Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.

Coral Castle però non è davvero un castello…

Coral Castle, che si trova a sud di Miami, è una costruzione realizzata da una sola persona, Edward Leedskalnin, che lo ha eretto per la donna che amava.

Anche lo scorso anno, per San Valentino, avevamo pubblicato un articolo su un castello (quello di Bory che si trova nell’impronunciabile Székesfehérvár in Ungheria) costruito da Jenő Bory per la moglie Ilona, e ci piaceva continuare con questa idea e magari farla diventare una tradizione.

Quindi vi aspettiamo qui sul blog anche il prossimo anno per un altro castello costruito per amore!

Un giovane malaticcio

La storia che vi abbiamo narrato lo scorso San Valentino era quella di una coppia maritata che credeva nell’amore reciproco, nella famiglia e nel sostenersi a vicenda sia come persone sia come artisti. Era una storia romantica ma tutti sanno che non sempre il Grande Amore è corrisposto. La vicenda che vi narreremo oggi, infatti, sarà quella di un innamorato sfortunato.

Edvards Liedskalniņš nacque in Lettonia nel 1887 e di lui e della sua vita si sa poco, quindi prendete con le pinze quello che stiamo per raccontarvi.

Il buon Edoardo era nato da una famiglia umile e in gioventù era stato di salute cagionevole. Frequentò la scuola parrocchiale del suo paese fino alla quarta elementare e poi interruppe gli studi, cosa per nulla insolita per quel tempo.

La sua salute delicata lo portò a preferire passatempi tranquilli, come la lettura, e in breve tempo divenne sempre più curioso e assetato di conoscenza.

Megalito a froma di luna a Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Un monolito a forma di luna attira parecchia attenzione!
Monolito a Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Un’altro degli enormi monoliti di Coral Castle

Ad un certo punto pare che abbia lavorato come scalpellino ma non si sa bene se questa abilità gli fosse stata trasmessa dal padre o se avesse imparato altrove.

Crescendo l’Edoardo si fece le sue idee e così, nel 1905, partecipò a quella che oggi è conosciuta come la ‘prima rivoluzione russa’.

All’ombra della Grande Storia

Le tensioni che portarono a questa situazione erano già lì da anni. Il fattore scatenante però fu che una folla di operai decise di portare allo Zar una petizione in cui si chiedevano maggiori diritti per i lavoratori.

In quel foglio i manifestanti chiedevano cose del tutto assurde, come una giornata lavorativa di otto ore, di poter decidere se fare o non fare gli straordinari, di trattare il salario minimo direttamente con i datori di lavoro e tutta un’altra serie di richieste che ancora oggi, nell’Italia del 2024, sfiorano la fantascienza. Se oggi queste cose sono ancora abbastanza utopiche, figuratevi nel 1905!

All’appressarsi del corteo alla residenza dello Zar, l’esercito aprì il fuoco sulla folla. L’evento è ricordato come ‘la domenica di sangue’ e scatenò reazioni a catena in tutto l’impero Russo, anche in Lettonia.

L’Edoardo partecipò alle proteste ma era uno tra i tanti e la sua presenza non fece né notizia né scalpore perché era, in definitiva, un perfetto signor nessuno.

Qualche anno dopo vediamo il nostro Edoardo innamorarsi di Hermīni Lūsi e fidanzarsi con lei. La ragazza era una sedicenne vivace e bella che, probabilmente, non aveva molta voglia di mettere su famiglia in così giovane età. Forse fu per quello che il giorno precedente alle nozze, di punto in bianco, abbandonò il povero Edoardo.

Interni di Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Una veduta dell’interno delle mura
La cava di Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Dopo aver traslocato il suo castello, l’Edoardo scavò il materiale per la costruzione appena fuori dalle mura.

Lui, che già si vedeva sposato e con una numerosa famiglia, in preda allo sconforto decise di fuggire il più lontano possibile, che a quel tempo si traduceva nell’emigrare negli Stati Uniti.

Un sogno d’amore

In America il suo nome fu tradotto in Edward Leedskalnin e, per qualche strano motivo, quello del suo amore non corrisposto divenne Agnes Skuvst o Agnese Scuffs.

Le notizie sulla vita personale di quest’uomo sono così scarse che non sappiano nemmeno se Agnes e Hermīni fossero la stessa donna o due persone diverse. Tutto quello che sappiamo è che per il resto della sua vita l’Edoardo chiamò il suo amore ‘Sweet Sixteen’ (dolce sedicenne).

Per dieci anni interi l’Edoardo girò per gli Stati Uniti passando da un lavoro all’altro ma poi, intorno al 1922, si buscò la tubercolosi. I dottori gli dissero che sarebbe stato meglio per lui vivere in un clima più caldo, cosa che lo portò a sistemarsi in Florida.

