre alla rocca ci sono anche due chiese da visitare e, visto che il paese è intitolato a San Leo, leggenda narra che il Santo fosse sepolto proprio qui, in quello che oggi è il duomo. A sostegno di questa storia, nella cripta troverete ancora il coperchio di un sarcofago romano che si dice fosse stato scalpellato proprio dal Santo scalpellino.

Noi non sappiamo se sia vero ma possiamo dirvi che oltre a questo sarcofago anche alcune colonne sono di origine romana e che probabilmente sono state “riciclate” durante la costruzione di questa chiesa da altri edifici più antichi che si trovavano nei paraggi.

L’altra chiesa del paese è la Pieve di Santa Maria Assunta che, cosa strana, si trova proprio davanti al duomo. Entrambe queste costruzioni sono state ovviamente costruite e ricostruite più volte nel corso del tempo, ma la pieve conserva ancora nella cripta un ciborio datato 882 e a quel tempo si fa risalire la prima costruzione.

Esterno del duomo nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Duomo di San leo
Interno del duomo nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Le colonne ‘spaiate’ del duomo di San Leo

Il Santo sbagliato

Visto che San Leo è stato il fondatore di questo borgo saremmo tentati di credere che sia lui il Santo raffigurato sullo stemma del comune… e invece no perché quello è San Francesco!

Dovete infatti sapere che precisamente l’8 maggio 1213 San Francesco visitò San Leo in occasione dell’investitura di un conte di Montefeltro e, vedendo che c’era una gran folla, ne approfittò biecamente per mettersi a predicare sotto un olmo.

Questo dettaglio dell’olmo è del tutto ininfluente ai fini della narrazione ma da al tutto un tocco più reale, non credete? Come quando la Kry pensa al suo matrimonio e il primo dettaglio che ricorda sono le scarpe strette. Ininfluente per la narrazione, ma magari quel maggio c’era un caldo boia e giusto sotto l’olmo si ci poteva mettere, no?

Comunque sotto quell’olmo, in mezzo alla ressa di gente sudata che cercava refrigerio e ascoltava con mezzo orecchio, c’era anche il Conte Orlando Cattani da Chiusi che rimase così colpito dal discorso del Francesco che, su due piedi,  gli regalò un monte. Non un monte a caso ma quello della Verna che se ne sta solitario in mezzo al nulla, così che Francesco vi si potesse ritirare in eremitaggio. Saremo maligni noi ma non è che magari lo fece nella speranza di potersi godere la frescura dell’olmo senza troppa ressa, alla prossima investitura?

Una via con fontana nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Uno scorcio del borgo di San Leo
Targa a ricordo di Dante Alighieri nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Targa che commemora il passaggio di Dante a San Leo

Forse non andò così e furono davvero la parole del Santo a colpire il Conte perché quella predica fece una tale impressione, su tutti i presenti, che da allora San Francesco campeggia nello stemma di San Leo.

L’erta salita di Dante

Qualche tempo dopo il passaggio di San Francesco, un altro Vip della storia italiana passò da San Leo: Dante. In realtà non si hanno documenti che attestino il suo passaggio da questo borgo ma ci sembra abbastanza sicuro che lo abbia visitato perché nel canto quarto del Purgatorio, per descrivere una erta salita usò queste parole:

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e ‘n Cacume
esso i piè; ma qui convien ch’om voli;

Noi i pendii di Noli e di Cacume non ce li siamo fatti a piedi ma quelli di San Leo e di Bismantova sì, e possiamo garantirvi che il senso è chiaro! Mentre ne stiamo parlando, tenete presente che attualmente al forte di San Leo si arriva solo a piedi tramite un sentiero sterrato, quindi vi conviene organizzarvi di conseguenza se volete visitarlo.

Anche se questo sentiero non è proprio agevole, è sempre meglio che salire al forte dal lato che da sulla roccia nuda, perché quella salita sarebbe davvero da esperti free climber come… Federico da Montefeltro!

Federico da Montefeltro: il free climber

Lo so che pensando a Federico da Montefeltro viene subito in mente il suo ritratto realizzato da Piero della Francesca e che non è facile accostare la figura di quell’uomo di mezz’età a un giovane e aitante scalatore, ma voi provateci perché per questa storia ne vale la pena: era il 1441 e Federico aveva diciannove anni, il suo naso non era ancora stato rotto ed era bello dritto e, in più, si era già fatto una solida reputazione  di guerriero.

San Leo era appartenuta un tempo della sua famiglia ma ormai da un secolo era in mano ai Malatesta e sembrava, con la sua posizione, inespugnabile.

Il Federico però aveva dalla sua un gran fegato e evidentemente anche un gran senso dell’equilibrio perché, nottetempo, aiutandosi solo con alcune funi, riuscì a salire sulla sommità della rupe insieme a un’altra ventina di coraggiosi.

Questo manipolo di intrepidi, una volta in cima, si nascose in una guardiola e attese l’alba, quando le truppe di Urbino distolsero l’attenzione delle guardie fingendo un attacco dall’altro versante e, a quel punto, irruppero nella fortezza e la presero.

