Museo Glauco Lombardi di Parma dedicato alla Duchessa Maria Luigia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'

Il museo Glauco Lombardi e i cimeli di Maria Luigia

Dovete sapere che da alcuni mesi siamo entrati a far parte di un gruppo di blogger dedite alla promozione del territorio emiliano. Il gruppo si chiama ‘Viaggi.Cibo.Emilia’ e ci potete trovare sul profilo Instagram condiviso, con nuove idee per visitare la nostra bella fetta di regione.

Ve lo stiamo dicendo perché l’articolo di oggi parte proprio da un’idea del gruppo, quella di presentare una donna celebre della propria provincia di appartenenza.

Noi, essendo di Parma, non potevamo che parlare… di un’austriaca, giusto?

Nomi fin troppo ‘importanti’

Ebbene sì, la donna più celebre e più amata di Parma era nata a Vienna e il suo nome era Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d’Asburgo-Lorena. Con un nome così la domanda sorge spontanea: i suoi genitori la odiavano?

In realtà no, non la odiavano ed era pure un po’ la cocca di papà ma lui, che a sua volta aveva vissuto con il lungo e ingombrante nome di Francesco Giuseppe Carlo Giovanni, forse pensò che fosse lecito imporre la stessa sorte alla figlia prediletta. Tanto poi in famiglia l’avrebbero chiamata con un diminutivo, no? Ebbe ragione e l’amata figlia divenne subito Louisl.

Non preoccupatevi perché quando arrivò a Parma si premurò, con tanto di decreto apposito, di cambiare il suo nome nel più italiano, e soprattutto più corto, Maria Luigia.

Il decreto in questione lo abbiamo visto con i nostri occhi perché per questo articolo siamo andati a rinverdire la nostra conoscenza con il Lombardi, un museo quasi interamente dedicato a Maria Luigia.

Partitura de 'I lombardi alla prima crociata' di Giuseppe Verdi dedicata alla Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Spartito de ‘I Lombardi alla prima Crociata’ di Giuseppe Verdi dedicato a Maria Luigia. Sullo sfondo il ritratto in veste di Imperatrice dei francesi (Robert Lefèvre).
Ritratto di Glauco Lombardi al Museo Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il ritratto di Glauco Lombardi appeso nell’atrio del museo (Luigi Tagliarini)

Portate pazienza, ma prima di parlavi della nostra amata Duchessa dobbiamo passare necessariamente attraverso la storia del Glauco Lombardi perché questo museo, e la preziosa raccolta di memorie riguardanti Maria Luigia, lo dobbiamo interamente a lui.

Il colpaccio del Glauco

Il Glauco, che era nato sul finire dell’ottocento, era uno che guardava al passato con occhi nostalgici. Quest’uomo però, al contrario di gente come il Giuseppe Visconti di Modrone (che costruì Grazzano Visconti) o dell’Alfredo d’Andrade (che ristrutturò tra gli altri il castello di Fenis), non sognava di ricostruire un medioevo romantico. La passione del Glauro era, infatti, lo studio dei palazzi che lo circondavano ma bisogna ammettere che, a volte, anche lui indulgeva in dolci fantasie. Uno dei suoi sogni era infatti quello di porre rimedio alla ‘GRANDE RAPINA’!

Avete presente tutti quelli che auspicano il ritorno in Italia di opere d’arte trafugate, perdute o in generale traslocate fuori dai nostri confini, spesso a causa di eventi storici avvenuti ben prima che il nostro paese esistesse come lo conosciamo ora? Ecco, allo stesso modo il Glauco si era intestardito sul fatto  che Parma fosse stata rapinata dai Savoia dopo l’unificazione d’Italia.

Molte opere che si trovavano a Parma, qui portate dai Borbone o da Maria Luigia, erano infatti state traslocate altrove per adornare le regge dei Savoia. Il Glauco, con tanto di lista dettagliata alla mano, ne chiese con ardore la restituzione.

Se state pensando che tutto il suo scalpitare avesse dato gli stessi risultati di chi chiede la restituzione all’Italia della Gioconda, vi state sbagliando di grosso! Alcune cose importanti (come la quadreria Farnese) riuscì davvero a riportarle in città, anche se probabilmente non quante avrebbe voluto. Noi gli siamo comunque grati per averci provato!