Deciso a mettere radici in questo nuovo angolo di mondo, l’Edoardo si comprò un bel terreno e cominciò a costruire una… casa? Un cottage?

No, nulla di tutto questo e, nonostante il nome, L’Edoardo non costruì nemmeno un castello ma quello che potremmo definire un complesso megalitico.

A mano. Senza gru. Da solo.

Megaliti a forma di luna e saturno a Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Una luna e un pianeta… capite che si fa in fretta a pensare alla magia?

Oh, ce l’hanno fatta a Stonenge in tempi non sospetti, ce l’avrà fatta pure lui, no?

Certo, ma ve lo ridiciamo: da solo.

Nel corso del tempo l’Edoardo scolpì qualcosa come mille tonnellate di roccia per realizzare quest’opera. A chi gli chiedeva perché lo avesse fatto rispondeva  sempre e solo che era per la sua Sweet Sixteen.

Tavolo a cuore a Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Un tavolo a forma di cuore per la sua ‘dolce sedicenne’.
Strumenti usati per la costruzione di Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
L’Edoardo ha costruito tutto Coral Castle con questi strumenti

Alcuni pensarono cullasse il sogno che prima o poi la ragazza lo raggiungesse ma altri invece, leggendo gli opuscoli che Edoardo aveva scritto e che vendeva ai visitatori, ipotizzarono che in realtà la dolce sedicenne fosse più un’ideale che una persona vera.

In un modo o nell’altro questo posto resta comunque un monumento all’amore.

Ingresso di Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
L’Edoardo chiedeva ai visitatori 10 cent per visitare Coral Castle

Costruire nell’oscurità

Sì, ma quindi come ha fatto l’Edoardo a costruire il suo castello tutto da solo?

Boh? La verità è che non ne abbiamo la minima idea!

L’Edoardo lavorava soprattutto di notte, a lume di lanterna, e gli unici che dissero di averlo visto mentre spostava i massi (che pesano quasi sei tonnellate l’uno) erano un gruppo di ragazzini del posto. Questi riferirono che faceva tutto senza sforzo, come se le grandi rocce fossero palloncini pieni di elio.

Sembrava davvero magia, anche perché lui era uno scricciolo d’uomo e i massi erano enormi. Forse fu per questo che, quando aprì il posto ai visitatori, in tanti gli domandarono quale fosse il suo segreto.

Lui restò sempre vago, dicendo che era facile se sapevi come farlo (e grazie al c…), o che lui comprendeva bene le leggi del peso e della leva. Altre volte invece spiegava, in modo tranquillo e niente affatto mistico, che aveva scoperto i misteri delle piramidi.

La magia però non è ancora finita perché nel 1936 l’Edoardo decise che la zona dove viveva era troppo affollata per il suo carattere solitario e decise di traslocare di una quindicina di chilometri… e il suo castello con lui.

L’Edoardo viaggiava in bicicletta, non aveva nemmeno un’auto, e per spostare i suoi enormi blocchi utilizzò delle rotaie e l’aiuto di un amico che possedeva un trattore.

Sebbene in molti avessero visto gli enormi blocchi viaggiare sulle rotaie, pare che nessuno abbia mai visto l’Edoardo mentre li caricava o scaricava dalle piattaforme usate per il trasporto.

Se la prima costruzione aveva avuto il nome poco fantasioso di ‘Ed’s Place’, una volta traslocato ribattezzò la sua casa ‘Rock Gate’. Il nome era inspirato al suo ‘cancello’ che era, ed è ancora, una roccia girevole, una di quelle cose che ci aspetteremmo da un tempio perduto nei film di Indiana Jones.

La magia continua

Ma quindi, direte voi, il luogo è misterioso perché nessuno sa come l’Edoardo spostò i massi avendo a disposizione solo strumenti rudimentali?

Porta girevole a Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Quell’enorme masso girava come per magia!
Torre di Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Nonotante tutto il suo lavoro l’Edoardo viveva in questa torretta piuttosto piccola.

Assolutamente no, perché quella è solo la parte più evidente ma ce ne sono altre!

Per esempio il ‘Rock Gate’, da cui il posto prendeva il nome, è una grande pietra di otto tonnellate che gira su se stessa alla minima pressione.

Ci sono filmati d’epoca dove si vedere un bambino che la fa ruotare senza sforzo alcuno e, per molto tempo, nessuno ha capito come fosse possibile.

Allo stesso modo all’interno delle mura di Coral Castle ci sono venticinque specie di sedie a dondolo, a forma di mezzelune, realizzate con imponenti massi che oscillavano come se l’attrito non esistesse.

Furono queste sedie a dondolo, e la romantica storia dell’Edoardo, che ispirarono Billy Idol per la sua canzone ‘Sweet Sixteen’ che dice appunto “Built a moon for a rocking chair” (costruii una luna per sedia a dondolo).