Murales di Federico da Montefeltro nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Un grande murales ricorda Federico da Montefeltro
Pieve e palazzo mediceo nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Pieve e palazzo mediceo a San leo

Purtroppo per vari accordi il padre del Federico dovette rendere la rocca ai Malatesta ma, nel frattempo, le gesta del giovane condottiero erano diventate note in tutto il paese aumentandone la fama.

Quando divenne Duca di Urbino e riuscì a mettere le mani definitivamente  su San Leo, probabilmente ricordansi che non era stato poi così difficile espugnare la rocca, la prima cosa che fece fu inviare in loco l’ingegnere  Francesco di Giorgio Martini con l’ordine di riedificare il forte e renderlo adatto alle nuove tecniche militari.

Cannone davanti al forte nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Veduta del forte di San Leo
Cannoni davanti al forte nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Veduta del forte di San Leo

Non quel Lorenzo de’ Medici

Nonostante la ristrutturazione la rocca però non rimase inespugnata a lungo perché, durante la guerra di Urbino che vide contrapposti i Della Rovere al Papa Leone X, uno degli ultimi conflitti si svolse proprio a San Leo, dove le truppe pontificie di Lorenzo de’ Medici (non “il magnifico” ma suo nipote) riuscirono a strappare la rocca ai loro nemici e a riportare così quel territorio sotto il ducato di Urbino, che poi il papa assegnerà ai Medici.

Se vi sembra strano che Leone X abbia deciso di assegnare quei territori ad altri invece che tenerseli forse è solo perché non ricordate che alla nascita il buon Leone X si chiamava Giovanni di Lorenzo de’ Medici…

Comunque la presa di San Leo fu un evento degno di essere celebrato e così i Medici commissionarono al Vasari un grandioso quadro, da esporre nella sala intitolata appunto a Leone X che si trova a Palazzo Vecchio a Firenze. Nel 2017, per celebrare i cinquecento anni da quell’avvenimento storico, fu commissionata una copia del capolavoro del Vasari che oggi potete ammirare all’interno della Rocca.

Veduta del cortile del forte nel borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Veduta del cortile del forte di San Leo

E alla fine arriva Cagliostro

Un secolo dopo quest’ennesima battaglia il forte perse la sua funzione di roccaforte e fu trasformato in prigione;  fu in quella veste che ospitò il celeberrimo Giuseppe Balsamo meglio noto come il Conte di Cagliostro.

Sulla storia di questo personaggio sono stati versati ettolitri di inchiostro dai più noti scrittori, partendo da Goethe, passando per Dumas e fino ad arrivare a Tolstoj ma, per amor di cronaca, se proprio non sapete chi è vi facciamo un rapidissimo riassunto.

Era un truffatore.

Troppo riassuntivo? Okay, allora cercando di rimanere concisi diremo che Giuseppe Balsamo non era un Conte ma alla bisogna millantava di esserlo, fosse perché qualcuno lo aveva pagato per farlo o perché faceva comodo a lui. Diceva in giro di essere un esoterista, di avere poteri curativi, vendeva balsami miracolosi che nemmeno Vanna Marchi ai tempi d’oro, fondava logge massoniche dove affiliava chiunque gli sembrasse avere due lire in tasca da donargli e, quando proprio non riusciva a circuire qualcuno con la sua parlantina, usava le grazie molto disponibili di sua moglie per ottenere ciò che voleva.

Cella di Cagliostro nel forte del borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Interno della cella di Cagliostro (la porta fu aperta successivamente)
Cella di Cagliostro nel forte del borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
Cella di Cagliostro vista dall’ingresso

Questa è la nostro poco romantica versione dei fatti ma, ovviamente, si può anche scrivere che Giuseppe Balsamo era uno spirito libero, uno che nella sua vita attraversò l’Europa in lungo e in largo senza mai fermarsi e senza sottostare alle regole dei re e delle religioni, credendo nell’amore libero e istruendo altri su come raggiungere la stessa illuminazione che lui aveva ottenuto grazie alle sue incredibili esperienze di vita. Era un guru ante litteram in pratica. Ai giorni nostri sarebbe stato a capo di Scientology al posto di Tom Cruise!

Noi però preferiamo credere a ciò che disse di lui un altro celebre avventuriero del suo tempo, Giacomo Casanova:

E’ un genio fannullone che preferisce una vita di vagabondo a un’esistenza laboriosa.

Casanova però non è certo noto come uno che ha avuto un’esistenza laboriosa ma proprio per questo noi crediamo alle sue parole perché, in fondo, chi meglio di un fannullone ne può riconoscere un altro?

La storia di Cagliostro però un giorno incrociò l’inquisizione e lì finì l’avventura. Il suo ultimo viaggio lo fece per raggiungere il forte di San Leo, dove fu imprigionato con una condanna a vita.

In prigione il Giuseppe Balsamo non se la passò bene e ben presto si pensò di punirlo ulteriormente per i suoi sproloqui, forse dovuti a un inizio di pazzia, calandolo da una botola per metterlo in una cella senza nemmeno una porta.