La sala Toschi al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Questa è la sala dedicata all’architetto e incisore parmigiano Paolo Toschi. Il Teo l’apprezza particolarmente perchè ha frequentato la scuola a lui intitolata.
La sala Toschi al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Nella Sala Toschi è custodito, tra gli altri, un dagherrotipo (il primo tipo di fotografia) della Duchessa Maria Luigia. Ne vedete una foto più sotto.

Nel frattempo però il Glauco era riuscito ad esporre, a partire dal 1915, parte dei beni della sua collezione, tutti riguardanti Parma e la sua storia, nella reggia di Colorno.

Questa raccolta di cimeli si arricchì nel 1934 quando il Glauco, ormai diventato un accaparratore compulsivo di cimeli, riuscì a mettere all’angolo Giovanni Sanvitale e a convincerlo a vendergli molti beni appartenuti alla bisnonna, che altri non era che Maria Luigia in persona.

Pesca a mosca e altre storie

A quel punto la collezione del Glauco divenne davvero consistente e si cominciò a cercare dei locali più grandi in cui poterla esporre.

I traslochi però son cose che vanno sempre per le lunghe, si sa, e se in più ci aggiungete l’appressarsi e lo svolgersi della Seconda Guerra Mondiale, capirete perché il nuovo museo aprì i battenti solo nel 1961.

I nuovi locali si trovavano a Parma e sembravano perfetti per contenere le memorie di Maria Luigia perché erano quelli del Palazzo di Riserva che, al tempo della Duchessa, erano collegati al Palazzo Ducale dove lei risiedeva.

Il museo Glauco Lombardi si trova ancora lì, nella centrale Via Garibaldi. Se deciderete di visitarlo potrete vedere molti degli effetti personali di Maria Luigia tra cui, in ordine sparso e del tutto casuale, il grande dipinto di Lefèvre che la ritrae in veste di Imperatrice, un abito con manto di gala, lettere private a amici e famigliari, lavori di ricamo, album di disegni e molte altre cose.

Questo museo ha giocato un ruolo importante nel mantenere vivo l’affetto dei parmigiani per la loro Duchessa. Per spiegarvi meglio che cosa intendiamo, vogliamo raccontarvi un aneddoto di famiglia.

Il Teatro Regio e il Museo Glauco Lombardi di Parma dedicato alla Duchessa Maria Luigia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Via Garibaldi a Parma. Sulla sinistra l’ingresso al Museo Glauco Lombardi e sulla destra il Teatro Regio, uno dei tanti lasciti della nostra Duchessa.

Il padre della Kry, che normalmente entra in un museo solo sotto costrizione, spinto dalla curiosità di conoscere meglio la figura di Maria Luigia, visitò il museo Lombardi poco dopo l’inaugurazione dei nuovi locali.  

Da pescatore accanito, il suo affetto per la Duchessa non poté che aumentare quando vide in mostra, tra i vari effetti personali, una cassetta perfettamente conservata contenente tutto il necessario per la pesca a mosca.

Cassetta da pesca a mosca della Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
La cassetta da pesca a mosca che tanto affascina il papà della Kry… che ci tiene a specificare che la Duchessa usava canne di tonchino
Cassetta da ricamo della Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Cestino da ricamo della Duchessa Maria Luigia

Quando raccontò alla figlia della passione per la pesca della Duchessa la Kry, curiosa come poche, non poté fare a meno di seguire le orme paterne e visitare il Museo Lombardi. Fu lì che rimase impressionata dalla lunga lista di opere realizzate da Maria Luigia a Parma. Tra tutte scelse di amarla per aver donato a Parma quella che oggi è la Galleria Nazionale.

Ognuno, a Parma, ha un motivo per amare Maria Luigia e spesso questo amore nasce nelle sale del museo Lombardi.

Busto di Napoleone in gesso di Canova al Museo Glauco Lombardi. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Gesso del Canova raffigurante Napoleone… non ci stancheremo mai di dirlo: Canova era il photoshop dei suoi tempi!

Ma chi era Maria Luigia?

In tutto questo però non vi abbiamo ancora spiegato chi era Maria Luigia e come finì a Parma, quindi partiamo dall’inizio.

