Figurine della collezione liebig e altre al museo della figurina di Modena. Foto dal blog di viaggi Nerd in Spalla.

Una visita al museo della figurina

Collezione Panini senza Panini

Siamo a Modena alla Fondazione Modena Arti Visive e più precisamente al museo della figurina.

Andiamo con ordine che se no ci fate casino.

A)     Le figurine non sono sinonimo di calcio

B)     Le figurine non sono monopolio assoluto della Panini

Ve lo diciamo perché, se non lo facciamo, poi magari pensate:

“Siamo a Modena, città sede della Panini e il materiale del museo è stato donato da Panini, quindi vado e ci trovo tutte, ma proprio tutte, le figurine dei calciatori, anche quella che non ho mai trovato! Ed io voglio DAVVERO sapere che cazzo c’era sopra, perché il mio amico Gigi ce l’aveva e non me l’ha mai fatta nemmeno vedere!”

E invece no. Quella figurina non la potrete vedere nemmeno qui e andrete nella tomba continuando a portare rancore verso Gigi, tranquilli!

Ecco, ora ve l’abbiamo detto e possiamo andare avanti.

Copertina dell'album calciatori al museo delle figurine di Modena. Foto dal blog di viaggi: Nerd in Spalla
Foto del materiale presente nel museo

Quello che state per vedere è una parte (non possono esporre davvero tutto!) della collezione di Giuseppe Panini, che inizialmente era esposta all’interno dell’azienda omonima e che poi è stata donata al comune di Modena.

Gotta Catch ’Em All (senza Pokemon)

Facciamo un passo indietro. Giuseppe era un ragazzetto come tanti e gli piacevano le figurine.

Figurine della collezione antiche celebrità al museo della figurina di Modena. Foto dal blog di viaggi Nerd in Spalla.
Foto del materiale presente nel museo
Figurine della collezione antiche pietre preziose al museo della figurina di Modena. Foto dal blog di viaggi Nerd in Spalla.
Foto del materiale presente nel museo

Le raccoglieva e ci giocava ma poi arrivò l’adolescenza e…

“Stai proprio bene oggi, Lola!”

“Grazie Beppe ma dimmi… tu che interessi hai?”

“Io colleziono figurine. Lola, ti andrebbe di uscire con me stasera?”

“Uhm… ecco… sai… proprio stasera mi devo lavare i capelli…”

“Domani magari?”

“Err… domani mia madre vuole che l’aiuti a spolverare sopra l’armadio…”

Una cosa così insomma, e di figurine per un po’ non se ne parlò più.

Quando Giuseppe aveva vent’anni, però, la sua famiglia ebbe una grande idea: compriamo un’edicola!

L’edicola andava benissimo e lui e uno dei suo fratelli aprirono un’agenzia di distribuzione giornali.

Giuseppe era ormai adulto e a quel punto uno se ne può fregare se le figurine non sono un passatempo in voga, così, quando si trovò tra le mani un grosso lotto di vecchie figurine invendute, cominciarono a scintillargli gli occhi e prese a mormorare cose tipo ‘il mio tessssoroooo’.

Quello che le aveva lì in magazzino a prendere polvere intravide il suo sguardo spiritato e subodorò l’affarone, così disse con voce disinteressata, come se non fossero anni che cercava un pollo a cui appioppare quel ciarpame:

Figurine della collezione fiori della Liebig al museo della figurina di Modena. Foto dal blog di viaggi Nerd in Spalla.
Foto del materiale presente nel museo
Figurine della collezione pianeti al museo della figurina di Modena. Foto dal blog di viaggi Nerd in Spalla.
Foto del materiale presente nel museo

“Se le prendi tutte ti faccio un prezzo stracciato!”

Giuseppe fece di sì con la testa mentre già gli prudevano le mani e forse aveva pure un po’ voglia di tuffarcisi dentro come Paperone nel suo deposito d’oro ma si trattenne e portò tutto a casa.

Trovò tutte le figurine che gli mancavano, finendo collezioni che da vent’anni non sapeva nemmeno più di avere e poi, quando posizionò l’ultima, si accorse finalmente che forse aveva fatto una stronzata.

Aveva comprato un magazzino di figurine e adesso le doppie che gli uscivano anche dal buc… dalla finestra!