Morì lì il 26 agosto del 1795 ma la sua storia non finì perché quando il forte fu conquistato dalle truppe polacche, due anni dopo, i soldati venendo a sapere che il noto alchimista era sepolto nella spianata del castello esumarono il suo corpo e usarono il suo cranio come una coppa. Di certo non molto igienico ma chissà, magari dava effetti psichedelici mai visti prima!

Della sua storia però, avendo un blog di viaggi, ci piace ricordare come ultima cosa una frase a lui attribuita:

… tutti i paesi mi sono cari, io li percorro ovunque…

Botola sulla cella di Cagliostro nel forte del borgo medievale di San Leo in Emilia-Rpmagna. Foto sul blog di viaggi Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri.
La botola da cui Cagliostro fu calato nella sua cella

18 commenti

  1. Pur avendo visitato San Leo, non sapevo che il santo raffigurato fosse San Francesco! Ho trovato San Leo un luogo affascinante e si nota sempre con la sua particolare forma, dai luoghi “vicini”

    1. E’ il bello di andare in giro… si scoprono sempre cose nuove!😍

  2. San Leo è a due passi da casa mia e io ci sono stata solo una volta da bambina! Vergogna vergogna, perchè mi riprometto continuamente di farci una capatina, ogni volta che ci passo davanti in macchina. E invece rimando, quando invece questo luogo è uno dei più belli e suggestivi della Romagna. Tra l’altro la conformazione del monte è incredibile, sembra tagliato di netto dalla sciabola di un gigante e io la riconosco da ogni collina circostante, impossibile sbagliarsi.

    1. Nuoooo! Devi rimediare! Io ci sono stata solo un paio di volte ma è davvero molto bello!

  3. Non sono nerd però da bambina me li divoravi i cartoni di Lupin e Lady Oscar quindi mi piacerebbe moltissimo visitare San Leo

    1. Sì, San Leo ha davvero un’aura magica che si è accresciuta nel tempo grazie a molteplici cose e io ho adorato poterci tornare dopo anni che non lo vedevo!

  4. Ho studiato San Leo alle scuole superiori.. ancora ricordo bene la storia di Cagliostro.. dalle foto si vede una vista eccezionale!

  5. A San Leo ci sono stata a febbraio 2020, prima del Covid, durante un breve on the road tra Rimini e Marche. Sai cosa ricordo di più? La neve, il freddo e l’assenza totale di persone. Sembrava un luogo totalmente spettrale e la rocca era pure chiusa quindi mi sa che mi tocca tornare, magari quando la neve si sarà sciolta XD

    1. Noi abbiamo trovato una bella giornata con temperature primaverili ma di gente non ce n’era poi molta… non me ne lamento, sia chiaro! E’ sempre bello avere il paese tutto per sè o quasi!

  6. Madonna quanti ricordi già dalle prime frase con i cartoni di Lupin e Lady Oscar! Mio marito sarebbe stato contento di vedere anche Dylan Dog citato tanto da includere San Leo tra i borghi italiani da visitare! Adoro poi come avete riassunto la storia di Giuseppe Balsama aka Conte di Cagliostro.

    1. San Leo, tra Lupin e Lady Oscar, sembra fatto apposta per nerd un po’ vintage come noi. Puoi dire a tuo marito che io ne ho letto per la prima volta proprio su uno speciale di Dylan Dog anche se adesso, a memoria, non ricordo più quale!

  7. Bella la storia dei due scalpellini e delle due “comunità” una di fronte all’altra. Non sono mai stata in quella zona, ma dal tuo racconto penso che ne valga la pena. San Leo sembra un borgo molto carino.

  8. Bella San Leo, abbarbicata sulla rocca, e anche la sorella San Marino! Le abbiamo visitate entrambi, ma non conoscevo la leggenda dei due fondatori scalpellini da Rab.

    1. San Leo ci piace ma invece San Marino è un posto che dobbiamo sempre affrontare con una certa preparazione spirituale perchè è infestato di negozietti con statue di draghi, spade finte di varie ambientazioni e in generale una montagna di paccottiglia pacchianissima alla quale non possiamo resistere. In pratica è un attentato alle nostre carte di credito!🤩

  9. San Leo è in assoluto uno dei miei borghi romagnoli preferiti. La storia di Cagliostro mi affascina moltissimo e vedere di persona la botola da cui lo hanno calato è stata davvero un’esperienza suggestiva.

    1. Sarà stato anche un truffatore ma di certo il Cagliostro aveva il suo fascino!

  10. La storia di Cagliostro mi ha fatto tornare in mente quella di Anna Delvey-Sorokin, altra con artist ben nota. Immagino già una serie su Netflix del tipo “Inventing Giuseppe”.
    Ah, lo scandalo della collana: lo ricordo bene!

    1. “Inventing Giuseppe” lo guarderei di sicuro!
      Nel frattempo però, tutti sanno che in realtà lo scandalo della collana era tutta opera di quell’infame della sorellastra di Rosalie!😂 🤣

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