Maria Luigia era nata 1791 ed era figlia dell’Imperatore del Sacro Romano Impero. Al tempo l’Europa tutta era scossa dall’ascesa di Napoleone e, per questo motivo, lei era cresciuta considerando Bonaparte come una specie di diavolo che attentava alla vita della sua famiglia. Son cose che viene naturale pensare quando quel tizio ti ha fatto ghigliottinare la prozia, no?

Il suo timore per Napoleone era tale che, quando girò la notizia che Bonaparte aveva divorziato da Giuseppina, lei s’impensierì non poco. Era chiaro che un nuovo matrimonio dinastico era all’orizzonte e le candidate al ruolo d’Imperatrice dei francesi si contavano sulle dita di una mano. Maria Luigia cominciò tanto a sentirsi un pollice, lo stesso dito da cui di solito si comincia a contare…

Lei tentò di far presente al padre che, se le fosse stata data una scelta, avrebbe preferito un bel matrimonio con il cugino Francesco, ma le sue parole caddero nel vuoto. Dopotutto, per quanto fosse la cocca di papà, la politica internazionale non poteva essere messa da parte solo per assecondarla.

Suo padre però non ebbe mai il coraggio di confessarle che aveva avuto un ruolo nel maritarla con Napoleone e scaricò il barile incolpando i suoi ministri. I fatti rimasero, così la Maria Luigia divenne nel 1810, davvero controvoglia, Imperatrice dei Francesi.

Paragoni infelici

Il Napoleone, che aveva il tatto e la delicatezza di un bufalo, aveva fatto preparare una cerimonia di consegna della sposa identica a quella usata per Maria Antonietta. Lui aveva pensato in termini di sfarzo e probabilmente non gli era nemmeno venuto in mente che questo avesse fatto venire voglia, alla sua sposina diciannovenne, di toccare ferro. Ripetutamente.

Corbeille del matrimonio tra Napoleone e Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi dedicato alla Duchessa di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Per il suo matrimonio con Maria Luigia Napoleone commissionò questa grande Corbeille (che poi era un vaso contenente alcuni dei doni di nozze) con le loro iniziali intrecciate.
Abito della Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Nella Sala Affetti del Museo Lombardi sono in mostra, oltre a questo vestito, ritratti e busti della famiglia di Maria Luigia

Insomma, l’arrivo in Francia fu per Maria Luigia un filo traumatico. La chiamavano ‘l’austriaca’ come Maria Antonietta, l’avevano consegna con la stessa cerimonia di Maria Antonietta, la odiavano come odiavano Maria Antonietta… e poi si stupirono pure se lei non aveva voglia di tenere corte, di conoscere gente e, soprattutto, non era interessata a cercare di manipolare il marito per i giochi politici altrui.

Quando, quattro anni dopo, la buona stella di Napoleone declinò, Maria Luigia pensò che la sua vita sarebbe davvero finita come quella della sua sfortunata prozia ma invece le andò bene.

Il congresso di Vienna, in virtù della sua nascita come Principessa Imperiale, decise di installarla nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. L’unica cosa che le tolsero, con sua costernazione, fu la tutela del figlio che fu allevato alla corte viennese con il nome di Franz, cercando di obliare il più possibile il fatto che fosse stato inizialmente battezzato come Napoleone II.

In Via Garibaldi a Parma un ritratto della Duchessa Maria Luigia e sullo sfondo il Museo Glauco Lombardi. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Un cartellone con il viso di Maria Luigia in Via Garibaldi a Parma. Il palazzo giallo sullo sfondo è il museo Glauco Lombardi.
Museo Glauco Lombardi di Parma dedicato alla Duchessa Maria Luigia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il Salone delle Feste, al Museo Lombardi, ospita alcuni dei pezzi più belli della collezione del Glauco!

Ora cerchiamo di capirci: la Maria Luigia aveva poco più di vent’anni e il marito che le avevano appioppato era finito in esilio. L’opinione pubblica la biasimava perché a lei non sembrava importare e, in tutto questo, era sola come un cane. Volete davvero fargliene una colpa se cominciò a guardarsi intorno?

Guarda di qua, guarda di là, il suo sguardo cadde sul generale Adam Albert von Neipperg, uno degli uomini di fiducia di suo padre.

Abito della Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
L’abito con il manto di gala è il pezzo preferito da ogni bambina… e dal Teo!

Power Girl? No, grazie!