“Mmmhhh… qui se non mi faccio venire un’idea è merda… Be’, abbiamo una ditta di distribuzione. Le imbustiamo a caso due a due e ci aggiungiamo pure un palloncino, poi le vendiamo a un prezzo accessibile a tutti. Sarò mica l’unico che aveva ancora da completare l’album, no?”

In un anno ne vendettero per quelli che oggi sarebbero 400mila euro e così pensarono bene di reinvestire e aprire una stamperia. Era il 1961 e noi siamo ancora qui a incollare figurine sugli album… mentre la Lola è ancora lì che si mangia le mani…

Il mondo senza Photoshop

Tornando al museo, però, dovete capire che qui non ci sono le figurine panini (o non molte almeno) ma quelle prima, quelle davvero storiche!

L’esposizione è tutta contenuta in una stanza sola ed è composta da bacheche scorrevoli che potete ‘sfogliare’ a mano per seguire il percorso della figurina dalla sua nascita fino ai tempi moderni.

Si parla della metà dell’ottocento, quindi niente foto e niente stampe laser! Qui c’era gente che si doveva sbattere per fare un disegno e poi scorporarlo in 12 colori diversi per poterlo stampare… niente Photoshop e tutto sudore della fronte. Una roba che al solo pensiero noi siamo già stanchi!

Vedrete alcune delle serie più belle e strane che siano mai state concepite, italiane ed estere, dalle figurine distribuite con le sigarette, col cioccolato, con il dado per il brodo…

Erano serie brevi, di 6 immagini o poco più per ogni collezione, ma invasero il mondo e crearono il famoso ‘celo, celo, mi manca’ tra grandi e piccini.

All’inizio li collezionavano di preferenza le donne, infatti i temi erano tutti fru-fru, poi con le figurine allegate alle sigarette, e di tema sportivo, si allargarono agli uomini e in particolare ai ragazzi.

Da lì è andata in salita: figurine didattiche, figurine con concorsi a premi, figurine della natura… nel corso del tempo c’è stata una raccolta dedicata a qualunque cosa vi possa venire in mente.

Copertine degli album di Lady Oscar e Capitan Harlock al museo delle figurine di Modena. Foto dal blog di viaggi: Nerd in Spalla
Foto del pannello dedicato agli album dei cartoni animati.
Illustrazione di un bambino che cavalca una cavalletta al museo della figurina di Modena. Foto dal blog di viaggi Nerd in Spalla.
Ma perchè un bambino dovrebbe voler cavalcare una cavalletta??

Perchè? Perchè? PERCHÉ???

La nostra figurina preferita resta quella del bambino che cavalca una cavalletta.

Non c’è nessun motivo logico per cui un bambino dovrebbe voler cavalcare una cavalletta… più la guardiamo e più ci domandiamo: ma perché???

E più ce lo domandiamo, più questa figurina ci piace…

Informazioni pratiche:

L’angolo dello shopping:

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6 commenti

  1. Interessantissimo museo, grazie per la dritta andrò di sicuro quando sarò in visita a Modena. Il bambino che cavalca la cavalletta è in effetti un’immagine che andrebbe spiegata, ma forse perderebbe il suo fascino…:)

    1. Magari perderebbe fascino ma noi siamo ancora qui a chiederci… perchè??😂 🤣

  2. Un museo straordinario! Da piccola ovviamente collezionavo figurine come tutti e l’idea di completare gli album mi è sempre piaciuta quindi sono d’accordo con Giuseppe Panini e la sua straordinaria intuizione

    1. Il museo a noi è piaciuto ma la cosa migliore sono le mostre temporanee a tema in cui mettono fuori tutto il materiale di determinate tematiche… purtroppo abbiamo perso la mostra dei cartoni anni ’80 ma se la rifaranno saremo in prima fila!

  3. No ma le figuuuuuuu!! Ho passato l’infanzia ad attaccare le figu sugli album e lo dico con orgoglio, nonostante i vari traslochi, molti li ho ancora. Da Lady Oscar a Bia lasfidadellamagia, passando per Love is… ma che ve lo dico a fà?! Sono nata a metà anni ’70, avete già capito no?!

    1. Sono certa che ti sbagli! A occhio ti davo la mia età esatta… tipo primi duemila, no?😂 🤣

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