All’interno di questo recinto di mura immense però le sorprese non sono ancora finite! Qui c’è tutto quello che potreste desiderare: una torretta di due piani (che era l’abitazione dell’Edoardo), un barbecue, un pozzo per l’acqua, una fontana, una vasca da bagno e anche un tavolo romanticamente intagliato a forma di cuore.

Avete presente quando da bambini giocavate ad arredare la casa, decidendo dove mettere ogni cosa? Questo recinto nascosto da massi enormi sembra davvero qualcosa del genere ma con un tocco di misticismo in più, perché qui potrete vedere anche una meridiana, un telescopio polare e addirittura… un trono.

Be’, l’Edoardo si era costruito il suo ‘castello giocattolo’ tutto da solo nel corso di 28 anni di vita, quindi a nostro parere si meritava pure di mettersi in trono!

Quando Spock passò da qui

Forse non avete presente che impatto abbia avuto Star Trek nella vita degli americani, ma vi possiamo garantire che la maggior parte di quelli che hanno visitato Coral Castel con noi erano lì grazie a Spock!

Ebbene sì, l’attore più amato dai Trekker, Leonard Nimoy, visitò Coral Castle in occasione delle riprese di un episodio della serie ‘In search of…”, una trasmissione che parlava di fenomeni strani e misteriosi, esattamente come quelle condotte da Giacobbo, che poi è l’animale guida del Teo.

La risonanza di quella serie trasmessa nel 1981 rese questo posto ancora più noto e lo cementò tra le cose da vedere assolutamente, non solo in quel periodo ma ancora oggi! Tre anni dopo arrivò la sua consacrazione ufficiale con l’inserimento nel registro dei luoghi storici.

Un trono a Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
Il trono di roccia, scolpito in un unico blocco, è in posizione dominante!
La fontana di Coral Castle a Miami. Foto sul blog 'Nerd in Spalla: viaggiatori poco seri' dedicato al pop-culture tourism.
La fontana con la stella a sei punte è davvero molto romantica

Il colpo di scena avvenne però solo nel 1986, quando all’improvviso il masso girevole che si apriva con un dito smise di funzionare.

Si dovette procedere a smontarlo, e per farlo servirono sei uomini e una gru. Fu in quell’occasione che si scoprì il segreto del suo ruotare come senza peso: il grande masso girava su un meccanismo realizzato con cuscinetti a sfera (probabilmente recuperati da un vecchio camion) e, a causa della ruggine, si era bloccato.

Da allora il masso girevole fu aggiustato un paio di volte e oggi funziona ancora. Purtroppo dopo le riparazioni non fu mai più così ‘leggero’ come era stato in origine e ora serve un certo sforzo per smuoverlo. Si vede che chi lo ha ristrutturato non conosceva il segreto delle piramidi!

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10 commenti

  1. Giacobbo che è l’animale guida del Teo…. oddio ormai cado dalla sedia! Paolo appena dico di voler vedere il buon Roberto mi spedisce in esilio nel mio studio. Comunque questo posto mi piace, decisamente interessante. Non ne avevo mai sentito parlare, quel che è certo che l’amore smuove le montagne!

    1. Il Teo è un grande fan del Robertone e ogni volta che stiamo per andare da qualche parte va a vedere se il suo ‘animale guida’ c’è stato!😂

  2. Ma che bello scoprire questo vostro lato così romantico! Effettivamente costruire un castello è una grande prova d’amore e come tale va celebrata, ottima idea.

    1. Il problema è che adesso pure la Kry vuole un castello costruito a mano dal Teo che subito ha promesso di costruirgliene uno con i Lego…

  3. Mi avete fatto scoprire un altro luogo davvero particolarissimo, costruito per amore! Spesso questo sentimento ci porta a fare cose bizzarre ed effettivamente questo “castello non castello” rientra di diritto in queste azioni: ma che motore pazzesco è l’amore?!

    1. Questa cosa dei castelli costruiti per amore ci piace tantissimo! Quasi non vediamo l’ora che arrivi il prossimo anno per parlare del prossimo! 😍

  4. Che personaggio tutto particolare il nostro Edoardo! Chissà se tutto il lavoro fatto per costruire questo castello avrà in qualche modo alleviato le sue pene d’amore…

    1. Le sue pene d’amore non so, ma di certo quando è morto un po’ di soldini con le visite li aveva messi da parte!

  5. Beh questo Si che è un sito che vale la pena visitare, non tanto per la storia che nasconde alle sue spalle, ma per i misteri di cui è attorniato ( sicuramente simili a quelli delle piramidi). Non avevo mai sentito parlare prima di questo mausoleo per cui sono rimasta davvero incantata dal tuo racconto.

    1. Eh, dopotutto Giacobbo (l’animale guida del Teo) c’è stato… e c’è stato pure Nimoy… come potevamo non andarci?

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