Ma quindi questa Maria Luigia era una di quelle donne forti e intraprendenti che oggi tutti celebrano come icone del femminismo ante litteram? Assolutamente no! Non scherziamo!

Nonostante Parma sia ancora piena zeppa di tutte le grandi opere che la Duchessa vi fece costruire, e nonostante il nostro amore per lei, non ci sono prove che sia mai stata interessata al governo o al potere, tutto il contrario!

Da quello che capiamo Maria Luigia ambiva, per educazione o forse proprio per indole, a una vita tranquilla e lontana dai fasti. Le piaceva dedicarsi ai suoi hobby, come il fortepiano che suovana spesso, il ricamo e la pesca. Amava la buona cucina e spesso era golosa, cosa che di certo la rese ancora più simpatica ai parmigiani (per una curiosità gastronomica sulle violette candite amate da Maria Luigia potete leggere il blog ‘Le Claricette’).

Insomma, in generale si può dire che era ben felice di demandare i problemi di governo ad altri.

Quando arrivò a Parma, ci volle poco prima che girasse tra il popolo il pettegolezzo che il suo Cavaliere d’Onore, Adam Albert von Neipperg, fosse pure il suo amante.

La cosa fece un certo scalpore perché dopotutto Napoleone era ancora vivo, sebbene lontano. Gli unici che si lamentarono però furono quegli invidiosi dei reggiani, che la definirono ‘la Duchessa a luci rosse’. Non fate troppo caso a questa frase: tra Parma e Reggio vige un certo campanilismo. Roba da poco finché non c’è il derby!.

I due rimasero amanti per molti anni e poterono convolare a nozze solo dopo l’annuncio della morte di Napoleone, anche se nel frattempo avevano già messo al mondo diversi figli.

La primogenita di questa unione fu Albertina, che sposò il Conte Sanvitale e fu la nonna di quel Giovanni che vendette i cimeli di famiglia a Glauco Lombardi.

Con questo potremmo dire che il cerchio si chiude e invece vogliamo raccontarvi ancora alcune cose sulla nostra amata Duchessa.

Il ponte magico

Viviamo in un’epoca di repubbliche, dove i nobili sono roba da riviste di gossip. Fa tanto vecchio stile dichiarare  il proprio affetto per una Duchessa ma a Parma ce ne freghiamo e lo facciamo lo stesso.

Braccialetti della Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Due braccialetti appartenuti a Maria Luigia. In uno è visibile il ritratto del secondo marito, Adam Albert von Neipperg, nel secondo un dettaglio del suo occhio.
Dagherrotipo della Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Questo è il dagherrotipo di Maria Luigia ripreso poco prima della sua morte. Potete vedere l’originale al museo Lombardi

Maria Luigia lasciò sempre il governo cittadino ai suoi mariti,  Adam Albert von Neipperg  prima e Charles-René de Bombelles poi, che seguivano le direttive ricevute da Vienna.

Nonostante ciò Parma, in quel periodo, si arricchì di molte nuove opere che ancora oggi abbelliscono la città e la provincia.

C’è, per esempio, il ponte sul Taro. Da bambini lo attraversavamo ogni volta con meraviglia perché le grandi statue, due a ogni capo del ponte, non mancavano mai di affascinarci. Le maestose figure sono le personificazioni di quattro dei corsi d’acqua della provincia: il Taro, la Parma, lo Stirone e l’Enza e quel ponte,  che a noi sembrava quasi magico, era un lascito della nostra buona Duchessa, la Maria Luigia, una specie di fata madrina della città e dei suoi dintorni.

Ci sono poi i cippi. Queste grandi pietre, ora smangiucchiate dal tempo, segnavano il territorio e davano ai viandanti tutte le informazioni di cui abbisognavano: su un lato era inciso il nostro stemma, mentre sull’altro era visibile lo stemma del territorio confinante.

Potremmo continuare a lungo, parlandovi della passione parmigiana per l’opera lirica, dovuta in parte al fatto che la Duchessa avesse fatto abbassare i costi di ingresso al teatro, della sistemazione del Parco Ducale, della Galleria della Pilotta… l’elenco è davvero lungo.

Capite ora perché a Parma non possiamo fare a meno di amarla e ricordarla, questa Maria Luigia?

Fortepiano al Museo Glauco Lombardi di Parma dedicato alla Duchessa Maria Luigia. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Sala Francesi al Museo Glauco Lombardi
Tappeto da tavolo ricamato dalla Duchessa Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi di Parma. Foto sul blog di viaggi 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri'
Il pezzo preferito dalla Kry è questo tappeto da tavolo ricamato dalla Duchessa. Dalla foto non si capisce ma è enorme!

Ringraziamo per l’accoglienza, la pazienza e la disponibilità che ci hanno dimostrato la direttrice del Museo Glauco Lombardi Francesca Sandrini e la guida Guendalina Belli.

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15 commenti

  1. Con un nome così ti serviva un timbro per fare le firme!
    Comunque Leopoldina vince su tutti.
    E ci chiediamo perché un tempo morivano giovani…se a vent’anni aveva già vissuto tutta ‘sta diatriba!

    1. In realtà la Luigia morì a cinquantasei anni. Giovane per i nostri standard ma aveva comunque governato Parma per trent’anni!

  2. Glauco Lombardi avrebbe ancora da lavorare molto, specialmente se non limitandosi all’Emilia cercasse di riportare in Italia tutte le opere che ci sono state sottratte. Vogliamo parlare dei 248 capolavori italiani che il Louvre custodisce? Comunque, tornando a bomba, cioè alla Maria Luigia, gran donna! Spero di conoscerla presto (e di rivedervi!) visitando Parma.

    1. Daiii! Vieni a trovarci! Oltre a Maria Luigia abbiamo i musei del cibo ma, soprattutto, non vediamo l’ora di incontrarti!😍

  3. Come sempre è un piacere leggervi e vedere i vostri video, sapete raccontare gli aneddoti più noiosi in modo leggero ma articolato, bravi

    1. Grazie Gio! Ti vogliamo bene! 🩷

  4. Parma è uno di quei luoghi che ho sempre visto solo di passaggio e che almeno una volta vorrei visitare per bene. E credo che quando lo farò, non mancherò di visitare questo museo, m’incuriosisce parecchio. Comunque grande il Glauco!

    1. Il museo Lombardi è uno dei nostri preferiti (forse IL nostro preferito) proprio per la sua particolarità!
      Se poi vuoi visitare Parma facci un cenno e noi ti porteremo a mangiar… ehm… a visitare tutto!

  5. Uno dei musei che più mi sono piaciuti di Parma! E poi lo sai quanto io ami la storia e le dinastie e la Maria Luigia non poteva che diventare uno dei miei personaggi preferiti del suo tempo! Ora devi andare a vedere la Rocca di Sala Baganza così ripercorri tutti i suoi luoghi!

    1. Avrei scommesso che il tuo preferito a Parma fosse il museo Bottego… ma con il fatto che è spessissimo chiuso 😭 sospetto che tu non sia riuscita a vederlo…

  6. Povera donna, già per portare un nome così ci vuole un gran bel coraggio; se poi aggiungi il fatto che abbia dovuto affrontare un matrimonio con un personaggio così importante…. che dire? Però trovo interessante l’iniziativa per far conoscere il vostro territorio, davvero lodevole!

    1. Il problema del nostro territorio è serio: tutti vengono in Emilia per mangiare ma la cucina qui è un filino pesante, quindi serve sapere dove andare a fare due passi per smaltire il pranzo e potersi rimettere a tavola per la cena!

  7. Sono stata a Parma soltanto una volta, in occasione della Fiera del Camper, ragion per cui ho avuto modo di visitare il centro storico in meno di un paio d’ore, e di sera. Non macherò di intrufolarmi in questo museo la prossima volta, soprattutto perchè anche mo marito, come il padre della Kry, è amante della pesca e rimarrebbe davvero cmpiaciuto dinanzi a quell’arcaico cofanetto!

    1. Argh! La fiera del camper è LA FONTE DI OGNI MALE, sallo! Dopo anni non riesciamo ancora a ricordarci quando la fanno e, immancabilmente, restiamo imbottigliati nel caos degli ingressi o delle uscite…

      Comunque, e non lo diciamo così tanto per dire, se passi in zona facci un cenno che ti portiamo a fare un giro! Siamo specializzata in cose stupide e in osterie però, meglio precisare!🤣

  8. Anche se non sono di Parma, mi sono affezionata anche io alla Maria Luigia grazie al tuo appassionato articolo che la racconta.

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